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Alto Friuli: sicurezza, Portis candidata per un polo internazionale

09/05/2014
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di Piero Cargnelutti

Verso un polo di valenza internazionale ed europea per le esercitazioni sulla sicurezza a Portis. E’ la proposta che Associazione dei Comuni terremotati, Università di Udine e Comune di Venzone fanno alla Regione all’indomani del termine delle esercitazioni che si sono svolte a fine aprile e negli ultimi due giorni nella frazione oggi ricostruita dall’altra parte della Pontebbana. Ieri, la presidente della Regione Debora Serracchiani, accompagnata dal prefetto di Udine Provvidenza Delfina Raimondo, ha potuto vedere con i suoi occhi, in visita al campo allestito dal corpo nazionale dei Vigili del fuoco, quanto è stato fatto in queste giornate di sperimentazione, a cominciare dai resti della chiesa di San Bartolomeo e dal vecchio asilo di Portis, ora puntellati e messi in sicurezza. Non solo. Ha potuto osservare le schede sulla sicurezza che il Serm dell’ateneo friulano con i Vigili del fuoco ha preparato in questi anni, documenti accessibili a tutti. Di fronte a quanto visto, Debora Serracchiani ha chiesto un dossier più approfondito per valutare con maggior attenzione: «Quello che è stato fatto – ha detto la presidente Fvg in sala consiliare dopo la visita – è un’opportunità che va nella direzione di ciò che serve al territorio. Ora si ipotizza la creazione di un luogo per le esercitazioni e su ciò vorremmo lavorare come Regione ma anche come sistema, per essere portatori di buone prassi». Per l’Associazione dei Comuni terremotati, Venzone è un punto centrale anche per sviluppare un lavoro in sinergia con squadre provenienti da Austria, Slovenia, Repubblica Ceca e Germania, vista la posizione centrale della cittadina all’interno del Centro Europa, dove il borgo di Portis si configura come un punto unico: «E’ il frutto di tre anni di progettualità – ha detto Fabio Di Bernardo, presidente dell’associazione – che arrivano ad un primo traguardo, che puntiamo a replicare il prossimo anno e ringraziamo anche le famiglie che hanno messo a disposizione le strutture di loro proprietà». A Portis, in queste settimane, sono state sperimentate per la prima volta in Italia nuove tecniche di soccorso utilizzando per la prima volta i droni, acquistati dal Ministero degli Interni per il corpo Vigili del fuoco alcuni mesi fa: «Sono mezzi – ci ha detto Stefano Grimaz dell’Università di Udine – che permettono di raggiungere punti difficili come torri e campanili, ma allo stesso tempo devono essere comandati da personale qualificato come quello di cui abbiamo potuto disporre qui. Sviluppare qui un polo per esercitarsi anche con forze dell’Esercito provenienti da fuori è qualcosa che va nella direzione europea».

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