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Bordano: alla “Casa delle Farfalle” arriva “Coco” un piccolo caimano

21/03/2013
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dal MV di oggi. Foto Cristofoli.

E’ appena arrivato ed è già diventato la mascotte della Casa delle Farfalle di Bordano, che ha riaperto recentemente dopo la chiusura invernale. Grandi e piccini fanno la fila per osservarlo dal vivo e i responsabili della struttura lo coprono di attenzioni. E’ Coco, un magnifico esemplare di caimano nano di Cuvier (Paleosuchus palpebrosus), originario dell’Amazzonia, il protagonista indiscusso della stagione 2013. «Si tratta di una specie poco conosciuta e adatta a convivere con le nostre farfalle – spiega il direttore scientifico, Francesco Barbieri -. Le sue piccole dimensioni (non supera il metro e mezzo) e il suo adattamento tropicale ben si sposano con la nostra serra amazzonica in cui è stato realizzato un laghetto riscaldato pensato per lui. Coco arricchisce il nostro percorso didattico, dandoci l’opportunità di rappresentare i grandi predatori». Il caimano nano è la specie più piccola di coccodrillo. Si tratta di un rettile arcaico: le origini dei coccodrilli risalgono ad oltre 200 milioni di anni fa. «Oggi – aggiunge Barbieri – si ritiene che i coccodrilli siano strettamente imparentati con gli uccelli. Tra i vari caratteri che accomunano i coccodrilli ai volatili c’è l’abitudine di questo grandi rettili di costruire un nido per proteggere le uova. La femmina, inoltre, normalmente accudisce i piccoli durante i primi giorni di vita. Una curiosità che riguarda il nostro caimano e gli altri coccodrilli è la determinazione del sesso che dipende dalla temperatura. Le uova più fredde daranno origine a femmine mentre le più calde saranno maschi. L’alimentazione di qeusti animali è a base di pesce». Oltre a Coco, la Casa delle Farfalle ospita anche, da quest’anno, due genette (nate in cattività), mammiferi carnivori originari dell’Africa, e una famiglia di Tamarino Edipo, piccole scimmie diffuse nelle foreste della Colombia. Gli esemplari provengono dal parco Natura Viva di Verona che li ha accolti dopo essere stati dimessi da un centro di ricerca biomedica. Sono inseriti in un progetto europeo di conservazione della specie ex-situ

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