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Bordano: il Sindaco«Una sola ambulanza non basta»

09/08/2014
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di Piero Cargnelutti .

Mentre la futura riorganizzazione dei servizi sanitari è ormai al centro di una discussione che vede coinvolti Regione, Comuni e anche comitati di cittadini, il taglio di un’ambulanza decisa qualche mese fa dalla direzione dell’Azienda Sanitaria Alto Friuli comincia a suscitare malumore tra i cittadini dei paesi più periferici, come appunto Bordano. Nella cittadina, infatti, il consiglio comunale ha fatto sua la lettera di denuncia inviata al Comune e protocollata lo scorso 14 luglio, da Anselmo Picco. «La riduzione del servizio – ha scritto – non permette un’adeguata copertura della nostra zona e non garantisce un intervento tempestivo laddove sia necessario. Tempo fa si è sentita male una donna e l’ambulanza è giunta a Bordano ben 45 minuti dopo essere stata chiamata, perché impegnata altrove. Oggi (14 luglio scorso, ndr) è arrivata 25 minuti dopo essere stata chiamata più e più volte, e purtroppo, al suo arrivo, la persona colpita da infarto era già morta». Picco conclude sottolineando di non voler imputare tale tragico fatto al ritardo dell’ambulanza, ma ribadisce che un intervento tempestivo a volte può salvare una vita. La lettera è diventato un ordine del giorno approvato all’unanimità dal consiglio comunale di Bordano. Per una piccola comunità di 800 persone, a poco più di una decina di chilometri dall’ospedale di Gemona, alcune sicurezze non sono da sottovalutare. «Abbiamo voluto fare nostra questa denuncia – spiega il sindaco Gian Luigi Colomba – perchè la riduzione di un’ambulanza crea non pochi problemi per una comunità come la nostra dislocata in una zona periferica». Il sindaco Colomba si dice anche pronto ad incontrarsi con gli altri sindaci del mandamento. «Noi porteremo questo documento – afferma – all’attenzione dell’assemblea dei sindaci; inoltre ci uniamo al mandato che già il consiglio di Gemona ha conferito al sindaco Paolo Urbani per discutere con la Regione e l’assessorato al fine di salvaguardare l’ospedale San Michele che la riforma sanitaria vuole trasformare in un semplice presidio. In questo percorso siamo pronti a dare il nostro sostegno al sindaco Urbani».

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