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Carnia: Forestale, ecco la prova che i cani uccidono i caprioli

12/04/2013
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di Gino Grillo.

Ennesimo episodio di predazione da parte di cani lasciati liberi e randagi nell’alta valle del But. Lo denuncia il direttore della riserva di caccia di Paluzza Guglielmo Salon. «Il ritrovamento di un capriolo attaccato dai cani è stato riscontrato lungo la strada, molto frequentata, che porta alla proprietà regionale di malga Pramosio». Le tracce lasciate sul luogo della predazione non lascerebbero dubbi sulla dinamica dell’accaduto e su chi lo avrebbe commesso. «Vi sono chiare tracce di inseguimento sulla neve da parte di un cane di media taglia». I caprioli – fa sapere il direttore della riserva – sono estremamente debilitati dall’inverno che è stato molto lungo e ha avuto copiose nevicate. «Devono essere lasciati tranquilli e assolutamente non devono avere incontri con cani lasciati liberi i quali avrebbero gioco facile a predarli o anche a farli correre, anche per poco, fino a finirli di stremare». Lasciare i cani liberi è vietato ed è punito dalla normativa vigente in materia. «Ricordo inoltre – accenna Salon – che la fauna è patrimonio indisponibile dello Stato e per essa la Provincia paga ogni anno soldoni per i danni causati dalla stessa e viceversa sarebbe corretto non fossero recati danni alla fauna: i responsabili e padroni dei cani dovrebbero pagare i danni». Altro problema è quello del primo verde a valle che fa migrare durante le ore notturnebranchi di cervi e caprioli i quali sono un pericolo per gli automobilisti, ma sono anche soggetti ad atti di bracconaggio per i quali il corpo forestale, la polizia provinciale e carabinieri sono già stati allertati dando la massima disponibilità per servizi mirati.

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