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Carnia: malghe assegnate ad allevatori che non montificano mucche, scatta la protesta

28/04/2013
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di Gino Grillo

Proteste da parte della Cooperativa malghesi della Carnia per l’assegnazione delle malghe regionali ad allevatori che non montificano mucche. «Dopo aver appreso i risultati dei bandi di concessione di alcune malghe di proprietà della Regione ci siamo chiesti – hanno detto il presidente Alberto Pischiutti e il direttore Claudio Peresson – cosa pensassero quanti deputati all’elaborazione dei regolamenti, vedevano aggiudicate le malghe che per secoli hanno ospitato bovini e capre da latte a greggi di pecore e cavalli». Il riferimento è alle malghe Plotta e Collina Grande in Comune di Paluzza e Ramaz e Lodin in Comune di Paularo. Malghe oggetto di ingenti investimenti pubblici per ristrutturazioni e ricostruzione di stalle, impianti di mungitura e caseifici per renderle funzionali alla trasformazione del latte in formaggio. «Lavori che non solo durano da molti anni senza essere stati ancora completati per probabile scarso interesse e anche negligenza visto che i finanziamenti per il completamento dei lavori della malga Collina Grande e Casera Ramaz sono stati tolti e usati per altri scopi. Se si voleva mantenere per queste malghe la destinazione tradizionale e la loro vocazione ad alpeggiare vacche da latte e trasformare latte in prodotti tipici non era semplice escludere direttamente altre specie diverse dalle vacche quali pecore e cavalli dal bando?». I malghesi ritengono che se i Comuni, proprietari di gran parte delle malghe, adottassero lo stesso comportamento della Regione metterebbero in crisi tutti i malghesi con le relative conseguenze per l’ambiente, l’immagine della Carnia e l’attrazione turistica che ne consegue.

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2 Responses to Carnia: malghe assegnate ad allevatori che non montificano mucche, scatta la protesta

  1. 05/05/2013 at 00:06

    Proteste da parte della Cooperativa malghesi della Carnia per l’assegnazione delle malghe regionali ad allevatori che non montificano mucche. «Dopo aver appreso i risultati dei bandi di concessione di alcune malghe di proprietà della Regione ci siamo chiesti – hanno detto il presidente Alberto Pischiutti e il direttore Claudio Peresson – cosa pensassero quanti deputati all’elaborazione dei regolamenti, vedevano aggiudicate le malghe che per secoli hanno ospitato bovini e capre da latte a greggi di pecore e cavalli». Il riferimento è alle malghe Plotta e Collina Grande in Comune di Paluzza e Ramaz e Lodin in Comune di Paularo. Malghe oggetto di ingenti investimenti pubblici per ristrutturazioni e ricostruzione di stalle, impianti di mungitura e caseifici per renderle funzionali alla trasformazione del latte in formaggio. «Lavori che non solo durano da molti anni senza essere stati ancora completati per probabile scarso interesse e anche negligenza visto che i finanziamenti per il completamento dei lavori della malga Collina Grande e Casera Ramaz sono stati tolti e usati per altri scopi. Se si voleva mantenere per queste malghe la destinazione tradizionale e la loro vocazione ad alpeggiare vacche da latte e trasformare latte in prodotti tipici non era semplice escludere direttamente altre specie diverse dalle vacche quali pecore e cavalli dal bando?». I malghesi ritengono che se i Comuni, proprietari di gran parte delle malghe, adottassero lo stesso comportamento della Regione metterebbero in crisi tutti i malghesi con le relative conseguenze per l’ambiente, l’immagine della Carnia e l’attrazione turistica che ne consegue.

  2. michele
    07/05/2013 at 11:53

    questo e quello che succede quando non ce piu interesse per i nostri allevatori spero la regione prenda anche se pur tardi provvedimenti

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