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Carnia: per Legambiente e WWF “Il deserto biologico nel Lumiei durerà per anni”

21/02/2013
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comunicato di Legambiente FVG.

Lo svuotamento del Lago di Sauris, secondo Edipower, si è concluso brillantemente, anzi letteralmente bruciando i tempi: 20 giorni, anziché i 60 previsti. Il successo organizzativo, però si è trasformato in un disastro ambientale cui nessuno, pare, durante la conferenza dei servizi svoltasi ieri in regione, ha saputo opporre un dubbio, una perplessità, un’obiezione; salvo il Sindaco di Preone cui va riconosciuto il merito di aver alzato la voce. Eppure siamo di fronte ad un caso analogo a quello patito dalla Val Rosandra lo scorso anno, che ha fatto sollevare i cittadini di Trieste e del Carso”.
Così si esprimono Legambiente e WWF sugli esiti della conferenza di ieri, rimarcando i due elementi fondamentali di questa vicenda:
- che i 50.000 mc di fango scaricati a valle hanno portato morte e distruzione nel Lumiei e nel Tagliamento già duramente provati dalle riduzioni di portata che Edipower impone da decenni a quei due fiumi importanti, avendo la certezza che il deserto biologico prodotto durerà per anni e non per mesi come si intende far credere;
- ancora una volta, ha vinto la logica del mercato su quella del buon senso: cosa importa perdere due mesi di acque per salvare un po’ di ambiente a lorsignori, a questa società che mai nelle regioni dei suoi soci lombardi, trentini o bolzanini, farebbe una cosa del genere, ma la fa qua perché lontana dagli occhi di tutti, nella remota Carnia?

“È gravissimo – tuonano le due associazioni – che a fronte di dati tecnici incontestabili, i vari uffici ministeriali e regionali non abbiano saputo nemmeno imporre un minimo di controllo, permettendo ancora di superare, di varie volte oltre l’ammissibile, i limiti di solidi sospesi nelle acque”.
Un documento della Regione Lombardia (Quaderno della ricerca n. 90 della Regione Lombardia “Definizione dell’impatto degli svasi dei bacini artificiali sull’ittiofauna e valutazione delle misure di protezione”) indica infatti come opportuni valori di solidi sospesi molto bassi rispetto a quelli misurati nel Lumiei (fino a 57 g/l, un vero budino):

“Tabella 1: valori di concentrazione media di solidi sospesi (g/l) da tenere in considerazione durante uno svaso in funzione degli obiettivi di tutela della comunità ittica fluviale nel corso d’acqua a valle del bacino.

Dal punto di vista delle concentrazioni, stabilito il valore medio obiettivo, è inoltre auspicabile che lo stesso sia raggiunto attraverso cicli quotidiani di lavoro il più possibile omogenei in termini di variazioni delle concentrazioni dei solidi, evitando per quanto possibile i picchi di concentrazioni elevate (superiori a 30 – 40 g/l), che da soli possono determinare effetti negativi di notevole entità.”

Ora, Edipower (e la Regione) promette di consultare anche gli ambientalisti per ricevere suggerimenti su come fare il ripristino, già annunciando però che, guarda caso, si procederà con la stessa metodologia usata per lo svasamento: c’è fango nel Lumiei? E allora loro ci manderanno giù ancora tanta acqua per portarlo via, lontano. Poi, la natura ricostruirà, lenta e paziente ciò che le è stato strappato con la violenza. E i pescatori del luogo cosa dicono? E le amministrazioni locali perché tacciono? Com’è possibile che questo disastro vada bene a tutti?
Legambiente e WWF chiedono che innanzitutto la magistratura agisca rapidamente per accertare lo stato dei luoghi e dei fatti prima che il quadro della situazione cambi definitivamente; chiedono poi che sia attivata la procedura governativa di stima del danno ambientale che non può limitarsi a qualche decina di chili di pesci; che le amministrazioni locali e ogni soggetto avente diritto siano rimborsati dei danni patiti in termini di degrado ambientale, paesaggistico ed economico.
Per questo sono stati attivati i rispettivi livelli nazionali che interverranno sulla vicenda. Le associazioni si riservano ulteriori commenti, a seguito della lettura del verbale della conferenza dei servizi, riguardo alla quale verificheranno le competenze tecniche e scientifiche per esprimere pareri nel campo della biodiversità.

Legambiente FVG

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