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Cercivento: deltaplani carnici sull’Olimpo, Suan Selenati Manuele Vezzi ce l’hanno fatta

22/09/2013
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di Gino Grillo.

«Caro presidente, la Grecia è conquistata, noi cominciamo a far festa e tu preparati!!!». Questo il messaggio inviato da Suan Selenati a Marzio, presidente del club di volo libero Nido delle fate cui è iscritto il deltaplanista campione del mondo che con l’amico Manuele Vezzi ha atterrato, poco prima delle 17 di ieri, sul monte Olimpo. Una sfida quella dei due deltaplanisti carnici (Suan è di Sutrio, Manuele di Verzegnis) iniziata 40 giorni or sono sullo Zoncolan. 40 giorni per attraversare in volo 8 Paesi balcanici e giungere nel regno degli dei greci. Certamente una bella esperienza per i due amanti del volo libero, non senza qualche preoccupazione, quando, durante l’impresa, hanno atterrato in prossimità di campi minati, rimasugli di quella terribile guerra di pochi decenni or sono. I due emuli di Dedalo speravano di effettuare il top landing (atterraggio sulla vetta) del monte Olimpo già venerdì, quando hanno preso il volo da 40 km dal traguardo. Meteo e vento li hanno però costretti a una ulteriore tappa, quella di ieri, che li ha visti partire da soli 15 km dal traguardo a una quota di 2 mila metri sul livello del mare. Un viaggio di 1.600 km per dare visibilità al deltaplano che si vorrebbe divenisse disciplina olimpica. L’intera avventura è documentata da mini-videocamere installate a bordo dei deltaplani e da una reporter che segue il viaggio da terra filmando paesaggi, popolazioni locali, incontri e aneddoti. Il materiale sarà raccolto in un film destinato ai festival cinematografici internazionali e alla distribuzione televisiva.

Ecco il post scritto sul profilo facebook da Suan Selenati per testimoniare l’evento:

Quando si raggiunge un obbiettivo la prima sensazione è di incredulità e disorientamento. Proprio come superare l’esame della vita, o forse (ma io non lo so) andare all’altare. Oggi il nostro sentimento è molto simile simile a questo, ma bisogna aggiungere il brivido delle aquile che ci seguono sotto alle nuvole, la forza espressa in metri al secondo che ti spingono verso l’alto e ti portano sull’Olimpo, il freddo e la sete che non contano niente rispetto a quello che si sta vedendo, la meta non è il risultato ma l’effetto di un procedimento di guerra e pace con noi stessi e con il cielo, sempre troppo alto e troppo bello. Abbiamo portato a termine il nostro viaggio, anche se il sogno non ha mai termine. Abbiamo visto più di quello che ci aspettavamo, abbiamo spinto più del previsto. Abbiamo sognato il giusto, e guadagnato il nostro. Grazie a tutti voi che siete stati parte di questa avventura, Grazie all’amicizia, che resiste anche ai momenti di rabbia e di sudore.

Grazie alla gente che abbiamo incontrato, non retoricamente buona. Grazie alla proporzionalità inversa tra velocità e pressione, che rende la nostra vita… volabile e onirica!

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