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	<title>Commenti per AldoRossi music&amp;news</title>
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	<description>Musica e notizie dalla Carnia e dal Friuli</description>
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		<title>Commenti su Prossenicco: un agriturismo per far rivivere una frazione con 20 abitanti di Ennio</title>
		<link>http://aldorossi.altervista.org/prossenicco-un-agriturismo-per-far-rivivere-una-frazione-con-20-abitanti/#comment-4421</link>
		<dc:creator>Ennio</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 19:36:01 +0000</pubDate>
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		<description>Ciaoo a tutti, ho letto un pubblico per Alan, ma Alan è molto legatissimo a Prossenicco anche è cresciuto per anni,anche è molto legato i suoi nonni, non possono abbandono a Prossenicco. Alan è scelto a Prossenicco per affetto con la gente. è giusto cosi... Ciaoo a tutti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciaoo a tutti, ho letto un pubblico per Alan, ma Alan è molto legatissimo a Prossenicco anche è cresciuto per anni,anche è molto legato i suoi nonni, non possono abbandono a Prossenicco. Alan è scelto a Prossenicco per affetto con la gente. è giusto cosi&#8230; Ciaoo a tutti</p>
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		<title>Commenti su Friuli: scuse e rimborsi da Wind per 500 clienti raggirati di musicandnews</title>
		<link>http://aldorossi.altervista.org/friuli-scuse-e-rimborsi-da-wind-per-500-clienti-raggirati/#comment-4418</link>
		<dc:creator>musicandnews</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 09:08:23 +0000</pubDate>
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		<description>Contatta Federconsumatori, avvocato Puschiasis</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Contatta Federconsumatori, avvocato Puschiasis</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Friuli: scuse e rimborsi da Wind per 500 clienti raggirati di francesca candolo</title>
		<link>http://aldorossi.altervista.org/friuli-scuse-e-rimborsi-da-wind-per-500-clienti-raggirati/#comment-4417</link>
		<dc:creator>francesca candolo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 09:03:42 +0000</pubDate>
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		<description>quale procedura intraprendere? sono stata raggirata pure io...grazie mille</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>quale procedura intraprendere? sono stata raggirata pure io&#8230;grazie mille</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Friuli: scuse e rimborsi da Wind per 500 clienti raggirati di francesca candolo</title>
		<link>http://aldorossi.altervista.org/friuli-scuse-e-rimborsi-da-wind-per-500-clienti-raggirati/#comment-4416</link>
		<dc:creator>francesca candolo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 09:02:59 +0000</pubDate>
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		<description>Pure io sono stata raggirata....cosa devo fare per ritornare a telecom?
Graziemille</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pure io sono stata raggirata&#8230;.cosa devo fare per ritornare a telecom?<br />
Graziemille</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Tarvisio: &#8220;Chi l&#8217;ha visto?&#8221; e il caso del bambino sepolto nella chiesa di musicandnews</title>
		<link>http://aldorossi.altervista.org/tarvisio-chi-lha-visto-e-il-caso-del-bambino-sepolto-nella-chiesa/#comment-4413</link>
		<dc:creator>musicandnews</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 13:34:54 +0000</pubDate>
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		<description>aggiornamento del 17/02/2012

di Tiziano Gualtieri

Sarà il sostituto procuratore Luca Olivotto, su incarico del Procuratore Capo Giancarlo Buonocore, il titolare del fascicolo d&#039;indagine sulla segnalazione emersa martedì nel corso della trasmissione &quot;Chi l&#039;ha visto?&quot; riguardo la presunta presenza del cadavere di un bambino sotto il pavimento della sacrestia nella chiesa parrocchiale di Tarvisio. La Procura della Repubblica di Tolmezzo disporrà a breve la rimozione della pavimentazione in tavolato nel tentativo di fare chiarezza su quello che, al momento, appare un vero mistero. «Mi pare però più qualcosa legato al gossip che a un approfondimento giornalistico». Così il sindaco di Tarvisio, Renato Carlantoni, molto dubbioso sull&#039;effettiva possibilità che la canonica della chiesa di Tarvisio sia diventata la tomba di un bambino e bolla come improbabili le rivelazioni fatte martedì sera a &quot;Chi l&#039;ha visto?&quot; da parte di un manovale che ha voluto rimanere anonimo: «Però è giusto che l&#039;autorità giudiziaria faccia il suo corso per fugare ogni dubbio e stabilire cosa sia successo». Secondo il primo cittadino la trasmissione si sarebbe &quot;fidata&quot; troppo di notizie che non trovano, al momento, nessun tipo di riscontro. «In realtà non ho neppure capito bene se a distanza di così tanto tempo, l&#039;operaio abbia voluto svelare il segreto per liberarsi di un peso o perché qualcuno gli ha fatto ricordare la cosa». A creare dubbi sarebbe il racconto troppo generico, difficilmente verificabile e il fatto che non ha riscontro neppure il fatto che tra le tre persone depositarie del &quot;segreto della canonica&quot; vi fosse anche un operaio comunale. «Non abbiamo memoria storica neppure di questo» conferma Carlantoni. Così mentre il mistero rimane, il sindaco fa un plauso a don Claudio Bevilacqua rimasto «asettico e paziente davanti alle richieste della tv, ricordando come un po’tutte le chiese, nel passato, fossero attigue a luoghi di sepoltura». 
      Il primo cittadino ha una preoccupazione: che il giallo possa creare disagi: «Speriamo che gli approfondimenti della Procura non mettano sotto sequesto l&#039;intero edificio di culto. Quello sì che sarebbe un danno per la comunità». Intanto un altro dubbio serpeggia in paese: e se il manovale avesse &quot;semplicemente&quot; confuso la canonica con la torre medievale posta alla sinistra della chiesa e dove sono effettivamente state rinvenute alcune tombe?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>aggiornamento del 17/02/2012</p>
<p>di Tiziano Gualtieri</p>
<p>Sarà il sostituto procuratore Luca Olivotto, su incarico del Procuratore Capo Giancarlo Buonocore, il titolare del fascicolo d&#8217;indagine sulla segnalazione emersa martedì nel corso della trasmissione &#8220;Chi l&#8217;ha visto?&#8221; riguardo la presunta presenza del cadavere di un bambino sotto il pavimento della sacrestia nella chiesa parrocchiale di Tarvisio. La Procura della Repubblica di Tolmezzo disporrà a breve la rimozione della pavimentazione in tavolato nel tentativo di fare chiarezza su quello che, al momento, appare un vero mistero. «Mi pare però più qualcosa legato al gossip che a un approfondimento giornalistico». Così il sindaco di Tarvisio, Renato Carlantoni, molto dubbioso sull&#8217;effettiva possibilità che la canonica della chiesa di Tarvisio sia diventata la tomba di un bambino e bolla come improbabili le rivelazioni fatte martedì sera a &#8220;Chi l&#8217;ha visto?&#8221; da parte di un manovale che ha voluto rimanere anonimo: «Però è giusto che l&#8217;autorità giudiziaria faccia il suo corso per fugare ogni dubbio e stabilire cosa sia successo». Secondo il primo cittadino la trasmissione si sarebbe &#8220;fidata&#8221; troppo di notizie che non trovano, al momento, nessun tipo di riscontro. «In realtà non ho neppure capito bene se a distanza di così tanto tempo, l&#8217;operaio abbia voluto svelare il segreto per liberarsi di un peso o perché qualcuno gli ha fatto ricordare la cosa». A creare dubbi sarebbe il racconto troppo generico, difficilmente verificabile e il fatto che non ha riscontro neppure il fatto che tra le tre persone depositarie del &#8220;segreto della canonica&#8221; vi fosse anche un operaio comunale. «Non abbiamo memoria storica neppure di questo» conferma Carlantoni. Così mentre il mistero rimane, il sindaco fa un plauso a don Claudio Bevilacqua rimasto «asettico e paziente davanti alle richieste della tv, ricordando come un po’tutte le chiese, nel passato, fossero attigue a luoghi di sepoltura».<br />
      Il primo cittadino ha una preoccupazione: che il giallo possa creare disagi: «Speriamo che gli approfondimenti della Procura non mettano sotto sequesto l&#8217;intero edificio di culto. Quello sì che sarebbe un danno per la comunità». Intanto un altro dubbio serpeggia in paese: e se il manovale avesse &#8220;semplicemente&#8221; confuso la canonica con la torre medievale posta alla sinistra della chiesa e dove sono effettivamente state rinvenute alcune tombe?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Friuli: carceri sovraffollate, a Udine e Tolmezzo detenuti al doppio della capienza di musicandnews</title>
		<link>http://aldorossi.altervista.org/friuli-carceri-sovraffollate-a-udine-e-tolmezzo-detenuti-al-doppio-della-capienza/#comment-4412</link>
		<dc:creator>musicandnews</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 07:07:38 +0000</pubDate>
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		<description>Aggiornamento del 16/02/2012

Sarebbe bene che il carcere «producesse libertà» 

a cura ddella redazione de «La voce del silenzio» 

La riflessione della nostra redazione ristretta nella Casa Circondariale di Udine si è ultimamente concentrata sulla vivibilità delle strutture penitenziarie alla luce ovviamente del sovraffollamento che le caratterizza e sulle possibilità di espiare con modalità organizzative diverse la pena detentiva, ovvero creare un clima in base al quale le tensioni presenti negli istituti tendenzialmente vanno a ridursi e a smorzarsi. Partendo dalla premessa che il ricorso al carcere dovrebbe essere considerato come “extrema ratio”, sarebbe sufficiente, sovraffollamento permettendo, applicare l’ordinamento e il regolamento penitenziario come ha sottolineato la ex-direttrice del carcere di Bollate Lucia Castellano nel suo libro “Diritti e castighi Storie di umanità cancellata in carcere”: «Il carcere che funziona non è quello che priva della libertà, ma che produce libertà. E per produrre la definitiva libertà dei suoi abitanti deve rivoluzionare se stesso. Deve trasformarsi in un luogo in cui non c’è bisogno di esercitare il potere, già esercitato dal muro di cinta. Deve diventare un luogo in cui si organizza un servizio. Una grande utopia, forse...». Secondo il nostro punto di vista “produrre libertà” significa responsabilizzare la persona detenuta rimodulando le attualità modalità di espiazione della pena. Sconfiggere innanzitutto l’ozio e l’inattività, quindi ridurre la permanenza delle persone in cella; favorire una maggiore autonomia di movimento all’interno degli istituti sperimentando sezioni a “regime aperto” o a “custodia attenuata”; garantire le cure mediche, per cui la persona detenuta è considerata a tutti gli effetti un paziente nel momento del malessere psico-fisico; promuovere relazioni non autoritarie tra la polizia penitenziaria e la popolazione detenuta e tra la popolazione detenuta stessa (perché il corpo della polizia penitenziaria non potrebbe essere trasformato in un corpo prettamente civile con una preparazione maggiormente psico-sociale non dimenticando che è già previsto il coinvolgimento del personale di custodia al trattamento intramurario con l’area educativa). Mentre si rifletteva su questi aspetti siamo venuti a conoscenza della circolare del’ex direttore generale del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del novembre scorso, “Modalità di esecuzione della pena. Un nuovo modello che comprenda sicurezza, accoglienza e rieducazione”, che in modo più approfondito e articolato richiama le istanze precedentemente richiamate per rendere più vivibili, nonostante il sovraffollamento, gli istituti penitenziari del nostro Paese. Le finalità della circolare sono quelle in definitiva di sperimentare sezioni con “un regime aperto” dove alle persone detenute, tramite l’organizzazione di precise attività (lavorative, formative, culturali e sportive), si riduce il tempo di restrizione in cella allentando le tensioni interne tramite una quotidianità che stimola un impegno e una responsabilizzazione della persona detenuta. A questo punto è il muro di cinta il solo limite invalicabile. Oggi questa prospettiva sembra quasi impossibile dato che ci dovrebbero essere strutture adeguate, personale educativo sufficiente, risorse economiche tangibili, eppure l’orizzonte dovrebbe essere questo alla luce anche di quanto costa giornalmente una persona detenuta – 113 euro - un costo non indifferente per la società e che dovrebbe favorire percorsi di reinserimento sociale e non elevati tassi di recidiva. Come sottolinea Lucia Castellano questa sarebbe veramente una rivoluzione e la stessa pena detentiva uscirebbe dalla concezione esclusivamente retributiva. Non si tratta di essere “buonisti” come spesso sentiamo dire, ma di riprendere il dettato costituzionale e in particolare il super citato articolo 27 che tra le righe ci fa capire che una persona detenuta, sì perde la libertà, ma non deve perdere la propria dignità e solo attraverso una “libertà responsabile”, anche in carcere, si possono avviare percorsi di rivisitazione del proprio vissuto in una logica di tipo riparativo verso la società e le vittime dei reati.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiornamento del 16/02/2012</p>
<p>Sarebbe bene che il carcere «producesse libertà» </p>
<p>a cura ddella redazione de «La voce del silenzio» </p>
<p>La riflessione della nostra redazione ristretta nella Casa Circondariale di Udine si è ultimamente concentrata sulla vivibilità delle strutture penitenziarie alla luce ovviamente del sovraffollamento che le caratterizza e sulle possibilità di espiare con modalità organizzative diverse la pena detentiva, ovvero creare un clima in base al quale le tensioni presenti negli istituti tendenzialmente vanno a ridursi e a smorzarsi. Partendo dalla premessa che il ricorso al carcere dovrebbe essere considerato come “extrema ratio”, sarebbe sufficiente, sovraffollamento permettendo, applicare l’ordinamento e il regolamento penitenziario come ha sottolineato la ex-direttrice del carcere di Bollate Lucia Castellano nel suo libro “Diritti e castighi Storie di umanità cancellata in carcere”: «Il carcere che funziona non è quello che priva della libertà, ma che produce libertà. E per produrre la definitiva libertà dei suoi abitanti deve rivoluzionare se stesso. Deve trasformarsi in un luogo in cui non c’è bisogno di esercitare il potere, già esercitato dal muro di cinta. Deve diventare un luogo in cui si organizza un servizio. Una grande utopia, forse&#8230;». Secondo il nostro punto di vista “produrre libertà” significa responsabilizzare la persona detenuta rimodulando le attualità modalità di espiazione della pena. Sconfiggere innanzitutto l’ozio e l’inattività, quindi ridurre la permanenza delle persone in cella; favorire una maggiore autonomia di movimento all’interno degli istituti sperimentando sezioni a “regime aperto” o a “custodia attenuata”; garantire le cure mediche, per cui la persona detenuta è considerata a tutti gli effetti un paziente nel momento del malessere psico-fisico; promuovere relazioni non autoritarie tra la polizia penitenziaria e la popolazione detenuta e tra la popolazione detenuta stessa (perché il corpo della polizia penitenziaria non potrebbe essere trasformato in un corpo prettamente civile con una preparazione maggiormente psico-sociale non dimenticando che è già previsto il coinvolgimento del personale di custodia al trattamento intramurario con l’area educativa). Mentre si rifletteva su questi aspetti siamo venuti a conoscenza della circolare del’ex direttore generale del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del novembre scorso, “Modalità di esecuzione della pena. Un nuovo modello che comprenda sicurezza, accoglienza e rieducazione”, che in modo più approfondito e articolato richiama le istanze precedentemente richiamate per rendere più vivibili, nonostante il sovraffollamento, gli istituti penitenziari del nostro Paese. Le finalità della circolare sono quelle in definitiva di sperimentare sezioni con “un regime aperto” dove alle persone detenute, tramite l’organizzazione di precise attività (lavorative, formative, culturali e sportive), si riduce il tempo di restrizione in cella allentando le tensioni interne tramite una quotidianità che stimola un impegno e una responsabilizzazione della persona detenuta. A questo punto è il muro di cinta il solo limite invalicabile. Oggi questa prospettiva sembra quasi impossibile dato che ci dovrebbero essere strutture adeguate, personale educativo sufficiente, risorse economiche tangibili, eppure l’orizzonte dovrebbe essere questo alla luce anche di quanto costa giornalmente una persona detenuta – 113 euro &#8211; un costo non indifferente per la società e che dovrebbe favorire percorsi di reinserimento sociale e non elevati tassi di recidiva. Come sottolinea Lucia Castellano questa sarebbe veramente una rivoluzione e la stessa pena detentiva uscirebbe dalla concezione esclusivamente retributiva. Non si tratta di essere “buonisti” come spesso sentiamo dire, ma di riprendere il dettato costituzionale e in particolare il super citato articolo 27 che tra le righe ci fa capire che una persona detenuta, sì perde la libertà, ma non deve perdere la propria dignità e solo attraverso una “libertà responsabile”, anche in carcere, si possono avviare percorsi di rivisitazione del proprio vissuto in una logica di tipo riparativo verso la società e le vittime dei reati.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Tarvisio: &#8220;Chi l&#8217;ha visto?&#8221; e il caso del bambino sepolto nella chiesa di musicandnews</title>
		<link>http://aldorossi.altervista.org/tarvisio-chi-lha-visto-e-il-caso-del-bambino-sepolto-nella-chiesa/#comment-4411</link>
		<dc:creator>musicandnews</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 06:51:35 +0000</pubDate>
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		<description>aggiornamento del 16/02/2012

di Giancarlo Martina

Ci sono i resti di un bambino sotto il pavimento della sacrestia della chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo di Tarvisio? L&#039;interrogativo, o meglio il giallo, l&#039;ha sollevato ieri sera il notissimo programma televisivo “Chi l&#039;ha visto?” di Rai 3, cui si è rivolto un muratore, che abita a una cinquantina di chilometri da Tarvisio e che vuole mantenere l&#039;anonimato, per raccontare una vicenda che l&#039;avrebbe visto protagonista nel 1967, quando, stando alla sua memoria, effettuando con il fratello i lavori del rifacimento del pavimento della sacrestia, sollevate alcune piastre di pietra, sono comparsi i resti ben conservati di un bambino di circa 80 centimetri, resti che avrebbero subito ricoperto alla presenza di un dipendente del comune di Tarvisio. Indubbiamente una storia di notevole interesse e “Chi l&#039;ha visto?”, ha inviato al capoluogo della Valcanale una troupe guidata dal giornalista Fiore De Rienzo per indagare, scovare riscontri utili a chiarire il giallo, anche perchè monsignore Della Marina, il decano che i quegli anni è subentrato al defunto monsignor Fontana, è morto, e morti sono anche i sindaci di quegli anni Tullio Lindaver e Mario Di Gallo, come i tecnici comunali di allora. Non è certo una bella storia quella capitata, sulla chiesa di Tarvisio, ma il parroco don Claudio Bevilacqua, con la sua signorile disponibilità ha consentito che le telecamere entrassero in chiesa e nella sacrestia. «Non abbiamo nulla da nascondere nella casa di Dio», ha affermato. «Ma un po&#039; mi preoccupa il fatto – ha aggiunto – che per indagare ulteriormente l&#039;autorità competente faccia chiudere la sacrestia per ribaltare il pavimento con danni conseguenti. Ciò che mi meraviglia – dice Don Claudio - è anche il fatto che il muratore parli di piastre sollevate, mentre a memoria delle suore che da 60 anni accudiscono alla chiesa, il pavimento delle sacrestia è sempre stato in tavole di legno». Non sarà che il muratore ha lavorato nella torre medioevale a nord della chiesa dove, nell&#039;interrato c&#039;erano in effetti delle tombe? E poi bisognerebbe anche considerare che il cimitero di Tarvisio fino agli anni Cinquanta era attorno alla chiesa parrocchiale il cui ampliamento è stato ultimato all&#039;inizio degli anni Sessanta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>aggiornamento del 16/02/2012</p>
<p>di Giancarlo Martina</p>
<p>Ci sono i resti di un bambino sotto il pavimento della sacrestia della chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo di Tarvisio? L&#8217;interrogativo, o meglio il giallo, l&#8217;ha sollevato ieri sera il notissimo programma televisivo “Chi l&#8217;ha visto?” di Rai 3, cui si è rivolto un muratore, che abita a una cinquantina di chilometri da Tarvisio e che vuole mantenere l&#8217;anonimato, per raccontare una vicenda che l&#8217;avrebbe visto protagonista nel 1967, quando, stando alla sua memoria, effettuando con il fratello i lavori del rifacimento del pavimento della sacrestia, sollevate alcune piastre di pietra, sono comparsi i resti ben conservati di un bambino di circa 80 centimetri, resti che avrebbero subito ricoperto alla presenza di un dipendente del comune di Tarvisio. Indubbiamente una storia di notevole interesse e “Chi l&#8217;ha visto?”, ha inviato al capoluogo della Valcanale una troupe guidata dal giornalista Fiore De Rienzo per indagare, scovare riscontri utili a chiarire il giallo, anche perchè monsignore Della Marina, il decano che i quegli anni è subentrato al defunto monsignor Fontana, è morto, e morti sono anche i sindaci di quegli anni Tullio Lindaver e Mario Di Gallo, come i tecnici comunali di allora. Non è certo una bella storia quella capitata, sulla chiesa di Tarvisio, ma il parroco don Claudio Bevilacqua, con la sua signorile disponibilità ha consentito che le telecamere entrassero in chiesa e nella sacrestia. «Non abbiamo nulla da nascondere nella casa di Dio», ha affermato. «Ma un po&#8217; mi preoccupa il fatto – ha aggiunto – che per indagare ulteriormente l&#8217;autorità competente faccia chiudere la sacrestia per ribaltare il pavimento con danni conseguenti. Ciò che mi meraviglia – dice Don Claudio &#8211; è anche il fatto che il muratore parli di piastre sollevate, mentre a memoria delle suore che da 60 anni accudiscono alla chiesa, il pavimento delle sacrestia è sempre stato in tavole di legno». Non sarà che il muratore ha lavorato nella torre medioevale a nord della chiesa dove, nell&#8217;interrato c&#8217;erano in effetti delle tombe? E poi bisognerebbe anche considerare che il cimitero di Tarvisio fino agli anni Cinquanta era attorno alla chiesa parrocchiale il cui ampliamento è stato ultimato all&#8217;inizio degli anni Sessanta.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Sutrio: lo Zoncolan location per lo spot ufficiale della Peugeot 308 di gianna</title>
		<link>http://aldorossi.altervista.org/sutrio-lo-zoncolan-location-per-lo-spot-ufficiale-della-peugeot-308/#comment-4408</link>
		<dc:creator>gianna</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 16:49:41 +0000</pubDate>
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		<description>Oltre alla stragrande pubblicità per lo Zoncolan a livello turistico, sono felice perchè è quasi un grazie a Sergio per quanto ha fatto e amato lo Zoncolan!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre alla stragrande pubblicità per lo Zoncolan a livello turistico, sono felice perchè è quasi un grazie a Sergio per quanto ha fatto e amato lo Zoncolan!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Tarvisio: zona franca a obiettivo della Regione di alex</title>
		<link>http://aldorossi.altervista.org/tarvisio-zona-franca-a-obiettivo-della-regione/#comment-4407</link>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 14:07:20 +0000</pubDate>
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		<description>Zona franca esclusivamente per il tarvisiano, zona di 2 confini! il resto della montagna sarà il volano che girerà attorno a tarvisio!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Zona franca esclusivamente per il tarvisiano, zona di 2 confini! il resto della montagna sarà il volano che girerà attorno a tarvisio!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Carnia: riduzioni di portata e blocchi, Carniacque conta i danni di musicandnews</title>
		<link>http://aldorossi.altervista.org/carnia-riduzioni-di-portata-e-blocchi-carniacque-conta-i-danni/#comment-4404</link>
		<dc:creator>musicandnews</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 19:27:23 +0000</pubDate>
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		<description>(D.Z. dal Gazzettino di oggi) 

Continua l’emergenza in Alto Friuli per la rete idrica del comprensorio. Con la colonnina di mercurio che la notte scorse ha raggiunto i -10 e -15, non si contano più le segnalazioni di adduzioni gelate che giungono al numero verde di Carniacque. Le situazioni più critiche di ieri sono giunte da Sella Nevea mentre si è reso necessario l&#039;intervento di un autobotte a Forni di Sotto. «Grazie alle nostre squadre d&#039;intervento, una quindicina gli addetti operativi a rotazione da una settimana a questa parte - spiega l&#039;amministratore delegato di Carniacque Matteo Mion - stiamo tamponando via via le emergenze più critiche ma il peggio arriverà la prossima settimana quando le temperature dovrebbero rialzarsi e sarà un fiorire di rotture di tubazioni». Sempre ieri si è riusciti ad intervenire a Studena in comune di Pontebba dove alcune famiglie avevano segnalato guasti, si è corsi ai ripari nei confronti delle utenze con la posa di un tubo coibentato; per la Val Resia invece, dove i rubinetti stavano iniziando a funzionare con il contagocce, e dove circa 600 abitanti hanno razionalizzato l&#039;uso dell&#039;acqua per evitare di restare all&#039;asciutto, si è intervenuti con il supporto della protezione civile, rinforzando l&#039;afflusso degli acquedotti con il supporto del torrente Barman. I problemi maggiori li stanno subendo gli abitanti delle frazioni di San Giorgio, Prato, Lischiazze e Gost. A Tolmezzo il comune ha emanato un&#039;ordinanza con la quale dispone che, nelle frazioni di Cadunea e Imponzo, l&#039;acqua per usi alimentari venga sottoposta a bollitura per trenta minuti. L&#039;ordinanza è stata adottata a scopo precauzionale, vista la necessità di mettere in funzione una presa superficiale provvisoria sul Rio Mignezza. Ad Ovaro il serbatoio di Liariis è vuoto, la sorgente è calata, e stanno venendo monitorate probabili perdite; la stessa situazione potrebbe verificarsi anche nella frazione di Clavais e nel resto del comune. Per il momento non è stata richiesta la riduzione delle produzioni delle centraline idroelettriche che sfruttano derivazioni sui torrenti del territorio, in quanto gli approvvigionamenti per uso potabile sono indipendenti da esse, non si esclude però che con il perdurare della siccità venga richiesta la priorità all&#039;uso potabile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>(D.Z. dal Gazzettino di oggi) </p>
<p>Continua l’emergenza in Alto Friuli per la rete idrica del comprensorio. Con la colonnina di mercurio che la notte scorse ha raggiunto i -10 e -15, non si contano più le segnalazioni di adduzioni gelate che giungono al numero verde di Carniacque. Le situazioni più critiche di ieri sono giunte da Sella Nevea mentre si è reso necessario l&#8217;intervento di un autobotte a Forni di Sotto. «Grazie alle nostre squadre d&#8217;intervento, una quindicina gli addetti operativi a rotazione da una settimana a questa parte &#8211; spiega l&#8217;amministratore delegato di Carniacque Matteo Mion &#8211; stiamo tamponando via via le emergenze più critiche ma il peggio arriverà la prossima settimana quando le temperature dovrebbero rialzarsi e sarà un fiorire di rotture di tubazioni». Sempre ieri si è riusciti ad intervenire a Studena in comune di Pontebba dove alcune famiglie avevano segnalato guasti, si è corsi ai ripari nei confronti delle utenze con la posa di un tubo coibentato; per la Val Resia invece, dove i rubinetti stavano iniziando a funzionare con il contagocce, e dove circa 600 abitanti hanno razionalizzato l&#8217;uso dell&#8217;acqua per evitare di restare all&#8217;asciutto, si è intervenuti con il supporto della protezione civile, rinforzando l&#8217;afflusso degli acquedotti con il supporto del torrente Barman. I problemi maggiori li stanno subendo gli abitanti delle frazioni di San Giorgio, Prato, Lischiazze e Gost. A Tolmezzo il comune ha emanato un&#8217;ordinanza con la quale dispone che, nelle frazioni di Cadunea e Imponzo, l&#8217;acqua per usi alimentari venga sottoposta a bollitura per trenta minuti. L&#8217;ordinanza è stata adottata a scopo precauzionale, vista la necessità di mettere in funzione una presa superficiale provvisoria sul Rio Mignezza. Ad Ovaro il serbatoio di Liariis è vuoto, la sorgente è calata, e stanno venendo monitorate probabili perdite; la stessa situazione potrebbe verificarsi anche nella frazione di Clavais e nel resto del comune. Per il momento non è stata richiesta la riduzione delle produzioni delle centraline idroelettriche che sfruttano derivazioni sui torrenti del territorio, in quanto gli approvvigionamenti per uso potabile sono indipendenti da esse, non si esclude però che con il perdurare della siccità venga richiesta la priorità all&#8217;uso potabile.</p>
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