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Friuli: il CAI denuncia, scoperti nel parco naturale delle Dolomiti illeciti segni sui sentieri

13/01/2013
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 Illegittime e illecite segnature si sentieri sulle montagne friulane. Le ha scoperte la Commissione Giulio carnica sentieri, organo tecnico del Club alpino italiano del Friuli Venezia Giulia, che ha fra i suoi compiti l’organizzazione della manutenzione e della segnatura dei sentieri alpini della regione, che recentemente ha effettuato una serie di sopralluoghi sui sentieri Cai del gruppo montuoso Duranno-Cima Preti facente parte dei comuni di Erto e Casso e Cimolais e del Parco naturale delle Dolomiti friulane, al fine di rilevarne le condizioni e individuare gli specifici interventi di manutenzione da programmare sui sentieri di competenza per garantirne la sicurezza e l’incolumità delle persone che ivi vi transitano e agevolare una sicura fruizione dell’ambiente alpino. Veniva così riscontrata la presenza di illegittime e illecite segnature che in nessun modo rispettavano le caratteristiche prescritte per la segnalazione dei sentieri e che vanno a tracciare percorsi di elevata difficoltà (difficoltà I e II grado) non presenti nel catasto sentieri. Si ricorda infatti – spiega Danilo Bettin, presidente della commissione Giulio carnica sentieri – come le convenzioni prevedano che eventuali nuovi sentieri possano essere aperti esclusivamente previo parere favorevole dell’ente di competenza (Comunità montana o ente parco), del Comune interessato e del Cai regionale. Tale procedura per la creazione di un nuovo sentiero è chiaramente posta a garanzia della sicurezza e incolumità dei fruitori della montagna. «Ma vi è di più – continua Bettin –: oltre a non corrispondere i segni rinvenuti a quelli prescritti ed oltre a indicare percorsi non riconosciuti e autorizzati, essi giungono anche a deturpare la montagna e ad inquinarne il paesaggio e l’ambiente. Consistono infatti in segni rossi anche di importanti dimensioni tali da poter trarre in inganno il camminatore inducendolo dunque ad avventarsi in percorsi che conducono in cime esposte e rischiose, tanto oltre a vanificare l’attività del Cai posta in essere in attuazione delle competenze affidate dalla Regione Fvg, danneggia in modo determinante l’ambiente ed il sentiero stesso, determinando confusione negli escursionisti e pericolo di infortuni ovvero smarrimenti di persone. Per tutta questa serie di motivi la commissione Giulio carnica sentieri ha ritenuto opportuno presentare una denuncia contro ignoti alla Procura della Repubblica di Pordenone. Simile denuncia era stata fatta dalla commissione alla Procura di Tolmezzo nel 2010.

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