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Gemona: tagli ai fondi Erdisu, ora si rischia di perdere il corso di Scienze motorie

09/03/2013
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di Giusy Gubiani.

L’azzeramento dei fondi regionali all’Ente per il diritto e le opportunità allo studio universitario di Udine destinati alla gestione delle case dello studente delle sedi decentrate mette a serio rischio l’alloggio universitario gemonese, il cui funzionamento pare poter essere garantito fino a luglio 2013, quando termineranno i contratti degli addetti alla portineria. Ma c’è di peggio: un’eventuale chiusura della casa dello studente gemonese potrebbe essere un primo passo verso la chiusura del corso di laurea in Scienze motorie. A prospettare lo scenario è Adriano Ioan, già presidente dell’Erdisu di Udine quando, nel 2011, le risorse destinate a Gemona subirono un primo importante taglio, e attuale consigliere delegato dell’università all’interno del consiglio d’amministrazione dell’ente udinese. Nonostante l’assessore regionale Molinaro assicuri che il finanziamento sarà ristabilito il prima possibile e che non c’è alcun pericolo per il giovane corso di laurea (che si sostiene con altri fondi), la situazione attuale non fa cedere all’ottimismo. L’azzeramento dei fondi è confermato dalla direttrice dell’Erdisu Magda Uliana. Secondo Ioan, «esso darebbe un colpo mortale al corso di laurea in Scienze motorie, i cui studenti, per la maggior parte, provengono da lontano». L’ex presidente, riporta il precedente di Cormons, dove, a seguito della chiusura dello studentato, il corso di enologia è stato trasferito a Udine. È chiaro che – prosegue Ioan – «l’università non sta dove mancano i servizi agli studenti». Oltre a evidenziare la discriminazione rispetto a Trieste che non ha subito tagli in questo senso, Ioan sottolinea l’urgenza di trovare una soluzione. «Sia l’assessore Molinaro che il sindaco Paolo Urbani erano stati messi al corrente della situazione, visto che questa problematica esiste già dal 2011 quando ci fu il primo taglio di risorse, a cui l’Erdisu aveva ovviato utilizzando altri fondi di bilancio propri». L’ex presidente Erdisu-Udine, premettendo che la Regione ha da sempre ben garantito il diritto allo studio, riconosce però il punto critico di Gemona, non ancora risolto. Alla conferenza regionale del 25 febbraio scorso, l’approvazione del piano regionale degli interventi per il diritto allo studio ha indignato anche i rappresentanti degli studenti. Enrico Degano e Ndack Mbaye, presenti a quella riunione, sottolineano: «Abbiamo votato contro il piano che, con l’azzeramento dei contributi per le sedi decentrate, rischia di far venir meno il diritto allo studio per gli studenti di Scienze motorie». Quello a cui auspicavano i due rappresentanti era una distribuzione delle risorse più equa tra le sedi, visto che Trieste non ha subito tagli. Inutile dire che non erano i soli ad auspicarlo.

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