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Università di Udine: parentopoli sì, parentopoli no

11/01/2009
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nepotismo

Arrivano i commenti degli interessati dopo le polemiche sulle assunzioni di figli e parenti di professori che sono state pubblicate in una inchiesta dal settimanale "l’Espresso". La novità è che il Pm assicura che non c’è nessuna inchiesta in corso epperò, secondo noi, la Rettora Compagno dovrebbe battere un colpo sull’argomento. Ma per ora parlano solo i diretti interessati Non c’è nessun tipo di inchiesta, non ci sono esposti e per ora neppure i presupposti in termini di legge per procedere comunque». Il procuratore capo di Udine, Antonio Biancardi, ha liquidato così la vicenda dei presunti favori che avrebbero permesso a figli e parenti di docenti universitari di ottenere un posto in ateneo. In particolare recenti articoli di alcuni quotidiani e settimanali nazionali hanno fatto riferimento a un concorso “sospetto” che avrebbe favorito Vittorio Bresadola, figlio del noto chirurgo udinese Fabrizio Bresadola, nel superamento delle prove per passare da ricercatore a professore associato.
Il settimanale si sofferma, infatti, sul fatto che nella commissione del concorso indetto nel 2001 dalla facoltà di Medicina dell’università di Siena sedeva Dino De Anna, collega di Fabrizio Bresadola a Udine e coautore, insieme a Vittorio Bresadola, di venti lavori presentati alla commissione di cui egli stesso faceva parte. Vittorio Bresadola, risultato idoneo al concorso, fu chiamato dalla facoltà di Medicina dell’università di Udine dove – come ricorda l’inchiesta del settimanale – attualmente lavora anche la moglie, la dottoressa Maria Grazia Marcellino, e il fratello Marco, laureato in Filosofia, che in qualità di contrattista tiene un corso sulla Storia della medicina.
Al momento insomma, come assicura il procuratore Biancardi, “Parentopoli” non tocca Udine, mentre a Padova e Novara la magistratura sta invece cercando di fare luce su alcuni concorsi che mettevano in palio posti nelle facoltà di medicina. Ma in Friuli gli interessati respingono ogni accusa. «Non sono un delinquente che va in giro a far vincere i concorsi» afferma De Anna, nel sottolineare che alle pubblicazioni presentate da Vittorio Bresadola al concorso per associato aveva partecipato anche lui «perché quando ero direttore della clinica di Patologia chirurgica di Sassari avevo come ricercatore il dottor Bresadola. Oltre a noi due, tra gli autori, ci sono anche altri componenti della clinica di allora. Quando un istituto manda alle stampe un lavoro viene indicata tutta l’équipe e quando uno fa un concorso presenta quei lavori». Per quanto riguarda, invece, il fatto che facesse parte della commissione che ha esaminato il suo allievo, De Anna, che dal 1996 al 2001 è stato senatore di Forza Italia, fa notare che i «componenti vengono eletti fra tutti i professori ordinari d’Italia». Lo stesso De Anna precisa, inoltre, che «Marco Bresadola non è titolare di cattedra, ha un incarico per tenere il corso di Storia della medicina. Ce l’ha perché è risultato vincitore di un bando aperto dalla facoltà per assegnare l’insegnamento a contratto».
Nel ricordare che Fabrizio Bresadola, ha portato a Udine i trapianti di fegato e pancreas, De Anna sostiene che alcuni politici continuano a scagliarsi contro di lui perché «quando era direttore generale del Policlinico universitario aveva riportato a lavorare in reparto alcuni infermieri diplomati che svolgevano funzioni quasi da impiegati. Gli stessi che, infastiditi dall’operazione, si erano rivolti ad alcuni politici».

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12 Responses to Università di Udine: parentopoli sì, parentopoli no

  1. utente anonimo
    11/01/2009 at 11:07

    A Udine sono stati assunti Vittorio Bresadola come prof. associato di chirurgia generale e il fratello docente di storia della medicina (figli di Fabrizio, professore di Chirurgia Generale); il figlio di Carlo Alberto Beltrami (professore di Anatomia Patologica) Antonio Paolo ha vinto un concorso per ricercatore in anatomia patologica; le figlie del dott. Driul (noto Ginecologo dell’Ospedale di Udine, unito all’Università) sono ricercatrice di Ginecologia Lorenza e dirigente di Pediatria Daniela; Francesca Menchini (filgia di Ugo ex direttore di oculistica all’università di Udine) è ricercatrice di Oculistica; Umberto Baccarani (figlio del noto ematologo Michele, ex docente di Udine) è ricercatore di chirurgia generale, mentre la moglie (Anna Pusiol) è ricercatrice di Pediatria; il filgio del prof. Tenore (direttore di Pediatria) è specializzando in Pediatria… Serve altro?

  2. utente anonimo
    11/01/2009 at 14:57

    A sentire il precendente anonimo , miiiiiii , Udine come Bari.

    Mi viene il sospetto che Udine sia peggio di Bari.

  3. utente anonimo
    11/01/2009 at 18:28

    i

  4. utente anonimo
    11/01/2009 at 19:09

    …..sbaglio o la facoltà di medicina di Udine è da anni considerata la migliore in Italia? E allora….vuol dire che i docenti sono TUTTI proprio bravi! Parenti…..o non parenti!

    E poi non capisco perchè il figlio/a di un docente universitario, ovviamente se bravo (il figlio/figlia!) , debba cambiare università solo perchè figlio di xy!

    Che cavolate! La discriminante non può essere il cognome ma solo le capacità personali. O un premio Nobel dobbiamo mandarlo via solo perchè figlio di XY?

  5. utente anonimo
    12/01/2009 at 16:22

    se sono così bravi i “figli di” forse potrebbero trovare lavoro anche lontano dal padre… e invece i concorsi li vincono solo se è il padre o chi per lui a gestirli…. non c’è nessun premio nobel a Udine però mancano un sacco di soldi e non solo per il sottofinanziamento ma anche per gli sprechi dovuti all’assunzione di personale inutile, soprattutto se finalizzato a sistemare i “figli di”….

    una domanda: come mai il prof Bresadola lavora ancora nonostante che abbia già compiuto, ad ottobre scorso, 70 anni???? Chi gli permette di lavorare ancora come clinico nonostante che la legge glielo impedisce (ripeto ha compito 70 anni)?

    …. visto la pubblicità che fa guadagnare all’università di udine non può andare in pensione come tutti i prof ordinari (a 70 anni) ed evitare ulteriori scandali? Non può lasciare il suo posto e i costi che ne derivano, così che l’università di udine può iniziare a risoarmiare?

  6. utente anonimo
    12/01/2009 at 20:57

    Ho detto che Udine è come Bari.

    Forse è peggio.

    Quello che indica giustificazioni dovrebbe pensarci bene a quello che dice , salvo non sia un diretto interessato.

  7. utente anonimo
    18/09/2009 at 10:47

    SE IO OGGI SONO VIVA

    LO DEVO SOLO AL

    PROF. FABRIZIO BRESADOLA

    MI HA SALVATO LA VITA

  8. utente anonimo
    20/09/2009 at 16:49

    …a me l’ha rovinata!

  9. utente anonimo
    18/06/2010 at 17:07

    Nessuno dice che il padre sia incompetente. E' uno dei migliori. Ma lo è con le sue gambe. E' scandaloso che entrambi i figli e le mogli dei figli lavorino in ateneo. Non prendiamoci in giro.

  10. utente anonimo
    28/09/2011 at 21:18

    Qui non si tratta di distinguere Udine da bari; il malcostume della parentopoli sanitaria è un fenomeno tutto italiano che purtroppo non esclude nessuno tantomeno udine.
    Per quanto riguarda le persone citate dato che le conosco tutte
    ritengo che molti di loro siano comunque molto preparati ed in gamba (umberto baccarani, lorenza driul ad esempio hanno curricula universitari e percorso di studi ineccepibili) anche se senza dubbio sono stati facilitati molto nell'ingresso dei rispettivi ruoli (chirurgo il primo e ginecologa la seconda).
    Purtroppo devo dire che non si può dire di tanti altri figli illustri, mogli fidanzate (anche la ragazza del figlio di tenore è entrata subito in specialità in pediatria a Udine come Tenore Junior d'altronde) che invece hanno capacità normali o sotto la media ma ricevono via preferenziali per non dire altro.
    D'altronde deve cambiare il sistema perchè fino a quando se la cantano e se la suonano i soliti illustri cattedratici, che ruotano nelle varie commisioni di facoltà, facendosi reciprocamente favori l'uno con l'altro, non potrà mai cambiare nulla.
    Questa è l'italia  e purtroppo non penso che la situazione possa cambiare tanto velocemente…..quindi l'unica cosa da fare è informarsi e non aspettare che qualche giudice faccia qualcosa…..non lo hanno mai fatto e nemmeno lo faranno mai!

  11. utente anonimo
    29/09/2011 at 20:33

    …purtroppo sono d'accordo ma non dobbiamo restare impotenti  di fronte a questo schifo….purtroppo dobbiamo fare in modo che queste ingiustizie vengano perseguite da chi ha il dovere (l'autorità giudiziaria) di appurare comportamenti ed atti chiramente illegali ed illegittimi.
    Magari oltre a intercettare Berlusconi (cosa sacrosanta) potrebbero cominciare a mettere il naso in certi meccanismi ormai consolidati negli incarichi nei reparti universitari e medici della facoltà di Udine.
    Ah per notizia il figlio di Alfred Tenore ha stranamente ricevuto un incarico di ricercatore nel reparto di pediatria diretto dal padre , ed appena la nuora (fidanzata del figlio) che è al secondo anno di specialità sempre in pediatria (si vede hanno un gene che li porta a scegliere solo quella specialità) a udine finirà i 6 anni di specializzazione vogliamo scommetere che anche lei vincerà un dottorato o qualcosa di simile all'interno??? Smettiamola per piacere con queste buffonate…la gente è stanca di vedere ingiustizie e soprusi del genere!
    Se uno è davvero in gamba ed ha un minimo di orgoglio, il dottorato lo va a vincere in un altro ospedale o magari all'estero e dopo qualche anno che ha dimostrato che il cognome "famoso" è solo un particolare anagrafico, saremo tutti contenti di vedere che merita il posto che ricopre.
    Non arrendiamoci e denunciamo sempre queste ingiustizie.

  12. utente anonimo
    01/11/2011 at 09:23

    Se l'ideale di tutti è la meritocrazia……direi che per assonanza ci siamo quasi…..la MERDOCRAZIA ci circonda a 360°!e per favoritismo nonchè corruzione ha introdotto nell'università tutto il proprio albero genealogico…saccenza, ignoranza, incompetenza e presunzione!

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