Archivio mensile:Febbraio 2007

Cervelli “digital native”

I  nuovi "digital natives", coloro cioè che sono nati nella società digitale e hanno riempito i loro circuiti cerebrali dei meccanismi dei videogiochi, prima ancora di quelli della lettura, sono i ragazzi che stanno portando i loro nuovi schemi nella società e nel mondo del lavoro. Sono stati influenzati, ma anche in parte vaccinati, dagli oltre 500.000 spot cui sono stati esposti, sono quelli che non hanno bisogno del manuale per cominciare a usare un qualsiasi strumento elettronico, quelli quindi che in modo naturale imparano provando, per tentativi ed errori. Quelli che sono portati a funzionare in modalità "multitasking", cioè lavorando contemporaneamente su più compiti, con funzionalità mentali e operative spesso molto diverse e distanti. Sono anche abituati a essere "always on", sempre accesi e connessi, collegati all’infinita rete che minuto per minuto sta creando la nuova intelligenza collettiva, dove si possono vivere vite ipertestuali, parallele.
Non si può non partecipare a questa avventura, affascinante, e nello stesso tempo creatrice di grandi incertezze. Si può però, ed è questa forse la vera sfida nella sfida, cercare di darle sempre dei significati, del senso. Nel momento in cui le interfacce tecnologiche portano i pensieri, le rappresentazioni interiori, gli "oggetti mentali" a diventare in tempo reale "oggetti digitali" complessi, disponibili a tutti, le potenzialità di educazione ed evoluzione personale diventano fantastiche, le possibilità di scambio ed apprendimento vertiginose.
D’altra parte gli scenari dicono anche che, a esempio, saremo sempre più "tracciati", che tutte le nostre funzioni, comportamenti, atteggiamenti, preferenze saranno ininterrottamente registrate e immagazzinate, e la nostra vita riprodotta, col suo spazio-tempo esterno e interno, su tanti database. Più o meno consultabili. Tanto che c’è chi sta già progettando i vestiti per l’"invisibilità digitale", da indossare per ridiventare invisibili alla rete, e riappropriarsi della propria vita naturale.
Insomma, è davvero importante correre, ma non sarebbe male chiedendosi anche sempre verso dove e perché.

innovazione sexy

Regalare emozioni. E’ questa, secondo l’economista Jonas Ridderstraale, la ricetta che consente ad alcune aziende di disporre di un valore aggiunto in grado di fare la differenza in un mercato globale. «Alla Bmw – ha spiegato il giovane docente della prestigiosa Stockholm School of Economics, coautore di libri cult come «Funky Business» e «Karaoke Capitalism» – ci sono 36 ingegneri che lavorano a tempo pieno su alcuni aspetti che potrebbero sembrare di scarsa rilevanza. Ce ne sono alcuni che studiano il rumore che deve fare la porta quando si chiude. Altri si occupano dell’odore dell’automobile. Spese inutili – si è chiesto Ridderstraale nel suo intervento a InnovAction davanti a un folto pubblico tra cui il presidente Riccardo Illy -? Assolutamente no. Perché alla Bmw hanno capito che non devono vendere solo un’auto, ma anche un’emozione». Che spesso vale migliaia di euro. Secondo Ridderstraale, per avere successo oggi bisogna essere in grado di creare un monopolio almeno temporaneo (l’esempio è Microsoft) oppure offrire prodotti utili (spesso a basso costo) come Ryan Air per il trasporto aereo o (ed è il caso anche della Bmw) prodotti sexy. Prodotti cioè capaci di essere attraenti, di emozionare.
«Quando la Apple ha presentato i suoi ultimi prodotti – ha osservato Ridderstraale – non ha fornito caratteristiche tecniche, ma ha evidenziato che si trattava di computer così belli che veniva voglia di leccarli». La maggior parte degli attori economici invece «davanti ai continui e grandi cambiamenti mondiali reagisce come al “karaoke”: cerca cioè di imitare gli altri, perché non riesce a produrre nulla di originale». Invece di imitare Ridderstraale suggerisce di abbandonarsi al “funky”: «Ascoltare, distruggere per ricostruire. E se sopravvivere significa ricombinare l’esistente in nuove forme, vincere le sfide vuol dire sapersi inventare qualcosa di nuovo, inaspettato, unico. La risposta alle sfide sta nella capacità di essere differenti. L’economia ha bisogno sempre più di fantasia, creatività, idee innovative e di sogni». Proprio come accade a InnovAction che nelle categoria di Ridderstraale sarebbe sicuramente un prodotto sexy. Prodotto sul quale – ha evidenziato l’assessore regionale alle Attività produttive, Enrico Bertossi – la Regione ha investito molto. Creando anche una rete di innovazione che ieri si è arricchita anche del portale Terre d’Aquileia, definito da Bertossi «una tappa fondamentale per la promozione del territorio della Bassa Friulana». Nel corso della presentazione del volume «Eppur si muove, innovazione e piccola impresa», sono invece stati ricordati gli altri interventi della Regione come per esempio la legge sull’Innovazione oppure la legge per lo Sviluppo competitivo, detta anche legge Bertossi, che eroga contributi destinati a «progetti innovativi mirati all’acquisto di intelligenza».

A Pesaris gli orologi si innovano

Nuovo look per gli antichi orologi di Pesariis. L’Amministrazione frazionale di Pesariis, ha invitato Scuola italiana design, attività del Parco scientifico e tecnologico Galileo di Padova, a “disegnare” nuovi prodotti della storica produzione artigianale. Si vuole con questo favorire il rilancio di Pesariis come “Paese degli Orologi”, attraverso l’installazione nell’abitato di una serie di orologi monumentali pubblici che raccontano l’evoluzione tecnologica della misurazione del tempo. Grazie alla collaborazione di Area Science Park di Trieste si è pensato di incaricare la Scuola italiana design per “disegnare” nuovi prodotti della storica produzione artigianale, riprendendo i valori estetici e tecnologici del passato, per rileggere l’orologio da parete in chiave moderna, senza limitare il contributo creativo di giovani designer emergenti. Il gruppo creativo coordinato da Giorgio Pellizzaro, responsabile marketing & formazione di Scuola Italiana Design, e guidato da Cesare Arroyo, senior Designer e Docente dell’Istituto, ha sviluppato 32 diverse proposte tra le quali è stata selezionata una prima collezione di 7 pezzi, alcuni dei quali, orologi da parete e da terra della scuola saranno presentate nell’ambito delle iniziative della Fiera InnovAction di Udine. Pesariis conobbe il suo maggiore sviluppo a partire dal XV secolo, anche grazie all’affermarsi di una particolare attività artigiana, la produzione di orologi da parete, probabilmente importata dai valligiani emigranti in Germania, in particolare nella regione della Foresta Nera. Tipico della produzione di Pesariis sono lo "svegliarino monastico", orologio con lancetta fissa dell’ora e rotazione del quadrante, e l’orologio "pesarino", con pendolo corto, a ripetizione dell’ora mediante cordicella.

Beppe for President

Quanto sudore avrà versato Grillo in tutti questi anni per noi? Santo subito. Per la sua dannata voglia di scavare con il badile in un campo di mine. Qualcuna gli è pure scoppiata in faccia, ma Beppe è rimasto quasi sempre illeso. Leggeri graffi, nulla più. Santo subito, allora. Il costante immolarsi per cause giuste ha smosso oceani e monti, ma la natura – porca miseria – rimette sempre le cose come stavano prima. Quanto vale la pena fare ancora il Don Chisciotte?  Il suo Blog è una bomba nelle nostre mani, un ordigno sano, che cerca di distruggere per ricostruire un habitat più vivibile.
In oltre quattromila, ieri sera, al palasport, sotto l’egida dell’Azalea. Anche sui gradoni, dappertutto, pur di non rinunciare ad ascoltare la voce di una pseudo-verità (anche lui non indovinerà tutto), forse l’unica coraggiosa che abbiamo in canna.
Mai è stato così feroce. Mai. Ha una cartuccera piena zeppa di pallottole. E non ha un bersaglio. Ne ha mille. La prima raffica è per Pordenone. Le vittime d’esordio, solitamente, sono quelle locali. Sindaco, testate nucleari ad Aviano, i peccati del luogo. Rimane in tema e Grillo devia a Vicenza, manda a fanc… Bertinotti e ci mette pure la Tav. «Non la faranno mai», dice. «La politica non c’è più. È rimasta una lunga lista di parlamentari, venticinque, condannati in via definitiva». E la sbatte sul grande schermo. Nomi, cognomi, simbolo politico. «Via, sparita anche la democrazia e la legge è sempre più illegale. Così la gente sente il bisogno impellente di farsi giustizia da sola».
Banche? «Quelle italiane sono il massimo dell’usura. Non date i vostri risparmi a nessuno. In Inghilterra sono i cittadini a scambiarsi sul web il denaro con i tassi all’asta. A Genova attendiamo quelli allo zero per cento». Informazione? «Mentre il mondo già sperimenta i giornali on-line, noi non sappiamo nemmeno come funzionano». Una bagarre che ha una sola via di fuga: il mondo virtuale parallelo.
Grillo rovina sui Comuni («una enorme massa costosissima») e su altre centinaia di follie che sopravvivono sotto la bandiera tricolore. «Bisogna tirare fuori le palle», urla ai quattromila di Pordenone. Ci proveremo, Beppe, ma siamo un popolo di stramaledetti individualisti. Non sarà facile.

Appuntamento a Lestizza

Domani venerdì, sarò in fiera ad Innovaction a salutare alcuni amici e partecipare ad un paio di seminari.

Per la serata invece tutti ai Colons di Lestizza a salutare il mitico regista Massimo Garlatti Costa.

Venerdì 16 febbraio, ore 20.30

A torzeon
ta la culture furlane

in collaborazione con la Rai regionale
del Friuli-Venezia Giulia

Proiezione in anteprima di alcune trasmissioni
televisive in friulano
Intervengono MASSIMO GARLATTI regista,
ROBERTO COLLINI direttore della Rai regionale
del Friuli-Venezia Giulia,
MARCO STOLFO direttore del servizio regionale
per le identità linguistiche e culturali

A fine serata "crostolade" per tutti

Furlan tecnologjc

La Provincia di Udine si propone come laboratorio d’innovazione e lancia una sfida: utilizzare la lingua friulana nelle nuove tecnologie.

Per discutere le varie iniziative che l’ente ha messo in campo nel corso degli anni e parlare di tutti gli interventi di valorizzazione della lingua friulana, come fattore primario di identificazione e specificità del territorio, tutti incollati al teleschermo. Domani alle 21, infatti, Telefriuli proporrà un talk show dal titoloLenge furlane = innovazion. Il furlan e lis gnovis tecnologjiis: une sfide pal avignî.

Ospiti della serata saranno il presidente della Provincia, Marzio Strassoldo, la vicepresidente del Consiglio provinciale delegata per l’Assessorato alle politiche linguistiche Valeria Grillo, il preside della Facoltà di Scienze della formazione dell’Università di Udine Franco Fabbro e Paolo Molinaro, presidente di una nota agenzia di comunicazione con sede a Udine.

Nel corso della serata saranno approfondite le iniziative per utilizzare il friulano nelle nuove tecnologie: ambienti dinamici e trasversali in cui la lingua friulana, ancora una volta, conferma di sapersi bene adattare. Si discuterà, inoltre, di come possa risultare utile l’uso del friulano in contesti d’innovazione, comunicazione e creatività, contribuendo nel contempo sia alla diffusione della lingua tra i giovani che ad avvicinare le comunità friulane in tutto il mondo, accorciando così le distanze geografiche.

Si va dalla versione friulana del navigatore satellitare "MovyGo", che è in grado di trasformare il cellulare in un utile strumento di navigazione, passando per l’introduzione di un sistema di predizione del testo inserito per la lingua friulana (sistema T9), che consente di utilizzare il friulano anche pergli sms, fino alla creazione di un server per archiviare contributi audio-visivi che possono essere ascoltati e visualizzati dagli utenti tramite lettori mp3 o telefoni cellulari, ce n’è davvero per tutti i gusti.

Un’altra iniziativa che la Provincia vuole realizzare è la creazione di programmi software liberi in lingua friulana (open sources) senza copyright, così che ognuno possa scaricare programmi da Internet senza dover pagare licenze.

Tocai in …. “regalo”

A grande richiesta, in regalo per tutti gli amici del mio sito l’mp3 di una "curte" che ho scritto circa 10 mesi fa, quando si è cominciato a capire che con il nome Tocai non sarebbe finita bene; abbiamo registrato un arrangiamento (di solito le curte sono solo chitarra e voce) ed è veramente una chicca, perchè questo tipo di canzoni le faccio nel mio spettacolo dal vivo, ma non finiranno mai su di un CD. 

Rispetto alla versione che ho eseguito a Radio RAI (ospite di Tullio Durigon) ho modificato il finale, perchè dopo tutte queste vicende …. "a ti monte uuuh sa ti monte"; la ritmica potrà sembrarvi (ma sembra e basta) un pochino traballante dato che per eseguire una canzone sul Tocai, abbiamo deciso di studiare a fondo l’argomento :-).

E alore gjoldeisi " TOCAI A SI PO’ " e scaricate l’mp3 cliccando dall’home page del mio sito: www.aldorossi.net

E poi dicono che la Carnia non è isolata ….

Alfredo Davanzo, 50 anni, di Treviso, è indicato dagli investigatori come l’ ideologo di «Seconda posizione», la componente delle Brigate Rosse al centro dell’ operazione conclusa oggi dalla Polizia di Stato.

LA CONDANNA – Davanzo era stato condannato nel 1982 a dieci anni di reclusione per rapina a mano armata. Fermato il 20 gennaio 1998 a Parigi su richiesta della magistratura italiana, era stato rimesso in libertà dopo pochi giorni dalla Corte di Appello di Parigi ed era rientrato in Italia, in clandestinità, nell’ ottobre scorso.
IL RIFUGIO – Il suo rifugio era a Raveo, un paese nel cuore della val del Degano, fra le montagne della Carnia, in provincia di Udine. Non possedeva un’automobile, nè un telefonino. Pochissimi i contatti con l’ esterno. Ogni tanto si recava a Tolmezzo, il centro più importante della zona, utilizzando gli autobus degli studenti. L’ unico strumento tecnologico trovato dalla Polizia nel suo rifugio è un computer, che è stato sequestrato ed è ora all’ esame degli investigatori. Presumibilmente è con quello – secondo gli investigatori – che elaborava le sue teorie e teneva i contatti fuori Raveo.
E poi ci dicono che la Carnia non è isolata; tutti noi siamo siamo rifugiati quassù, solo che nessuno ….. ha interesse a trovarci 🙁

Scherzetto al Piccoletto

«Da martedì prossimo la cronaca cittadina de “Il Piccolo” finalmente anche in sloveno»: è questo che molti cittadini di Trieste hanno visto scritto ieri su alcune locandine con il logo del quotidiano triestino. Un annuncio che si è rivelato chiaramente un falso ma che ha sorpreso non poche persone per l’insolita «notizia». Ancora ignoti gli autori del gesto che sembra trattarsi di un atto dal sapore goliardico, ma dal significato politico. Oltre all’annuncio principale, sulle «false locandine» si legge infatti che domani i lettori riceveranno in omaggio alcune opere storiche (Il confine orientale d’Italia di F. Cusin, Trieste 1941-44 di Novak, L’irrendentismo adriatico di A. Vivante, Giallo e nero era il mio impero di F. Foelkl). Mentre sul fondo della finta locandina si legge infine la scritta «Per capire meglio dove stiamo». Le locandine, apposte soprattutto sulle edicole chiuse, erano molto simili a quelle vere del quotidiano triestino, con gli stessi colori, giallo e blu, e anche con una buona qualità di stampa. A quanto riferito dalla direzione, il quotidiano è intenzionato a presentare un esposto alla Procura e ricorrere alle vie legali ritenendo questo atto, aldilà del gesto goliardico, come un tentativo di gettare discredito sul giornale, soprattutto in occasione di una ricorrenza come quella del Giorno del ricordo, celebrata sabato.

Certo che i nostri cugini Triestini, senso dell’umorismo uguale a 0 …….

Corso di Lingua Friulana a Cavazzo

 I Comuni di Verzegnis e di Cavazzo Carnico indicono un corso di lingua e cultura friulana. La presentazione del corso avverrà martedì sera, alle 20, nella sala consiliare del municipio di Cavazzo Carnico.
Ad illustrare l’iniziativa Monica Tallone con un intervento su «E jo cjanti, cjanti, cjanti… A proposit de vilote furlane» e l’insegnante Gloria Angeli che illustrerà il programma del corso. Presenzierà il presidente della Società Filologica Friulana, Lorenzo Pellizzo.