Archivio mensile:Giugno 2007

GdF e Agenzia delle Entrate: perchè solo in Carnia?

Dal MV di oggi

Controlli della Finanza a esercenti e negozianti nel bel mezzo della notte bianca della Carnia, la vigilia della tappa del Giro d’Italia che è arrivata sullo Zoncolan. Un panificio di Treppo Carnico chiuso per giorni perchè alcuni sacchetti di pane destinati agli anziani con il servizio a domicilio erano privi dello scontrino. Un’aggressione verbale ad alcuni militari delle Fiamme Gialle durante un controllo in un bar. Sono solo gli ultimi episodi che fanno capire come la tensione tra commercianti e artigiani e Guardia di Finanza sia alta in Carnia. A farsi portavoce del malcontento è stata la Lega Nord della Carnia che ha parlato di «nota stonata dei controlli, quasi capillari, nel clou della festa e davanti a migliaia di persone, con multe e verbali di contravvenzione a volte solo per la presunta mancata emissione di qualche scontrino fiscale».
Adesso, sul tema, interviene anche la Cna, la confederazione dell’artigianato. «L’incresciosa aggressione ai finanzieri, avvenuta la settimana scorsa presso un bar di Ovaro, è ingiustificabile – inizia il presidente Delio Strazzaboschi -. Contemporaneamente, essa ci segnala uno stato di disagio diffuso ormai anche presso la popolazione e non solo fra gli operatori economici. Diciamolo senza tanti giri di parole: “non se ne può più”. La gente è esasperata. Perché l’Agenzia delle Entrate controlla perfino i 730 dei lavoratori dipendenti della Carnia? Cosa spera di trovarci? Come dovrebbe essere universalmente noto, l’unica cosa che si può sottrarre a un lavoratore, è a monte della sua dichiarazione dei redditi, non a valle». Molti gli esempi portati dalla Cna a spiegazione dello stato di disagio che le categorie economiche registrerebbero in montagna. «Perché nell’aprile scorso, il piccolo panificio di Treppo Carnico è rimasto chiuso per tre giorni, con sigilli alle porte? Certamente lo sappiamo: perché in tre sacchetti di pane, portati gentilmente al domicilio di qualche anziano, non c’erano gli scontrini fiscali; ne sono derivati non un verbale, bensì tre e la conseguente chiusura, nonché il probabile inserimento in qualche elenco riservato, per il quale quei "delinquenti" dei servizi di prossimità in montagna saranno tenuti d’occhio a vita. Perché – prosegue Strazzaboschi – , durante la "notte bianca", la sera precedente la tappa ciclistica dello Zoncolan, almeno 40 finanzieri perlustravano i nostri paesi, e in particolare Ovaro, ove elevavano almeno tre verbali per mancata emissioni di scontrini?».
Lo stesso copione si sarebbe ripetuto il giorno della gara presso uno dei rifugi sullo Zoncolan stesso, ma stavolta ad opera dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate di Tolmezzo: verbale per mancata emissione di scontrino fiscale per 4,50 euro, sanzione per 150 euro, e conseguenze relative. «Attività del tutto legittime, certamente, ma proprio in quell’occasione? Eppure, Guardia di finanza e Agenzia delle Entrate, non possono non sapere che i nostri artigiani e commercianti non risultano "congrui e normali" proprio a causa della ristrettezza del mercato montano, per cui si riscontrano ricavi bassi, scorte che rimangono in magazzino troppo a lungo, macchine e attrezzature poco redditizie perfino rispetto agli ammortamenti e scarso valore aggiunto per addetto, ove presenti».
«La Carnia non è la Locride e noi non siamo delinquenti , ma nessuno lo è fino a prova contraria, in uno Stato di diritto. Dovremmo accettare passivamente di vivere in una specie di stato di polizia? Spiacenti – è il commento finale di Strazzaboschi – ciò non fa parte del nostro carattere, né della nostra storia».

per chi ama il pinguino

Ha la forma di un pinguino, ma in realtà è uno speaker che può essere collegato al player MP3, al computer o a qualsiasi altra fonte sonora, tramite l’ingresso jack e, una volta messi in riproduzione i vostri brani preferiti, lo vedrete ballare ed emettere giochi di luce a tempo di musica. Potrete acquistare iPenguin su Brando all’interessante prezzo di 24,90 dollari.

Torna la 500

La presentazione ufficiale è per il 4 luglio. Ma intanto, sulla pista privata di Balocco, a metà dell’autostrada Milano-Torino, qualche giorno fa la Nuova 500 è stata mostrata alla stampa e ai concessionari. «Raccomandiamo il release: è per il 6 luglio», è stata la raccomandazione. Ma sabato, a Torino, la Nuova 500 è scesa in piazza: per uno spot pubblicitario, è stato detto. Ma vuoi mettere? Diciassette giorni prima, mettere la 500 sotto gli occhi di tutti – e quindi anche dell’agenzia Ansa che ha potuto scattare le foto di rito – è stata un’operazione promozionale di grandissima portata. Così la Nuova 500 avrebbe avuto non uno ma due lanci. Così è stato. E, finalmente, la Nuova 500 è finita sotto il microscopio dei media, soprattutto on-line.  

Quindi finalmente torna la prima macchina che il vostro eroe (io) ha acquistato di seconda mano; il problema non sarebbe tanto ri-comprarla, ma riavere indietro i miei 18 anni e quella ragazza che ci saliva insieme a me 🙁

Lo scipero dai calzoni corti

Scioperano per difendere i pantaloni corti. È accaduto ieri agli operai della Dm Elektron di Buja, un’azienda che non é nuova alle agitazioni sindacali (vi sono impiegate circa 250 persone), ma che fino alla difesa della libertà di abbigliamento non era mai arrivata. Almeno non fino a ieri mattina, quando i delegati della Rsu di Cgil e Cisl Alto Friuli hanno deciso la mobilitazione. A far traboccare il vaso, questa volta, é stata una lettera di contestazione indirizzata dall’azienda a molti dipendenti maschi che avrebbero contravvenuto la “regola del pantalone lungo”. Pare infatti che all’interno della fabbrica viga un decalogo di norme che i dipendenti sarebbero tenuti a rispettare. Si tratterebbe, in realtà, di alcune accortezze da mettere in pratica per salvaguardare l’integrità delle schede altamente tecnologiche che si producono alla Dm. Accorgimenti con i quali, però, i pantaloni sotto il camice bianco, corti o lunghi che siano, non avrebbero nulla a che fare. L’interdizione – fanno sapere dalla Rsu – riguarderebbe qualsiasi tipo di pantalone che non sia lungo: che si tratti di “pinocchietti”, al ginocchio o alla caviglia poco importa. «L’ordine – spiega Maurizio Franz, delegato della Fim Cisl Alto Friuli – é rigorosamente lungo. Non riusciamo a capire, però, perché questo diktat riguardi solo gli uomini mentre le donne, invece, possano venire in fabbrica vestite come vogliono. Anche con cortissime minigonne. Quello dell’azienda ci pare quindi un atteggiamento discriminatorio nei nostri confronti. Altro che pari opportunità…». La scelta del pantalone corto non sarebbe tra l’altro un vezzo, quanto una necessità dovuta alla temperatura: «All’interno della fabbrica – prosegue Franz – superiamo di gran lunga la soglia di benessere che é fissata in circa 24 gradi, arrivando spesso ai 27, 28. Quest’ennesima presa di posizione dell’azienda ci ha indotti, questa mattina (ieri), a dichiarare un’ora di sciopero alla fine di ogni turno. Le donne sono con noi, molte di loro sono disgustate da questa stupida concessione in loro favore».

Alle amiche di Buia di permetto di dedicare "Desire" 🙂 www.myspace.com/aldorossi

“A là sù” a va in sù

Oltre 150 ascolti in 4 giorni su www.myspace.com/aldorossi … non posso che esserne felice 🙂

Encje par vuei al è dut finît
encje par vuei i pos lâ a durmî
sieri il balcon che no veti di entrâ
opûr che alc no mi podi scjampâ
 
Di là sù di là sù
dimi ogni tant spiitu a ca jù
Di là sù di là sù
si viodiel il mont di rive jù
 
Chi no gli free plui nuie di nissun
no cjalin in muse tu seis nome un
tocje di cori tocje sclopâ
ti fasin rimeti par guadagnâ
 
A là sù a là sù
zuaiso a balon e vincistu tu
a là sù a là sù
si po bevi un tai e cueisi doi ûfs?
 
No è migo vere
ch’a è grande cheste cjere
se un toc di paradîs no ‘nd è  
 
Se par stâ in pâs
spietìn l’eternitât
dimi ce ch’i stoi a fâ a ca jù?
 
Restin in pîts i nostis discors
ma bessôl jo no rivi a cambiâlu il mont
 
Par fâ dal mâl baste nome un secont
par fâ dal ben la vite di un om
 
A là sù a là sù
lu sâstu prime ce ch’a nas a ca jù
A là sù a là sù
vegnie la neif e sbrissitu jù
 
No è migo vere
ch’a è grande cheste cjere
se un toc di paradîs no ‘nd è
 
Se par stâ in pâs
spietìn l’eternitât
dimi ce ch’i stoi a fâ ca jù?
 
Encje par vuei al è dut finît
encje par vuei i pos lâ a durmî

Riparte la telecabina del Monte Lussari

Dopo l’apertura limitata ai soli fine settimana, da sabato 16 giugno la telecabina del Monte Lussari riprenderà a girare a pieno ritmo. È ormai tutto pronto, infatti, per la stagione estiva che vede ancora una volta l’impianto di Camporosso in prima linea per soddisfare le richieste di tutti coloro che vogliono raggiungere il caratteristico borgo. Le confortevoli cabine porteranno fedeli e non solo ai 1760 metri del Monte Santo tutti i giorni dal lunedì al sabato a partire dalle ore 8.30 con l’ultima corsa prevista per le 17.15. Alla domenica e nei giorni festivi, invece, l’apertura sarà anticipata alle 8.30 mentre l’ultima discesa è programmata per le 18.15.Questi orari rimarranno in vigore fino a domenica 9 settembre compresa. Dal sabato successivo l’impianto aprirà solo nei fine settimana del 15-16, 22-23 29-30 settembre e del 6-7 ottobre.Le tariffe rimangono le stesse dello scorso anno e quindi € 12,00 per il biglietto di andata e ritorno, € 9,00 per la sola andata e € 6,00 per il solo ritorno.Il Monte Lussari, gioiello di incomparabile bellezza grazie al suo tipico villaggio, offre svariate possibilità di poter ammirare il panorama circostante: sono ben sei, infatti, i sentieri escursionistici validati dal Club Alpino Italiano che, con differente grado di impegno e lunghezza, permettono agli appassionati di partire dal Monte Santo e raggiungere mete di sicuro splendore.Ma il Monte Lussari non è solo turismo grazie ai caratteristici alberghi e negozietti tipici, fin dal XVI secolo è anche meta di pellegrinaggio di fedeli di ceppo italiano, slavo e tedesco. Proprio per questo motivo, all’interno del Santuario, quotidianamente vengono officiate le Sante Messe. Nei giorni feriali le celebrazioni sono tre e si tengono alle ore 10, alle 11 e alle 12, mentre nei giorni festivi diventano quattro grazie alla Messa delle ore 15.Per ogni ulteriore informazione, Promotur informa che è consultabile il sito www.promotur.org

Allergie: il pericolo è in casa

A rilevare che per le malattie respiratorie non c’è peggiore location del proprio tetto è stata un’indagine condotta dal Comune insieme all’Arpa grazie a una ricerca europea che ha monitorato, attraverso uno speciale rilevatore allacciato al collo, la vita di cinquanta scolari delle elementari passo dopo passo: a scuola (De Amicis, Girardini, Pascoli, IV Novembre), a casa, a passeggio. «Ogni anno la patologia respiratoria cresce in media del 10 per cento», secondo Mario Canciani, responsabile del Servizio di allergo-pneumologia pediatrica, che ha rimarcato una percentuale non proprio rassicurante: il 40 per cento delle malattie che attaccano il sistema respiratorio dei bambini sono imputabili all’inquinamento atmosferico.

E se ci aggiungiamo anche l’inquinamento che si respira indoor, ovvero nei luoghi in cui i piccoli passano più tempo? E’ opportuno, senza però generare allarmismi, rimarcare gli effetti collaterali dell’inquinamento sulla salute: incremento – ha elencato Canciani – di malattie e mortalità determinate da infezioni alle vie respiratorie; crescita dell’incidenza e delle ricadute dell’asma, basso peso alla nascita, malformazioni e tumori. Il cancerogeno assedia le case private: mobili, pavimenti, materiali da costruzione degli edifici, vernici, combustioni (riscaldamento, cucina), fumo di sigarette, tutto questo è causa dell’immissione di sostanze altamente tossiche, come la formaldeide la cui percentuale si è riscontrata in una certa entità dentro le mura domestiche della fetta di popolazione sotto sorveglianza sanitaria. Insomma, il nemico è dove abitiamo, in palazzi costruiti con chissà quali materiali pericolosi per la salute, in mezzo a mobilio realizzato con chissà quali materiali irritanti e facilitatori dell’insorgenza di difficoltà respiratorie.

RadioRAI Regione e RadioSpazio103

Andata, fatta; in un pomeriggio una diretta in RAI di oltre mezzora e una registrazione a RadioSpazio103. Si è divertito parecchio Tullio Durigon che predilige le mie Curte, ma che sono sicuro dopo qualche riascolto apprezzerà anche brani diversi come "A la sù". Del resto bontà sua olte mezzora di spazio in RAI non è cosa che succede tutti i giorni. Il resto del pomeriggio sono stato ospite da Marco Tempo in una registrazione a RadioSpazio103 che andà in onda i prossimi giorni; molto gentile e disponibile anche Marco che già conosceva la mia discografia. Adesso proseguirò con altri contatti di cui vi informerò i prossimi giorni.

Anteprima del mio nuovo CD

La prossima settimana continueranno gli appuntamenti con l’anteprima del nuovo CD di Aldo Rossi, intitolato " Furlan " la cui uscita è prevista nel periodo ottobre – novembre 2007.

Questi gli eventi già concordati:

Lunedì 11 giugno: anteprima su
www.myspace.com/aldorossi
Martedì 12 giugno: anteprima su RadioRaiRegione alle 14.30 ospite di Tullio Durigon
Mercoledì 13 giugno: anteprima su RadioSpazio103 ospite di Marco Tempo

L’album conterrà 14 nuove canzoni tutte inedite e tutte in Marilenghe nella varietà parlata a Piano d’Arta Terme; come nel precedente CD "Miôr curte" Aldo ha realizzato personalmente l’intera produzione del disco, scrivendo i testi, le musiche, gli arrangiamenti, registrando i brani, curando missaggio e mastering.

Il brano che farà da anteprima estiva a questo nuovo lavoro, si intitola " A là sù " e contrariamente ai singoli dell’album precedente è un brano lento e molto intenso, che affronta un argomento difficile da inserire una canzone, come è difficile rielaborare la perdita di una persona cara.

Quest’autunno in occasione della pubblicazione del disco, il singolo estratto sarà "Furlan" il brano che dà il titolo all’album.