Archivio mensile:Aprile 2010

Udine: la SAF da oggi parla tedesco

La SAF da oggi parla tedesco; infatti è passata di mano ad opera delle ferrovie tedesche, la compagnia di trasporto la compagnia britannica Arriva, a cui appartiene  Il 60% di SAF, la concessionaria locale del trasporto pubblico in Friuli Venezia Giulia. Le ferrovie tedesche hanno oltrepassato la Manica rilevando la compagnia di trasporto britannica Arriva. Cosi’, dopo la collaborazione con le Ferrovie Nord, rafforzano la propria presenza in Italia dove il gruppo inglese contava circa tremila addetti. Lo si apprende da fonti sindacali. L’inglese Arriva, attiva nel trasporto passeggeri su gomma urbano ed extraurbano, ha gestito finora servizi nelle province di Bergamo, Brescia, con la maggior concentrazione di dipendenti (1.000), Trieste (800), Udine (600), Imperia, Torino, Lecco e Cremona.

Amaro: pronto il progetto BioInnoverbe

dal MV di oggi

Semaforo verde per il progetto BioInnoverbe di Cirmont (Centro Internazionale di Ricerca per la Montagna) realizzato in collaborazione con Ersa e Vivaio dipartimentale e Università di Udine, finalizzato alla coltivazione di piante spontanee per evitare il saccheggio selvaggio del territorio e creare nuove opportunità di reddito, che si sta avviando alla conclusione con risultati superiori alle aspettative.
A parlare sono i numeri , con oltre 30 mila piantine, frutto della selezione, richieste per il 2010 dagli agricoltori della regione per essere messe a dimora nei propri terreni montani: dalla valeriana allo sclopit, dal pungitopo al sedano selvatico fino al radic di mont. Le piante sono frutto di sperimentazioni colturali realizzate in campi sperimentali messi a disposizione da privati e agricoltori in tre delle quattro province della regione: San Pelagio (Aurisina) a Trieste, Molinis (Tarcento), Curiedi (Tolmezzo), Piani di Vâs (Rigolato) e Monte Arvenis in provincia di Udine oltre che Tramonti di Sopra e Stevenà (Sacile) nel pordenonese. I risultati ottenuti hanno indotto il Centro di Amaro a mettere in cantiere un nuovo progetto, che punta allo sviluppo di altre essenze e colture tipiche a rischio di scomparsa e prevede il coinvolgimento di aree diverse, sempre in ambito montano.
In riferimento alle attività di ricerca svolte – 12 sono i progetti di ricerca ultimati o in corso e 15 le tesi di laurea realizzate nei laboratori – e alla presenza, nel Centro, di competenze scientifiche qualificate in ambiti diversi, dall’economico all’agronomico, allo zootecnico.

Udine: Alpini, muli e la storia di Luigi Venturini

di MATTIA UBOLDI *
Dall’Ana di Udine

Ogni volta che leggo la “Preghiera del Mulo”, mi prende un groppo al cuore. Ormai, l’esercito moderno non si serve più di questo nobile animale, ma il sostantivo “alpino” non potrà continuare a far altro che fare il paio per sempre con quello di questo indimenticabile quadrupede. Gli alpini, infatti, hanno affrontato innumerevoli campagne di guerra potendo contare sul suo prezioso supporto. I muli dell’artiglieria da montagna e quelli dei fucilieri alpini hanno rappresentato la salvezza per migliaia di soldati durante le campagne di Grecia e Russia. Hanno condiviso i patimenti dei nostri padri. Li hanno leniti con le loro carni dilaniate in combattimento. Pensando a quelle povere bestie, mi piace ricordare il mulo del sergente Luigi Venturini, radiofonista del generale Riccagno durante la campagna di Russia. A lui ne era stato assegnato uno. Era chiamato il “mulo radiofonista” perché sulla sua groppa erano someggiate le preziose radio divisionali con tanto di bobine per i cablaggi. A Luigi (che è l’attuale presidente dell’Unirr del Fvg) fu affidato prima di partire per la Campagna di Russia. Il rapporto che si instaurò tra loro era quasi simbiotico. Bastava dargli un richiamo a voce per farsi obbedire. Non serviva nemmeno tenerlo per la cavezza. L’animale si fidava ciecamente del suo giovane conducente e viceversa. Mille avventure sono state superate dai due, come è successo in migliaia di altri casi. Con l’inizio della ritirata, tra il 15 e il 19 gennaio 1943, Luigi e il suo mulo hanno intrapreso il loro ultimo viaggio assieme. Nelle marce estenuanti per uscire dalla sacca che avrebbe potuto condannare il Corpo d’armata alpino all’annientamento, entrambi si sono sostenuti a vicenda: Luigi trovava la paglia per sostentare il suo compagno; questi sopperiva al trasposto dei preziosi materiali e faceva da traino nei momenti in cui le gambe del padrone e compagni sembravano in procinto di cedere. Quando il giovane sergente del genio si insediava nelle isbe per trascorrere le notti gelide della ritirata, il suo caro animale cercava di entrare a sua volta per trovare riparo. Non era possibile lasciarlo fare e Venturini lo invitava a uscire con un groppo in gola: sapeva che l’amico stava soffrendo il freddo. Allora, sistemate le preziose radio per consentire al generale Riccagno di collegarsi ai reparti, usciva in fretta alla ricerca di fieno che razziava sistematicamente dai tetti delle case ucraine o da qualche fienile. Reperiva coperte e teli tenda per coprire il fido animale e proteggerlo dai temibili –40° delle notti della steppa. In quei momenti l’animale sembrava esprimere gratitudine per i sui sforzi e buono si dedicava a mangiare quanto con fatica gli era stato procurato. Non era nemmeno legato: al mattino Venturini lo ha sempre ritrovato in attesa. Era un calvario fatto in reciproca buona compagnia. Ciò fino al tragico giorno in cui, a Valujki, il comando della “Julia” non fu catturato al completo dai russi. Il generale Riccagno aveva invitato tutti a disperdersi e tentare la fuga in solitaria. Luigi ci provò con il suo mulo e un compagno. Furono catturati dai cosacchi in una balka (depressione del terreno ricolma di neve spinta dal vento). In quel posto lontano e sperduto nel passato, il giovane sottufficiale fu strappato alla compagnia del suo mulo. Ancora oggi pensa con rammarico alla sorte di quello straordinario amico. Allo smarrimento che deve aver provato, privato dalla guida del suo conducente. Sicuramente anche a lui è toccato un destino tremendo e a quasi settant’anni di distanza il suo padrone non si dà pace. Ecco, questo è quello che sono stati i muli per noi alpini: un rapporto umano che, in un’epoca animalesca come quella in cui stiamo vivendo, si stenta a comprendere. Storie di altri tempi e altri uomini. Uomini con la “U” maiuscola. “Mandi” e “a oggi otto”.
* consigliere della sezione Ana di Udine

Friuli: Università del Nord-Est l’assesore Rosolen e i rettori frenano

Prima rafforzare e rendere più efficienti gli atenei di Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino Alto Adige, poi ragionare a livello di sistema anche in un’ottica federale: è questo, secondo l’assessore all’Università del Friuli Venezia Giulia Alessia Rosolen, il percorso sul quale lavorare per lo sviluppo del sistema universitario nel Nordest. Rosolen ha commentato la proposta lanciata ieri dal rettore dell’Università di Padova, Giuseppe Zaccaria , in un editoriale sul quotidiano Il Piccolo. Secondo Zaccaria, è «un’esigenza diffusa» sviluppare una collaborazione tra le università delle tre regioni per «valorizzare le specificità ed evitare competizioni senza senso».
La prospettiva indicata da Zaccaria è condivisa da Rosolen che ha anche fatto alcune proposte. «Un intervento che porti verso un’idea positiva di università federale – ha spiegato – è una strada che evidentemente va percorsa». Il Friuli Venezia Giulia, che sta per approvare una legge per riequilibrare, in un’ottica meritocratica, i finanziamenti regionali alle università, «a piccoli passi – ha aggiunto Rosolen – sta precorrendo quello che succede nel resto del Paese, anche rispetto al Veneto. Oggi ogni regione si rafforzi nell’ambito delle proprie competenze». Anche per combattere il meccanismo, denunciato tra gli altri da Zaccaria, del finanziamento statale a pioggia, penalizzante per gli atenei virtuosi. Una volta raggiunto questo equilibrio all’interno dei singoli territori regionali si potrà iniziare a immaginare la creazione di un polo più ampio, è la sintesi del pensiero di Rosolen.
La Regione Friuli Venezia Giulia studia il nuovo modello del sistema universitario regionale, in ottica federale, e ha sul tavolo tre principali ipotesi che potranno essere negoziate con il Governo, ha aggiunto Rosolen, che ha annunciato per metà maggio un incontro con i rettori degli atenei di Trieste e Udine. «Allo studio – ha spiegato l’assessore – ci sono tre ipotesi: negoziare con Roma il trasferimento dell’intera competenza del Fondo ordinario statale alla Regione, sul modello di quanto fatto dalla Provincia autonoma di Trento. Tale cifra, stando ai dati del 2009, ammonta complessivamente a circa 184 milioni di euro, tra gli atenei di Trieste e Udine. La seconda ipotesi riguarda il trasferimento della sola parte premiale del Fondo, pari al 7%. La terza ipotesi prevederebbe la sottoscrizione di un accordo di programma tra i due atenei, il Ministero e la Regione, sul modello di quello attivato nel 2009 tra le Università di Camerino e Macerata, che punta a razionalizzare l’offerta e i servizi a fronte dell’impegno ministeriale di mantenere immutato, per il 2010 e il 2011, lo stanziamento del Fondo concesso nel 2009». Le ipotesi seguiranno l’approvazione, da parte del Consiglio regionale, della riforma del finanziamento della Regione alle università e dovranno tener conto del complessivo dialogo tra Roma e Trieste alla luce dell’attuazione del federalismo fiscale.
Il Friuli Venezia Giulia potrebbe «subire ritardi» nella competizione, sui temi dell’organizzazione universitaria rispetto al resto del Nordest, «a causa di quella parte del mondo politico friul-giuliano che esprime vecchie e rovinose logiche campanilistiche», ha commentato invece il rettore dell’Università di Trieste, Francesco Peroni. Sulla proposta di Zaccaria, Peroni ha detto che tali considerazioni vanno lette «con attenzione e come indice barometrico di quello che va maturando sui temi dell’organizzazione universitaria, in una regione del peso nazionale che ha il Veneto». «Si conferma – ha notato Peroni – che le logiche d’integrazione e di sistema stanno progressivamente affermandosi nelle aree più forti del Paese e si conferma, temo, la mia preoccupazione circa i ritardi che la nostra regione potrebbe subire nella competizione con queste aree».
Per il rettore dell’Università di Udine, Cristiana Compagno, «l’esigenza di potenziare in modo sistemico le collaborazioni di didattica e ricerca tra le Università del Nordest è un’opzione che va studiata con attenzione». «Da sempre – ha aggiunto Compagno – come Università di Udine, condanniamo decisamente il modello di finanziamento su base storica con distribuzione dei fondi a pioggia tra tutti gli atenei, che di fatto ha penalizzato le università migliori ed efficienti». «Il modello del federalismo universitario – ha continuato Compagno – è un modello affermato nella logica dei land tedeschi e si sta avviando, in Italia, anche a Trento. Va studiato con attenzione, con rigorose analisi di impatto sulla qualità dei percorsi formativi e sull’attrattività degli studenti. È insomma un percorso complesso di fronte al quale approcci di tipo semplicistico diventano pericolosi, a meno che non ci si voglia fermare alla sola suggestione semantica del concetto di Università Federate».

Udine: torna “Pagella rock” 2010

Margherita Susanna
Liceo linguistico Percoto

È ormai alle porte l’attesissimo evento musicale per le band emergenti di Udine. Parliamo di “Pagella rock”, una grande occasione per tutti quei gruppi musicali della nostra città per farsi sentire e conoscere. L’evento si terrà la sera di venerdì 30 aprile e sabato 1 maggio al teatro San Giorgio di Udine. Per poter partecipare a questo concorso, almeno il 50% dei componenti del gruppo deve frequentare le scuole superiori.
Ogni gruppo deve presentare agli amministratori delle Officine Giovani un cd di tre canzoni inedite con gli eventuali testi allegati. Se i testi sono in inglese questi dovranno essere tradotti in italiano. Ovviamente deve essere compilato il modulo di iscrizione nel quale bisogna indicare il nome di ogni componente, il nome della band, vari dati di ogni ragazzo/a e il genere che il gruppo suona.
I responsabili del concorso poi faranno la selezione delle nove band che dovranno sfidarsi. Durante le due serate di concorso, questi nove gruppi si contenderanno i tre premi in palio di Pagella Rock che consistono nel premio giuria, premio per il miglior pubblico e il premio del pubblico. Il premio a cui tutti gruppi aspirano è quello della giuria che offre ben sedici ore di registrazione in uno studio professionale. Quest’anno al concorso parteciperanno i Syderal Overdrive, I Krampus, i Crossing, i Uplift, i Otivm, i Monkey Egg, i Never Hesitate, i Red Lighthouse e i Wild Jack River. L’ordine invece con il quale si esibiranno è il seguente. Venerdì 30 aprile i primi a presentarsi sul palco saranno i Krampus seguiti poi dai Syderal Overdrive ed infine i Crossing. Sabato 1 maggio invece si esibiranno gli altri sei gruppi con il seguente ordine: Uplift, Wild Jack River, Otivm, Monkey Egg, Never Hesitate e Red Lighthouse. Uno spettacolo all’insegna della buona musica all’interno del quale questi ragazzi avranno l’opportunità di farsi conoscere al pubblico giovanile udinese che dovrà votare per l’assegnazione di uno dei tre premi.
Credo che per questi gruppi sia una grossa opportunità, al di là del premio, per manifestare i propri talenti e per proporre al pubblico qualcosa di nuovo, anche innovativo che magari pochi di noi conoscono. E allora perché non passare una serata “alternativa” all’insegna della buona musica e dell’ottima compagnia?

Udine: il 17/05/10 nuova audizione del “bando delle idee”

Hai un’idea o un progetto da realizzare ma ti mancano i fondi necessari? Il prossimo 17 maggio partecipa alla nuova audizione del “Bando delle idee”, l’iniziativa del Comune di Udine che offre ad associazioni e gruppi giovanili la possibilità di concretizzare le proprie idee nel campo della solidarietà, dell’animazione, dell’informazione, dell’intrattenimento, dello sport o altro.

Aperto a giovani tra i 14 e i 25 anni residenti nei Comuni dell’Ambito distrettuale dell’Udinese (oltre a Udine Campoformido, Martignacco, Pagnacco, Pasian di Prato, Pavia di Udine, Pozzuolo, Pradamano, Tavagnacco) il nuovo bando è il frutto di un’attività di confronto con il Forum Giovani del Comune di Udine ed è finanziato con i fondi ministeriali per l’autonomia dei giovani nell’ambito del Piano Locale Giovani. I gruppi partecipanti, che devono essere composti da almeno quattro persone, avranno la possibilità di accedere a un finanziamento massimo di 1.000 euro per la realizzazione dei propri progetti. Le iniziative proposte non devono avere fini di lucro e deve essere di interesse pubblico e aperta a tutti.

Con lo slogan scelto per questa edizione – “Dai un calcio al razzismo” – ci si propone di promuovere l’accoglienza e l’integrazione interculturale nella lotta contro il razzismo. Proprio per questo motivo per i progetti dedicati al tema della discriminazione razziale il tetto del contributo massimo potrà essere elevato fino a 1.500 euro. Non ci sono limiti al numero di domande accolte: tutti i progetti validi verranno finanziati, fino ad esaurimento risorse. Oltre all’erogazione del contributo il Comune potrà sostenere le iniziative presentate attraverso il noleggio di attrezzature già a disposizione dell’amministrazione comunale, supportare la promozione dell’evento e l’inoltro delle pratiche amministrative per l’uso di spazi, aree e strutture.

I rispettivi progetti dovranno essere presentati direttamente al Forum Giovani durante le audizioni fissate del 17 maggio, 19 luglio, o 18 ottobre 2010. I partecipanti dovranno contattare il Forum Giovani almeno una settimana prima della scadenza per concordare l’appuntamento per l’audizione. La commissione si riunirà nei giorni successivi alle scadenze per valutare le proposte progettuali pervenute. Nella progettazione e nella compilazione della domanda i gruppi possono avvalersi del supporto dell’Agenzia Giovani e degli educatori dei suoi servizi (i centri di aggregazione e le Officine Giovani), o di altri tutor a loro scelta. La scheda-progetto e il bando sono scaricabili sul sito www.comune.udine.it, ciccando su “Agenzia Giovani”. Per contatti: 0432-271305/663 o [email protected].

Nimis: 01/05/10 evento enogastronomico lungo la via Clotz

a via clotz

Sabato 01.05.2010 dalle ore 10.00 alle 20.00, si terra’ lungo la via Clotz, che va da Nimis a Sedilis (Tarcento), un evento enogastronomico dedicato alla riscoperta delle frasche storiche del luogo, con degustazione di vini e abbianamenti  dei prodotti tipici del territorio. Il percorso è lungo circa tre chilometri, i più volenterosi potranno percorrerlo a piedi in modo da poter apprezzare le nostre belle colline dove viene coltivato e prodotto il famoso Ramandolo  D.O.C.G.

Resia: una razza unica al mondo

di Alessandro Cesare

Gli abitanti di Resia l’hanno sempre sostenuto: «Noi non siamo friulani, non siamo sloveni, non siamo russi. Noi siamo resiani».Una convinzione che ora è suffragata anche dalla scienza, e più nello specifico, dalla genetica. Dalla mappatura genetica del Friuli Vg, infatti, emerge con chiarezza l’unicità della popolazione resiana. 

Non solo non ci sono corrispondenze con le altre comunità della regione, ma fino ad ora non è stata individuata alcuna corrispondenza nemmeno con altre popolazioni europee ed extraeuropee. Gli incroci dei dati genetici raccolti dagli istituti di tutto il mondo proseguono, ma Resia continua a restare una comunità a sé stante. L’annuncio è stato dato ieri mattina nel municipio di Resia dai ricercatori del Servizio di genetica medica dell’Irccs “Burlo Garofolo” di Trieste, coordinati da Paolo Gasparini, al lavoro da alcuni anni per la definizione del Parco genetico del Friuli Vg. A documentare lo stato eccezionale di Resia è la mappa genetica utilizzata per definire l’origine del popolo resiano e delle altre comunità coinvolte nel progetto: Sauris, Illegio, Clauzetto, Erto-Casso e San Martino del Carso. Due le realtà che, a sorpresa, spiccano osservando la mappa: sono quelle di Illegio e di Resia, che si discostano nettamente dalle altre comunità. Ma se per Illegio pare già essere stata trovata un’origine corrispondente con alcune popolazioni dell’Europa del sud, per Resia questo riscontro ancora non c’è. «Resia – ha affermato Paolo Gasparini – è geneticamente distante rispetto alle altre comunità». E’ in corso l’incrocio dei dati dei resiani con quelli delle altre popolazioni del mondo, con l’obiettivo di trovare delle affinità genetiche e quindi di stabilirne la provenienza. Un lavoro che i ricercatori sperano di concretizzare entro l’11 maggio, quando il progetto sarà presentato ufficialmente a Trieste. Due le spiegazioni fornite dai ricercatori per questa unicità di Resia: la prima dovuta al suo forte stato di isolamento prolungato nei secoli, la seconda ad una probabile sovrapposizione tra due popolazioni diverse, una conquistatrice, l’altra conquistata, così da creare condizioni genetiche uniche. «Non abbiamo grossi legami con le popolazioni contermini, friulane, tedesche o slovene che siano – ha commentato il sindaco di Resia, Sergio Chinese –. Se prima c’erano dubbi nell’affermazione di questa tesi, in quanto fondata solo su raffronti di tipo linguistico, oggi, a nostro favore, c’è anche la genetica. Resia è un’entità unica a livello europeo – ha aggiunto – e questo rende merito a tutti coloro che in questi anni si sono battuti per affermare la resianità».