Archivio mensile:Aprile 2010

FRiuli: telefonate e telemarketing molesto

di RITA BERTOSSI

Il quotidiano assillo telefonico, spesso praticato negli orari meno opportuni, è esercitato soprattutto da gestori di telefonia, ma non solo: fornitori di servizi di elettricità, gas, prodotti alimentari, biglietti per manifestazioni teatrali, richieste di appuntamenti per illustrare “carte omaggio” per sconti o per corsi di vario genere e chi più ne ha… Il cittadino è divenuto bersaglio di vere e proprie molestie telefoniche legali, dal momento che è prevista dalle norme la possibilità di proporre e attivare “contratti a distanza”. «… continuano ripetutamente a fare telefonate al mio numero fisso verso ora di cena per proporre i loro servizi. Ciò nonostante io non abbia autorizzato l’uso del mio numero telefonico per fini pubblicitari e che nelle Pagine Bianche non sia riportato il simbolo che consente tale uso del numero telefonico. Ma vi sembra possibile che tali aziende possano continuare in questo modo? Non c’è una legge sulla privacy attraverso la quale possa essere bloccata tale pratica?». Questo il quesito postomi da una signora bersagliata da telefonate, che, esasperata, ha deciso di eliminare la linea fissa telefonica per non essere più contattata da aggressivi promotori. Ciò dopo aver provato in prima persona la difficoltà di destreggiarsi nella palude delle offerte telefoniche fino a trovarsi, a esempio, ad aver inconsapevolmente cambiato gestore senza aver firmato nulla, ma avendo detto «sì, sono interessata, ma voglio ricevere la proposta per iscritto e poi decidere». Il Garante per la protezione dei dati personali si è naturalmente occupato del problema, provvedendo ad «applicare sanzioni amministrative, ulteriori ispezioni e, nei casi più gravi, divieto del trattamento dei dati personali». Però, come quasi tutti sanno per conoscenza diretta, il fenomeno non si è ridotto e la caccia ai clienti è continuata e continua e presumibilmente continuerà. È forte, infatti, la preoccupazione riguardo agli effetti che potranno derivare dalle nuove norme in materia di telemarketing introdotte dal cosiddetto “decreto legge Ronchi”, in quanto probabilmente nel primo periodo di applicazione delle stesse, presumibilmente, saranno pochi i consumatori che si serviranno delle possibilità offerte dallo stesso. In particolare suscita molte perplessità l’istituzione di un registro pubblico al quale devono iscriversi quanti non vogliono essere disturbati da telefonate pubblicitarie o commerciali, caricando così i cittadini di incombenze e problemi. Ma, per esprimere il proprio diniego a ricevere la pubblicità, il cittadino deve essere informato del suo diritto e le modalità per esercitarlo dovrebbero essere semplici e senza costi. La platea dei cittadini di età avanzata, più colpiti di altri dal fenomeno del telemarketing, avrà delle prevedibili difficoltà, e allora perché non prevedere il contrario e cioè che sia istituito il registro per il consenso a ricevere le telefonate promozionali? Ora, il 16 aprile scorso, il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema del regolamento relativo al settore del telemarketing, tanto atteso dai consumatori. Siamo a un passo quindi dalla disponibilità del “Registro delle opposizioni” che dovrebbe tutelare il diritto alla privacy, cioè, in questo caso, il diritto di non ricevere telefonate promozionali. Infatti, iscrivendosi, anche per via telematica, i consumatori inibiranno agli operatori commerciali l’utilizzo di tale modalità per un tempo indefinito, fino a eventuale modifica, cioè alla notifica dell’assenso. L’obbligo di tutela ricadrà dunque sugli utenti e noi consumatori, quindi, dobbiamo farci parte attiva per evitare il “disturbo”. Secondo il ministro dello Sviluppo economico, come riportato dalle cronache, è stato raggiunto in questo modo «un punto di equilibrio tra le esigenze degli abbonati telefonici» che non vogliono essere contattati e «quelle delle imprese». È stato giustamente previsto che sia attivata una campagna di informazione per gli utenti telefonici, organizzata dal ministero dello Sviluppo economico in collaborazione con le Associazioni dei consumatori e utenti, al fine di promuovere la massima diffusione delle nuove disposizioni e per la conoscenza dei diritti. Il provvedimento in breve tempo dovrà essere esaminato dal Consiglio di Stato, dalle competenti Commissioni parlamentari, e dalle Autorità competenti: quella per le Garanzie nelle comunicazioni e dal Garante per la protezione dei dati personali. Entro il 25 maggio dovrà essere concluso l’iter. Altre ancora le novità per il settore della telefonia; per chi vuole essere tempestivamente informato e utilizza Internet, suggerisco il sito dell’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni: www.agcom.it

Maniago: la voglia di creare un’industria cinematografica dell’Euroregione

di Laura Venerus

Un’industria cinematografica in regione può esistere soltanto se si tratta di un progetto stabile, radicato, che parta dal territorio e, dopo uno start up guidato dagli enti pubblici, sappia camminare con le proprie gambe. E’ la conclusione che si può trarre dall’incontro nell’auditorium del centro servizi del Nip a Maniago nell’ambito del Festival città impresa. Sul tema “C’è spazio per un’industria cinematografica dell’Euroregione” hanno discusso, tra gli altri, il vicepresidente regionale Luca Ciriani e il presidente di Unindustria, Maurizio Cini.

La radicazione territoriale nell’area pordenonese dell’industria cinematografica rappresenterebbe un valore aggiunto rispetto al tessuto produttivo già esistente che, per quanto riguarda Maniago, è ovviamente caratterizzato soprattutto dal distretto dei coltelli. Ciriani ha valutato positivamente l’ipotesi di un distretto dell’industria cinematografica in cui anche la Film commission svolgerebbe un ruolo determinante. «Un progetto – ha commentato – che catalizzerebbe gli sforzi promozionali nel settore cinematografico che già stanno garantendo ottimi risultati in tutto il Friuli Venezia Giulia, in particolare in provincia di Pordenone». In quest’area sono infatti presenti non soltanto centri di produzione audiovisiva e cinematografica ormai affermati a livello internazionale, ma anche aziende settoriali specializzate in servizi accessori. Tutto ciò, secondo Ciriani, se valorizzato attraverso un progetto di area vasta potrebbe espandere le potenzialità occupazionale e imprenditoriale a tutto vantaggio dell’economia del territorio.
Dopo l’introduzione del presidente della Camera di commercio di Pordenone, Giovanni Pavan, si è entrati nel vivo della questione. «Alcune aree del mondo vivono con l’industria cinematografica – ha osservato Cini, il quale, oltre a essere alla guida degli industriali pordenonesi, è anche un imprenditore del ramo degli audiovisivi –. Ciò non vuol dire fare film e basta, ma significa proprio operare in un ambito che può creare opportunità di lavoro e di sviluppo economici». Le riflessioni pratiche e reali sono state affidate a Ferdinando Vicentini Orgnani dell’Alba produzioni, e Paolo Vidali, direttore del fondo regionale per l’audiovisivo. Al termine del dibattito, che ha coinvolto anche il pubblico, sono stati assegnati i premi Festival città impresa a dieci aziende del territorio che sono state in grado di generare cultura attraverso la loro attività: Videe, Fazioli, Concentro, Transima italiana, Onda communication, Movimento turismo del vino, Craf, Ai Colonos, Sim2 multimedia e Acr.
Gli appuntamenti con il Festival città impresa di Maniago proseguiranno oggi: alle 10 si tratterà il tema “Idee per le film commission del Veneto e del Friuli Venezia Giulia”, quindi alle 15 si parlerà del “Mercato italiano ed europeo nella sfida dell’animazione tridimensionale” e alle 18 di “Nuovi artigiani per il cinema e la tv”, in collaborazione con la Confartigianato di Pordenone e Udine. Tutti gli incontri saranno ospitati nel teatro Verdi. Chiuderà la giornata la presentazione del premio letterario nazionale del giallo e noir “Lama e trama 2010” alle 20.45.

Gemona: cordoglio per la scomparsa di Davide, figlio del calciatore Cleto Polonia

di Tanja Ariis

Si svolgeranno oggi alle 15 nella parrocchiale di Preone i funerali di Davide Polonia, il bimbo di 6 anni che si è spento a causa di un male incurabile all’ospedale di Udine. Il piccolo è figlio di Cleto Polonia, 41 anni, ex calciatore, molto noto per aver giocato nella Triestina e in diverse squadre in serie A, divenendo poi allenatore. Attualmente è il mister dell’Arteniese.
La scomparsa del piccolo Davide ha destato profonda commozione nelle comunità di Gemona, Villa Santina, Enemonzo e Preone. Davide infatti viveva a Gemona con il papà Cleto, mamma Tiziana ed il fratello Michele, di 12 anni, ma il papà è originario di Villa Santina, dove risiedono anche i nonni. La mamma di Davide, Tiziana, è nata a Enemonzo dove ha anche vissuto con i genitori in quanto il padre ha lavorato per un lungo periodo nella latteria di Enemonzo. Qui in molti si ricordano di loro ed esprimono la loro vicinanza alla famiglia in questo difficile momento. Inoltre a Preone Cleto, Tiziana, Davide e Michele venivano a trascorrere assieme le vacanze. Ed è stato proprio il paesino carnico il luogo scelto dalla famiglia per l’ultimo saluto al piccolo Davide, la cui salma giungerà direttamente dall’ospedale di Udine dove il bimbo era ricoverato. Comprensibilmente molto provata dalla perdita del piccolo Davide la famiglia si è chiusa nel suo dolore. E tante in queste ore sono state le attestazioni di cordoglio, affetto e vicinanza rivolte a lei da Gemona alla Carnia.

Tavagnacco: la crisi non tocca l’asparago

di Elena Viotto

Non c’è crisi che tenga. La coltivazione dell’asparago bianco a Tavagnacco, nata nell’Ottocento come un metodo utile per risolvere il problema dell’eccessiva umidità di alcuni vigneti, si conferma una delle attività di eccellenza del territorio. 
 Una ventina di produttori agricoli, la maggior parte del comune di Tavagnacco, si sono già associati nell’Agricoop Asparagi Tavagnacco , una società cooperativa agricola che, su una decina di ettari di terreno, produce circa 150-200 quintali l’anno di asparago bianco. «La nostra produzione – spiega Francesca Ruffini presidente dell’Agricoop – soddisfa sostanzialmente solo il mercato locale, ma è un settore in continua crescita e anche quest’anno, la cui annata sebbene leggermente in ritardo si preannuncia buona, abbiamo effettuato nuovi impianti».
      «Per le degustazioni poi – aggiunge – arrivano anche corriere da fuori, specie in occasione della Festa degli Asparagi di Tavagnacco, tanto che anche per la prossima edizione della Festa organizzata dalla Pro Loco Tavagnacco, la 74., pronta a prendere il via il 30 aprile, per i primi tre weekend di maggio, ci si attende un vasto pubblico di buongustai, che comunque hanno sei ristoranti già in grado di soddisfare le lro esigenze. «L’asparago è sempre più richiesto tanto che abbiamo creato un menù del mese tutto a base di asparagi – spiega uno degli organizzatori, Franco Marini -. Il risotto è tra i piatti ancora più richiesta, ma è molto in voga anche l’asparago crudo, tagliato sottile con verdure di stagione ed erbe di primavera». 
     

Trieste: all’incontro all’Ufficio scolastico regionale la guerra dei numeri sui tagli degli insegnanti

Durante la riunione di oggi all’Ufficio scolastico regionale di Trieste sugli organici, la Cisl Scuola denuncia la pesante riduzione di personale in Friuli-Venezia Giulia, mentre per la responsabile regionale Beltrame la situazione non sarebbe così drammatica. 
      Secondo il sindacato, per l’anno scolastico 2010/2011 sarebbe previsto un taglio di 378 ruoli (171 nella scuola primaria, 43 in quella secondaria di primo grado e 176 nella secondaria di secondo grado), che vanno ad aggiungersi ai 976 già soppressi quest’anno, per un totale di 1345.
      «Come Cisl Scuola – afferma il segretario generale, Donato Lamorte – ribadiamo con forza l’impossibilità per la nostra scuola di sostenere questo ulteriore taglio di posti e cattedre, sia per il personale docente che per il personale Ata, che a livello nazionale subirà una decurtazione di 15.167 unità». Una diminuzione «eccessiva, inaccettabile e insostenibile», dunque, malgrado la decisione del Ministero di procedere in due fasi, e che va ad inserirsi in un processo di rioridino scolastico improntato – stando alla Cisl – a una forte dequalificazione degli istituti tecnici e professionali, che «non riusciranno a garantire quei profili di uscita utili e funzionali a collocare i nuovi diplomati nel mercato del lavoro».

Per il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Daniela Beltrame, invece sono 397 i posti di insegnante che verranno tagliati in Friuli Venezia Giulia nell’anno scolastico 2010/2011.
Incontrando le organizzazioni sindacali a Trieste, Beltrame ha fornito i dati provvisori relativi agli organici del personale docente delle scuole statali regionali, le iscrizioni di alunni e studenti e anche dei pensionamenti (145 unità dal prossimo primo settembre). In particolare, Beltrame ha evidenziato come nella scuola dell’infanzia l’organico registra un aumento di 12 posti, attestandosi a 1.535 unità. Gli alunni saranno 17.665 (-176 rispetto all’anno in corso). Il modello orario resta confermato a 40 ore settimanali. A richiesta delle famiglie, è riducibile a 25 ore settimanali. Nelle scuole primarie il taglio è di 165 posti, per un organico a 4.365 unità. Le iscrizioni sono 48.758 (+138 unità rispetto all’anno in corso).
«Si prevede – ha affermato Beltrame – di salvaguardare il mantenimento del tempo pieno in tutti i plessi delle scuole primarie della Regione, con 40 ore settimanali per classe. Nella scuola secondaria di primo grado il taglio – ha continuato il direttore è di 68 posti, per un organico a 2.466 unità. Gli iscritti saranno 30.150 (+259 rispetto all’anno in corso). Nella scuola secondaria di secondo grado il taglio è di 176 posti, portando le assegnazioni a 3.837 unità. Il dato, provvisorio, delle iscrizioni è di 45.037 studenti (-197)».
Beltrame ha poi affrontato la questione dei tagli alla scuola. «Parlare solo di questo significa far passare sotto silenzio gli aspetti metodologici innovativi della riforma Gelmini». Prendendo in considerazione il quadro dell’organico del personale docente che attende l’anno scolastico 2010/2011, Beltrame ha sottolineato come gli aspetti metodologici nuovi, «sebbene richiedano un profondo cambiamento della professionalità degli insegnanti, destinato a incontrare resistenze e a viaggiare su velocità diverse, sono comunque le uniche prospettive coerenti con il quadro europeo e mondiale». «La riforma della scuola – ha aggiunto Beltrame – è anche taglio di spesa, ma i tagli sono indispensabili perché la situazione del debito pubblico presenta altre emergenze che non trovano risposte».
Dopo Cgil e Cisl anche la Uil scuola critica i tagli agli organici della scuola in Fvg. «La gestione degli organici è fatta solo con la calcolatrice; si tratta di un sistema di determinazione degli organici che non tiene conto dell’effettivo bisogno dei territori, effettuato senza una preventiva, scrupolosa verifica degli eventuali sprechi», è la critica di Ugo Previti della Uil Scuola.

Aussa Corno: si inaugura l’oleificio

di Francesca Artico

Con il taglio del nastro, domani, alla presenza del governatore del Fvg, Renzo Tondo, del governatore del Veneto, Luca Zaia, degli assessori regionali Riccardo Riccardi e Claudio Violino, e del presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, il primo dei maxi insediamenti nella Ziac: si inaugura infatti l’oleificio. Grande soddisfazione in casa Aussa Corno per questa apertura, prima di una serie di insediamenti, che da qui al prossimo anno vedranno cinque aziende nazionali porre radici nella zona industriale sangiorgina. «Un risultato straordinario – commenta il presidente del Consorzio, Cesare Strisino – specialmente in un periodo di crisi globale, che altrove ha frenato lo sviluppo e la produzione».
Straordinario, ma non certo casuale, rincorso dai vertici consortili che, in questi ultimi due anni, hanno investito risorse importanti per rendere appetibile il sito industriale, a partire dalla riorganizzazione infrastrutturale, già avviata e che, ad oggi, conta un impegno di spesa di 174 milioni. «Servizi, infrastrutture, logistica – spiega Strisino– sono le leve su cui l’Aussa Corno sta puntando con grande determinazione, convinti che una strategia come questa possa portare ricchezza al nostro territorio, in termini produttivi, ma anche occupazionali, attraendo nuove realtà e favorendo l’espansione di quelle già operative».
Dopo l’Oleificio si insedieranno nel sito della Bassa Friulana la Vetreria Sangalli, Codognotto (azienda leader in Italia nel settore dell’autotrasporto), il laminatorio Tecnosider, oltre all’estensione della Aussachem, per un totale di investimenti di 290 milioni ed oltre 355 nuovi posto di lavoro. Di più, con l’insediamento di Tecnosider, la Ziac diventerà il primo polo laminatoio italiano. «In questi mesi – commenta Strisino – abbiamo spinto per essere più competitivi verso l’esterno, senza trascurare, anzi potenziando, il nostro ruolo di supporto nei confronti delle aziende già insediate all’interno del Consorzio, come risposta alla crisi della Bassa friulana e volano per l’economia regionale». Per Sergio Tesser, anima e socio dell’operazione, iniziata nel ’77 con l’acquisto del primo lotto nella Ziac, «un traguardo sofferto per l’attesa di ottenere le autorizzazioni necessarie, ma che oggi diventa realtà».

Sella Nevea: il 25/04/10 torna la scialpinistica

di ROBERTO CALVETTI

Classe 1947, ma ha 55 anni. É la scialpinistica del monte Canin, una delle gare italiane della specialità più vecchie, che domenica a Sella Nevea celebrerà la 55ª edizione. Soltanto il trofeo Mezzalama, che si disputa sul monte Rosa, può vantare un’anzianità maggiore. Appena nasce, la “Gazzetta dello Sport Est” le appiccica l’etichetta di “classica”. Un’intuizione. Sul Canin , dove negli anni Trenta si è disputata la prima discesa libera della storia dello sci, sono passati molti dei “grandi”: da Franco Nones (campione olimpico a Grenoble 1968 nel fondo), ad Arianna Follis, ai fratelli Di Centa al norvegese d’oro Vegard Ulvang… Nell’ambiente, la gara del Canin è un mito, anche per la patina di antico che le deriva dal fatto che si disputa a tecnica libera, cioè con gli sci da fondo e le pelli di foca. Un attaccamento alle radici difeso strenuamente, anche se nel 2003, in occasione dello sconfinamento in Slovenia attraverso il Forato, è stata ammessa la tecnica classica.
«La bellezza di questa gara è che conserva il sapore di un tempo…» dice Dino Flaugnatti, l’organizzatore che cura la regia dell’alpistica da quasi 40 anni, da quando, cioè, la manifestazione è passata dalle mani del Cea (Club escursionisti Aquile) di Mirko Bernardis, Mario Martignoni e Aldo Faelutti in quelle del Gruppo sportivo alpini di Udine. «Prima correvo e organizzavo, poi, dal ’90, mi sono dedicato unicamente all’organizzazione» racconta Dino, “Picon” per gli amici, classe 1939, ottico da qualche anno in pensione dopo aver avuto bottega per tantissimi anni in via Aquileia 43, un ritrovo per gli appassionati della montagna ancora oggi.
«L’alpinistica è la festa della val Raccolana, quel giorno il “Cjanal” si ritrova a Sella Nevea, vengono tutti: è un momento magico». Uno che s’incontrava spesso era Ignazio Piussi, l’alpinista ed esploratore scomparso alcuni fa. «I ricordi più belli? Senza dubbio quelli legati agli anni 70, quando portare a termine l’alpinistica era un’impresa: niente da fare con la prova di oggi… Si andava con picozza e corda nello zaino, ai piedi sci di legno e i bastoncini erano di bambù… Dal rifugio Gilberti si scendeva attraverso il bosco, la tracciatura era approssimativa…» ricorda Flaugnatti, uno dei primi udinesi a partecipare alla mitica Vasaloppet, la maratona svedese di 90 chilometri sugli sci sottili e poi animatore e ideatore di gare podistiche e di corsa in montagna con un trascorso anche di giocatore di rugby. Tutti sport in cui fatica e sofferenza vanno a braccetto.
«Per cinque volte la nostra gara è stata valida per il campionato italiano e il primo titolo nazionale della storia dello scialpinismo femminile è stato assegnato qui…». In coppia con Laura Bettega lo vinse Gabriella Paruzzi, che, in seguito, partecipando all’edizione 2004 festeggiò proprio sul Canin la conquista della Coppa del mondo di fondo. «Un’edizione da brivido – racconta Flaugnatti – . Il giorno prima della gara era piovuto e nella notte la temperatura era scesa sotto lo zero: il giorno dopo sciarono sul ghiaccio…».
Un’altra grande paura nel ’93 quando Vegard Ulvang, che prende il via insieme con Manu, è vittima di un incidente. «Una caduta e la punta di uno sci gli si conficcò nell’inguine sfiorando l’arteria femorale…» ricorda “Picon” come fosse accaduto ieri.
La gara dalle otto squadre delle prime edizioni, quando l’anima dell’alpinistica erano Duilio Burba e gli alpini dell’Ottavo, è cresciuta arrivando in alcune edizioni a sfiorare il centinaio di coppie al via. «Il segreto del nostro successo? La bellezza del Canin, le difficoltà della gara e la nostra… bravura di organizzatori» dice sorridendo Flaugnatti, che oggi può contare su un centinaio di collaboratori («tutti volontari»), «ma negli anni 80, quando terminò la collaborazione con gli alpini, eravamo appena una quindicina… sono stati davvero anni duri». Poi con il sostegno del Corpo forestale regionale dello Stato e delle squadre del Soccorso alpino di Tarvisio, Cave del Predil e Moggio, che dura tuttora, le cose si sono assestate. Se chiedete a Flaugnatti se quelli del Gsa non hanno mai pensato alla Coppa del mondo vi risponde che per mettere insieme una gara così «bisogna essere “politici”, cercare sostegni e sponsor…». In futuro, chissà… Per ora la scialpinistica del Monte Canin preferisce restare fedele al suo clichè e continuare ad essere la festa del “Cjanal”.

Udine: ora il patrimonio museale del territorio è visitabile sul web

di Lisa Zancaner

http://musei.provincia.udine.it Basta un clic per entrare al museo. Da ieri è ufficialmente in rete il sito realizzato dalla Provincia che mette insieme il vasto patrimonio museale del territorio.   «Si apre una nuova fase del progetto della Rete Museale» commenta l’assessore alla Cultura Elena Lizzi. Il portale è composto da 6 siti autonomi , tanti quante sono le lingue usate: italiano, inglese, tedesco, francese, sloveno e friulano (queste ultime due saranno attive dal 1. luglio). Basta un po’ di dimestichezza con un Pc e un mouse per portare a casa i musei friulani e la scelta è ampia: 116 realtà censite, tra musei, collezioni e mostre permanenti, tutti corredati da una scheda tecnica con le informazioni necessarie per la visita e un totale di 481 immagini. Trenta musei offrono inoltre una visita virtuale, un video girato all’interno delle sedi museali in modo da far conoscere tutto un patrimonio culturale anche agli utenti che preferiscono stare seduti in poltrona.
      Naturalmente l’obiettivo è di invogliare alla visita “reale”. Il portale contiene anche la sezione “news” in cui ogni realtà del territorio potrà inserire gli avvenimenti organizzati per uno specifico periodo dell’anno. E proprio per tenere aggiornato l’utente sulle ultime novità c’è la possibilità di iscriversi alla newsletter: un “notiziario” diffuso periodicamente per posta elettronica terrà costantemente informati gli iscritti sugli appuntamenti più importanti del momento. «Complessivamente, la rete museale – aggiunge Lizzi – ha già suscitato molto interesse»; la prima conferma arriva dall’assessore alla cultura della Provincia di Pordenone Giuseppe Bressa che proporrà l’iniziativa udinese alla sua giunta: «Come prodotto turistico è un esempio da seguire – sostiene Claudio Tognoni di Turismo Fvg –; la rete potrebbe essere inserita nella card museale regionale. Nella vicina Carinzia ne vengono distribuite 200mila ogni anno durante la stagione estiva»; l’unica condizione è che l’ingresso sia rigorosamente a pagamento.
     

Carnia: dopo Socchieve altro orso avvistato a Illegio

di Gino Grillo

Sarebbero due gli orsi che popolano il territorio della Carnia. Oltre a “Bubu”, come viene chiamato a Priuso di Socchieve il plantigrado fotografato per la prima volta il 21 marzo alla confluenza del torrente Lumiei nel Tagliamento, un altro orso si aggirerebbe nella frazione di Tolmezzo, più precisaemnte quella montana di Illegio, dove è stato avvistato l’altro giorno . Si dovrebbe trattare, in questo caso, dell’esemplare segnalato nei giorni precedenti a Ligosullo, proveniente dalla Valle d’Aupa e dal confine con l’Austria verso Tarvisio dove, secondo l’Università di Udine, si troverebbe anche l’unico esemplare femmina di questi plantigradi e che quindi farebbe confluire in zona alcuni dei maschi presenti nella nostra regione e nei territori attigui.
Nel frattempo, nella zona della Val Tagliamento, proseguono le incursioni di “Bubu” ai danni di greggi. Presa di mira la zona di Ampezzo, questa volta l’orso ha razziato alcune pecore in un ovile sito ai limiti del bosco nella frazione di Oltris. Oltre ad aver avviato l’iter per le pratiche del rimborso dei danni, Università e Corpo Forestale, come già anticipato in una riunione nei giorni scorsi tenutasi a Enemonzo, invitano gli allevatori a rinchiudere nelle ore notturne nelle stalle gli armenti, in particolare modo se questi pascolano nei pressi di boschi, habitat naturale dell’orso. Nel frattempo da segnalare un’escursione, probabilmente sempre di “Bubu”, nella zona di Verzegnis, dove il plantigrado ha fatto una scorpacciata di miele ai danni dell’azienda agricola Marzona.