Archivio mensile:Aprile 2010

Carnia: elettrodotto, il pensiero del consigliere Cacitti

dal MV di oggi

«Esprimo soddisfazione per quanto ottenuto in merito all’elettrodotto Somplago – Wuermlach e alla richiesta di impegno da parte dalla giunta regionale a valutare le diverse opzioni per la realizzazione di un solo elettrodotto di connessione transfrontaliera attraverso un’attenta verifica sulla fattibilità del suo interramento».
Ad esprimere la propria soddisfazione è il consigliere regionale del Pdl, Luigi Cacitti che ha presentato l’ordine del giorno in merito al tema dell’elettrodotto di Somplago – Wuermlach che è stato sottoscritto trasversalmente anche dalle forze politiche di opposizione, ad eccezione di Rifondazione Comunista.
«Alla Giunta – ha aggiunto Cacitti – è stato chiesto di impegnarsi a verificare che il tracciato e le soluzioni tecnico progettuali minimizzino l’impatto paesaggistico ambientale e contemplino soprattutto lo smantellamento delle linee esistenti che ad oggi attraversano diversi centri abitati. In questa direzione si ridurranno i rischi alla salute dei cittadini. Saranno inoltre valutate congiuntamente alle Comunità locali le proposte di compensazione a favore dei rispettivi territori che non deve essere squisitamente di carattere finanziario».
«Dopo mesi di strumentali polemiche innescate ad arte da parte di alcuni consiglieri regionali – ha concluso Cacitti – accattivandosi la simpatia di qualche comitato, l’ordine del giorno approvato con il solo voto contrario di Rifondazione comunista e riporta l’importante e delicato argomento nel giusto equilibrio nell’ottica del sostegno all’economia della regione e a salvaguardia delle nostre popolazioni».

Friuli: in Consiglio Regionale approvata una mozione per le graduatorie regionali degli insegnanti

Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato una mozione, presentata dai consiglieri della Lega Nord, che impegna la Giunta e l’assessore competente "ad attivarsi presso il Parlamento e il Governo nazionale affinche’ le graduatorie per l’accesso al ruolo degli insegnanti siano stilate su base regionale".
  Si e’ schierata a favore la maggioranza di centrodestra, contrario il voto dell’opposizione. Di due emendamenti presentati dal Carroccio, uno e’ stato approvato, l’altro respinto. Il primo chiedeva che "in futuro non si verifichino piu’ situazioni che pregiudicano gli insegnanti presenti da anni nelle graduatorie della nostra Regione anche nell’ottica della salvaguardia della continuita’ didattica". Bocciato invece il dispositivo che sollecitava la "revisione del sistema dei punteggi per la formazione delle graduatorie affinche’ non si basi solo sui titoli, ma valorizzi anche la residenza sul territorio regionale e la conoscenza della cultura locale".
  Contro il dispositivo si era pronunciato in aula anche l’assessore all’Istruzione Roberto Molinaro (Udc), poiche’ "non c’e’ nessuna disposizione di carattere legislativo" che lo supporti.

Friuli: se su FaceBook il gruppo cambia nome e tu rimani … (af)fan

facebook_256.png image by maticx

Su FB è semplicissimo iscriversi a uno dei gruppi che continuamente vengono proposti. Un click e fai parte di una comunità che condivide un interesse, un ideale o uno stile di vita. La pratica è talmente diffusa che sfido chiunque sia iscritto a FB a sapere con esattezza a quanti gruppi è attualmente iscritto. Normalmente dopo 1 o 2 visite, ce ne si dimentica perché ci si iscrive ad un gruppo soprattutto per il suo nome e il momento in cui nasce. Se però chi lo ha creato decide di cambiarne la denominazione, non è assolutamente detto che chi si era iscritto, voglia ancora rimanerne membro. Sul perché accada questo non ci sono molte analisi da fare: l’amministratore che lo ha avviato era probabilmente in malafede e premeditava, dopo aver raggiunto un buon numero di iscritti, di modificarne il nome per millantare poi un seguito virtuale in realtà inesistente. Questo è stato fatto recentemente sia con gruppi a livello nazionale che a livello regionale. E allora cosa fare per non prendersi arrabbiature e ritrovarsi iscritti dove non lo si vorrebbe mai? La prima regola da seguire è evitare di iscriversi a gruppi che promettono maggiori funzionalità o che dicono banalità; statene alla larga, sono tutte fesserie. La seconda è quella di attivare su “Impostazioni Account”, tab “Notifiche” la spunta sulla voce se “cambia il nome di un gruppo al quale appartengo”. In questo modo verrete avvisati ogni volta che ad un gruppo a cui appartenete verrà cambiato il nome e se lo vorrete potrete cancellarvi e togliervi la soddisfazione di mandare a quel paese l’amministratore.

Carnia: preoccupano le nuove richieste di nuove captazioni dell’acqua

captazioni

foto dal MV di oggi

L’acque della Carnia da sempre sono state captate, imbrigliate, costrette a percorsi diversi oppure imbottigliate tanto è vero che la secca  (estiva e non) di fiumi e torrenti è dovuta proprio a questo. Questa non è una novità neanche per il Comitato per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento. La novità però è che con le nuove normative che di fatto consentono la privatizzazione o l’utilizzo dell’acqua per produrre energia, nuove richieste di di altre captazioni sono già state inoltrate da privati e consorzi

di ANTONIO SIMEOLI

Lo chiamano assalto all’acqua. E non esagerano perchè nei torrenti, rii, laghi della Carnia sono oltre settanta al momento le prese d’acqua che servono ad alimentare centraline elettriche, grandi o piccole che siano. Settanta, ma solo per ora perchè sono decine le richieste di autorizzazioni di altre captazioni già inoltrate da privati e consorzi. E dalla montagna friulana si alza un vero e proprio grido di dolore.

A lanciarlo è il Comitato per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento, che nel 2001 fece pressing sulla Regione affinchè varasse una legge (la numero 28) capace di garantire il minimo deflusso vitale dei fiumi, minacciati da captazioni dalla sorgente alla pianura. Se i corsi d’acqua della Carnia, e in generale di tutto l’Alto Friuli, sono spesso in “secca”, Franceschino Barazzutti, il presidente del Comitato è invece un fiume in piena. «Basta centraline sui torrenti della Carnia – attacca Barazzutti – basta, la Regione fermi tutte le domande, faccia sedere un gruppo di esperti intorno a un tavolo e decida, solo sulla base della scienza, dove possano venire concesse altre autorizzazioni per la realizzazione di centraline senza assestare il colpo di grazia ai corsi d’acqua». Il Comitato chiede una moratoria, non chiude le porte in faccia a chi vuole utilizzare l’acqua per produrre energia. «Non siamo contro il progresso – spiega Barazzutti – purchè questo non vadano contro l’ambiente. Ma quanta dell’energia prodotta dalle centraline montane resta poi in Carnia? «Poco o niente e il problema è anche questo – continua Barazzutti – l’unico esempio di sfruttamento delle risorse a beneficio del territorio è quello della valle del But dove la società Secab, grazie a una serie di centraline, riesce a vendere l’energia alla gente e soprattutto alle imprese a metà del prezzo di mercato». E, secondo il Comitato, è anche grazie alla bolletta energetica meno pesante se le piccole imprese artigiane della zona riescono, pure in un momento difficile, a tirare avanti. C’è la Secab, in Carnia, ma ci sono anche le prese d’acque della Cominità montana, dei privati e delle fabbriche e, soprattutto dell’Enel «che – continua Barazzutti – quando era ancora Sade nel dopoguerra ha cominciato l’assalto ai nostri torrenti».
I titolari di permessi per sfruttare l’acqua ai fini energetici (le aziende che la imbottigliano sono poche, Goccia di Carnia e nuove fonti di Ovaro su tutte), si dirà, pagano però i canoni per le concessioni. «Invece non accade sempre così – attacca ancora Barazzutti -, come confermano dal bacino imbrifero, i pagamenti saltano spesso, altro che puntualità». E poi c’è il problema del rispetto della legge, di quel minimo deflusso vitale che deve garantire la sopravvivenza dei corsi d’acqua. «D’estate Edipower rilascia 400 litri al secondo a Caprizzi sul Tagliemento – continua il Conmitato – 700 litri sul Degano e qualcosa nella forra del Vinadia. Per il resto, però, la legge è spesso spesso ignorata». E allora? Serve una moratoria «altrimenti anche i Comuni – alla ricerca disperata di risorse per far quadrare i conti – penseranno di far cassa facendosi proprie centraline e contribuendo a privare il territorio dall’acqua». Qualcuno lo sta già facendo.
Bisogna allora fare presto. L’assalto all’acqua è solo iniziato. Un esempio? Forni Avolti. Il sindaco Emanuele Ferrari dicono sia furibondo: sono otto le captazioni esistenti (Goccia di Carnia compresa), ma c’è la richiesta per realizzare altre otto centraline. L’acqua però non è infinita, nemmeno in Carnia.

Friuli: la Cciaa “ComUnica” e fare impresa è più facile

Scatta da oggi la “rivoluzione” di ComUnica, che diventa dunque ufficialmente la sola procedura per creare una nuova impresa o comunicare variazioni di imprese esistenti con un’unica comunicazione al Registro imprese della Camera di commercio. Con questa procedura, esclusivamente telematica, si assolveranno tutti gli adempimenti amministrativi, fiscali, previdenziali e assicurativi legati alla vita dell’azienda.
«Un nuovo tassello si aggiunge così all’impegno delle Camere di commercio per la semplificazione e per alleggerire la burocrazia – ha spiegato il presidente della Cciaa di Udine, Giovanni Da Pozzo –. I nostri uffici sono stati fra i primi ad avviare la sperimentazione e si sono organizzati al meglio per arrivare pronti a questa data. E per far arrivare pronti professionisti e imprese».
Settimi in Italia, dal febbraio 2008, per numero di pratiche già evase con il nuovo metodo, pur non essendo una delle 10 Camere individuate a livello nazionale per la sperimentazione, gli uffici anagrafici della Cciaa di Udine hanno infatti portato avanti anche una puntuale attività d’informazione telefonica e agli sportelli, e soprattutto un percorso formativo per le aziende e gli utenti professionali, che hanno affollato i corsi (in un caso si è arrivati a ben 101 presenze), prendendo confidenza con la nuova procedura.
L’utilizzo del modello
ComUnica segnerà un’importante svolta nel rapporto tra imprese e pubblica amministrazione: l’unico interlocutore per le aziende sarà il Registro imprese, con evidenti semplificazioni, riduzione di tempi e costi. Tutte le informazioni e gli aggiornamenti sono disponibili, oltre che su www.ud.camcom.it, contattando: Registro imprese, via Morpurgo 4 – 33100 Udine; fax 0432 273841;mail: [email protected]
Come funziona. Basta sottoscrivere con firma digitale il modello ComUnica utilizzando il software gratuito (sul sito www.registroimprese.it è disponibile una guida informativa) e inoltrarlo con modalità telematica al Registro delle imprese. In assenza di firma digitale, le imprese possono conferire ai professionisti e altri intermediari legittimati uno specifico incarico, utilizzando un modello procura.
La nuova modalità operativa richiede, infine, l’indicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata (Pec) – fornita gratuitamente dalla Camera – al quale andranno poi inviate tutte le comunicazioni relative al procedimento. Il rilascio della ricevuta di avvenuta presentazione della comunicazione unica costituisce, per legge, titolo per l’immediato avvio dell’attività.
Tra breve, per le piccole imprese, sarà possibile usare la tessera sanitaria, sul cui dispositivo sarà caricato il certificato di firma digitale.