Archivio mensile:Dicembre 2011

Zuglio: 33esima edizione della marcia della pace con don Cracina e Di Piazza

 

Promossa dalla fondazione La Polse di Zuglio e dal Centro Balducci di Zugliano, si svolgerà nella notte tra il 31 dicembre 2011 e l’inizio dell’anno 2012, la ormai tradizionale Marcia della pace, giunta alla sua trentatreesima edizione. Collaborano a realizzarla la parrocchia di Zuglio e la forania di San Pietro–Paluzza; l’Arciconfraternita dello Spirito Santo; il Comune di Zuglio; il Gruppo Ana di Zuglio, enti e tanti volontari. Dopo il ritrovo in piazza del Museo a Zuglio e il saluto di don Giordano Cracina, alle 21 s’inizierà il cammino di pace presieduto da don Federico Grosso, che curerà i momenti di preghiera. Tre saranno le tappe durante la salita: in ciascuna di esse sarà letto in lingua friulana un brano del messaggio del Papa per la giornata mondiale della pace del 1 gennaio 2012 – quest’anno alla quarantacinquesima edizione – sul tema: Educare i giovani alla pace e alla giustizia. Seguiranno le tre riflessioni: nella prima tappa da parte di don Alessio Geretti; nella seconda di Nives Baldacconi; la terza di don Pierluigi Di Piazza. Dopo l’arrivo, s’inizierà la concelebrazione dell’Eucarestia nella pieve di San Pietro in Carnia, presieduta dall’Arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzoccato. Alla conclusione dell’Eucarestia, tutte le persone presenti saranno invitate nei locali de la Polse per un momento conviviale e augurale

Friuli: sagome irregolari, se ne accorge anche la Provincia e comincia a toglierle

dal MV di oggi

Gli automobilisti più attenti lo avranno già notato. Le “sagome” anti incidenti nere con un grande cuore rosso disegnato al centro, disseminate un po’ dappertutto lungo le provinciali, stanno scomparendo, una dopo l’altra. Dovevano essere il fiore all’occhiello del progetto “Easy Foot” promosso dall’allora vice presidente di palazzo Belgrado Fabio Marchetti e costato circa 900 mila euro. Invece, dopo appena due anni, punto e a capo. Il motivo? Il presidente della Provincia Pietro Fontanini liquida la questione in poche battute, ma significative. «E’ vero stiamo togliendo le “sagome” – dice a margine della conferenza stampa sul bilancio di fine anno dell’attività dell’ente -, perchè erano troppo vicine al sedime stradale. I nostri tecnici, dopo studi e valutazioni, hanno stabilito che non erano regolari, quindi ci siamo adeguati e abbiamo provveduto alla dismissione. Gli addetti sono al lavoro in queste settimane, presto completeremo l’intervento». Ma, al di là della faccenda “sagome”, Fontanini e Quai hanno voluto rimarcare come le «strade gestite da noi siano le migliori di tutta la regione, le più curate e le più sicure». C’è stato infine spazio per una battuta polemica sulla società Fvg Strade. «E’ stata un’idea della giunta Illy – ha aggiunto il presidente di palazzo Belgrado -, nata con un “peccato” originale, non aver coinvolto le Province con la loro “dote” di strade. Era meglio realizzare un organismo più ampio, fare un ente unico con dentro le Province. Così invece ci ritroviamo con un “carrozzone” come Fvg Strade che gestisce meno chilometri di noi».

Tolmezzo: negozianti soddisfatti delle vendite natalizie, boom di “gugjét” e cultura


foto altofriuli.com

di Tanja Ariis

Nel periodo natalizio il commercio, tutto sommato, ha tenuto a Tolmezzo, orientandosi però più sul regalo solidale, sui prodotti agroalimentari locali, su libri e soprattutto il regalo più trendy del Natale 2011 è stato il gugjét in argento di Pellegrina. Per averlo gli interessati hanno raggiunto da ogni parte della regione il laboratorio orafo tolmezzino che l’ha riscoperto anni fa, che è attivo da 30 anni e ha lavorato il 25% in più a ridosso delle feste per accontentare le richieste dei clienti di avere dei regali personalizzati e unici. Hanno riscosso il fascino di sempre anche i giocattoli per bambini, anche se l’occhio al prezzo è stato quest’anno più attento. Non conosce crisi il settore degli articoli per animali. Meno bene l’abbigliamento che comunque non ha raggiunto i livelli al ribasso toccati a livello nazionale e che attende ora i saldi. In genere, rivelano i negozianti, si è cercato un regalo più economico degli scorsi anni e allo stesso tempo la scelta, a parità di prezzo, si è orientata il più possibile su doni più originali. Dalla “Bottega del mondo” a ridosso di Natale sono uscite borse degli acquisti voluminose e tra i volontari qualcuno ammette di aver lavorato bene, più dello scorso anno: «In tempi di crisi si guarda di più al regalo solidale». A “L’Isola dei tesori” dove i protagonisti sono gli animali di casa spiegano di non essersi accorti della crisi. «Qui – dicono – siamo in crescita tutto l’anno e sotto Natale è andata molto bene. Abbiamo venduto tanti articoli per gli amici a quattro zampe». Cambiamo settore e testiamo com’è andata per i giocattoli. Al “Paradiso dei bambini” la titolare afferma di non aver fatto ancora confrontato in modo preciso i numeri dello scorso anno e di quest’anno, ma di aver avuto l’impressione di aver lavorato bene: «Magari – osserva – c’è stata più attenzione nella spesa, prediligendo articoli più economici, ma il giocattolo per bambino va sempre». Hanno lavorato bene soprattutto con i cestini di Natale a “Carnia antiche tradizioni” che offre una vasta scelta di prodotti locali, a conferma che l’agroalimentare premia ancora. Buon riscontro anche per gli articoli per la casa di “Chelonia”, dove commentano: «non possiamo lamentarci, abbiamo lavorato qualcosa in più dell’anno scorso e venduto un po’ di tutto: non c’è stato un articolo che è andato più di altri». Registriamo una certa soddisfazione anche nelle parole del titolare de “La Corte del libro”: «Sotto Natale – dice – è andata molto bene con un bell’incremento delle vendite. Non abbiamo risentito del periodo di crisi. Quando c’è crisi le persone cercano rifugio nella cultura e tutto ciò che è cultura ha funzionato».

Tarvisio: la miniera di Cave in “eredità”, trasferiti dalla Regione al Comune tutti i beni a titolo gratuito

di Tiziano Gualtieri

A brevissimo l’intera miniera di Cave del Predil passerà dalla Regione Friuli Venezia Giulia al Comune di Tarvisio. La conferma è giunta ieri in seguito alla redazione del documento che formalizza la delibera approvata all’unanimità dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore Sandra Savino. Nel documento si dà il via al trasferimento dall’amministazione Tondo a quella Carlantoni anche degli ultimi beni rimasti ancora sotto la gestione regionale presso il comprensorio minerario che nel 1991 ha cessato la sua attività. Si tratta di patrimonio immobiliare minerario industriale per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro a cui vanno ad aggiungersi anche due centrali idroelettriche – una in superficie in località Muda e una posta al XIII livello con accesso dal Pozzo Clara – la cui stima è pari a 6 milioni e centomila euro. La decisione della Giunta si basa sulla legge regionale 2/1999 e successive modifiche che ha autorizzato l’amministrazione regionale “a trasferire a titolo gratuito la nuda proprietà del comprensorio minerario di Cave del Predil al Comune di Tarvisio, riservandosi il diritto di usufrutto”. Questo passaggio, però, deve essere fatto entro la cessazione della gestione straordinaria della miniera, gestione che terminerà il 31 dicembre di questo anno e quindi tra soli tre giorni. Per questo motivo, «considerata la brevità del periodo gravato dal diritto di usufrutto a favore della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia», il Comune di Tarvisio riceverà gli immobili a titolo completamente gratuito subentrando «in tutti i rapporti attivi e passivi in essere, nello stato di fatto e di diritto in cui i beni si trovano». Nel dettaglio, andando a scorrere l’elenco dei beni che saranno trasferiti all’amministrazione Carlantoni, ci sono circa 71 mila metri quadri di bosco, sette fabbricati per una superficie totale di 5400 metri quadri e altri cinque edifici per quasi 430 metri quadri.

Friuli: la Polizia installera’ tutor nel tarvisiano e nella tangenziale della cintura udinese

“Entro un paio di mesi metteremo a punto la struttura tecnica di un tutor in grado di rilevare automaticamente le targhe delle auto in entrata e uscita dallo Stato nel Tarvisiano e in tangenziale nella cintura udinese”.  L’annuncio arriva dal Questore di Udine, Antonio Tozzi. Il nuovo sistema, che verra’ realizzato grazie a un contributo regionale di circa 200 mila euro determinato gia’ tre anni fa, verra’ completato con l’installazione di un tutor anche nella zona di Lignano. “In questo modo, sommando il sistema previsto nella zona di Trieste, a Rabuiese e Fernetti, tutti i movimenti delle auto in ingresso e uscita delle auto saranno controllate, ovviamente a fini di polizia, per il controllo delle targhe dei sospetti. Credo sia uno dei progetti piu’ validi per il contrasto alla criminalita’”, ha ribadito il Questore ricordando anche come proprio nei mesi scorsi siano stati rafforzati gli accordi di collaborazione con la polizia austriaca. Accordi che la Questura di Udine intende stringere anche con la vicina Slovenia proprio nel corso del 2012

Casarsa: l’ipotesi che Pasolini avesse un progetto per morire

di Donatella Schettini

Il progetto di morte di Pier Paolo Pasolini: non un suicidio, ma un’organizzazione nel dettaglio del proprio trapasso. Un’ipotesi che il pittore Giuseppe Zigaina sostiene di avere colto nelle opere dello scrittore corsaro durante il loro lungo rapporto di amicizia. Un’ipotesi di cui si è discusso ieri al teatro Pasolini di Casarsa, alla presentazione della mostra Organizzar il trasumanar, Pier Paolo Pasolini cristiano delle origini o gnostico moderno aperta fino al 31 marzo a Casa Pasolini. A presentare mostra e catalogo Giulia Calligaro, il curatore della mostra Daniele Tarozzi, Giuseppe Zigaina, Peter Kammerer, il critico de La Stampa Marco Vallora e la sceneggiatrice Klaidia Ruschkowski. La mostra «è il ritratto di un Pasolini criptico» ha anticipato Calligaro. Tarozzi è un acceso sostenitore di Pasolini organizzatore della sua morte, volontà evidenziata attraverso le sue opere e i segnali, come la conchiglia, posta non a caso, in una sua opera esposta a Casarsa. Sostenere la teoria anche oltre la mostra è il suo progetto: «Andrò avanti perchè è una grande scoperta – ha detto -. Siamo convinti di questa verità, siamo convinti che continuando a battere sullo stesso chiodo la montagna si spaccherà». Secondo Zigaina il poeta «ha organizzato la sua morte in modo scientifico, sapendo cosa stava facendo». Non un suicidio giustificato, ma la volontà di porre fine alla propria vita con scelte precise: a caso sarebbe avvenuta a Ostia, termine che nella cultura cristiana significa sacrificio, di domenica e nel mese di novembre. Un evento annunciato attraverso messaggi criptici: «Ho avuto la fortuna di assistere a questa esperienza sacrificale – ha detto Zigaina -. In uno degli ultimi incontri mi ha detto che ciò è necessario in chi espone il messaggio ad altri uomini». Petere Kammerer, secondo cui a Pasolini dobbiamo una grande rivoluzione estetica, ha sottolineato l’unione ontologica tra lo scrittore di Casarsa e Zigaina, un’unione che ha generato «una nuova opera d’arte». Nel rapporto tra i due Vallora ha individuato la ricerca di Pasolini del fratello scomparso prematuramente, convinto da lui ad andare con i partigiani e morto. Insomma ieri è riaffiorata la teoria che rivede tutto ciò che è stato scritto su quanto avvenuto ad Ostia a opera di un ragazzo di borgata. E a completamento dell’interpretazione dei messaggi di Zigaina c’è anche la ragione, fornita da Calligaro in chiusura di serata: «È un progetto di morte che nasce proprio dal suo grande amore per la vita, un amore non corrisposto».

Rigolato: meglio la variante invece dell’allargamento

di Aldo Lepre

Mi permetto alcune considerazioni relativamente alla viabilità nel centro di Rigolato, alla luce del finanziamento che l’amministrazione comunale ha ottenuto per l’allargamento della sede stradale. Premetto che il mio intervento non ha alcuna valenza di carattere politico, anche perché in passato ho valutato positivamente l’operato del sindaco per il paese: tuttavia, sono fermamente convinto che la realizzazione di questo progetto sia un madornale errore che si ripercuoterà negativamente su Rigolato e i suoi abitanti. Sulla via Principale – oggetto dei lavori – a parte qualche piccola area adibita a coltura, sia sul lato destro che sul lato sinistro sono allineate decine di abitazioni che si trovano a una distanza irrisoria dalla sede stradale. E’ evidente che un allargamento della carreggiata ridurrà ulteriormente tale distanza – a meno che il sindaco non stia prendendo in considerazione l’idea di demolire anche qualche casa, dopo lo stavolo… – con la naturale, logica conseguenza che chi abita sulla via si troverà gli scarichi degli automezzi immediatamente fuori porte e finestre. Se l’intento dell’amministrazione comunale è trasformare le case in camere a gas, l’allargamento della strada è certamente la soluzione migliore. Mentre nel resto del mondo si studiano misure per combattere l’inquinamento e ridurre il traffico nei centri abitati, a Rigolato il traffico si preferisce agevolarlo, fingendo di ignorarne le conseguenze sulla salute pubblica. O il sindaco pensa davvero di poter essere preso sul serio, quando sostiene che la scorrevolezza del traffico diminuisce l’inquinamento? Questa argomentazione è insostenibile nei confronti di chi si troverà i gas di scarico degli autoveicoli direttamente in casa, traffico scorrevole o meno. Inoltre, troppo facile approvare un progetto la cui esecuzione comporterà conseguenze che ricadranno esclusivamente sugli altri: non a caso il sindaco abita in via della Sega, il vicesindaco in via Cjavitins e gli altri amministratori chi a Givigliana, chi a Ludaria, chi a Gracco, chi a Valpicetto. Nessuno, in via Principale. Rigolato rinunciò alla costruzione della variante una trentina di anni fa, a seguito anche di una raccolta di firme promossa dagli esercenti: i mezzi pesanti che attraversavano il paese erano nell’ordine di qualche decina. Oggi, si parla di una media giornaliera superiore ai 5000 veicoli (Messaggero Veneto del 25.10.11), dei quali almeno il 10% costituito da mezzi pesanti che trasportano acqua, legname e materiale edile. Con questi numeri, è evidente come l’allargamento della strada sia una misura assolutamente insufficiente mentre sarebbe stato forse più produttivo chiedere il finanziamento per il vecchio progetto di costruzione della variante: non vedo – del resto – come il dirottamento del traffico pesante possa danneggiare le attività commerciali di Rigolato. A distanza di trent’anni c’è stata una nuova raccolta di firme, per bloccare l’allargamento della strada: vedremo se saranno tenute nella medesima considerazione. Mi chiedo, peraltro, quale pertinenza abbia con l’allargamento della strada in un tratto urbano quanto riportato dal sindaco di Rigolato su questo stesso quotidiano in data 25 novembre, ovvero la condivisione del progetto da parte dei 10 sindaci dei comuni della vallata – trattandosi di strada che attraversa appunto il centro urbano di Rigolato – nonché il riferimento alle due persone che sono morte investite – da automobili costrette a viaggiare a bassa velocità: inevitabile dedurre conseguenze più gravi nel momento in cui i mezzi potranno circolare a velocità più sostenuta. Ho compiuto 71 anni da qualche mese. Io a Rigolato sono nato: ero un bambino ma ricordo i politici che predicavano il «non abbandonate la montagna». Tornato in paese negli ultimi anni quale non-residente, posso confermare come, nel tempo, non sia stato fatto molto per evitare lo spopolamento e a oggi Rigolato è un paese quasi morto. Gli rimanevano due cose sole, importantissime: l’acqua e l’aria. La prima è stata ceduta a “Carniacque Spa” e l’unico beneficio che ne abbiamo tratto è stato un immediato rincaro nella bolletta: a questo proposito, attendo le prossime, doverose misure dell’amministrazione comunale alla luce delle risultanze dei recenti referenda contro la privatizzazione dell’acqua. Per quanto concerne la seconda… sembrerebbe, in conclusione, che l’intenzione sia – bene che vada – mantenere l’aria inquinata. I miei complimenti e un grazie da parte di tutti coloro che hanno, poco o molto, da rimetterci.

Prossenicco: un agriturismo per far rivivere una frazione con 20 abitanti

 

Ha 25 anni Alan Cecutti e il suo locale è il “Brez Mej – Senza Confini” di Prossenicco, una frazione di Taipana popolata stabilmente da appena 20 persone. Alan, che è consigliere comunale e presidente della pro loco della piccola frazione (dove vive da solo), è cresciuto a Prossenicco insieme alla mamma Paola Filippig (del posto) e al papà Ivo Cecutti (di Povoletto). Sono i genitori che gli hanno trasmesso l’amore per questa splendida terra di confine, e che adesso lo aiutano nelle incombenze relative non solo al ristorante ma anche a quelle inerenti l’azienda agricola. Alan alleva mucche e cura i pendii del borgo, con tanti progetti per il futuro. L’occasione è stata la vendita all’asta della ex-caserma della Guardia di finanza di Prossenicco. È un edificio grande che Alan ha comprato aiutato da mamma e papà. «Ci siamo dati da fare per ristrutturare l’area che dà sulla strada e abbiamo aperto al pubblico il 17 luglio scorso». Alan cerca di mettere in tavola le pietanze della tradizione di queste zone del Friuli, che è ricchissima e genuina. «Da quando ho aperto ho avuto un riscontro notevole di clientela» dice soddisfatto. Anche per questo guarda avanti: «Con un po’ di sacrificio creeremo uno spazio notte, non di molte stanze ma con ogni conforto. Non super lusso ma una sauna e un idromassaggio non devono mancare». «Altro? Vogliamo far rivive Prossenicco, anche rimettendo a posto i vecchi sentieri per passeggiare. E c’è da dire che numerose sono le case che qui, dopo decenni di abbandono, adesso vengono acquistate da gente di fuori e ristrutturate». “Brez Mej – Senza Confini” è aperto nel fine settimana nella stagione fredda e tutti i giorni da primavera.

Friuli: ulteriori incentivi all’acquisto di auto ‘Euro 5’ entro il 31/12/11 – 1,5 mln di euro

Un nuovo finanziamento di 1,5 milioni di euro per gli incentivi all’acquisto di auto ‘Euro 5’ a basse emissioni è stato approvato dal Consiglio regionale all’interno della Finanziaria, su proposta del vicepresidente Ciriani e del consigliere Asquini. “Il grande successo di questi incentivi – ha spiegato Ciriani – ha portato ad esaurire rapidamente i primi fondi stanziati, pertanto abbiamo messo a disposizione un ulteriore milione e mezzo con l’auspicio di poter garantire completa copertura a tutte le domande da qui alla fine dell’anno”.
Gli incentivi per l’acquisto di auto ecologiche, nel dettaglio ‘Euro 5’ a basse emissioni, sono finanziate dalla Regione e gestite dalle Camere di Commercio, alle quali i cittadini presentano la domanda una volta acquistata l’auto. “I dati di vendita di questi mesi – ha concluso Ciriani – testimoniano come nella nostra Regione ci sia una forte controtendenza rispetto al resto d’Italia. Questi incentivi quindi vanno incontro alle esigenze delle famiglie che possono contare su 1.000 euro per l’acquisto di un nuovo automezzo, sono importanti per l’ambiente valorizzando le auto meno impattanti e infine contribuiscono in maniera forte a sostenere il mercato, tutti ottimi risultati che ci hanno spinto a reperire e rendere disponibili questi ulteriori fondi per gli acqusiti che – ricorda infine il vicepresidente – devono comunque avvenire entro il 31 dicembre”.

Martignacco: Purcit in Osterie i “purcitars” protagonisti

 

Iniziano i preparativi per la festa del “Purcit in Ostarie”.  I “purcitars” del paese hanno cominciato ad affilare i coltelli per presentarsi in gran forma all’ormai imperdibile appuntamento, arrivato alla 13esima edizione, che quest’anno si svolgerà dal 27 gennaio al 5 febbraio. Il culmine dell’evento si terrà come sempre nelle due domeniche che vedranno la dimostrazione dal vivo dell’arte norcina, in piazza, e ospiteranno il gran finale, il 5 febbraio, con la presenza delle maschere e delle bande. Bocche cucite tra gli organizzatori, che vogliono mantenere segreto il programma fino all’ultimo, ma si sa già che quella del 2012 sarà un’edizione a carattere internazionale, che vedrà per la prima volta la sfida gastronomica fra i prodotti della nostra regione e quelli delle vicine Slovenia e Carinzia. Un occhio di riguardo sarà riservato ai produttori locali, cui saranno dedicate due serate di presentazione e degustazione dei loro prodotti tipici, mentre i ristoratori offriranno i piatti del “purcit” a prezzo bloccato. Ricchissimo poi il contorno di eventi sportivi e culturali, con spettacoli teatrali, mostre d’arte e di artigianato e serate musicali.