Archivio mensile:Aprile 2012

Friuli: la liberalizzazione (delle aperture) che non dà libertà

di Federico Gerin, Treppo Grande.

E pensare che poco prima ero nel cuore delle Alpi Carniche, in compagnia di amici a condividere il pranzo, il sole e l’aria buona. Triste abbandono della spensierata combriccola per accompagnare la morosa al lavoro. Già seccato dalla scelta politico aziendale, stupito nel vedere il successo dell’iniziativa, mi rendo conto che il fenomeno consumistico delle aperture domenicali, e festive, sta dilagando. Sarebbe bello però che la gente aprisse gli occhi: questa liberalizzazione non porta alla libertà, per alcuni porta a sacrificare affetti, passioni e famiglia senza alcun riscontro socio economico. Ne vale la pena? Noto coppie e famiglie al gran completo passeggiare con i figli, una mamma che allatta e perfino qualche animale domestico. Amareggiato dalla scena, mi reco verso l’uscita e rimango basito poi, passando davanti alla “zona divani” dove noto amareggiato, gruppi di adolescenti seduti senza nemmeno un po’ di ritegno e stanchi di fare niente e della vita. Vorrei fermare alcune delle coppie più anziane e chiedere loro come hanno fatto nei precedenti 60 anni, ricordare loro che ci sono ancora prati per passeggiare, nipoti da accudire e, perché no?, bar dove “fare una briscola”. Sguardi persi e vuoti, sagome che si muovono senza meta; alcune persone entrano nei negozi solo per abitudine altre, invece, perché hanno impellente necessità di spendere. Non per fare i conti in tasca agli altri, ma non mi capacito con quali soldi, siccome c’è chi fa fatica a risparmiare e tantissimi stanno perdendo il lavoro o sono addirittura in cassa integrazione, per non contare quelli che un lavoro proprio non ce l’hanno. Questa famosa crisi che ci fa sentire così poveri e tutta quella gente allora? Forse sono tutti milionari o forse credono che così facendo risolleveranno l’economia? Oppure perché è meno faticoso e più “glamour” passeggiare nei corridoi di un centro commerciale piuttosto che portare i propri bimbi al parco, allo zoo o in qualche museo. Nel mio piccolo conosco il nostro territorio, ha molto di meglio da offrire tra mare, montagna, cittadine che parlano di storia, musei o attività sportive da praticare o anche solo da vedere. Ringrazio i miei genitori, i miei amici e i miei compagni di sport che in questi ultimi trent’anni mi hanno fatto trascorrere delle domeniche, il lunedì di Pasqua e le varie festività lontano dai centri commerciali. E no soi vignut su tant mal! Mi sono sentito a disagio il 9 aprile (giorno di Pasquetta, bdar) nel vedere tutto questo, ritengo che l’esame di coscienza dovrebbe farselo qualcun altro.

Udine: crisi, in Provincia il primo sportello anti-suicidi

di Cristian Rigo

Di crisi si può anche morire. Ne sanno qualcosa i disoccupati, gli operai in cassa integrazione che non ce la fanno più a pagare il mutuo e a mantenere i figli, e anche gli imprenditori. “Strozzati” dai debiti con le banche e alle prese con un mercato che ancora fatica a ripartire. Una situazione che per qualcuno è diventata insostenibile, tanto da spingerlo a un gesto estremo. I casi di suicidi causati dalla crisi in Friuli sono infatti in aumento e così la Provincia ha deciso di istituire il primo punto d’ascolto anti-suicidi della regione, sull’esempio di quanto già fatto nel vicino Veneto. Il secondo rapporto Eures “Il suicidio in Italia al tempo della crisi” fotografa una situazione allarmante: il Friuli occupa il terzo posto nella “classifica” che tiene in considerazione gli aumenti dei suicidi: dopo Basilicata e Campania c’è il Friuli con un incremento del 19,6 per cento (dai 92 casi del 2008 ai 110 del 2009). Considerando invece valori relativi al numero degli abitanti, il Friuli è al secondo posto dopo la Sardegna, che guida la graduatoria con un indice pari a 9,5 casi ogni 100 mila abitanti. In Friuli Venezia Giulia si sono verificati 9,2 suicidi ogni 100 mila abitanti e molti di questi sarebbero scaturiti da un movente di natura economica. «I dati sono allarmanti – spiega il presidente della Provincia, Pietro Fontanini – e visto che abbiamo già un servizio dedicato all’anti-mobbing che funziona molto bene, abbiamo ritenuto di mettere a disposizione dei cittadini una psicologa anche per affrontare quello che sta diventando un vero e proprio allarme sociale. Nei prossimi giorni valuteremo come strutturare il servizio. L’idea è quella di garantire un servizio di assistenza integrato. E l’invito che rivolgo a tutti è di chiamare e segnalare casi di persone in difficoltà che potrebbero aver bisogno di un sostegno professionale». Sostegno che non si limiterà alla consulenza gratuita di uno psicologo. Palazzo Belgrado ha infatti deciso di utilizzare le disponibilità di cassa per garantire dei prestiti a tasso agevolato alle imprese in difficoltà. La giunta è al lavoro per elaborare un accordo di programma con Confidimprese regionale in modo che le somme prestate, da 1 a 5 anni, diano una boccata d’ossigeno al sistema locale produttivo. L’accordo, nella sua fase sperimentale, sarà aperto a varie tipologie di aziende – artigianali, commerciali, industriali, agricole, in previsione anche i liberi professionisti – e sarà esteso in futuro anche ad altri Confidi locali. In attesa della definizione dell’importo complessivo, la Provincia prevede un primo stanziamento di 10 milioni di euro.

Friuli: sui Confidi e sull’accesso al credito polemica tra Da Pozzo – Luci, Savino – Tondo

di Renato D’Argenio

«Qualcuno dovrebbe anche imparare a fare un pò di autocritica, almeno una volta ogni tanto, prima di scaricare sempre e comunque le colpe sugli altri». È la secca replica del presidente della RegioneFriuli Venezia Giulia Renzo Tondo al presidente della Camera di commercio di Udine, Giovanni Da Pozzo, dopo lo scambio polemico di opinioni sulla questione dei Confidi tra quest’ultimo e l’assessore regionale alle Finanze Sandra Savino. Aggiunge Tondo: «Nessuno può negare, come ha fatto con tono pacato l’assessore Savino, che le risorse messe a disposizione del sistema delle imprese in questi ultimi quattro anni di crisi durissima, in una condizione di ristrettezze per il bilancio regionale che non ha eguali in tutta la storia della Regione Autonoma, siano state imponenti». «Nessuno può negare – aggiunge il presidente della Regione – lo sforzo senza precedenti che la Regione ha messo in atto per sostenere, con diversi strumenti, gli investimenti delle imprese e superare la restrizione del credito. E anche ironizzare sulla Terza corsia mi pare davvero fuori luogo, quando tutti sanno, e per primi gli imprenditori, che siamo di fronte a un’opera strategica per il futuro del Friuli Venezia Giulia». «Pensi piuttosto il presidente Da Pozzo – conclude Renzo Tondo – ad attivare seriamente e a far funzionare tutte le leve sotto il suo diretto controllo, magari anche razionalizzando gli strumenti a disposizione delle Camere di commercio. In un momento come questo abbiamo bisogno di lavorare uniti sugli obiettivi comuni».

Tra Regione e Confidi non tornano i conti ed è polemica durissima sui fondi per l’accesso al credito. A lanciare il sasso nello stagno era stato, pochi giorni fa dalle colonne del Messaggero Veneto, il titolare della Proel di Basiliano, denunciando il mancato prestito da 150 mila euro, da parte di Mediocredito. Il presidente di Confindustria Udine, Adriano Luci, e il presidente della Cciaa di Udine e vicepresidente Ue dei Confidi, Giovanni Da Pozzo, senza entrare nel merito della decisione della banca regionale, avevano denunciato la mancanza di “forza” dei consorzi garanzia fidi, anche a causa dei pochi fondi garantiti dalla Regione. Critica che l’assessore regionale alle Finanze, Sandra Savino, ha rispedito al mittente, scatenando la polemica. «Dal 2009 al 2011, nella fase più difficile della crisi, la Regione ha erogato al sistema delle imprese del Friuli Venezia Giulia, tramite i Fondi di rotazione dei diversi comparti produttivi, 648 milioni di euro», spiega Savino. «Siamo di fronte – insiste l’assessore – a una somma enorme, che non ha paragoni con le analoghe politiche promosse nelle altre Regioni italiane. Il reperimento di queste risorse nel bilancio regionale ha richiesto un notevole sforzo finanziario, ed è stato possibile solo grazie all’approvazione di un provvedimento specifico, la cosiddetta legge anticrisi, con una dotazione di 400 milioni, a cui si sono aggiunti stanziamenti ordinari». «Non possiamo continuare a prenderci in giro e non possiamo fare di ogni erba un fascio – replica Giovanni Da Pozzo –. La mia critica era rivolta ai sottofinanziamenti del sistema dei Confidi che rimane uno strumento fondamentale per garantire l’accesso al credito delle imprese del Friuli Venezia Giulia. Per ogni euro investito il sistema dei Confidi ne restituisce 20 al mercato. È un rapporto importante. Non solo. Con le difficoltà che oggi le imprese incontrano a trovare credito il sistema dei Confidi dovrebbe essere al primo posto nel sistema finanziario regionale. Se poi – ha aggiunto Da Pozzo – si fa di ogni erba un fascio e nei 648 milioni di euro si contano altri tipi di finanziamenti, è chiaro che parliamo due lingue diverse». Da Pozzo, nell’allargare il discorso al Nordest, ha citato i 53 imprenditori che in questi mesi si sono suicidati per i problemi finanziari delle rispettive imprese. «Vorrà pur dire qualcosa – ha concluso –. Non dimentichiamoci che per questo siamo monitorati dall’Ocse e la Regione Friuli Venezia Giulia, secondo le indagini di due istituti autorevoli di ricerca, è al penultimo posto in Italia per accesso al credito delle imprese». A Da Pozzo fa eco Luci: «Sicuramente significative sono le risorse messe a disposizione dalla Regione con le misure anticrisi e con la mobilitazione dei diversi strumenti di politica industriale che a diverso titolo ed in relazione ai molteplici canali di intervento sono stati messi a disposizione a sostegno del rafforzamento del tessuto produttivo. Ma non dimentichiamo le lungaggini attuative, la macchinosità delle procedure ed i tempi lunghi di risposta non adeguati ad interventi celeri come richiederebbero misure qualificate come anticrisi». «Non si chiede alla Regione di sostituirsi alle banche – conclude Luci –, ma di impegnarsi per favorire un sistema coordinato di supporto al credito, banche, Confidi, cogaranzie e controgaranzie, anche verificando l’aggiornamento dei criteri di valutazione alle nuove situazioni». Da Pozzo è un fiume in piena e va oltre, commentando l’indagine di Intesa SanPaolo sui distretti industriali del Friuli Venezia Giulia che, nel 2011, hanno rallentato la corsa del settore nel Triveneto: «Se una critica va fatta, pur nei distinguo necessari, bisogna dire che i distretti industriali del Friuli Venezia Giulia non hanno saputo innovare. Però non me la sento di generalizzare. Le cose sono andate diversamente nel settore della sedia rispetto all’agroalimentare – ha spiegato Da Pozzo –, ma è un fatto che le imprese dei distretti sono cresciute meno da noi. Hanno rallentato di più in questi anni difficili. L’innovazione e l’assenza della comprensione che oggi fare “rete”, fare “sistema”, è vitale sono la causa prima di questo rallentamento. E poi c’è forse anche la mancanza di una rete infrastrutturale di supporto; non si pensa a un sistema portuale regionale integrato; oguno va per conto proprio. C’è ancora chi dice che piccolo e bello. Piccolo è bello se è in rete. Solo così può competere».

 

articolo dal sito del messaggero veneto

Udine: presentata la Villa Manin card, consentirà di ottenere degli sconti alcuni negozi

“Se la cultura non è un centro di spesa ma, al contrario, un investimento con ritorni nell’economia e nell’occupazione, allora è necessario che anche i privati dal canto loro compartecipino alle attività che gli enti pubblici mettono in campo. Quanto presentato oggi attraverso la Villa Manin card va in questa direzione e costituisce un ottimo esempio di collaborazione che andrebbe seguita anche per altre iniziative di questo genere”. Lo ha affermato oggi l’assessore regionale alla Cultura Elio De Anna a Udine in occasione della conferenza stampa di presentazione della “Villa Manin Card”, la tessera che verrà consegnata a tutti i visitatori delle mostre presenti nella villa dogale e che consentirà di ottenere degli sconti in alcuni esercizi commerciali della provincia friulana. All’iniziativa erano presenti anche il vicepresidente dell’Ascom Carlo Dall’Ava nonché il commissario straordinario di Villa Manin Enzo Cainero.
Il progetto si sostanzia in un accordo mirato a far incontrare arte e commercio, coinvolgendo visitatori delle mostre ed esercizi commerciali udinesi. Confcommercio, in accordo con l’Azienda speciale, ha inviato alle ditte associate una lettera esplicativa dell’iniziativa, la cui durata è stata stabilita fino al 31 dicembre 2013. Villa Manin metterà a disposizione di coloro che parteciperanno al progetto uno spazio dedicato alla diffusione del materiale promozionale riguardante la propria azienda (brochure, depliant, folder). L’obiettivo è di offrire al visitatore delle mostre un’ampia gamma di scelta nel territorio. La card potrà essere utilizzata in tutti i punti vendita aderenti, che esporranno la vetrofania “Amici di Villa Manin”, applicando la riduzione precedentemente concordata con Confcommercio. Al momento hanno aderito al progetto una quarantina di esercizi commerciali associati alla Confcommercio che operano nei Comuni della provincia di Udine limitrofi alla Villa. Per quanto riguarda le tipologie di attività, si va dal ristorante al negozio di giocattoli. Variabile anche la quota degli sconti che verranno applicati a coloro che presenteranno la card: la riduzione del prezzo oscilla tra il 5 e il 20 per cento.
“Oltre che per dare impulso alle attività commerciali – ha detto il vicepresidente di Confcommercio Dall’Ava – questa iniziativa permette di rafforzare le sinergie tra soggetti che operano sullo stesso territorio ma in settori diversi. Il servizio alla comunità va inteso in questo senso: cultura ed economia possono convivere e, anzi, diventare volano anche per la promozione turistica della regione”. “Il progetto – ha aggiunto il commissario Cainero – si inserisce nella volontà dell’Azienda Speciale di coinvolgere il più possibile il territorio alla realtà che si è venuta a determinare attorno alla residenza dogale. Ciò che all’inizio è stato solo un semplice contatto informale con Confcommercio si è poi trasformato in progetto concreto e tangibile in tempi assai ristretti. Adesso partiamo con la dovuta gradualità ma confido molto sulla collaborazione degli operatori economici del territorio. Visto il positivo numero di adesioni iniziali, confido in una crescita di questo interessante progetto”.

A Sella Nevea di Chiusaforte si scia con Promotur tutto aprile

di Paola Treppo

Chi ha ancora fame di sci, può trovare la risposta giusta a Sella Nevea (Chiusaforte – Ud). Il polo Promotur, “nevaio del Friuli Venezia Giulia”, rimarrà infatti aperto durante tutti i weekend di aprile, concludendo la sua stagione il 1° maggio, ovviamente se le condizioni della neve lo consentiranno. Inoltre, per accontentare i turisti desiderosi di una discesa sulle piste anche durante un giorno festivo, Sella Nevea sarà a disposizione anche mercoledì 25 aprile, quando sarà possibile anche effettuare alcuni test sui materiali da sci per la prossima stagione. Gli appassionati che vogliono provare l’ebbrezza legata alla “ultima neve”, possono dunque approfittare di questa bella opportunità.  

Questo, nel dettaglio, il programma delle prossime aperture: sabato 21-domenica 22 aprile; mercoledì 25 aprile; sabato 28-domenica 29 -lunedì 30 aprile e martedì 1° maggio (giorno di chiusura del polo).

Per maggiori informazioni, è consigliabile consultare la sezione “Infoneve” – sempre aggiornata –  del sito internet www.promotur.org. In alternativa, è possibile telefonare direttamente al polo di Sella Nevea al numero 0433/54026, oppure in sede centrale allo 0432/573957.

Proprio il polo di Sella Nevea sarà al centro, prossimamente, di due importanti manifestazioni a carattere sportivo. Il 22 aprile sarà il turno della 57esima edizione della “Sci alpinistica del Monte Canin”, organizzata dal Gruppo sportivo alpini Udine. Come di consueto, l’evento vedrà al via centinaia di partecipanti, pronti a sfidarsi in una gara dal tasso tecnico sempre elevato. Per informazioni e iscrizioni, è possibile visitare il sito www.gsaudine.it. Il 29 aprile, invece, toccherà ad “Adreanaline Canin Freeride Open”: il massiccio calcareo del monte Canin (a 2.576 metri), situato nelle Alpi Giulie Friulane, con il caratteristico monte Prestreljenik (2.498) e il suo Foro, che collega la Slovenia all’Italia, è pronto a ospitare per la prima volta una competizione freeride di tipo big mountain. Anche in questo caso, le emozioni non mancheranno.

Sutrio: vandali in latteria danni per migliaia di euro

di Gino Grillo

Atto inspiegabile di vandalismo nella latteria di Sutrio: vandali si sono introdotti nell’edificio che ospita, appunto, la latteria causando danni – senmza alcuna giustificazione – per diverse migliaia di euro. Si tratta di un altro episodio di violenza “gratuita” che si somma, infatti, a quello che si era verificato circa un mese fa nel Comune di Ovaro, quando i “soliti” ignoti avevano danneggiato il bocciodromo del paese. Questa volta i malviventi (perché evidentemente di questo si tratta) hanno utilizzato, stando alle prime ipotesi, l’apertura dello scolo dei liquami per entrare all’interno dell’area della latteria, una struttura ubicata vicino al bosco nella zona del campo sportivo, non ancora attiva, di proprietà della Comunità montana della Carnia. Una volta entrati nel recinto eretto dall’impresa Nagostinis, che ha eseguito i lavori e ha la responsabilità del cantiere, i vandali sono entrati nella struttura spaccando suppellettili e impianti. In particolare sono stati danneggiati l’impianto elettrico, idrico e i sanitari. Del fatto si sono accorti alcuni paesani che hanno allertato il consigliere comunale Loris Piazza il quale, informato il sindaco Manlio Mattia, si è recato nei pressi della struttura per verificare i danni. «Nei nostri paesi – dichiara – viviamo ancora una condizione di relativa tranquillità e che non ci far dare peso al delicato tema della sicurezza purtroppo ben conosciuto nelle zone urbane ad alto tasso di criminalità e situazioni come queste. È ora di pensare davvero a misure di prevenzione volte ai controlli ed ai monitoraggi dei nostri paesi. Oggi Sutrio deve combattere questa pericolosa deriva con tutti gli strumenti legislativi che Stato e la Regione mettono a disposizione». Il consigliere comunale Piazza ha pure incontrato i responsabili del cantiere, i quali oggi, lunedì, formalizzeranno la denuncia ai carabinieri della locakle stazione contro ignoti per i danni subiti dalla struttura della latteria che è in attesa di essere assegnata ad aalcuni allevatori che hanno le lor aziwende nella zona di Sutrio. Stando, infine, ad alcune indiscrezioni che ciroclavano ieri in paese all’interno dello stabile sarebbero state trovate alcune tracce ematiche: non è escluso che uno dei vandali durante il saccheggio all’interno della latteria per motivo che saranno accertati sia rimasto ferito. Questo elemento di indagine potrebbe ben presto far risalire ai responsabili tramite la possibile verifica del Dna. La latteria è costata circa un milione di euro e fa parte di un progetto che prevede una struttura similare a Ravascletto.

articolo dal sito del messaggero veneto

Moggio: collaborazione tra Comune e Pro loco, disegnati 4 nuovi percorsi per mountain bike

Piste forestali e sentieri in parte riscoperti sono diventati itinerari di mountain bike. La novità rispetto al passato, considerato che i percorsi erano già patrimonio di pochi cultori delle due ruote, prevalentemente locali, sta nel fatto che sono stati valorizzati grazie all’adozione di cartine geografiche appositamente preparate, corredate da documentazione fotografica, indicazioni sulle località attraversate, sul chilometraggio e sulle difficoltà, da integrare con l’apposizione di tabelle sul territorio. L’iniziativa sostenuta da Comune e Pro loco è di un gruppo di appassionati di Moggio che, unendo il patrimonio di conoscenze e utilizzando dove le condizioni di abbandono lo richiedevano motosega e piccone, hanno disegnato gli itinerari a misura di mtb e comunque di tutti gli appassionati di montagna considerato che alcuni sentieri sono stati ripristinati offrendo alternative interessanti anche ai camminatori. Sono stati ricavati 4 itinerari base che spaziano tra i boschi alti con quote che superano i 1.700 metri e sfiorano le rocce, a percorsi individuati attraverso le vecchie borgate del paese. Per restare al “Troi dai borgs” (da Moggio attraverso le frazioni di Travasans, Costa, Monticello, Moggessa) sarà sufficiente ricordare che le due ruote percorrono le stesse rampe che oltre mezzo secolo fa i valligiani salivano con sulle spalle i morti delle frazioni per condurli al cimitero del paese. E ancora scivolano a fianco dei mulini azionati dall’acqua dei rii, resti ancora visibili e apprezzabili per l’ingegnosità e la creatività dei muratori del tempo. E per chi ama l’avventura il guado del limpidissimo Glagnò rappresenta l’imprevisto d’un saliscendi che richiede impegno atletico e apre il cuore a scorci mozzafiato. “Il richiamo dei faggi”, 20 km a ridosso del parco delle Prealpi Giulie, è disegnato sulle pendici del monte Sflincis. Tecnico dal punto di vista sportivo, offre un panorama sulla vallata del Fella e sulle montagne di Moggio: Chiavalz, Zuc dal Bor, Pisimoni e si innesta per un tratto sulla ciclovia Alpe Adria, spina dorsale di quell’invito all’uso della bici che il turismo nell’Alto Friuli intende coltivare. “Nel bosco degli urogalli” e “Cjasut dal sior”, con la possibilità di variazioni per ogni gamba, portano verso le cime della val Aupa e della val Alba che ospita la Riserva naturale della regione. Il primo itinerario dove è in programma per il 19 agosto, anche una competizione di mountain bike organizzata dalla Carnia bike di Tolmezzo, si addentra tra boschi di conifere e faggete. “Cjasut dal sior” nella sua prima parte sfrutta la strada che conduce alla conca del Vualt per poi affrontare la salita da effettuarsi solo in parte in sella, che raggiunge il “Cjasut”, (tetto degli itinerari con i suoi 1.742 metri): vista a 360 gradi sulle montagne carniche (Grauzaria e Sernio in primo piano) in attesa di una discesa che potrebbe far parte d’un manuale di mtb.

 

Udine: guerra delle palestre con lo sbarco udinese dei centri “low cost”

di Federica Barella

Prima erano i discount alimentari, poi sono arrivati gli outlet dell’abbigliamento. E ora siamo alla fase tre: i servizi a bassi prezzi hanno investito il mondo di un settore in crescita in città e dintorni come quello delle palestre. Così, con l’annunciato raddoppio dei centri fitness “low cost”, anche a Udine si sta scatenando un vero e proprio terremoto nel settore. Prima a Udine sud, nella zona del Cinecity di Pradamano, è stata la volta dell’enorme complesso di Web Fit, già rodato da tempo. Ora invece, a Udine nord, in via Puintat (di fronte alla zona del Terminal Nord), nel palazzo di vetro in costruzione, sta per arrivare Happy Fit. Due nomi diversi, ma due filosofie molto simili. Anche se ognuna delle due aziende rivendica primogenitura e stile proprio. Assicurano l’accesso in palestra no-limits per un mese a meno di 20 euro. Anche se poi, a ben vedere, non mancano particolari condizioni. Entrambe le realtà, senza tanto curarsi degli attacchi e delle critiche delle palestre “tradizionali”, puntano ovviamente tutto sui grandi numeri di utenza e si dicono comunque “orgogliosi” della loro filosofia “low cost”. «La nostra esperienza – spiegano i responsabili della Web Fit di Pradamano – è partita da almeno tre anni. Quindi forse siamo un po’ i precursori del fitness “low cost”. Non possiamo comunicare quanti iscritti abbiamo, ma non abbiamo problemi a dire che abbiamo dai 400 ai 500 ingressi al giorno. Siamo aperti anche nei giorni di Pasqua, Natale, Capodanno e nelle altre festività. E anche in questi giorni abbiamo come minimo 60-70 ingressi». Alla Web Fit e alla Happy Fit sanno cosa si dice di loro nelle palestre tradizionali. «Ma non è vero che da noi non c’è personale qualificato, anzi. E poi qui abbiamo la fortuna di poter attingere direttamente ai laureati in Scienze motorie sfornati dall’università di Udine». E così proprio ieri, e proprio in via Puintat, si sono svolti i primi colloqui, da parte dei vertici di questo colosso del fitness, per trovare gli addetti da impiegare a Udine. «Puntiamo ad aprire in luglio – spiega Vito Scavo, responsabile di Happy Fit – in uno spazio nuovissimo come questo palazzo di vetro. Stiamo effettuando i primi colloqui per le assunzioni. Chi fosse intenzionato può contattarci sul sito web. E a chi ci dice che non offriamo professionalità rispondiamo che i nostri risparmi semmai sono altri. In palestra ci sono sempre almeno 3 addetti. Offriamo sale cardio e macchine, ma non abbiamo saune né corsi. E non facciamo pagare a tutti il costo delle docce, ma solo a chi le fa. Certo puntiamo sui grandi numeri. E già prima di aprire puntiamo ad avere anche a Udine almeno 1.200 iscritti. La Happy Fit in Austria esiste da oltre un decennio. E abbiamo 9 centri in Italia. Per ciascuno dei quali, solo di macchinari, investiamo dai 600 agli 800 mila euro. Insomma i numeri dovrebbero spiegare da soli chi siamo. Ma c’è una cosa che ci teniamo a sottolineare: noi a Pasqua, Natale e nelle altre feste “comandate” non siamo aperti. Nelle domeniche normali sì, ma in queste festività preferiamo scontentare i clienti e lasciare a casa con le famiglie i dipendenti».

 

articolo dal sito del messaggero veneto

Tarvisio: l’introduzione dell’Imposta Municipale Unica al centro della campagna elettorale

di Tiziano Gualtieri

Tasse a Tarvisio, seconde case al massimo. Carlantoni: Il nostro sistema è preso a modello. Mazzolini: Chi risiede va tutelato così come le attività produttive. Moschitz: Occorre una concertazione con le diverse categorie.

Argomento che la fa da padrona in questi ultimi giorni è l’introduzione dell’Imposta Municipale Unica. Al momento l’unica cosa chiara è che a giugno si pagherà l’acconto con l’aliquota decisa dal governo. Il conguaglio a saldo dovrà essere, invece, fatto a dicembre secondo quanto deliberato dai Comuni. Nel caso in cui diventasse sindaco, come si comporterà sull’Imu e sulle altre tasse locali?

Carlantoni: Dobbiamo dire che in Giunta abbiamo da poco approvato il bilancio senza toccare l’IRPEF e abbassando dell’8% la tassa sui rifiuti. Per quanto riguarda l’IMU dobbiamo rammentare che non possiamo non farla pagare ma abbiamo deciso di tenerla al minimo sulla prima casa fissandola al 4 per mille (considerando che il 3,8 va a Roma), mentre per le seconde case abbiamo voluto dare un segnale sociale portandola al 9,6 cifra che è più alta rispetto alla media regionale del 7,6. Voglio far notare però che, per sgravare gli imprenditori, che chi nella seconda casa ha fatto un ristorante o un’attività produttiva pagherà il 5,5. Un’idea che possiamo dire vincente visto che il nostro modello che differenzia tra prima e seconda casa e dà incentivi alle attività produttive, è stato presto a modello anche da altre parti.

Mazzolini: L’IMU è una tassa vergognosa che siamo obbligati a chiedere ai cittadini solo perché dobbiamo darla a Roma. Nelle casse dell’amministrazione comunale non rimane nulla, va direttamente a Roma nel calderone necessario per mantenere questo sistema che non sta più in piedi. Se non la incassassimo dovremmo trovare altre risorse e non ne abbiamo visto che viviamo di trasferimenti dalla Regione che sono sempre meno. Purtroppo non possiamo non metterla e chi dice il contrario racconta bugie. Per chi ha la prima casa e vive a Tarvisio cercheremo di mettere la tariffa più bassa possibile perché chi risiede qui deve essere tutelato così come vanno tutelate le attività produttive perché sono quelle che danno occupazione. Sulle seconde case, invece, andrà messo il massimo possibile, questo è sicuro.

Moschitz: All’interno dell’IMU, una tassa con la quale dovremmo tutti fare i conti, ci sono comunque degli spazi di manovra. Bisogna valutare l’indebitamento del Comune di Tarvisio e valutare le sue potenzialità di investimento. Ovviamente più è indebitato e minori sono le possibilità. È chiaro che tutte queste cose dovranno assolutamente essere concertate con le varie categorie perché solo ragionando con chi crea. fa economia e vive il territorio si può trovare un principio di equità. Anche questa non dovrà essere un’imposizione, ovvero un’imposizione rispetto ai limiti che la legge impone, ma questi limiti dobbiamo concertarli e cercarli tutti uniti. Sicuramente quello che potrei dire è che vedrei una tassazione massima per le seconde case, questo senza ombra di dubbio.

Pontebba – Nove orsi di casa nei nostri boschi. Disponibili in comodato gratuito 80 recinzioni contro le incursioni. Ad Ampezzo martedì è stata uccisa una pecora

Sono nove gli orsi che, negli ultimi tre anni, hanno fatto tappa in Friuli Venezia Giulia sintomo dell’elevata qualità ambientale delle Alpi e Prealpi Carniche e Giulie. La conferma viene da uno studio dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale che, con vari metodi, sta monitorando lo spostamento dei grossi plantigradi attraverso la nostra regione. L’ultima presenza certa risale a martedì scorso quando ad Ampezzo è stata rinvenuta la carcassa di una pecora attaccata da uno di questi animali, segnale che è ormai finita la stagione del letargo. Per questo la direzione centrale delle risorse rurali, agroalimentari e forestali della Regione ha organizzato un incontro volto a spiegare come si possano ridurre significativamente i danni causati dall’orso. Fino al 2014, infatti, sarà attivo il progetto “Life Arctos” il cui obiettivo principale è assicurare la conservazione a lungo termine dell’orso bruno in Italia senza interventi di ripopolamento, ma anche interventi a tutela di allevatori e apicoltori “visitati” da questo animale. Promosso dal Parco Nazionale d’Abruzzo in collaborazione con l’Unione Europea, la Regione FVG e otto partner in tutta Italia, il progetto – che mette a disposizione 4 milioni di euro, di cui 400 mila destinati al Friuli Venezia Giulia – prevede lo studio della popolazione plantigrada, l’istituzione di gruppi di intervento immediato in caso di animali troppo confidenti, azioni di sensibilizzazione della popolazione e distribuzione in comodato gratuito di kit elettrificati. «Le recinzioni che possiamo dare- spiega Alessandro Rucli del servizio regionale caccia, risorse ittiche e biodiversità – sono ottanta e hanno un valore di circa 1200 euro l’una». Durante la serata organizzata dal Comune di Pontebba è emerso come sulle nostre montagne ogni anno si verifichino circa venti “visite” per un danno medio di 450 euro. Nel 2010 queste si erano concentrate in Carnia, mentre dall’anno scorso anche il Tarvisiano ha visto aumentare l’incidenza di rischio che si verifica soprattutto tra marzo e settembre. Per far fonte a questi eventi, anche per il 2012, la Regione ha stanziato circa 15 mila euro destinati a un fondo volto a coprire i danni arrecati da orsi bruni, linci e lupi. Nel 2011 sono stati risarciti 7.700 euro a cui vanno aggiunti i contributi per l’acquisto di opere di prevenzione. All’incontro ha partecipato anche Carlo Frapporti del WWF che – grazie alla sua trentennale esperienza tra i boschi del Trentino e dell’Abruzzo – ha contribuito a sfatare alcuni luoghi comuni sull’orso come ad esempio «sia considerato carnivoro e assetato di sangue nonostante la sua dieta sia composta per l’80% da vegetali e insetti o sia aggressivo e pericoloso per l’uomo». In Italia, infatti, negli ultimi 180 anni non si registrano né incidenti mortali per l’uomo né episodi di aggressioni deliberate.

Udine: cambio orari per gli sportelli della Motorizzazione Civile

di Paola Treppo
 
Dal primo maggio gli sportelli della Motorizzazione Civile, di via Popone n.67, a Udine, osserveranno i seguenti orari di apertura al pubblico: sportello patenti – dal lunedì al venerdì dalle ore 8,45 alle ore 12,30; sportello Certificati Idoneità Guida Ciclomotori e permessi Commissione Medica – dal lunedì al venerdì dalle ore 8,45 alle ore 12,30; sportello immatricolazioni veicoli – dal lunedì al venerdì dalle ore 8,45 alle ore 12,30; sportello merci – lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 8,45 alle ore 12,30; sportello mezzi agricoli – lunedì e mercoledì dalle ore 8,45 alle ore 12,30; ufficio incidenti – martedì e giovedì dalle ore 8,45 alle ore 12,30. Il back office (cassette di sicurezza) per l’utenza professionale sarà aperto – lunedì martedì mercoledì dalle ore 8,15 alle ore 17,00 nonché ogni giovedì e venerdì dalle ore 8,15 alle 14.