Archivio mensile:Luglio 2012

Paularo: la sesta prova del “Trofeo Carnia in Mtb”, si sale a Malga Pizzul

 

Il Trofeo “Carnia in Mtb” sale a Malga Pizzul 
Sabato 28 luglio a Paularo la sesta prova della manifestazione  
organizzata dal settore Uisp dell’Asd Carnia Bike  

Il “Trofeo Carnia in Mtb” propone sabato 28 luglio una delle prove più attese, la cronoscalata Paularo-Malga Pizzul, che assieme alla salita del Crostis (12 agosto) e alla Paluzza-Malga Pramosio (2 settembre) concorrerà all’assegnazione del “Memorial Mauro Doneddu”, riservato a chi avrà stabilito il miglior tempo nella somma delle tre gare. Si tratta del recupero della gara prevista lo scorso 15 luglio ma rinviata a causa delle avverse condizioni meteo.  
Quasi inutile sottolineare che si tratta di un percorso impegnativo, con i suoi 16.5 km e i 1200 metri di dislivello.  
Solitamente al sabato la manifestazione promossa dal settore Uisp dell’Asd Carnia Bike propone lo start al pomeriggio, ma in quest’occasione si gareggerà al mattino, con ritrovo in via Roma a Paularo, iscrizioni entro le 10.40 e partenza alle 10.45. Le premiazioni si terranno in Malga Pizzul alle 13.30. Per ulteriori informazioni contattare Nino Unida (cell. 331-3672786) oppure consultare www.carniabike.it ed il gruppo Facebook del Trofeo Carnia in Mtb.  
Questa la situazione nella classifica generale delle varie categorie dopo sei prove, quindi esattamente a metà percorso: 

SENIOR A: 1. Alex Castagnaviz 127 punti, 2. Fabio Bulfone 102, 3. Marco Del Missier 86, 4. Andrea Schiffo 74, 5. Gianluca Cella 72.

SENIOR B: 1. Alberto Locatelli 110, 2. Fabrizio Zossi 106, 3. Erich Della Pietra 96, 4. Federico Bitussi 78, 5. Tiziano Sbuelz 72.

SENIOR C: 1. Luca Paliaga 123, 2. Loris Tomat 91, 3. Bruno Gonano 89, 4. Ivan Lozza 88, 5. Ruggero Iob 64.

VETERANI: 1. Carlo Cargnelutti 138, 2. Mauro Di Bidino 113, 3. Giuseppe Peressutti 106, 4. Claudio Moro e Marino Copetti 100.

JUNIOR: 1. Nicola Moro 108, 2. Rudy Molinari 95, 3. Omar De Conti 66, 4. Mattia Castellani e Davide Vuerich 60.

DONNE: 1. Giovanna Del Gobbo 115, 2. Eleonora Tonino 30, 3. Alessia De Bellis 1. 

ASD CARNIA BIKE 

Friuli: la birra friulana vola, 76 milioni di fatturato

di Maura Delle Case

Un tempo era la Moretti, oggi è la Castello. Il Friuli continua ad essere terra di grandi birre e anzi, grazie al gruppo di San Giorgio di Nogaro, si aggiudica un primato a livello nazionale: a un passo dal produrre un milione di ettolitri l’anno, Castello spa è il primo gruppo italiano (con capitale interamente “tricolore”) della birra. Uscita da qualche anno difficile, Castello par oggi aver superato le difficoltà, anche per merito di una produzione diversificata che vede il gruppo sfornare, oltre ai suoi due marchi, birre per private label. Il fatturato 2011 è stato di 76 milioni e 610 mila ettolitri prodotti nel solo stabilimento friulano. Obiettivo del 2012 quota 750 mila ettolitri a San Giorgio e portare la produzione complessiva (compreso lo stabilimento di Pedavena) a superare il milione di ettolitri, confermando il gruppo sulla vetta dei produttori italiani di birra, primato che già gli appartiene, avendo superato Forst “ferma” a 650 mila ettolitri. A fotografare la situazione del gruppo di San Giorgio sono il direttore di stabilimento Walter Lombardi (ex Forst) e il segretario generale di Flai Cgil Udine, Fabrizio Morocutti, reduci dalla firma apposta, nei giorni scorsi, in calce a un accordo sul rinnovo del premio di risultato (al raggiungimento degli obiettivi i lavoratori si vedranno riconoscere 1.400 euro) e su 9 sabati di straordinario, chiesti dall’azienda per far fronte a nuove commesse. «Se da un lato la Castello domanda sacrifici ai lavoratori – spiega Morocutti – dall’altro non si tira indietro quando si parla d’investimenti». Entro il prossimo anno ne sono previsti per 5 milioni complessivi, che permetteranno soprattutto l’installazione a San Giorgio di una nuova linea di produzione lattine con l’obiettivo di specializzare sempre di più l’azienda su questa strada e farla leader italiana del “segmento”. Quanto al portafoglio clienti, il gruppo conta come detto diverse private label (tra cui Coop e Auchan). Per queste, nel 2011 sono stati 170 mila i pezzi prodotti, tra lattine e bottiglie, 100 mila i fusti, mentre per i marchi propri (Castello e Pedavena) lattine e bottiglie si sono fermate a 40 mila pezzi, 270 mila i fusti. A libro paga, tra Veneto e Friuli, il gruppo Castello conta 127 persone (una 70ina a San Giorgio), ma non è escluso che anche i numeri degli occupati possano crescere nei prossimi anni. E’ anzi quel che auspica Morocutti: «Stavolta abbiamo concesso 9 sabati di straordinario per far fronte alla crescita di lavoro, chiedendo uno sforzo non trascurabile alle maestranze, ma è ovvio che spingeremo l’azienda a un aumento dell’organico qualora l’andamento positivo dovesse continuare». In tempi di crisi è sempre bene essere prudenti, anche se lo stato di salute del gruppo e le proiezioni per il 2012 parlano chiaro. L’anno in corso dovrebbe chiudere con un aumento percentuale del fatturato, addirittura a due cifre: +20%. 

Bordano: Festa dell’emigrante 2012

Questo il programma:

venerdi 3 agosto – Musica con la cover band HARD ROAD (DEEP PURPLE TRIBUTE)

sabato 4 agosto – pranzo con la gente del paese e non solo, pomeriggio GARA DI PESCA presso i Laghetti di San Daniele. in serata musica con l’orchestra BLUE MOON

domenica 5 agosto – mattino esposizione cinofila amatoriale, passeggiata a cavallo, manifestazione di volo libero. pomeriggio musica country con SERGIO DJ, si fas la mede. in serata musica con il DUO GARETTINI.

chioschi con piatti tipici locali e una ricchissima pesca di beneficenza: PRIMO PREMIO UNA CROCIERA DA 7 GIORNI PER 2 PERSONE!!!!!!!!!

Friuli: quasi 40mila alunni hanno richiesto l’insegnamento del friulano a scuola

Sono complessivamente 39.236 gli alunni delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado che hanno richiesto l’insegnamento del friulano presso le scuole del territorio regionale per il prossimo anno scolastico, con un incremento del 29% rispetto alle richieste dell’anno in corso. Questo l’esito del monitoraggio effettuato dalla direzione generale dell’Ufficio scolastico regionale del Friuli-Venezia Giulia nelle scorse settimane e comunicato all’assessorato regionale all’Istruzione. 
 
«È un esito importante, quasi novemila alunni in più, che giustifica appieno le scelte che la Regione ha fatto in questi ultimi mesi, con la redazione dell’elenco dei docenti in possesso dei requisiti per l’insegnamento e con l’approvazione del piano applicativo – evidenzia l’assessore regionale all’istruzione, Roberto Molinaro – che trovano un indispensabile supporto nello stanziamento, confermato nel recente assestamento di bilancio, di un milione di euro per ciascuno degli anni 2012 e 2013».  
«Con tali risorse infatti dal prossimo mese di settembre sarà possibile avviare gradualmente, per almeno un’ora settimanale, l’insegnamento nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole primarie per complessivi 31.600 alunni. Parallelamente gli studenti delle scuole secondarie di primo grado, complessivamente 7.563, continueranno ad essere coinvolti in progetti specificatamente previsti dal piano dell’offerta formativa». 
 
«L’aumento delle richieste dell’insegnamento è davvero incoraggiante in un momento in cui il Governo, di fatto, vuole declassare la lingua friulana a dialetto locale – precisa ulteriormente Molinaro – anche perché in tutti i Comuni delimitati le scelte sono state superiori al 50% degli alunni iscritti, intorno al 55% nelle province di Gorizia e Pordenone e con un 74% nella provincia di Udine. Non è quindi una scelta di pochi ma di una maggioranza delle famiglie, alla quale la scuola è chiamata a corrispondere. Il Governo regionale farà la sua parte affrontando le non poche difficoltà di carattere operativo ed economico, consapevole che le lingue minoritarie continuano ad essere uno dei fondamenti della specialità regionale». 

Camminata da Casera Razzo a Casera Cjansaveit per la dismissione del poligono militare sul Monte Bivera

DOMENICA 12 AGOSTO 2012 – ore 9.00
(in caso di condizioni meteo avverse la manifestazione
verrà rinviata a DOMENICA 19 AGOSTO – ore 9.00)

CASERA RAZZO – SAURIS

camminata/corteo da Casera Razzo a Casera Cjansaveit per
rivendicare la dismissione del poligono militare sul Monte
Bivera

MANIFESTAZIONE IN DIFESA DEL TERRITORIO DELLA CARNIA
USURPATA, SFRUTTATA e ABBANDONATA

Privata dell’ autonomia amministrativa, della gestione
della giustizia e delle scuole, depredata delle risorse
forestali, idriche e minerarie, destinata ad essere
sottoposta a servitù di autostrade ed elettrodotti,
occupata e sfregiata dalle servitù militari. Questa è la
Carnia del 2012

Manifestiamo per riappropriarci del nostro territorio e
rivendichiamo il diritto di vivere sulla nostra terra e
difenderla

Programma di massima: ore 9.00 partenza corteo dal piazzale
di Casera Razzo verso Casera Cjansaveit – ore 11.30 arrivo a
Cjansaveit e interventi comitati – ore 13.30 rientro a C.
Razzo con possibilità ristoro

per informazioni: cell. 342 3641099 – mail.
[email protected]

L’organizzazione declina ogni responsabilità per
incidenti, danni e furti a persone o cose che dovessero
verificarsi prima, durante e dopo la manifestazione o per
effetto o conseguenza della stessa. 

Per scaricare i volantini della manifestazione:
http://www.frontefriulano.org/appuntamenti.asp?ID_APPUNTAMENTO=194

Alto Friuli: sui topi una nuova nota regionale a cura della Direzione Centrale della Salute

La Direzione Centrale della Salute, per rispondere alle preoccupazioni degli abitanti dell’Alto Friuli per la notevole presenza di topi sul territorio, assicura che non sussiste rischio sanitario e invita a porre in atto le norme basilari di igiene.
Secondo gli esperti, sulle nostre montagne il fenomeno si verifica in seguito a una produzione particolarmente abbondante di seme pesante da parte del faggio e dell’abete rosso. Il fenomeno viene definito “pasciona forestale” e ha una frequenza variabile da zona a zona, ma per lo più approssimativamente in un ciclo decennale.
 
A tarda estate-autunno alcuni roditori forestali ne approfittano e se il clima è abbastanza mite subiscono una mortalità autunnale e invernale molto ridotta. A primavera il loro numero diventa superiore alla media. Sia per il loro numero sia per l’abbondanza di alimento, essi iniziano a riprodursi in massa, innescando un aumento demografico improvviso che può sorprendere.L’incremento demografico dei topi  attualmente in corso insiste sull’Arco Alpino nord-orientale da Tarvisio (Raibl-Fusine) fino a Pierabech, a Sud fino alle prime propaggini delle Prealpi Giulie (Venzone-Gemona), nonché in provincia di Belluno, in Carinzia e in Slovenia.
 
Alcuni articoli della stampa slovena hanno innescato apprensione poiché i topi vengono additati quali trasmettitori della cosiddetta “febbre murina” o, scientificamente, Hantavirosi (una grave malattia trasmessa da un virus che può provocare nell’uomo una febbre emorragica con sindrome renale).La trasmissione all’uomo avviene inalando polveri contenenti particelle essiccate di escrementi, urine e saliva di roditori, quindi all’interno di soffitte, granai, fienili, ma non all’aperto. Questo virus alberga nei roditori, non solo nei topi, anche nei ghiri, scoiattoli, marmotte e altre specie, senza provocare la loro morte; pertanto l’attuale moria di topi nelle nostre terre è dovuta a cause naturali o al cosiddetto “surplus killing” da parte dei predatori che non riescono a consumare tutto quello che uccidono.
 
Mentre in Slovenia e soprattutto in Croazia la malattia è endemica e presente da molti anni (100 casi/anno circa ), nella provincia di Udine,
fino a oggi, non è stato segnalato nessun caso e nessun paziente è stato spedalizzato con diagnosi eziologica di F.E.S.R., ovvero Febbre Emorragica e Sindrome Renale.
 
I topi sono costantemente campionati dal Servizio Veterinario dell’Azienda Sanitaria Alto Friuli e inviati all’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. Su tali carcasse si eseguono esami autoptici e successivi accertamenti di ordine istologico, batteriologico e virologico e vengono prelevati campioni per ulteriori analisi.In sintesi, le analisi condotte fino a oggi hanno evidenziato che nessuna delle carcasse sottoposte ad autopsia presentava lesioni specifiche riferibili a malattie infettive, né a livello macroscopico, né istologico; che tutte le analisi virologiche fino a oggi effettuate hanno dato esito negativo; che le analisi batteriologiche non hanno evidenziato batteri patogeni specifici.
 
Per quanto riguarda la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, al momento l’attenzione va focalizzata sulle basilari norme igieniche. In particolare viene raccomandato di non raccogliere le carcasse di topi rinvenute sul territorio senza l’uso di guanti; è importante lavarsi accuratamente le mani dopo aver maneggiato carcasse di topi o materiale contaminato da queste; è importante, sempre, lavare molto bene la frutta e la verdura sia proveniente dagli orti sia dal bosco o dai campi e prati; è importante, prima di pulire i locali, soffitte o cantine ove vi fossero segnali di presenza di topi (odore di urina e presenza di escrementi), arieggiare bene i locali e pulire con acqua e varechina senza sollevare polvere nell’aria, indossando, possibilmente, una semplice mascherina.
 
Viene inoltre raccomandato di ricorrere alle esche avvelenate solo negli ambiti abitativi privati e loro pertinenze. Non buttare le esche sul terreno nei prati e orti. Fare in modo che non siano assolutamente raggiungibili da parte dei bambini e degli animali domestici e selvatici. Attenersi scrupolosamente alle istruzioni scritte sulla confezione.Le carcasse, viste le esigue dimensioni, vanno possibilmente seppellite sia per evitare odori di putrefazione sia per togliere dal ciclo alimentare dei predatori silvestri e urbani i topi avvelenati.
 
 

Paularo: nasce il circolo IdV, Danielle Maion nominata coordinatrice

Danielle Maion, Dino Temil e altri aderenti al nuovo circolo IDV di Paularo.

Dino Temil ci comunica che a  Paularo è stato ufficialmente costituito un circolo dell’Italia dei Valori e Danielle Maion è stata nominata neo coordinatrice. Inoltre  Sabato 28 luglio alle 18.00 nella sala dell’Istituto comprensivo lo stesso circolo terrà un incontro dal tema: 

Il tribunale, dalla sua fondazione alla possibile dissoluzione. Prospettive future.

Saranno presenti  Danielle Maion, Giovanni Canciani, Fabio Gasparin (avvocato, consigliere provinciale di Pordenone) e il parlamentare Carlo Monai.

Tolmezzo: al Paschini torna la 1ª del liceo classico

(t.a. dal MV di oggi)

Dopo la definizione dell’organico, è certo che con l’anno scolastico 2012-2013 partirà la 1ª classe del liceo classico all’Isis Paschini. Si tratta di un’importante opportunità di studi per i giovani dell’Alto Friuli, che colma il vuoto lasciato dalla chiusura del liceo classico paritario cittadino. Nella sede centrale del Paschini, dove ci sono già i licei scientifico, linguistico e delle scienze umane, grazie all’attribuzione della necessaria dotazione docenti, comunicata dall’Ufficio scolastico regionale, con il prossimo anno sarà istituita la nuova classe del liceo classico. Essa avrà per lo più docenti di sperimentata esperienza che da anni prestano servizio al Paschini e potranno pertanto garantire continuità didattica anche nei prossimi anni. L’insegnante di lingua e letteratura greca, professionalità non ancora presente nelle aule del Paschini, sarà invece di nuova nomina. Lo staff del Paschini ringrazia i tanti che si sono spesi per sostenere i bisogni di una realtà periferica fortemente impegnata a valorizzare i talenti dei suoi giovani.

Arta Terme: calorosissima accoglienza al Savoia per Guidolin e la squadra bianconera

di Massimo Meroi

 L’Udinese e Arta Terme, un binomio vincente. Ecco cosa si è voluto festeggiare ieri sera all’hotel Savoia, dove tutta la squadra bianconera, naturalmente capeggiata da mister Guidolin, ha voluto ringraziare il Comune che la ospita e – con esso – tutta la Carnia. A fare gli onori di casa sono stati il direttore di www.turismofvg.it Edi Sommariva e il sindaco di Arta Marlino Peresson. «Rispettiamo il marchio Udinese – ha detto Sommariva -, ha un “brand” forte, che vogliamo esportare assieme a quello del Friuli Venezia Giulia. La nostra regione è sinonimo di turismo e di capacità imprenditoriali. E l’Udinese è una moderna azienda calcistica». In vista delle prossime partite europee dei bianconeri, www.turismofvg.it, che sponsorizza il ritiro dell’Udinese ad Arta Terme, ha in programma diverse iniziative. «Faremo degli incontri professionali con gli operatori turistici delle città che ospiteranno l’Udinese. Vogliamo portare nuovi turisti in regione: il nostro obiettivo è quello di incrementare il peso del turismo sul pil regionale». Il consigliere regionale Roberto Asquini definisce l’Udinese «un passaporto per il mondo per la nostra regione». Il sindaco di Arta Peresson, dal canto suo, ha ricordato che da un anno nella località carnica c’è un club intitolato a Guidolin. «Portiamo bene. E poi il mister bianconero in Carnia si trova come a casa». L’ennesima dimostrazione ieri sera, quando un Guidolin in versione Fiorello ha brillantemente presentato, dopo essere stato accolto da un’autentica standing ovation, tutti i suoi giocatori. «Grazie per l’accoglienza – ha detto -, qui lavoriamo benissimo e ogni nostra richiesta viene esaudita. Siamo reduci da due stagioni straordinarie, il nostro primo obiettivo, come sempre, sono i 40 punti, poi speriamo di essere più bravi ed esaltare ancora il popolo bianconero». E giù applausi a non finire.

Fiuli: «Mandi Arnalt», il saluto del Comitato per l’Autonomia e il rilancio del Friuli ad Arnaldo Baracetti

Udin, ai 24 di Lui 2012
 
 
Cjarissim Arnalt
Cuntune vore di marum tal cûr, nô amîs dal Comitât pe Autonomie e il rilanç dal Friûl, il to Comitât, o sin culì cunvignûts par dimostrâti il nestri ingropât salût e par diti un gracie sintût , sincîr e profont, pal tô impegn simpri salt  e mai strac di  lavorâ pal Friûl.
La tô vite, e je simpri stade dal dut dedicade ae  comunitât tai diviers  nivei di impegn public che a van, come une volte si usave, dal Consei Comunâl al Parlament, passant pe Regjon.
O ricuardin la tô azion pe ricostruzion post-taramot, il to agjî, adun a ducj i nestris parlamentârs, che in chê ete a savevin fâ scuare  cence pierdi la lôr identitât politiche, par otignî i fonts dal Stât e par dâ vite a chel virtuôs e maraveôs model di ricostruzion da ducj judicât positîf.
O ricuardin il to impegn, a fin che  la ricostruzion no fos dome fisiche ma ancje ocasion di svilup.
O ricuardin il to supuart ae istituzion de  Universitât dal Friûl, volude dal popul  in mût ustinât, e che tu tu as volût che nassès cuntune precise finalitât leade ae realtât furlane.
O ricuardin lis tôs iniziativis parlamentârs che daspò, concludût il to mandât a son ladis a finî  te leç su lis areis di confin e te leç dal ricognossiment de lenghe furlane tant che lenghe minoritarie storiche.
Tornât tant par dîle cussì, ae vite normâl, no tu ti sês mai metût a polsâ, parcè che il ripôs nol jere di sigûr une tô carateristiche. Tu âs cjapât chel to impegn autonomist  che al jere simpri dentri dite e che intun ciert moment ti à puartât, come che tu stes tu lu ricuardavis, a risolvi il vincul  associatîf partitic.
Al jere il 8 di novembar dal 2005 cuant che,  a front  des dificoltâts de politiche nazionâl e regjonâl, cun te tant che animadôr, o vin burît fûr un apel  pe autonomie e il rilanç dal Friûl.
Un an dopo o vin tignût tal salon dal cjistiel di Udin, une vore cjariât di storie, la Assemblee Costituent dal Comitât e tu tu sês stât simpri “magna pars”.
O ài ancjemò denant a voi la imagjin di te che tu presentavis la soluzion finâl dai lavôrs, daspò aprovade par aclamazion, come che o ài ancjemò limpide la inmagjin dal abraç fra te e il President Napoletano in ocasion  de sô penultime visite  a Udin.
Dentri al Comitât tu âs dât verementri tant, cu lis tôs intuizions, cul to agjì, cu la tô capacitât di vuidâ, cul to jessi in relazion  cu lis realtâts plui diferentis, cui tiei scrits.
Simpri lucit te analisis e te propueste, simpri presint a lis riunions e simpri puntuâl, anzit simpri prime. No tu sês mancjât nancje tal prin periodi de malatie, ancje se chest ti costave une vore di fadie
Tu rivavis cuntun piçul biliet che al ti servive di olme par chel che tu vevis di dî e fâ.
No tu detavis il verp. Tu proponevis  lis cuestions  che tu tignivis  impuartantis.
Tu savevis, daspò scoltâ les opinions di ducj a dal confront   al saltave fûr la linie che si  lave  daûr.
Tu âs simpri desiderât, e nô cun te, il dialic cu lis categoriis economichis, cu lis fuarcis sociâls, cul mont dal Associazionisim cun lis istituzions. Dut chest si è realizât.
Tu vevis un ricuart particolâr pe Glesie furlane.
O mi inpensi che i nestris incuintris cui Vescui de nestre diocesi, a colp tu disevis che no tu jeris un crodint ma che tu ricognossevis ae Glesie il merit di batisi pes grandis causis dal Friûl e no tu mancjavis di sburtâ l’ûs de nestre lenghe tes funzions religjosis.
Cuant che la cause dal Friûl lu domandave no tu vevis pôre dai ostacui.
Tu frontavis dut e ducj. Tu jeris determinât.
Pal Friûl, tu disevis, chest e altri parcè  che tu, o zonti jo, dal Friûl tu jeris  inamorât e dal Friûl tu ses stât un protagonist apassionât in dutis lis batiis che, piçulis o grandis, tu âs ducj i dîs vivûts cul cûr.
La tô zornade e jere lungje e començave cu lis telefonadis di matine buinore.
Al è merit to, de tô ripetude  insistence  in sede parlamentâr, se finalmentri, daspò, tante spiete, e à vût lûc la sperimentazion, cumò sierade, de trasmissions RAI in lenghe furlane.
La lenghe. Come element principâl di identitât,  ti à simpri viodût a so sostegn  ancje in sede regjonâl cuant che je stade fate buine  la leç di valorizazion  e di tutele  che a spiete ancjemò une concrete aplicazion.
Tu âs simpri racomandât la concretece  cun rivuart ai problemis frontâts.
E chest al è rivât  te  numerose ativitât puartade indenant  che va de Universitât ae organizazion dal teritori ae economie.
Une cuestion che ti à simpri preocupât e je chê istituzionâl.
Bisugnave difindi e valorizâ la specialitât de Regjon che, tu disevis,al cjate fondament vuê ancje te pacifiche coesistence  di ben trê minorancis.
Pe sistemazion de Regjon, tu zontavis, al è rivât il  moment dal trasferiment des funzions aministrativis  al sisteme de autonomie .
Arnalt al crodeve intun gnûf autonomisim o, miôr ancjemò, intun autonomisim moderni che nol ponte a spacaduris dal teritori, ma al autoguvier dai teritoris in clâf aministrative, valorizant cussì le “specificitât ” locâls che a son une ricjece, e no un intop al svilup.
Cuant che daspò tu ti sês batût, in mieç a dificoltâts e prejudizis, pe la costituzion de Assemblee des Provinciis Furlanis che tu tu  viodevis cuâl organisim par frontâ i problemis  interprovinciâi.
Tu âs simpri volût un Friûl fuart te sô identitât e mai sierât in se  stes.
A ti, cussì ancje a nô, ogni tant si sintive  un tic di amarece pe pocje atenzion dal moviment politic sui cantins  dal autonomisim.
Ma daspò tu concludevis disint: bisugne là indenant istès.
Tu sintivis  l’impegn come une mission.
Nô, Arnalt, ti vin  considerât simpri,  come une persone impegnade te vite publiche.-
Ma tu, no tu jeris dome chest.
Tu tu as vût simpri une grande sensibilitât pe tô famee : la femine che cui  fîs  ti è stade  simpri dongje in particolâr  tal  timp de malatie.
O ricuardi la tô preocupazion par jê cuant che no stave tant ben, e tu tu fremevis par la sô salût.
Ae famee o disin graciis  par vêlu liberât di ogni compit in mût di consentîti un impegn politic  cussì alt.
Ae famee o esprimin i sens dal plui profont corot da ducj i amîs dal Comitât  e di ducj chei che a àn operât e colaborât.
A ti Arnalt, cun grande amicizie e stime, o disin, dal profont dal cûr il nestri “mandi”.
MANDI grant autonomist furlan.
Comitât pe Autonomie e il rilanç dal Friûl, il to Comitât