Archivio mensile:Ottobre 2013

Moggio: Serracchiani alla firma delle nuove convenzioni per l’energia della cartiera Ermolli

La presidente Debora Serracchiani ha partecipato a Moggio Udinese alla sottoscrizione di due convenzioni che sono alla base, come ha rilevato la stessa presidente della Regione, ”di un investimento che viene fatto per abbattere il costo dell’energia a favore sia di uno stabilimento a cui teniamo in modo particolare, perché è in montagna e dà lavoro a 180 dipendenti, sia del Comune di Moggio Udinese, che ricaverà introiti utili a coprire in parte il costo dei servizi”. Entrambe le convenzioni, la prima tra il Comune di Moggio Udinese ed il CoSInT-Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Tolmezzo, e la seconda, tra il CoSInT e la Cartiere Ermolli S.p.A., hanno come obiettivo la costruzione sul torrente Aupa, a valle dell’attuale centrale di proprietà dell’Ermolli, dell’Idroelettrica Moggese, un nuovo impianto che capterà l’acqua, oltre che dall’Aupa, dall’Alba e dall’Alba di Là, dallo scarico dell’impianto della Cartiera. Perno delle convenzioni e della costruzione del futuro impianto è quindi il CoSInT (per conto del quale hanno firmato gli accordi il presidente Paolo Cucchiaro ed il direttore Giovanni Battista Somma), che oggi si è impegnato con il Comune (rappresentato alla sottoscrizione degli atti dal sindaco Daniela Marcoccio,) a redigere tutta la documentazione tecnico-amministrativa necessaria all’ottenimento delle concessioni per la derivazione dell’acqua ed a conferire all’Amministrazione comunale il 10 per cento dei ricavi lordi derivanti, quando l’impianto sarà attivo, dalla produzione e dalla cessione dell’energia elettrica. Per quanto riguarda invece l’accordo con l’Ermolli (per conto della quale ha firmato il suo presidente Stefano Ciani) il documento prevede una serie di note tecniche che vanno dalla scelta della collocazione migliore per l’Idroelettrica Moggese alla salvaguardia degli impianti esistenti, alla partecipazione al 30 per cento delle spese di manutenzione ordinaria, straordinaria e migliorativa relativa alle opere di presa che sono di proprietà della Cartiera. Ricordando le difficoltà che in Italia incontrano le imprese cartiere e sottolineando l’importanza dei problemi che anche quella di Moggio Udinese si trova ad affrontare, la presidente Serracchiani, prima di effettuare una breve visita dello stabilimento accompagnata dal direttore Gilio Munaro, ha indicato tra le leve che la Regione mette a disposizione delle imprese, al di là di quella fiscale, gli interventi messi in campo per favorire l’accesso al credito e sostenere l’innovazione.

Ravascletto: fondi dalla Protezione civile per mettere in sicurezza la Panoramica delle vette

di Gino Grillo.

Assegnati dalla protezione civile regionale all’amministrazione comunale della Val Calda 80 mila euro per la messa in sicurezza della strada comunale denominata Panoramica delle vette, “a salvaguardia del transito e della pubblica incolumità.” Nei giorni scorsi l’amministrazione comunale retta da Flavio De Stalis ha provveduto ad assegnare, a seguito di regolare gara d’appalto, i lavori alla ditta Diron Lavori Srl di Sutrio che ha offerto un ribasso del 2.1% sul progetto predisposto da raggruppamento temporaneo fra professionisti Giovanni Battista De Prato, perito edile, e Giovanni Puntel, ingegnere. «I lavori a meno di una stagione autunnale eccezionale- fa sapere il primo cittadino – saranno effettuati la prossima primavera». Le opere riguardano il rifacimento di un muro di contenimento a fianco della strada che era risultato cedevole in località Forcita a 11 km dal capoluogo: lavori che dovrebbero concludersi in un mese. «Sono soddisfatto- commenta ancora De Stalis- dei lavori eseguiti lungo la strada che collega la frazione di Tualis di Comeglians a Ravascletto lo scorso giugno per i quali sono stati investiti 20 mila euro, Iva inclusa». A seguito di una recente ricognizione, il manto stradale dopo il transito estivo, risulta ancora in ottime condizioni «ad eccezione di un piccolo tratto dove si è venuta a creare una pozzanghera. Abbiamo già – conclude il sindaco – dato incarico alla manutenzione comunale di intervenire immediatamente per rimediare all’inconveniente».

Zoncolan: Sindaci soddisfatti, promozione già in inverno, la Regione ci ha ascoltato

di Alessandro Cesare.

Volti distesi, ampi sorrisi, occhi scintillanti. Gli amministratori dello Zoncolan hanno portato a casa il risultato sperato, strappando l’appoggio della Regione nel percorso di promozione in vista della tappa del Giro d’Italia del 31 maggio. Percorso destinato proseguire anche nei mesi successivi al traguardo sullo Zoncolan. «E’ stato un incontro costruttivo – commenta Sandro De Infanti, vicesindaco di Ravascletto –. I nostri interlocutori hanno capito il ruolo che lo Zoncolan può avere nella promozione dell’intera regione. Abbiamo la fortuna di avere una cima diventata simbolo del ciclismo: ora dobbiamo saperla utilizzare per farci crescere dal punto di vista turistico». A sottolineare la grande disponibilità trovata sia da Sergio Bolzonello che da Edi Sommariva, è la rappresentante del Comune di Ovaro, Mara Beorchia: «Abbiamo chiesto una regia regionale per veicolare nella maniera più opportuna il marchio Zoncolan prima e dopo la tappa del Giro. Le nostre richieste sono state accolte in toto, con i rappresentanti della Regione che si sono dimostrati molto attenti alle nostre necessità». Il sindaco di Comeglians Flavio De Antoni parla dello Zoncolan come «biglietto da visita del Fvg nel mondo». «Noi ci mettiamo l’entusiasmo e le idee, ma la Regione ci deve mettere il coordinamento e le risorse. Abbiamo trovato ampia disponibilità in questo senso, e fa piacere aver ottenuto le rassicurazioni che ci attendevamo per una promozione strategica dello Zoncolan e dell’intero territorio montano. Siamo pronti a partire e come sempre la Carnia darà il massimo»

La cavalcata verso il gran finale del Giro d’Italia 2014, che vivrà il suo clou sullo Zoncolan il 31 maggio, prenderà il via già durante la prossima stagione invernale. Il polo sciistico dello Zoncolan, infatti, sarà uno dei punti cardine della promozione “rosa”. La decisione è stata presa ieri nel corso del vertice tra il vicepresidente della Regione Sergio Bolzonello, il direttore di Turismo Fvg Edi Sommariva e gli amministratori dello Zoncolan, Romeo Rovis e Mara Beorchia per Ovaro, Sandro De Infanti per Ravascletto, Daniele Straulino e Paolo Graziali per Sutrio, Flavio De Infanti per Comeglians. L’entusiasmo e la passione di chi il “sogno” Zoncolan, in questi anni, l’ha cullato, ha convinto la Regione e Bolzonello, in particolare, che si è detto disponibile a mettere in campo gli strumenti di Turismo Fvg per veicolare una delle vette simbolo del ciclismo mondiale assieme alla montagna friulana. «Faremo partire un’azione mirata di promozione turistica e commerciale – ha chiarito Bolzonello – per dare il giusto valore allo Zoncolan e all’intera montagna friulana. Azioni che abbiamo concordato con gli amministratori locali». Nel concreto, saranno tre i principali filoni attraverso cui viaggerà la pubblicizzazione dello Zoncolan. Innanzitutto, quello legato alle immagini delle precedenti tappe friulane del Giro d’Italia: alla partenza e all’arrivo degli impianti di Ravascletto e Sutrio saranno installate delle gigantografie con le foto più suggestive dello Zoncolan, oltre a schermi che diffonderanno i filmati con le imprese dei ciclisti in terra friulana. Il rosa dello Zoncolan apparirà anche sulle cabine degli impianti e sulle casse di Promotur dove si vendono gli skipass. La seconda azione riguarderà il web, con la creazione di una pagina dedicata allo Zoncolan, dalla quale si accederà anche al portale di Turismo Fvg. Infine, ci sarà la parte legata al merchandising, con la vendita di gadget, felpe, cappellini, magliette, bracciali. «L’obiettivo, burocrazia permettendo, è farci trovare pronti per la stagione invernale – assicura il direttore Sommariva –. Sono positivo e fiducioso, soprattutto perché lavoreremo insieme agli amministratori locali per promuovere il territorio». Soddisfatti gli amministratori carnici, che hanno trovato una condivisione delle loro richieste. «Lo Zoncolan – spiegano in coro – rappresenta la Regione a livello internazionale e non solo la nostra montagna. Per questo riteniamo utile che il materiale prodotto con il marchio Zoncolan sia distribuito il più possibile sul territorio e che questo progetto sia perseguito con più determinazione e convinzione». Gli amministratori hanno chiesto anche di posizionare sulla cima dello Zoncolan uno stand in legno per mettere i gadget a disposizione dei tanti ciclisti che tenteranno la scalata al “mostro”. E visto che la Carnia, negli ultimi anni, è diventata sinonimo di salite epiche, i sindaci hanno chiesto di non lasciare nel cassetto il progetto Crostis: «Nel lungo periodo vorremmo che fosse mantenuta alta l’attenzione anche sul gemello dello Zoncolan, il Crostis, che ha ottenuto un ritorno di immagine incredibile proprio per il fatto di essere stato escluso, alla vigilia della tappa, dal Giro del 2010». La sfida è lanciata. Grazie allo Zoncolan, la montagna friulana intende rilanciarsi.

Tolmezzo: la montagna riavrà gli strumenti musicali del suo patrimonio culturale

La tutela, il restauro e la valorizzazione degli strumenti musicali conservati nei musei “Gortani” di Tolmezzo e “La Mozartina” di Paularo sono l’obiettivo della convenzione sottoscritta oggi a Tolmezzo dall’assessore regionale alla Cultura, Gianni Torrenti.
“E’ un documento che ha valenza sostanziale perché inserisce, a pieno titolo, gli strumenti musicali nel patrimonio culturale della Montagna”, ha osservato Torrenti, il quale ha ricordato che sino ad ora sono stati fatti interventi di recupero e protezione sulle pievi, sulle sculture lignee, sui quadri e sulle arti visive in genere, ma non si è mai pensato di proteggere e valorizzare quelli che, a tutti gli effetti, sono reperti storicamente interessanti e spesso legati alla tradizione musicale dei nostri monti.
Oltre a Torrenti hanno sottoscritto il documento il direttore de “La Mozartina” Giovanni Canciani, Roberto Siagri e Lionello D’agostini, presidenti rispettivamente della Fondazione Museo Carnico delle Arti e Tradizioni popolari Michele Gortani e della Fondazione CRUP, ed il responsabile della direzione regionale per il Beni culturali e paesagistici del Friuli Venezia Giulia, Giangiacomo Martines, il quale ha ricordato che, in particolare, competerà alla Soprintendenza il restauro di alcuni strumenti del Museo Gortani.
L’obiettivo è renderli perfettamente funzionanti grazie all’utilizzo di materiali omogenei a quelli originali ed al lavoro di abili restauratori, la stessa finalità che sarà perseguita nel por mano al clavicembalo “Walter”, che sarà affidato agli esperti messi a disposizione dal Museo La Mozartina con l’obiettivo di ripristinare il concerto per clavicembali gemelli.
Un lavoro importante, che sarà sancito dall’istituzione di un concorso per composizioni originali per clavicembalo e per ricerche storico-archivistiche su testi e partiture musicali da fare a Paularo e Tolmezzo, ma anche dall’istituzione, a Tolmezzo e/o a Paularo, di un laboratorio per il restauro e la gemellizzazione dei clavicembali sotto la guida del maestro Canciani.
Un settore, quello del recupero dei clavicembali, particolarmente avvincente per Torrenti, sia per la sua peculiarità che per le prospettive che presenta.
“Il restauro dei clavicembali è un atto molto significativo – ha detto – perché riporta all’attenzione generale una tradizione della montagna e perché mette in rete una Fondazione culturale, la Fondazione Crup, la Regione e la Sovrintendenza attraverso il comune interesse nel recupero di reperti storici di pregio”.
“Un’attività in cui la Regione avrà un ruolo di coordinamento – ha concluso Torrenti – ed alla quale non potranno che seguire altre, analoghe iniziative utili a valorizzare lo status culturale della nostra Montagna, che pur fondato su un patrimonio consistente appare ancora fragile rispetto a quello di altre aree del Friuli Venezia Giulia”.

Venzone: rinuncia dolorosa, nel 2013 niente festa della zucca

Il Comitato della Festa della Zucca, costituito dalle 15 associazioni di volontariato che lavorano nella Festa, e del quale la Pro Loco è uno dei partecipanti nonché Responsabile legale, ha comunica che, a causa della mancanza delle condizioni economiche minime per garantire la realizzazione della manifestazione, la Festa della Zucca 2013 è stata annullata. Una notizia, questa, che ha fatto molto scalpore nell’intero Friuli che si vede negato un appuntanmento consolidato e sicuramente radicato su tutto il territorio. Purtroppo – si legge ancora nel comunicato – le due giornate di maltempo del 2012 che hanno causato una pesante perdita economica (con i debiti non ancora coperti), la concomitanza della pesante riduzione dei contributi degli Enti pubblici con l’assenza di contributi privati a supporto della manifestazione, non consentono l’organizzazione di una manifestazione che, per garantire la qualità degli anni scorsi, richiede in anticipo diverse decine di migliaia di euro solamente tra spese di allestimento, viabilità e sicurezza, noleggio attrezzature e spettacoli. Inoltre – chiosa nel comunicato Duilio Fadi, il presidente degli organizzatori della Festa della zucca – , non ci sono abbastanza garanzie per compensare un eventuale altro tracollo finanziario in caso del ripetersi anche solamente di una giornata di maltempo (se non addirittura due giornate come nel 2012). Insomma, una rinuncia tanto necessaria quanto dolorosa per tutti.

Chiusaforte: polo sciistico fermo, Bovec corre ai ripari con i bus

di Alessandro Cesare.

Ormai pare certo che il polo sciistico di Bovec, almeno per la parte relativa al collegamento con Sella Nevea, durante la prossima stagione invernale, resterà chiuso. Il sindaco di Bovec però, Sinisa Germouscek, non ha intenzione di gettare al vento i buoni rapporti instaurati con il Friuli e con la comunità di Chiusaforte in particolare. Per questo domani parteciperà a un incontro con il collega Luigi Marcon e con i vertici di Promotur per studiare una soluzione. Per accordi presi con una serie di tour operator, Germouscek vuole garantire ai turisti che nel prossimo inverno soggiorneranno a Bovec, un demanio sciabile di tutto rispetto. Ecco perché è disposto a portare gli sciatori, con i bus, sulle piste di Sella Nevea e di Tarvisio. Un’ipotesi che non dispiace né a Promotur, né agli operatori di Canal del Ferro e Valcanale, ma che va analizzata più nel dettaglio. «Dipenderà tutto dalle contropartite che ci chiederà il Comune di Bovec», fanno sapere dall’Agenzia regionale. Senza dimenticare però che proprio Bovec ha un debito di circa 700 mila euro con Promotur per gli incassi derivanti dagli skipass. Certo è che questi potenziali turisti provenienti da Bovec potrebbero rappresentare un’ottima opportunità per il turismo regionale, visto che, oltre allo skipass, in Friuli frequenterebbero bar e ristoranti. Il trasporto via bus degli sciatori sloveni, per il breve periodo, appare l’unica soluzione per non “perdere” la qualifica di polo transfrontaliero per il Kanin, in attesa che, sfruttando i fondi europei, la Slovenia riesca a rimettere in moto la cabinovia crollata a gennaio. Una situazione che preoccupa a non poco gli operatori di Sella Nevea. A gettare acqua sul fuoco sulle polemiche è il direttore di Promotur, Manlio Petris. «Siamo riusciti ad attenuare l’impatto che la mancanza del collegamento transfrontaliero potrebbe provocare – spiega – grazie a un accordo siglato con un tour operator italiano, che si è impegnato a garantire 14 mila giornate-presenza a Sella Nevea nell’arco della stagione invernale.».

Alto Friuli: crisi industriale, persi 2.300 posti in 4 anni

di Maura dalle Case.

«Sempre meno, sempre più vecchi e sempre meno attivi». L’istantanea riguarda il mercato del lavoro in Alto Friuli ed è stata scattata dalla Cisl comprensoriale sulla base dei dati forniti da Regione e Istat. Stando all’analisi effettuata dal sindacato, nell’arco degli ultimi 4 anni si sono perse in Alto Friuli 421 imprese – da 12 mila 172 nel 2009 sono passate a 11 mila 751 a fine 2012 –, quasi 2 mila 300 posti di lavoro sono andati polverizzati e nell’arco degli ultimi 12 mesi ben 949 persone si sono iscritte alle liste di mobilità. A pagare di più il periodo di crisi sono state le ditte individuali e a livello territoriale le zone di Tolmezzo e San Daniele dove si sono perse rispettivamente il 3,8% delle imprese attive, percentuale che nel caso del Gemonese ha toccato l’8%. In controtendenza il terziario: Tolmezzo cresce dello 0,2%, San Daniele dell’8,3% contro una media regionale che si ferma a 3,2%. Meno incoraggiante è la dinamica relativa alla popolazione residente nel comprensorio che registra due trend opposti. In montagna prosegue vistosamente la contrazione demografica, con la Carnia che nel decennio 2001-11 perde ben 1.833 residenti e l’area di Pontebba che decresce di 1.519 unità. All’opposto, con il Gemonese che a fatica si tiene aggrappato alle 29 mila unità, Sandanielese e Tarcentino crescono, rispettivamente di 1.188 e 680 unità nei dieci anni. Rispetto alle medie provinciale (7%) e regionale (7,9%), rimane bassa la popolazione straniera, che è il 4,3% sul totale comprensoriale, «ciò significa – precisano dalla Cisl – che lo straniero “percepito” è molto spesso maggiore rispetto alla realtà dei fatti». Il trend della contrattazione è a sua volta negativo: sia per i contratti a tempo indeterminato che per quelli a tempo determinato e ancora per apprendistato, lavoro somministrato e parasubordinato. Le cessazioni di lavoro hanno avuto punte che superano il 25%, di contro le assunzioni sono calate del 16%. Per il segretario generale di Cisl AF, Franco Colautti, «queste indicazioni sono l’ulteriore segnale della necessità di riprendere in mano un’agenda politica specifica. Il territorio dell’Alto Friuli ha subito ripercussioni gravi, sia in termini di chiusure di realtà produttive che di perdita di posti di lavoro. Non si possono ipotizzare soluzioni a breve termine, serve – conclude Colautti – una concertazione a lungo raggio».

Tarvisio : ecco l’esodo dei tarvisiani in Carinzia, De Monte ddl per la zona franca

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di Giancarlo Martina.

«La regione Carinzia non è attrattiva solo per le imprese italiane, ma anche per le famiglie, perché in Austria si riscontrano costi della vita molto più convenienti che in Italia. E per la Comunità di Tarvisio questo differenziale sta diventando pesante». Esordisce così il sindaco Renato Carlantoni, che chiarisce come ormai, sempre più spesso, intere famiglie del suo comune decidano di trasferirsi oltre confine per trovare affitti meno cari, carburanti agevolati, spese di gestione domestica irrisorie e, addirittura, prodotti gastronomici italiani a prezzi più convenienti. I numeri sono impressionanti: 20 abitanti hanno lasciato il Comune nel 2010, 26 nel 2011, 15 nel 2012 e, finora 13 quest’anno.

La destinazione è sempre una: l’Austria. «L’emigrazione dei Tarvisiani verso l’Austria, ma anche verso la Slovenia, è uno stillicidio che non riusciamo a fronteggiare – continua il sindaco – una vera e propria emergenza alla quale da anni cerchiamo di porre rimedio con una misura compensativa che invogli i residenti a restare qui. Per non parlare poi dei fiumi di denaro che quotidianamente portiamo all’estero per fare la spesa o fare benzina a prezzi decisamente migliori.

E tutto questo appena al di là del confine italiano». Una soluzione ci sarebbe, e sarebbe l’unica in grado di dare un forte impulso all’economia locale, entrata in crisi con il Trattato di Schengen e la conseguente apertura dei confini, il ridimensionamento della presenza doganale e delle forze dell’ordine e per di più la chiusura dell’attività mineraria di Cave del Predil negli anni Novanta e la crisi delle Acciaierie Weissenfels

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Carnia: incontro Serracchiani-Burgo group, la cartiera non lascerà Tolmezzo

«Ho manifestato la preoccupazione dell’amministrazione comunale a seguito delle notizie ricevute dal gruppo Burgo circa l’intenzione di non avvalersi dei servizi forniti dal depuratore consortile a decorrere dal gennaio 2015 per le possibili conseguenze sul futuro dello stabilimento e dell’occupazione, con particolare riguardo al reparto cellulosa che conta una settantina di addetti»: così il sindaco di Tolmezzo, Dario Zearo, commenta gli esiti dell’incontro che la presidente della Regione, Debora Serracchiani, ha avuto oggi a Tolmezzo con il presidente di Burgo Group, Girolamo Marchi, l’amministratore delegato, Paolo Mattei, ed il direttore dello stabilimento, Furio Azzopardo.

Oltre a Zearo, c’erano anche il consigliere regionale Enzo Marsilio e il presidente di Cosint, Paolo Cucchiaro. La presidente ed i vertici della Burgo hanno parlato a lungo dell’azienda e di quanto è possibile mettere sul tappeto, da parte della proprietà e delle istituzioni, per migliorare le condizioni della presenza della cartiera sul territorio e la sua competitività. Non è dato sapere se si è parlato anche della realizzazione dell’elettrodotto aereo Würmlach-Somplago, di cui la Burgo è uno dei proponenti, di cui la popolazione della valle del Bût chiede con forza l’interramento.

«Abbiamo voluto fare il punto sulla situazione attuale dello stabilimento e sullo scenario di prospettive che si propongono, tenendo ben presente l’importanza di mantenere costante il livello dell’occupazione e di continuare a produrre a Tolmezzo – ha detto la presidente – ed abbiamo gettato le basi per un dialogo costruttivo ed un’analisi delle attività positive da mettere in campo, il tutto in un clima di collaborazione e disponibilità che mi fa ben sperare per il futuro».

Un programma di lavoro che coinvolge tutti, che i vertici di Burgo hanno idealmente sottoscritto e che «credo comporterà – ha spiegato Serracchiani – un consolidamento dello stabilimento. Dopo questo confronto – ha concluso la presidente – dobbiamo comprendere in quale modo possiamo aumentare la sostenibilità, anche economica, della produzione di Burgo a Tolmezzo, in un’ottica di razionalizzazione e di crescita».

Paularo: Incarojo, la valle dove rinascono i pianoforti

Nel cuore l’amore per la musica, nelle radici il legno delle loro montagne, nelle mani un grande talento, di quelli che salvano – come direbbe Mauro Corona – perché puoi costruire con maggiore certezze il tuo futuro qui, a casa tua, in Carnia. Questa è la storia di due giovani fratelli, Alessandro e Michele Leita, di Prato Carnico, e del loro piccolo miracolo d’ingegno, arte e manualità sopraffina maturato a Paularo, nella valle dove, appunto grazie ai “fradis da Prât”, rinascono i pianoforti. Sì, perché nel loro laboratorio di restauro, nell’ex caserma Maronese, strumenti antichi, spesso classificati come «irrecuperabili», ritrovano forma, suono, splendore, calore, vita.

In attesa dell’inaugurazione (sabato, alle 16, con autorità, musicisti e concertino incluso), cerchiamo di conoscere da vicino Alessandro e Michele. Papà Ilo, una vita di lavoro alla Solari, «è uno che sa fare di tutto e bene»; nonno Tranquillo, uomo di fiducia della falegnameria De Antoni di Comeglians, era un grande maestro nella scelta dei legnami, mentre nonno Remigio Rupil alla Solari studiava le meccaniche degli orologi. Per completare il quadro genealogico, Alessandro si è diplomato in falegnameria all’istituto professionale di Cividale, Michele, il più piccolo (ma solo anagraficamente), è uno dei bravi perito del legno sfornati dall’eccellente scuola di San Giovanni al Natisone. E infine la musica: “Ale” ha un diploma di solfeggio e al pianoforte se la cava bene; “Miki” ha studiato canto lirico.

Con questi percorsi personali e con l’altrettanto fondamentale patrimonio genetico di cui abbiamo parlato

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