Archivio mensile:Gennaio 2014

Friuli: Facchin riscopre i caduti dimenticati della battaglia di Resia

di Alessandro Cesare.

Una battaglia ancora sconosciuta ai piú, che però ha coinvolto oltre 30 mila soldati. Oggi se ne saprà di più su quella che è stata ribattezzata la “battaglia di Resia”, combattuta alla fine dell’ottobre 1917 tra Uccea, Sella Carnizza e le cime circostanti, grazie alla presentazione del romanzo storico Eroi senza vittoria, scritto dal carnico Emanuele Facchin (edito da La Nuova Base). L’appuntamento è per le 17 a palazzo Belgrado, a Udine, quando l’autore e lo storico Marco Pascoli parleranno di un avvenimento rimasto per decenni nell’oblío. Tra i protagonisti della serata ci sarà anche il sindaco di Resia Sergio Chinese, che con il Comune ha avviato un progetto per far riemergere le testimonianze della Grande Guerra nella valle patria degli arrotini. Il libro racconta le vicissitudini del colonnello Emilio Alliney, chiamato a difendere la Val Resia dall’avanzata dell’esercito austro-ungarico. Tra il 25 e il 30 ottobre 1917, 10 mila soldati italiani del regio-esercito cercarono di stoppare la discesa di 20 mila bavaresi, che come obiettivo avevano quello di tagliare la ritirata dei nemici sugli altri fronti. «Una battaglia tanto dimenticata quanto nevralgica nell’economia strategica del conflitto – commenta il sindaco Chinese – che merita di essere riscoperta non solo per consegnarla alla storiografia, ma anche per rendere onore alla memoria dei militari italiani e imperiali, oltre che ai civili della vallata, molti dei quali subirono sofferenze morali e materiali, finendo sfollati addirittura in Campania. Il progetto “La Grande Guerra in Val Resia” – aggiunge Chinese – intende riscoprire in modo scientifico tali vicende, puntando anche e soprattutto sulla valorizzazione turistica dei siti e dei resti del conflitto». La scelta dell’esercito austro-ungarico di sfondare proprio in Val Resia nasceva dalla mancanza di fortificazioni di un certo peso tra i paesi all’ombra del Canin. Non si aspettava però la strenua resistenza degli uomini comandati dal colonnello Emilio Alliney, che vanificarono il tentativo di tagliare la ritirata dei soldati provenienti dalle valli del Fella. Sul campo restarono 110 morti, cifra calcolata per difetto.

Sutrio: sullo Zoncolan, piscine proibite a monte dell’albergo Moro

di Gino Grillo.

Piscine sullo Zoncolan permesse solo al di fuori dell’area destinata al demanio sciistico. È categorico, il sindaco Manlio Mattia, che risponde così alle richieste di alcuni operatori che avevano chiesto di poter ampliare l’offerta turistica dei propri locali siti lungo le piste da sci. «Il piano regolatore comunale non prevede simili infrastrutture a monte dell’area dove si trovano il rifugio da Rico e l’albergo Enzo Moro». «In tali zone – continua – inserite all’interno del demanio sciistico, è previsto solamente il recupero dei vecchi stavoli, a suo tempo catalogati, che possono essere restaurati secondo sette precisi modelli individuati dal Comune». Gli stavoli possono essere destinati a servizio di ristorazione, di attività agricola e di residenza turistica composta da piccole strutture di residenza turistica composta da casa appartamento. «Non sono previsti alberghi – prosegue il sindaco – la cui area di edificazione, così come pure del villaggio turistico, è stata posizionata a valle della zona destinata allo sci alpino». Stessa ubicazione per le infrastrutture, quali la piscina chiesta a suo tempo dai gestori del rifugio Goles che si trova lungo le piste. «Una scelta oculata – prosegue Mattia – in quanto ci sono problemi di depurazione, di stoccaggio e raccolta rifiuti e immondizie». Il sindaco si dice sensibile ai problemi degli operatori dello Zoncolan, ma il piano regolatore comunale parla chiaro.

Tolmezzo: Gallizia, Dorigo e Zearo i possibili candidati per le comunali

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Gallizia area cattolico centrista, Dorigo per il centro sinistra, Biscosi che rientra nei ranghi e appoggia la Gallizia, Zearo per il centro destra. Le prossime elezioni comunali scaldano i motori e cominciano a delinearsi gli scenari, i candidati e le liste di appoggio non senza qualche colpo di scena da qui al voto.

Queste le motivazioni che spingono la Gallizia a scendere in campo: «É una decisione che ho preso solo in questi ultimi giorni. Fino a 4-5 giorni non pensavo a candidarmi. Volevo concentrarmi solo sul mio lavoro. Auspicavo un accordo tra il Centro, per intenderci Biscosi, e la Sinistra per non far vincere il centrodestra. Negli ultimi giorni ho notato però una deriva sempre più marcatamente a sinistra nelle candidature del centrosinistra. Così si faceva più difficile un accordo con il centro, con Biscosi, ognuno avrebbe corso per conto suo e avrebbe vinto il centrodestra con Zearo. Ci ho pensato molto e ho deciso di candidarmi a sindaco, aperta a diversi scenari e possibili alleanze. Di sicuro oggi non voglio rappresentare è il centrodestra. Dopo le vicende che hanno visto le mie dimissioni prima da vicesindaco e poi da assessore, si è consumata una frattura tale per cui per coerenza non voglio rappresentare il centrodestra»

Sul fronte centro sinistra si va verso le primarie che si terranno probabilmente il 02 marzo 2014; tramontata la partecipazione al ballottaggio di Roberto Trevisan, al momento dovrebbe essere Dorigo a sfidare Brollo, anche se Plazzotta rimane sullo sfondo e si vocifera di un ulteriore candidatura dalla società civile o dall’area 5stelle che non sembrano in grado a Tolmezzo di esprimere un loro candidato.

Biscosi sembra oramai deciso a supportare la Gallizia, mentre sembrano senza speranza le mosse di chi vorrebbe far diventare la Gallizia candidata anche dell’intero centro destra vista la netta frattura che la candidata sindaco ha sempre delineato con Zearo. Più probabile invece un accordo col centro sinistra anche se in quel caso sarebbe la sinistra estrema a sfilarsi e a correre da sola.

Insomma a Tolmezzo per ora la situazione è fluida e si aspettano sviluppi.

Friuli: Serracchiani con il nuovo prefetto, il Tribunale di Tolmezzo è una ferita aperta

Gestione dei flussi di immigrazione e delle emergenze sociali causate dalla crisi economica, riforma istituzionale e sanitaria, politiche della casa. Sono questi i principali temi che sono stati affrontati nell’incontro tra la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani e il nuovo prefetto della provincia di Udine Provvidenza Delfina Raimondo. ”Questa regione sconta una severa crisi ma ha punti di tenuta importanti nel settore manifatturiero ed enogastronomico e può contare su una lunga tradizione culturale e su un diffuso volontariato”, ha spiegato Serracchiani, offrendo la massima collaborazione al prefetto per affrontare ”un 2014 impegnativo”. Tra le questioni ancora aperte con il Governo, Serracchiani ha ricordato quella della chiusura del Tribunale di Tolmezzo.
”Condivido le linee guida che hanno ispirato la revisione delle circoscrizioni giudiziarie, ma sono ancora convinta dell’opportunità di una deroga per la sede di Tolmezzo che presenta peculiarità non trascurabili. Si trova in zona confinaria, ha sul territorio un carcere di massima sicurezza, l’immobile che la ospitava era stato oggetto di una recente onerosa ristrutturazione: c’erano tutte le motivazioni per tenerla aperta”, ha affermato la presidente, ricordando anche che nel frattempo la Regione sta lavorando alla sigla di un Protocollo d’intesa con il Ministero della Giustizia per permettere che almeno alcuni servizi vengano garantiti. Nel concordare con l’opportunità di tenere in debito conto le esigenze di presidio nelle zone montane e confinarie, il prefetto ha assicurato un confronto su questo tema e sugli altri di maggiore emergenza per il territorio.

Bordano: Casa delle farfalle a un passo dalla chiusura?

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Nemmeno ottocento abitanti, un paese distrutto dal terremoto del 1976 e rinato. A fatica. Anche grazie a un’idea: costruire in quel borgo alle pendici del monte San Simeone la casa delle farfalle, un parco unico in Friuli capace di attrarre dal 2003 oltre 600 mila visitatori. Un miracolo, specie di questi tempi. «La casa delle farballe è diventata il simbolo della comunità, Bordano ormai è il paese delle Farfalle», aveva detto il sindaco, Gianluigi Colomba nel 2008 all’inaugurazione della stagione.

Eppure il 16 marzo, giorno programmato per l’apertura di quello che da un anno può vantare la denominazione di giardino ecologico, la Casa potrebbe non riaprire. Il suo futuro è appeso a un filo. Sottile.

Il Comune, proprietario della struttura, infatti, al momento non ha stipulato alcuna convenzione per la gestione. E la copertiva Pavees, fondata undici anni fa anche dall’ex primo cittadino, Enore Picco, che da anni però si è defilato dal sodalizio, ha lanciato l’allarme con una lettera-appello inviata, oltre che al Comune, tra gli altri, alla presidente della Regione, Debora Serracchiani, a quello della Provincia Pietro Fontanini, nonchè ai responsabili di Anci, TurismoFvg e Camera di Commercio.

Una missiva che fotografa una situazione quasi compromessa. Per la nuova stagione di visite alla Casa delle farfalle, dove i protagonisti sono anche i rettili, le scimmie e non solo gli splendidi lepidotteri, al centro informazioni del parco sono arrivate già duemila richieste di visite da parte delle scuole.

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Cavazzo: la Regione salva il lago e i comitati esultano

di Piero Cargnelutti.

Dalla Regione un primo riconoscimento ufficiale relativo sia allo stato di criticità in cui versa il Lago dei Tre Comuni a causa dei tanti fanghi accumulatisi sul fondale nel corso dei decenni, sia una probabile apertura alla possibilità di creare un futuro by-pass dallo scarico della centrale di Somplago che permetta un percorso di rinaturalizzazione del bacino. È quanto emerge nel piano regionale di tutela delle acque approvato in questi giorni dalla quarta commissione del consiglio regionale. Più in generale, il documento approvato riporta «che anche il lago di Cavazzo si trova in condizioni di criticità ambientale, a causa dell’avanzata modificazione dello stato di qualità delle sue acque, dovuta alla pluridecennale immissione delle acque di scarico della centrale idroelettrica di Somplago, provenienti dalla Carnia tramite il sistema di derivazione ex Enel, ora Edipower», ma anche «sia presa in considerazione la possibilità di realizzare un canale di by-pass che convogli le acque della centrale direttamente nell’emissario del lago per recuperarlo a una condizione di naturalità». Parole che fanno brindare i comitati che in tutti questi anni si sono battuti per salvaguardare il grande bacino, e nel dettaglio, si tratta di proposte che sono arrivate proprio da loro, alle quali tutti i consiglieri della quarta commissione, maggioranza e opposizione, hanno dato parere favorevole. «I comitati ringraziano – dice Franceschino Barazzutti, rappresentante dei gruppi di cittadini che hanno seguito la vicenda in questi anni – i consiglieri regionali componenti della quarta commissione per l’attenzione rivolta al lago di Cavazzo, per aver considerato positivamente le nostre posizioni portate avanti con serietà, responsabilità e tenacia in questi anni. Continueremo la nostra attività di sensibilizzazione, di proposta, di vigilanza a che alle parole seguano i fatti». Nel corso degli anni, gli studi sia dell’ingegner Garzon commissionati dai Comuni che dell’ingegner Franzil dei comitati avevano dimostrato il rischio che il lago diventasse una grande pozzanghera di fango nei prossimi cento anni. «È un risultato storico – aggiunge Claudio Polano dell’Ente tutela pesca – che premia da una parte l’interesse che l’Ente ha sempre dimostrato nei confronti del più grande lago naturale della Regione, con diversi studi e ricerche sull’ecosistema lacuale, nonché con semine di salmonidi e ciprinidi e dall’altra, l’opera dei Comitati che da anni hanno lottato con successo contro il progetto Edipower di ripompaggio».

 

 

Tolmezzo: slitta il trasferimento della Cantore, il Terzo resta anche nel 2014

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di Tanja Ariis.

Slitta la chiusura della caserma Cantore. È probabile che il Terzo reggimento artiglieria da montagna rimanga in città anche per il 2014. Vi ha accennato, il sindaco, Dario Zearo, al nuovo consiglio direttivo del Gruppo Ana (Associazione nazionale alpini) Tita Copetti Tolmezzo che ha ricevuto nei giorni scorsi in visita ufficiale in municipio e ha aggiornato anche sugli sviluppi relativi alla permanenza del Reggimento in città. Il trasferimento infatti di una parte dei militari che, secondo quanto era stato ipotizzato, avrebbe dovuto lasciare definitivamente la città, come prima tranche, dal 15 dicembre in poi, osserva Zearo, non è ancora avvenuto e anche per l’anno appena iniziato l’addio del Terzo reggimento alla Caserma Cantore parrebbe essere divenuta un’ipotesi piuttosto lontana.

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Tolmezzo: scuola aperta all’I.S.I.S. Linussio di Tolmezzo

Foto di copertina

Scuola aperta all’I.S.I.S. Linussio di Tolmezzo Sarà possibile visitare sia la sede presso il Centro studi che il Laboratorio di enogastronomia Alunni e docenti dell’I.S.I.S. “Jacopo Linussio”, sabato 18 gennaio, saranno a disposizione delle famiglie e degli studenti delle classi terze delle Scuole secondarie di primo grado della Carnia, del Gemonese, del Canal del Ferro e del Tarvisiano per presentare l’offerta formativa dell’Istituto. Gli stessi sono invitati a partecipare ad un incontro preliminare con esponenti delle amministrazioni locali presso l’auditorium Candoni, alle ore 14. L’I.S.I.S. Linussio è composto da un Istituto Professionale, con gli indirizzi Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera e Servizi Commerciali, e da un Istituto Tecnico Economico, con l’indirizzo Amministrazione Finanza e Marketing. In occasione di “Scuola Aperta”, dalle 15 alle 18, si potranno visitare i laboratori di informatica e di lingue, la biblioteca e l’aula Lim, presenti nella Sede centrale, presso il Centro studi (via XXV Aprile), e anche il Laboratorio di enogastronomia e pasticceria “Gianni Cosetti”, nella zona industriale di Tolmezzo, di fronte alla “Seima”.

Carnia: il 23/02 o il 02/03 le primarie del centro sinistra per la scelta del candidato sindaco di Tolmezzo

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di Adriano Rainis.

Il 23 febbraio 2014 (o il 02/03/2014) si terranno le primarie per la sceta del candidato del centro sinistra a sindaco del comune di Tolmezzo. Al momento a contendersi la candidatura ci sono Roberto Trevisan indicato dal PD (uscito vincente di misura dal confronto con Massimo Dorigo e Andrea Plazzotta dalle primarie interne al PD) e Francesco Brollo indicato dalla civica “Nuova Tolmezzo” (appoggiato da SEL, Socialisti, Ambientalisti e Sinistra) . Non si esclude che possano esserci utleriori candidature e per questo c’è tempo ancora due settimane nel caso qualcuno volesse presentarsi. Le primarie si terranno il giorno 23 febbraio con modalità che verranno comunicate dal comitato composto da Marco Craighero, Marco Lepre, Andrea Vidoni, Mauro Rainis, Simona Scarsini. E’ ancora presto, ma con tutta probabilità si prospetta per il candidato che risulterà vincente alle primarie un tentativo di apparentamento con la lista Biscosi. Al momento attuale il centro sinistra mira a convincere i giovani che non sono andati a votare  o coloro che hanno votato M5S ad appoggiare una candidatura di autentico cambiamento.

Tolmezzo: la Consulta boccia referendum su taglio tribunali

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Non ci sarà alcun referendum sulla nuova geografia giudiziaria. Dopo un’udienza a porte chiuse durata poco più di un’ora, la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile la richiesta di referendum abrogativo delle norme sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie. Norme che prevedono di cancellare circa mille tra tribunali minori, sezioni distaccate di Corti d’appello e di giudici di Pace. La riforma era entrata in vigore il 13 settembre scorso mentre la sentenza emessa oggi, sarà depositata “entro i termini previsti dalla legge”.

A chiedere il referendum sulla riforma, voluta dal governo Monti e portata avanti dall’esecutivo Letta, erano state per la prima volta nella storia, nove Regioni. Si tratta di Abruzzo, Piemonte, Marche, Puglia, Friuli Venezia Giulia,Campania, Liguria, Basilicata e Calabria, accomunate dall’idea che la riforma più che efficienza e risparmi, produca disservizi e penalizzi i cittadini. Le Regioni avevano chiesto che gli elettori si esprimessero sull’abrogazione sia della delega data al governo per la riforma (e contenuta nell’articolo 1 del decreto legge 13 del 2011 contenente misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e lo sviluppo) sia sui successivi decreti legislativi (del settembre 2012) con i quali si era dato corpo alla nuova organizzazione di tribunali, procure e uffici del giudice di Pace.

Si tratta della prima volta, nella storia repubblicana, che un referendum viene proposto attraverso l’iniziativa delle Regioni: l’articolo 75 della Costituzione prevede infatti che proposte referendarie possono essere avanzate con la presentazione di 500mila firme raccolte tra i cittadini oppure su istanza di almeno 5 Consigli regionali.

“Bisogna tenere conto dei disservizi che questa riforma ha provocato per i cittadini – dice Angelo Marzochella, che ha rappresentato la Campania – dai luoghi più lontani come ad esempio Ischia o Capri, in molti non riescono ad accedere alla giustizia”. Ora che la Consulta non ha ammesso il referendum, le regioni si dicono pronte a ricorrere alla Corte di giustizia europea. “Abbiamo già deciso di proseguire unitariamente nell’avversare la riforma sulla geografia giudiziaria – spiega Fabiana Contestabile, coordinatore nazionale del comitato che si è costituito nello scorso dicembre e che riunisce i nove Consigli regionali promotori del referendum e altri rappresentanti territoriali che dicono no ai tagli dei tribunali – siamo pronti a ricorrere alla Corte di giustizia europea perché questa riforma mette in discussione il diritto del cittadino all’accesso alla giustizia”.

In particolare è stata dichiarata inammissibile la richiesta di referendum abrogativo riguardante: l’art. 1, commi 2, 3, 4, 5, 5-bis della legge 14 settembre 2011, n.148 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 13 agosto 2011, n.13, Recante ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo. Delega al governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari). L’intero decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155 (Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero, a norma dell’art. 1, Comma 2, della legge 14 settembre 2011, n.148). L’intero decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 156 (Revisione delle circoscrizioni giudiziarie -uffici dei giudici di pace , a norma dell’art. 1, Comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148).