Archivio mensile:Febbraio 2014

Paluzza: Olimpiadi e stagione concluse per Giorgio di Centa

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di Bruno Tavosanis

Si è già chiusa la quinta e ultima Olimpiade di Giorgio Di Centa. Ma in più in generale è finita la sua stagione. La protusione all’ernia che l’aveva costretto a fermarsi lo scorso luglio si è rifatta viva lunedì dopo il defaticante seguito alla staffetta: «Sembrava tutto ok, poi alla sera sono salito in camera e non riuscivo nemmeno a sedermi – sospira il carabiniere -. Anche ora sono disteso con la gamba alzata e di fatto non posso muovermi. Martedì i medici del Coni mi hanno visitato, lasciando qualche speranza per la 50 km di domenica, ma oggi (ieri, ndr) il dolore è aumentato e gli antidolorifici non servono a nulla, perchè le nervature sono toste». Il paluzzano comunque ostenta serenità: «Sono contento di aver disputato due gare e di aver dato una mano alla squadra. E’ chiaro che fermarsi ai box non è piacevole, ma evidentemente dopo tanti anni la schiena si è ribellata, chiedendomi una stop per guarire completamente. Così la mia ultima gara della stagione è stata la staffetta di domenica scorsa». Ancora lontano invece il momento del ritiro dal grande sci: «Ripartirò con l’obiettivo di preparare al meglio una sola gara, la 50 km dei Mondiali 2015 di Falun. Ne parlerò con la direzione agonistica, chiedendo di rimanere a casa in estate e di aggregarmi alla squadra a partire da settembre. L’ideale sarebbe scegliere le gare di Coppa del Mondo adatte in vista delle prova iridata»

Tolmezzo: allerta a Cazzaso, diverse fratture e crepe nel bosco

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di Tanja Ariis.

La frana sopra Cazzaso sarà misurata costantemente per capirne portata, direzione e pericolosità con monitoraggi e indagini geologiche. Allo stato sono visibili in particolare nelle rocce e sulla strada (che è stata chiusa) diverse fratture che vanno da qualche centimetro di spessore fino anche a una trentina di centimetri. Sono partiti ieri i monitoraggi del fronte franoso sopra l’abitato di Cazzaso vecchia. Si è svolto nel pomeriggio, dopo precedenti verifiche, un sopraluogo da parte dei vigili del fuoco e del vicesindaco, Gianalberto Riolino, per cercare di comprendere la portata della frana che aveva dato i primi segnali una settimana fa, causando anche problemi al servizio idrico(per danni ad alcuni tubi), e che anche martedì aveva creato allarme tra i residenti per alcuni rumori avvertiti nell’area. Si trattava della caduta di alcuni alberi, legata anch’essa al fronte franoso messosi in moto una settimana prima. Lo conferma il perito Paolo Castellone, funzionario dei Vigili del fuoco, che ha partecipato ieri al sopraluogo: «è tutto legato, il movimento franoso è uno solo». Il fronte franoso, spiega, è di circa una cinquantina di metri ed è sopra l’abitato di Cazzaso vecchia. Si è verificato in una zona storicamente soggetta a frane. Il movimento franoso in questo caso è legato, osserva Castellone, all’eccezionale abbondanza di acque meteoriche, tant’è che tutte le opere d’imbrigliamento realizzate, gli scoli d’acqua, sono pieni. E meno male, osserva, che sono state fatte. Castellone spiega che al momento non è chiaro che movimento seguirà la frana e che il Comune di Tolmezzo ha già attivato il geologo che ha iniziato ieri a porre dei punti di riferimento per effettuare le misurazioni per un periodo la cui lunghezza dipenderà da cosa esse riveleranno. «Non c’è pericolo immediato – per Castellone – però il potenziale pericolo rimane finché non si conosceranno il movimento e la direzione della frana. Solo il monitoraggio e le indagini geologiche potranno dare una risposta precisa in questo senso». Ieri durante il sopraluogo i tecnici sono saliti anche sulla montagna fino al punto in cui condizioni meteo e visibilità lo hanno permesso, ad un certo punto hanno dovuto fermarsi e nei prossimi giorni torneranno sul posto per salire fino in cima e farsi così un’idea più completa. La situazione, per Castellone, è da monitorare soprattutto perché queste condizioni climatiche non la favoriscono e perché solo così si potrà capire come la frana si muoverà.

Tolmezzo: “Bambini con il kalashnikov” John Baptist Onama incontra gli studenti dell’Isis “Paschini”

Una discesa agli inferi con la fede che il male si può vincere solo attraverso la difesa dei diritti umani e le armi della nonviolenza e della cultura. Dopo l’incontro con il monaco tibetano Palden Gyatso svoltosi lo scorso ottobre, sabato prossimo 22 febbraio l’isis “Paschini” accoglierà la testimonianza di John Baptist Onama, ex “bambino soldato” originario di Lacor in Uganda. Nel 1980, all’età di 14 anni, Onama è stato uno delle centinaia di bambini soldato ingaggiati con la forza dall’“Esercito di liberazione del Signore” (Lord’s Resistance Army) durante la sanguinosa guerra civile scoppiata nel suo paese. Costretto a imbracciare le armi, ha preso parte a una serie di operazioni militari, diventando un “Kadogo”, un “piccolo” del battaglione di cui faceva parte. «Ho visto stupri di massa su bambine della mia età e massacri di civili – ha ricordato recentemente in un’intervista –. Ho visto uccidere e torturare. Ho visto adulti supplicare di essere risparmiati e poi morire sotto i col­pi di un fucile. E spesso quel fu­cile era il mio».

Onama si è salvato grazie all’incontro con alcuni missionari comboniani che gli hanno offerto la possibilità di studiare in Italia e di affrancarsi da un’adolescenza di violenza e di indicibile dolore. Oggi, all’età di 48 anni, vive a Padova, dove insegna politiche per lo sviluppo presso la Facoltà di Scienze Politiche. Il suo impegno a favore dei diritti umani lo ha portato ad essere portavoce “Unicef” per i diritti dei bambini e collaboratore di diverse associazioni umanitarie, tra le quali “Amnesty International” e “Save the Children”.

 

Tolmezzo: conferenza “I diritti del malato di cancro e dei suoi familiari”

“I diritti del malato di cancro e dei suoi familiari”

organizzata dall’Associazione Oncologica Alto Friuli (AOAF)

in collaborazione con l’A.S.S. n.3 “Alto Friuli”.

La conferenza si terrà giovedì 27 febbraio alle ore 20:30

presso la Sala Conferenze della Comunità Montana della Carnia a Tolmezzo.

Scopo della conferenza: informare il malato sui propri diritti

e i familiari sugli strumenti che la legge garantisce per consentire l’assistenza ai propri congiunti.

 

Alto Friuli: Venzone-Gemona in bicicletta, in primavera via ai lavori per la pista ciclabile

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di Piero Cargnelutti.

Cantiere in dirittura d’arrivo per la pista ciclabile Venzone-Gemona, la cui gara d’appalto è stata espletata la scorsa settimana dalla Comunità Montana e i lavori sono stati assegnati a un’impresa locale. Si tratta di un intervento di circa un milione e 200 mila euro, che permetterà di realizzare il collegamento tra il capoluogo pedemontano e Venzone, attraverso il parco del lago Minisini, a Ospedaletto, e successivamente riutilizzare il sedime dell’ex ferrovia, che permetterà di giungere fino alla zona di Casali Scjis, dove si ricollegherà con l’Alpe Adria, il cui tratto da Moggio a Venzone sarà realizzato dalla Provincia. «Al momento la gara è stata espletata – fanno sapere dall’ufficio tecnico della Comunità Montana – e ora, come da normativa, dovranno trascorrere 30 giorni per eventuali osservazioni. Dopodiché, gli uffici effettueranno le loro verifiche di merito, per cui, se tutto va bene, nel giro di un mese e mezzo i lavori potrebbero partire». In via Caneva, già si presume che per il prossimo inverno la pista possa essere molto vicina alla sua realizzazione finale: l’iter aveva avuto un rallentamento nei mesi scorsi, quando la direzione regionale ambiente non aveva dato il via libera per un intervento di ripristino in località Rozza, ma in quel caso l’ente sovracomunale ha previsto di realizzare soltanto il collegamento, rinunciando alla sistemazione dell’area, a meno che nei prossimi mesi non giunga un via libera dalla Regione. Tra gli interventi più consistenti, è prevista la creazione di una rampa di collegamento con il sedime dell’ex ferrovia nella zona dei Rivoli Bianchi, mentre per il resto, il percorso a Gemona correrà lungo il parco del Minisini (dove si manterrà lo sterrato in base alle normative di tutela), da cui si entrerà in largo Beorcje, a Ospedaletto, e la pista correrà in parte per via Cjamparis che attraverserà per immettersi nei i campi attorno all’ospedale, e arrivare fino alla sede della Protezione Civile; dall’altro lato, in centro studi, giungerà il tratto che si sta realizzando sopra il Vegliato, i cui lavori hanno subito rallentamenti nelle ultime settimane a causa delle continue precipitazioni. A Venzone, da Casalì Scjis la pista si collegherà con l’Alpe Adria.

Carnia: il grido di dolore di Rivalpo-Valle, aiutateci a vivere qui

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di Lucio Leschiutta.

Isolata per ore a causa dell’ondata di maltempo d’inizio mese, la frazione di Valle-Rivalpo di Arta Terme è stata tra le più colpite in Carnia. Ecco l’appello inviato alla Provincia di Udine e al Comune dal presidente del Comitato frazionale, Lucio Leschiutta. In seguito ai danni e ai disagi provocati dal maltempo nelle giornate dal 31 gennaio al 02 febbraio nel Comune di Arta Terme e più in generale in tutta la Carnia, si è avuta l’ennesima prova che sempre più spesso causa la cattiva gestione del territorio, appena le precipitazioni siano esse nevose piuttosto che piovose divengono più forti o di durata maggiore alla norma, si verifichino danni tali da coinvolgere strutture e infrastrutture pubbliche e private. L’esempio dei molti alberi caduti sulle linee elettriche e telefoniche è lampante del vuoto legislativo riguardo la messa in sicurezza delle aree di privati vicine a strutture di servizi pubblici. Come confermato da alcuni operai Enel durante il ripristino della corrente elettrica nei giorni dell’emergenza, la maggior parte degli interventi fatti per liberare le linee è stata messa in atto proprio su terreni di privati cittadini. Non si mette in dubbio che possa sempre verificarsi un evento di eccezionale portata che vada a creare danni anche se si sono effettuati tutti gli accorgimenti del caso, ma di sicuro sarebbe una possibilità isolata e i problemi sarebbero localizzati in un’area ristretta e non ampia come in questo caso. Altra cosa importante è la messa in sicurezza delle strutture pericolanti e in degrado nei vari paesi o lungo le strade. La presenza di molti edifici abbandonati e con una precaria stabilità sono potenziale rischio e sicuro pericolo non solo durante le intense piogge, ma durante tutto l’anno. Non dobbiamo fare come sempre “all’italiana”…e cioè aspettare che prima si verifichi l’incidente e poi porvi rimedio. Ad esempio, nella frazione di Valle e Rivalpo vi sono edifici in pietra, con altezze non certo irrilevanti, costruiti come si usava nel periodo ante-terremoto e perciò privi di elementi strutturali di sicurezza. Da tempo sono oramai ruderi e periodicamente vi sono cedimenti e cadute di pietre. Fino ad ora, per fortuna, nessuno si è fatto male, ma viste le loro posizioni spesso su stradine utilizzate dai paesani: e se parte delle strutture dovessero cedere e colpire chi per caso si trovasse a passare di lì? Se i diretti proprietari non si interessano delle loro proprietà, soprattutto di quelle che possono creare pericoli o danni a terzi, non sarebbe il caso di cercare una soluzione? Anche perchè molte volte gli interessati abitano all’estero e non sanno nemmeno cos’è accaduto. La messa in sicurezza di edifici e territorio potrebbe essere facilmente risolta se finalmente le istituzioni provvedessero con forza attraverso leggi o norme specifiche tali da obbligare i diretti proprietari ad attivarsi in un ottica di pubblica sicurezza. Come accade, ad esempio, negli sfratti di terreni per esigenze di pubblica utilità, con la stessa forza si dovrebbe agire per costringere, se tale privato non intende collaborare, ad attivarsi per la messa in sicurezza. Oppure, dopo la scadenza di un periodo di tempo, dare l’incarico a terzi e presentare il conto lavori al proprietario stesso. Si sa che la politica e i vari interessi territoriali molto spesso sono in contrasto, ma ci appelliamo al buon senso di poter cambiare le cose, in meglio per tutti. Perché, con la prevenzione, non solo si eviterebbe poi di spendere molti più fondi pubblici per la risistemazione a danno ormai avvenuto, ma soprattutto si vivrebbe in un territorio più sicuro per tutte le persone che ancora oggi amano restare nei tanti paesi di montagna sparsi per la Carnia nonostante sia sempre più difficile farlo. Vogliamo pertanto chiedervi un intervento rapido ed efficace, altrimenti la montagna già povera di risorse e abitanti è destinata a una lenta e inesorabile fine.

Carnia: Valle del But e val Pontaiba fanno squadra, nasce il patto tra Comuni per l’energia

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di Gino Grillo.

Al via lo sviluppo di un piano d’azione condiviso orientato all’autosufficienza energetica per i Comuni di Paluzza, Treppo Carnico, Ligosullo, Sutrio, Cercivento, Ravascletto, Comeglians, Arta Terme, Zuglio e Paularo. Obiettivo numero uno ovviamente, tenere alla klarga i black-out. Questi enti svilupperanno il piano d’azione orientato all’autosufficienza energetica con il contributo finanziario della regione, della Provincia di Udine e di Secab – Società elettrica cooperativa Alto Bût e con la collaborazione tecnica di APE – Agenzia per l’energia del Fvg, di Legambiente e di Arpa. Il progetto prevede l’elaborazione di un piano d’azione orientato all’autosufficienza energetica dei dieci Comuni coinvolti. Le amministrazioni individueranno insieme alla comunità una serie di misure da attuare nei prossimi anni, pianificando congiuntamente il futuro energetico del territorio. Il piano permetterà quindi di andare oltre le singole iniziative progettuali per prendere in considerazione uno sviluppo condiviso del territorio in tutti gli aspetti connessi con un utilizzo sostenibile dell’energia. In tal senso si è costituito l’Energy-team, di fatto il gruppo di coordinamento del progetto, composto da referenti tecnici e politici delle amministrazioni comunali coinvolte, da un referente Secab e dai tecnici di Ape e Legambiente. Il suo sistema di coordinamento è basato sulla chiarezza dei ruoli e sulla trasparenza delle decisioni. Il sito internet interamente dedicato al progetto (www.energiecomuni.info) permette ai cittadini di visionare i nomi dei referenti, i report degli incontri e di essere aggiornati sugli eventi. Il progetto non potrà prescindere dal processo partecipativo sia nella fase di consultazione, attraverso l’informazione e il coinvolgimento di tutti i cittadini, sia nelle fasi di pianificazione e progettazione, attraverso la cooperazione di tutti i portatori di interesse e delle amministrazioni.. Autosufficienza energetica significa ridurre i consumi e produrre energia con risorse locali; la realizzazione pratica dell’autosufficienza energetica si traduce in efficientamento energetico, mantenimento delle risorse economiche sul territorio, creazione di posti di lavoro, diminuzione dei costi dell’energia sfruttando biomassa locale, idroelettrico e sole, migliorando la qualità della vita.

Paluzza: e Sara continua l’attività di zia Ester, inaugurato il rinnovato laboratorio di ceramica

«Fa più notizia un laboratorio che apre in montagna che 180 che chiudono in pianura». Così Ester Lazzara ha accolto amici e concittadini all’inaugurazione del nuovo negozio di ceramiche in via Roma. In pensione da fine anno, Ester ha, infatti, passato il testimone alla nipote Sara Delli Zotti. «Ho chiuso i battenti a fine 2013, ma mia nipote ha voluto ripercorrere le mie orme e continuare l’attività». A Sara è bastato poco più di un mese per ammodernare i locali e riprendere il lavoro. Sì, perché da 12 anni Sara lavorava con la zia nel negozio aperto nel 1976, quando Ester, che già operava come ceramista in un’altra bottega del paese, venne licenziata per la crisi innescata dal terremoto. Ester è soddisfatta che il negozio passi alla nipote e che continua la sua attività. Con orgoglio racconta come le sue «opere impreziosite dalle rose di monte» siano andate in Australia in America e in ogni parte del mondo. Tuttavia, spiega, «ho sempre privilegiato il mercato locale, che ci dà da vivere ogni giorno, a quello turistico, importante sì, ma solo per un mese all’anno, in agosto». Ora la nipote ha allargato l’offerta merceologica, accanto alle ceramiche, vi sono la tessitura carnica, ricami eseguiti a mano e oggettistica in legno, tutti rigorosamente made in Carnia, anche se il laboratorio privilegerà la ceramica prodotta dalla nuova titolare. Alla cerimonia di apertura niente autorità e “banditi” i politici: «Abbiamo sempre fatto tutto da noi, da sole, e abbiamo voluto festeggiare con i nostri amici, clienti e paesani».

Tolmezzo: la pasticceria Saint Honoré batte la Gubana con il suo tiramisù

Niente da fare, stavolta. Il gioco in casa non è riuscito a favorire la vittoria: per la prima volta, nei nove anni di storia del concorso Gubana Day – Premio Bepi Tosolini, il dolce di Cividale & Valli non ha conquistato il podio, pur piazzandosi a ridosso del primo classificato. Troppo goloso, evidentemente, il tiramisù, già premiato – venerdì – dalla giuria tecnica: il “titolo” è spettato, quest’anno, alla pasticceria Saint Honoré di Tolmezzo; per la gubana comunque, come detto, pochissimi punti di distacco.

Sedici le prelibatezze in gara, assaggiati da esperti e (nel weekend) avventori al Caffé San Marco di Cividale, promotore dell’evento. Dai giurati tecnici anche una menzione speciale: se l’è aggiudicata il “Tireme su” del ristorante “Al Vetturino” di Pieris, realizzato secondo una ricetta datata 1935 e “firmata” dall’allora titolare del locale, Mario Cosolo; a preparare il dolce per il Gubana Day è stata sua figlia Flavia. Premio speciale, inoltre, per Lucio Vogrig, la cui gubana è stata la più apprezzata.

Tolmezzo: incontro informativo su “Efficienza energetica e illuminazione pubblica: nuove opportunità”,

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Ridurre in modo considerevole la spesa per l’illuminazione pubblica, che rappresenta uno dei maggiori “centri di costo” per i Comuni della regione a causa dell’elevato consumo di energia elettrica. E’ questo l’obiettivo di un nuovo bando che la Giunta regionale si appresta ad approvare e che è stato oggetto di incontro informativo su “Efficienza energetica e illuminazione pubblica: nuove opportunità”, nell’ambito del “POR FESR 2007-2013 obiettivo competitività regionale e occupazione” della Regione Friuli Venezia Giulia, tenutosi presso la sala convegni del Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani” a Tolmezzo.
L’iniziativa con cui la Regione intende investire sull’efficentamento energetico dei Comuni è stata resa possibile attingendo alle economie provenienti da altri bandi a valere sul POR e prevede una prima dotazione di 700mila euro, che sarà successivamente implementata non appena si renderanno disponibili nuovi fondi. In questo modo tutti i Comuni con una popolazione al di sotto dei 5mila abitanti potranno presentare progetti o studi di fattibilità per provvedere, su beni di loro proprietà, alla introduzione di nuove tecnologie ad alta efficienza: si andrà dalla semplice sostituzione dei corpi illuminanti stradali fino a progetti più complessi di ristrutturazione e razionalizzazione degli apparati.

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Saranno redatte due graduatorie regionali a scorrimento: una per i Comuni sotto i mille abitanti (in modo da agevolare le piccole comunità montane) e un’altra per quelli con meno di cinquemila abitanti, con la possibilità di inserire a rendiconto anche spese già sostenute nell’anno 2013 (il termine esatto sarà pubblicata sul bando). L’intensità contributiva, comprensiva di Iva e spese tecniche, che la Regione renderà disponibile è quella del 77%, stabilita dalla normativa dei fondi comunitari, mentre il rimanente 23% sarà a carico del bilancio dell’Ente che presenterà la richiesta. L’elemento che consentirà al progetto una posizione più alta in graduatoria sarà il calcolo della differenza tra potenza per l’illuminazione complessiva necessaria prima dell’opera e quella successiva all’intervento, dando una maggior valutazione a chi la riduce maggiormente in rapporto alle risorse investite. Ad oggi è già stata fissata la conclusione degli interventi proposti con la presentazione della rendicontazione, prevista entro il mese di aprile del 2015.
Durante l’incontro è stata illustrata anche una “best pratice” del Comune montano di Forni di Sopra in cui, oltre alla razionalizzazione e ammodernamento degli impianti con il conseguente risparmio energetico (realizzato con fondi POR FESR), si sono studiate nuove modalità per l’utilizzo dei lampioni dell’illuminazione pubblica come strutture di rete per il trasporto e la comunicazione di dati informatici.
La presentazione delle opportunità offerte dal POR FESR nel campo dell’efficienza energetica nella pubblica illuminazione verrà replicata domani, venerdì 14 febbraio, nel corso dell’evento “Illuminazione stradale nei Comuni del Friuli Venezia Giulia” che si terrà presso la sala ENAIP di Via Leonardo da Vinci, 27 a Pasian di Prato (UD) a partire dalle ore 09.30.

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