Archivio mensile:Marzo 2014

Tarvisio: nevicate killer, morti cervi e camosci

Le grandi nevicate continuano a presentare il conto. Sono pesanti i danni subiti dai paesi ed è pesantissimo anche quello subito dalla Foresta di Tarvisio, con migliaia di alberi schiantati e la morte di molti animali, cervi, caprioli e camosci. Da gennaio a oggi, infatti, il personale del Corpo Forestale dello Stato e della Forestale regionale ha rivenuto le carcasse di 26 cervi, 13 caprioli e 2 camosci, quasi tutti morti per la fame a causa della difficoltà di reperire cibo.

Sono questi i numeri che ha fornito il sovrintendente capo del Corpo Forestale dello Stato, Dario De Martin Topranin, responsabile della Sezione naturalistica, il quale spiega anche che nel Centro di recupero della fauna, in località Cucco di Malborghetto, sono stati ricoverati 16 tra cervi e caprioli, 7 dei quali non sono riusciti a sopravvivere, mentre gli altri nove sembra che riusciranno a superare il forte debilitamento fisico, amorevolmente assistiti dalla signora Ilse, e potranno ritornare nel loro habitat.

Preziosa, dunque, l’attività del Centro di recupero, uno dei primi a nascere in Italia e voluto dal Corpo Forestale dello Stato, che ritiene, questo – come precisa l’amministratore della Foresta Fabrizio Terlicher – un obiettivo primario per aiutare la fauna selvatica in difficoltà.

continua a leggere sul sito del MV

Zoncolan: FREESTYLE SKI CONTEST remembering Giacomo Lowenthal

FREESTYLE SKI CONTEST remembering Giacomo Lowenthal ♥

– Inizio gara ore 9.00 circa presso lo Snowpark dello
Zoncolan
– DJ-SET by DJ GRAVY (Dario gravy Forgiarini)
– Speaker Kikko Ciapponi
La gara si svolgerà con modalità jam session per le qualifiche e big air per le finali.
– Price Money

BIG PARTY con DJ EMIX e premiazioni ore 21.00 presso Hotel HotelPark Oasi
Bar fornitissimo.!!!

INFO E ISCRIZIONI: [email protected]

Amaro: Laura Zanella, sindaco uscente si ricandida

http://www.entetutelapesca.it/images/pdf/eventi_news/protocollo_sagre_2013/foto_x_web/protocollo_2013-(26).jpg

di Gino Grillo.

Laura Zanella, sindaco uscente, si ricandida. «Ho deciso – afferma Zanella – di mettere a disposizione del paese la mia esperienza maturata non solo in questi ultimi cinque anni, ma anche nei due mandati precedenti quando, da vicesindaco, ho partecipato attivamente alla sua trasformazione. Seppur piccolo, Amaro riveste un ruolo strategico importante per la zona montana che gli sta alle spalle». I prossimi cinque anni saranno, a detta di Zanella, ancor molto impegnativi per valorizzare ulteriormente questo ruolo anche attraverso ambiziosi progetti che con la partecipazione al consorzio industriale Cosint e, «mi auguro, al neocostituito Consorzio Innova Fvg con sede ad Amaro, si intendono attuare nei settori produttivi, informatici, della ricerca e dei servizi alle attività economiche». Oltre a questo impegno in una visione comprensoriale, ormai indispensabile per la crescita del territorio, Zanella pone come obiettivo il miglioramento urbanistico e dei servizi al cittadino, il completamento del piano di risparmio energetico delle utenze comunali, nonché alla valorizzazione del vasto patrimonio agricolo-ambientale. «Le recenti norme regionali e le ulteriori già annunciate dalla Regione riguardanti le associazioni, le unioni e le fusioni dei Comuni richiederanno sicuramente, impegno e scelte difficili. Fortunatamente grazie alle scelte lungimiranti e all’impegno del Comune negli ultimi anni, che hanno portato alla costituzione e alla valorizzazione dell’associazione intercomunale della Conca tolmezzina, ci troviamo in una situazione di vantaggio rispetto ad altri Comuni che dovranno affrontare grosse trasformazioni». La nuova squadra che appoggerà la sua candidatura vedrà, accanto a dei fedelissimi, anche la presenza di volti nuovi e giovani.

Paluzza: pendenze mozzafiato giù dal Pizzo Collina

http://calcarea.files.wordpress.com/2014/03/osternig-e-mosc3a8-2014-023.jpg

La parete del Pizzo Collina (a 2.689 metri di altitudine) si è trasformata per un giorno nella pista dei maestri della Scuola sci Carnia. Si tratta di una sciata lungo una parete molto impegnativa con pendenze oltre i 45 gradi; nota per il suo panorama mozzafiato, essa costituisce lo scenario più bello per lo sci ripido delle Alpi Carniche. A distanza di oltre 30 anni dalla prima discesa dei maestri Luciano De Crignis e Gianni De Infanti, il noto team freeride, composto da Ivan e Cristian De Crignis (direttore e presidente della Scuola Sci Carnia) e dai soci Romeo e Manuel De Crignis, Gianni, Erik e Riccardo De Infanti, Roberto Da Pozzo e Fabio Casanova, dopo mesi di preparazione, ha preso parte a una vera e propria avventura. Oltre che a diventare una discesa unica nel suo genere per una scuola di sci, a rendere ancor più difficile ed impegnativo il compito degli sciatori, che devono raggiungere un affiatamento quasi perfetto, vi è stato il forte vento in quota e la neve tutt’altro che primaverile. Giunti al passo di Monte Croce Carnico, dopo aver affrontato una picchiata di 1.300 metri di dislivello con curve mozzafiato, il team ha potuto finalmente iscrivere il proprio nome tra gli sciatori che possono vantare una simile impresa. Oltre che a essere una grande soddisfazione personale, afferma Gianni De Infanti, la nostra scuola vuole proporre un’alternativa alle classiche lezioni di sci con delle uscite accompagnando i nostri ospiti a scoprire le discese più belle delle Alpi Carniche. Al di là delle difficoltà dal punto di vista sciistico, il nome del Pizzo Collina evoca anche accadimenti storici. Durante la Grande guerra, infatti, per gli austraci fu un vero incubo perché dalla cima e dall’adiacente forcelletta gli alpini del “Val Pellice” tenevano costantemente sotto tiro i movimenti sul sottostante ghiacciaio dell’Eiskar, luogo di transito obbligato per le postazioni austriache del Gabeli.

Carnia: la segheria De Infanti resiste alla crisi – qualità, diversificazione e servizi su misura

http://www.deinfanti.it/wp-content/uploads/2013/05/tronchi.jpg

(m.d.c. dal MV di oggi)

Carnia le segherie si contano ormai su due mani, ma chi, nonostante i costi esorbitanti dell’esbosco e la sfrenata concorrenza dei Paesi d’oltreconfine, va avanti lo fa grazie a oliate strategie d’impresa. Riuscendo anche a chiudere i bilanci con segno più. Tra questi c’è la segheria dei Fratelli De Infanti di Ravascletto. Una delle maggiori a nord di Tolmezzo. La guidano Sandro, Gianpietro, Giulio con le rispettive famiglie, dando lavoro a una trentina di occupati diretti, più altrettanti nell’indotto. Della Carnia parlano con un velo di amarezza: «Negli anni ’60 era conosciuta in tutto il mondo per i professionisti che lavoravano nell’esbosco del legname, oggi abbiamo perso tutto, la gente è andata a lavorare in fabbrica e noi, che stringiamo i denti, ci dobbiamo rivolgere a squadre slovene e austriche, forti di macchinari che noi qui ci scordiamo». La forza lavoro è un punto di debolezza. Così come lo sono strumentazione e viabilità forestale. Fortuna, come detto, che le imprese ci mettono del loro. Il segreto del fatturato in crescita nel caso dell’azienda carnica – quest’anno chiuderà i conti poco sotto i 5 milioni di euro – sta nell’alta qualità del prodotto, nella diversificazione, in un servizio su misura per il cliente. Non è un caso che nel 1998, i De Infanti abbiano acquistato un grande capannone a Paluzza, dove oggi lavorano travi bilama e lamellari, affiancando la storica attività (nata a Ravascletto nel 1948 per iniziativa del papà Eligio) votata, oggi, alla segagione, al commercio di tavolati e a lavori di carpenteria. «Noi ci salviamo – spiega Sandro De Infanti – perché partiamo dal taglio del bosco e arriviamo alla casa finita. Di due tipologie. La block-house, vale a dire l’abitazione tipicamente in legno, e quella rivestita a pannelli». Il segreto sta dunque nella diversificazione. «Di fronte ai colossi austriaci che lavorano volumi per noi inimmaginabili – continua De Infanti – non ci possiamo più limitare al segare e vendere le tavole». Allo sforzo tutto interno all’azienda, De Infanti auspica un intervento della politica affinché siano migliorata la viabilità forestale e messo a punto di un sistema capace di garantire alle aziende un mandato pluriennale per la gestione dei boschi pubblici.

Ligosullo: Giorgio Morocutti «Mi ricandido a sindaco per chiudere il Comune»

di Antonio Simeoli

Si ricandida per chiudere il Comune. Sì, avete capito bene. Di questi tempi, quando gli amministratori pubblici finiscono spesso dietro la lavagna, non è una notizia da poco. Il protagonista è il sindaco uscente di Ligosullo, Giorgio Morocutti, 34 anni elettricista alla Secab di Paluzza. Sarà, a meno di clamorose sorprese, l’unico candidato alle prossime elezioni amministrative del 25 maggio. Unico candidato, nessun avversario. E un’incognita: evitare il commissariamento del Comune che scatterebbe automaticamente se non andrà alle urne il 50 per cento più uno degli aventi diritto. Che sono a Liogosullo maledettamente pochi, perché gli abitanti sono 133, ma gli effettivi non superano il centinaio. Molti dei quali, di fatto, risiedono all’estero. Sindaco, perché chiudere il Comune? «Semplice. Per fonderlo con altri: è l’unico modo per evitare il tracollo della Carnia». Fonderlo con chi? «Ho una mia idea e la spiegherò in campagna elettorale. Dieci-quindici anni di tempo. Prima la fusione con Paluzza e Treppo Carnico, i centri della Val Pontaiba. Stessa cosa dovrebbero fare Paularo, Zuglio e Arta Terme; Cercivento con Sutrio e Ravascletto». Poi? «Il grande Comune di vallata: un ente locale solo da Arta Terme a Paluzza con 10 mila abitanti. Quello è il nostro futuro». Per risparmiare? «No, per poter continuare a vivere in montagna dando servizi ai cittadini». Faccia un esempio… «Il bus per consentire gli spostamenti da un paese all’altro. Ora i singoli Comuni non si possono permettere di pagarlo, e intanto i mini-bus della Saf girano per la Carnia vuoti. Con la fusione di tre Comuni tutto questo sarebbe possibile». Ma con i Comuni di vallata come potrà essere garantita la rappresentatività? «Molti pensano che il grande Comune allontanerebbe il cittadino dall’amministrazione pubblica, invece accadrà il contrario. I giovani torneranno a fare politica e a interessarsi della cosa pubblica. Ritornerà l’entusiasmo di vivere in montagna e soprattutto lo si potrà fare perché alla gente potranno essere garantiti maggiori servizi». Ma allora perché i Comuni non sono stati ancora accorpati? «Per le invidie tra amministratori, non certo per la mancanza di volontà da parte dei cittadini. Per questo il progetto dell’assessore Panontin, che prevede la possibilità per i cittadini di chiedere il referendum di fusione, è la strada giusta». Sindaco, è davvero così difficile vivere in Carnia? «Sì, e lo è sempre di più. Un esempio? Il mio assessore Craighero era pronto ad impegnarsi ancora nell’amministrazione, ma per trovare lavoro, dopo aver completato brillantemente gli studi, è dovuto emigrare a Milano. Da qui la gente se ne va. A Ligosullo ci sono 7-8 famiglie di giovani. Da due anni non nasce un bambino nel mio paese. Che non ha futuro». Se non si chiude il Comune e si fa gioco di squadra. Cosa assai difficile però in Carnia.

Tolmezzo: una grande mostra su Pinocchio al Museo Carnico “Michele Gortani”

_Pinocchio

Inaugurazione sabato 15 marzo alle ore 16 all’Auditorium “L. Candoni” di Tolmezzo con il gran concerto per voce recitante, coro ed orchestra “Pinocchio…senza il lupo, ma con la bella bambina dai capelli turchini…”

C’era una volta… – Un re ! – diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno. Da questo incipit brillante il Museo Carnico “Michele Gortani” di Tolmezzo inaugura sabato 15 marzo la grande mostra: “Pinocchio – C’era una volta un pezzo di legno”. Una mostra da favola – è proprio il caso di dirlo – tra le più prestigiose d’Europa dedicata al celeberrimo burattino, che resterà aperta fino all’11 aprile e che aprirà sabato 15 marzo con un grande concerto ad ingresso gratuito. Alle ore 16 infatti presso l’Auditorium “Luigi Candoni” di Tolmezzo andrà in scena il concerto per coro, orchestra e voce recitante “Pinocchio…senza il lupo, ma con la bella bambina dai capelli turchini…”. Una storia esilarante, ideale per grandi e piccini, scritta e diretta da Severino Zannerini e che vedrà a Tolmezzo la partecipazione dell’attore Marcello Crea, dal coro Canzoni d’Autore di Gorizia e dell’Orchestra Opera Giocosa del Friuli-Venezia Giulia. Una favola musicale tutta sui generis, dove ad ogni personaggio è legato uno strumento musicale ed un dialetto italiano, tanto da costruire una vicenda prorompente e divertentissima, dove ai personaggi del capolavoro collodiano si uniscono quelli della commedia dell’arte, tra i quali Pulcinella ed Arlecchino.

A seguire un momento canoro al Museo Carnico dove verranno eseguite le più celebri canzoni d’autore, da Bennato a Rota, dedicate al burattino evergreen e con la possibilità di visitare le diverse sale costituenti l’esposizione: Sala Carlo Lorenzini detto Collodi, Sala del Gatto e della Volpe, Sala della Fata Turchina, Sala di Geppetto e Lucignolo, Sala Paese dei Balocchi, Corridoio del Carabinieri.

Una grande inaugurazione per una grande mostra, curata da Alessio Screm in collaborazione con il Maestro Zannerini, proprietario di questa unica collezione che raccoglie edizioni librarie, discografiche ed audiovisive provenienti da tutto il mondo (tra cui la prima edizione a stampa del 1883), manifesti e supporti pubblicitari, marionette, pupazzi, burattini e giocattoli di ogni genere, oggetti di design e tanto altro materiale da esposizione per un totale di 800 pezzi d’arte. Un’ampia e variegata panoramica intorno al celebre burattino, al suo creatore ed alle personalità internazionali che si sono dedicate a questo soggetto, dalle origini ai giorni nostri. Non solo! Alla mostra sono legati con un filo di continuità diversi laboratori didattici aperti a gruppi e scolaresche, pensati in modo multidisciplinare per soddisfare ed accrescere conoscenza e creatività di bambini e ragazzi a partire da Pinocchio: Creando Pinocchio, Il ceppo parlante, Pinocchio e la rete, Reinventiamo Pinocchio, tra ateliers creativi con materiale cartaceo e ligneo, avventure informatiche ed esperimenti teatrali, cui finora hanno aderito già circa 1.000 alunni provenienti dagli Istituti Comprensivi di tutta la Regione.

Per informazioni su orari d’apertura, visite e laboratori didattici: [email protected], tel. 0433.43233.

Una mostra realizzata con il sostegno della Regione Friuli-Venezia Giulia, della Provincia di Udine, del Comune di Tolmezzo, della Comunità Montana della Carnia, del B.I.M., della Fondazione C.R.U.P., di Friuladria e della Camera di Commercio di Udine.

Tolmezzo: debutto a Milano, le top model sfilano con gli abiti di Martina

di Gino Grillo.

Martina Cella, 21 anni carnica di Tolmezzo, fa sfilare a Milano le top model con i suoi capi. Martina, dopo aver frequentato il liceo artistico con indirizzo di formazione moda e costume e un corso di Exchange Student in California ha debuttato sulle passerelle di Milano Moda Donna lo scorso febbraio alla presenza di stampa e buyers internazionali. Martina è stata uno dei 4 vincitori del concorso “Next Generation” indetto dalla Camera nazionale della Moda Italiana. I vincitori, fra i quali appunto Cella, hanno avuto la possibilità di debuttare sulle passerelle di Milano Moda Donna con le collezioni personali, composte da 12 outfit. «Sono sempre stata affascinata dal mondo della moda. Da piccola, il mio passatempo preferito era agghindarmi con scampoli di tessuti che trovavo per casa: avevo già deciso cosa volevo fare da grande». Per lei la moda è un modo per evadere, puro e sano divertimento «anche se non sono mancate notti insonni a disegnare, cucire e studiare». Ora studentessa “full immersion” all’istituto Marangoni, Martina vive a Milano tra «disegni, tessuti, cartamodelli, e nuove idee, sempre indispensabili». Next Generation per lei è stata un’occasione da cogliere «per concretizzare i miei sogni e vedere sfilare quelli che precedentemente erano bozzetti custoditi all’interno della mia testa». Con sorpresa ha visto eliminare tanti suoi concorrenti e si è trovata a superare le selezioni sino a vedere realizzato il suo sogno: era una dei 4 vincitori. «È stato emozionante assaporare questo mondo, vedere i miei capi indossati da modelle professioniste che sfilavano sulla passerella di un evento ufficiale. È stato un traguardo ma allo stesso tempo un punto di partenza». La sua collezione è nata da una foto scattata la scorsa estate al Fish Market di Harlem, a New York. «Focalizzandomi su quest’immagine – spiega – ho cominciato a costruirci attorno un mondo che poi è diventato la fonte d’ispirazione per la collezione. Partire dalla foto per lo sviluppo della collezione non è stata una scelta razionale, ho seguito il mio istinto, in quel momento quella foto per me è diventata la fonte della creatività da cui attingere per iniziare un nuovo progetto».

Zoncolan: Promotur mette in campo una task-force anti ingorghi

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/3e/Cima_Zoncolan.JPG

Due settimane fa era stato l’inferno, nel vero senso della parola. Domani e domenica, grazie al supporto dei tecnici Promotur, si cercherà di ricondurre il tutto a una bellissima giornata di fine inverno sugli sci lasciando gli ingorghi, l’impossibilità di trovare parcheggio ai giorni feriali in città. Saranno sei, infatti, i tecnici Promotur, fasciati con pettorine che li rendano riconoscibili dai turisti, a regolare l’accesso ai parcheggi del piazzale Moro sullo Zoncolan. Il loro lavoro sarà indispensabile a evitare l’intasamento della viabilità, particolare che due week-end fa aveva indotto i vigili urbani di Sutrio a chiudere la strada provicciale che sale dal fondovalle alle seggiovie già poco prima delle 10 del mattino. «Si era creata una situazione insostenibile – spiega il direttore di Promotur, Manlio Petris – il parcheggio in quota da duemila posti era andato esaurito, ma solo perchè le auto e i bus non erano stati parcheggiati in modo corretto. Avevamo dovuto persino chiudere la strada che sale al piazzale funivie. Per questo week-end, con condizioni meteo ideali, prevediamo un afflusso record sulla montagna carnica e abbiamo preparato una vera e propria task-force di tecnici che regolamenteranno l’accesso ai parcheggi, consentendo così la sosta in modo ordinato anche ai bus. Tutti gli addetti al traffico saranno in costante collegamento tra loro con radioline e si confronteranno con la polizia municipale di Sutrio che metterà in quota a disposizone un agente». E non firnirà quì. Perchè sullo Zoncolan tra oggi e domani sono attesi migliaia di sciatori in cerca di quella gloria sulla neve che non hanno potuto trovare praticamente in tutti i fine settimana d’inizio anno a causa del maltempo. «Anche a Ravascletto – continua il numero uno dell’agenzia regionale che gestisce gli impianti di risalita nei 5 poli della regione – saremo in costante contatto con il Comune e con i volontari della protezione civile che aiuteranno gli sciatori nelle operazioni di parcheggio prima di salire con la funivia al cubo». Senza disagi per trovare parcheggio allora sì che in Carnia si potrà staccare la spina dal tran tran settimanale. Ora speriamo solo che il piano di Promotur funzioni, perchè i turisti attesi sullo Zoncolan sono davvero tanti, anche dalla Slovenia.

Paluzza: strada poco illuminata, la rabbia della gente dopo la morte di Anita – donati gli organi

_anita de franceschi

di Gino Grillo.

È fissata per questo pomeriggio l’autopsia di Anita De Franceschi, la donna morta l’altra sera all’ospedale di Udine a seguito di un incidente stradale avvenuto in località Ponte di Sutrio sabato scorso. La famiglia della scomparsa attende il nulla osta per stabilire la data dei funerali che si dovrebbero tenere lunedì o martedì. Come già anticipato, Anita, quale ultimo gesto di generosità, ha donato gli organi. Intanto in paese monta la rabbia e cresce il dolore per quest’ennesima vittima della strada. Non si incolpa il giovane 35enne di Sutrio che era al volante della Citroen Saxo che ha investito la donna verso le 18.30 di sabato scorso, quando il buio era già sceso nella vallata («alla fine è anche lui una vittima» dice la gente), ma si punta il dito sulle condizioni di quel tratto di strada nella Valle del But. A lamentarsi sono anche i titolari delle quattro attività che si trovano in prossimità del posto dove è avvenuto l’incidente, sugli opposti lati della strada: un distributore di carburanti, un negozio di alimentari e dei bar. «La zona – racconta uno di questi – di sera o di notte è buia, non illuminata da alcun lampione, fatte salve le insegne dei vari negozi e locali pubblici, che però non sono sufficienti a illuminare la zona». Mancano marciapiedi, mancano passaggi pedonali segnalati con le apposite zebre per permettere il passaggio della gente da un lato della strada all’altro. «Abbiamo chiesto al Comune e all’Anas di intervenire più volte: serve una rotatoria o quant’altro. Invece l’Anas è puntuale e precisa a misurare i passi carrai e a riscuotere ogni anno mille 500 euro cadauno» attaccano. «Sarebbe anche il caso di far osservare il limite di velocità: i cartelli segnalano i 50 km orari, ma le auto sfrecciano ad alta velocità». Prevenzione è chiesta anche in altre zone, dalle frazioni di Timau a Cleulis non ci sono i marciapiedi, la strada è immediatamente delimitata dai guard rail e le gente è obbligata a transitare sulle carreggiate. «Prevenzione è anche far osservare, a ciclisti e pedoni, la loro visibilità in strada. Lo prevede il codice stradale: se si scende dall’automobile occorre indossare il giubbotto catarifrangente. Occorre farlo indossare anche a ciclisti e pedoni» continuano i cittadini. Si chiedono marciapiedi oppure che si prolunghino le piste ciclabili che risalgano tutta la vallata. «Sono state costruite a tratti: se arrivassero sino quassù, ci sarebbero meno incidenti». Intanto continuano a giungere, anche dal di fuori del territorio dell’alto But, alla famiglia della scomparsa, le testimonianze di cordoglio della gente che conosceva Anita, in attesa di poterle tributare l’estremo saluto durante le esequie.