Archivio mensile:Ottobre 2014

Tolmezzo: convegno finale “AlterVis” – Autonomia Energetica da Fonti Rinnovabili

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Presso la sede della Comunità Montana della Carnia in Via Carnia Libera 1944, n. 29 a Tolmezzo, il 23 ottobre prossimo con inizio alle ore 09:00 verranno presentati i risultati del progetto n. 4883 “AlterVis” – Autonomia Energetica da Fonti Rinnovabili -, finanziato dal Programma Comunitario INTERREG IV Italia/Austria 2007/2013. Capofila del progetto è stata la Comunità Montana del Torre, Natisone e Collio; gli altri partner italiani sono state le Comunità Montane, del Friuli Occidentale, della Carnia e del Gemonese Canal del Ferro, Valcanale nonché l’Università degli Studi di Udine che ha rivestito un ruolo centrale nella fase progettuale; la delegazione austriaca era composta dal Consorzio dei 7 Comuni della Valle del Gail e come partner associati il Consorzio Boschi della Valle del Gail e l’Associazione per le Biomasse della Carinzia.

Obiettivo principale del progetto è stato quello di definire standard di autonomia energetica negli ambiti territoriali interessati, i comprensori montani del Friuli-Venezia Giulia e la Carinzia, attraverso l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili presenti e reperibili localmente.

L’ambizione dell’iniziativa è quella di consolidare in loco il valore aggiunto derivante dalla produzione e trasformazione energetica con significative ricadute sociali ed economiche presso le popolazioni della montagna; si è in sostanza valutato il fatto che la montagna, dopo decenni di abbandono e di rarefazione delle attività produttive, può svolgere un ruolo fondamentale nell’economia regionale giacché, attraverso le sue diverse fonti, può essere esportatore netto di energia.

Il progetto si è articolato in tre diverse fasi: la prima fase di pianificazione ha individuato e quantificato le fonti energetiche disponibili ed utilizzabili definendo una piattaforma produttiva composta da legno, zootecnia, acqua, vento e sole; la seconda fase ha riguardato la redazione di specifici studi di fattibilità di produzione energetica in funzione delle diverse vocazioni territoriali; con la terza fase si sono realizzati due impianti pilota: un impianto di micro-generazione elettrica attraverso la gasificazione del legno ed un mini impianto eolico a vele.

Il progetto “AlterVis” infine ha valutato, coerentemente con lo spirito del programma INTERREG Italia/Austria, il potenziale energetico tra le zone di confine, tramite sistemi logistici comuni. In allegato il programma completo.

Alto Friuli: arrivano i fondi della Regione per la difesa ambientale

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di Gino Grillo.

La Regione stanzia 4 milioni e 800 mila euro per la difesa ambientale. La somma è stata messa a disposizione di vari Comuni ed enti della regione da parte dell’assessorato all’ambiente retto da Sara Vito: oltre 2 milioni e 500 mila sono destinati alla montagna carnica e alla pedemontana. Un primo intervento di 700 mila euro sarà impiegato per la messa in sicurezza del rio Comis, a monte di Forni di Sopra. «Una risposta che attendevamo – ha commentato il sindaco Lino Anziutti -, in quanto questo rigagnolo, in caso di piogge copiose, diventa pericoloso per il centro paesano, come è capitato già durante l’alluvione del 1966». Uno degli ultimi interventi di messa in sicurezza della zona, anche se a preoccupare ora è il torrente Tolina, le cui sponde sarebbero a rischio. Trecentomila euro è la somma destinata alla messa in sicurezza del movimento franoso che interessa via Gosper a Treppo Carnico. Duecentomila mila sono invece destinati a Villa Santina per la messa in sicurezza di piazza Savorgan e del Col Santino. Interessata al finanziamento anche la città di Tolmezzo, cui spettano 600 mila euro per il versante della montagna in località Caneva. «Un’opera che mette in sicurezza il versante- commenta l’assessore comunale Simona Scarsini – sulla strada provinciale verso Villa Santina, già sottoposto ad un primo intervento l’anno scorso. La zona è interessata da un sommovimento geologico che nulla ha a che vedere con il dissesto idraulico». Si tratta soltanto del primo tassello di un’opera più ampia, ma l’assessore auspica di poter intervenire a breve in altre zone a rischio, come via Officina elettrica e la Picotta. Passando alla Valcanale e al Canal del Ferro, Pontebba riceverà 150 mila euro per la posa di paramassi e paravalanghe nella frazione di Aupa-Frattis. Scendendo verso sud, Venzone avrà a disposizione 350 mila euro per la messa in sicurezza del versante in località San Giacomo. Interessata dal provvedimento della Regione, infine, anche la Comunità montana del Gemonese, Canal del Ferro e Valcanale, cui spettano 450 mila euro per la messa in sicurezza da frane del tracciato della ciclovia Alpe Adria.

Tarvisio: dietrofront al Bachmann, 23 ore in più, ora il Liceo è salvo

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di Michela Zanutto.

 Tanto tuonò che piovve. Dopo le proteste di genitori e insegnanti, oltre a quelle del primo cittadino Renato Carlantoni, il provveditorato fa dietrofront e concede 23 ore in più per evitare disagi ai ragazzi al quarto e quinto anno del liceo tarvisiano. Il direttore dell’Ufficio scolastico provinciale Carmine Monaco visiterà il Bachmann oggi (è la prima volta, appuntamento con gli studenti al polifunzionale), così da toccare con mano il progetto formativo messo a punto. Se non fosse intervenuta la modifica oraria, per l’anno scolastico 2014/2015 il liceo scientifico e lo ski college avrebbero subito importanti mutamenti d’orario e i ragazzi del corso tradizionale sarebbero stati costretti ad adattarsi alle esigenze degli agonisti, con interruzione delle lezioni in corrispondenza delle gare e un surplus d’orario durante il resto dell’anno scolastico. Ma non è tutto. Perché nella questione ha giocato un ruolo determinante il problema di sicurezza: le aule dell’edificio di via Vittorio Veneto non sono grandi abbastanza per ospitare classi da 31 e persino 34 alunni, che si sarebbero venute a creare con la fusione dei due corsi. Problemi che hanno già spinto alcuni ragazzi a scegliere altre scuole. A maggior ragione dopo che anche le ore di lingua tedesca sono in forse e con la cattedra di diritto cancellata anche all’Itt. L’accorpamento delle classi, dunque, metteva a rischio la medesima sopravvivenza della scuola. E la visita di Monaco punta proprio a scongiurare il verificarsi di altri disguidi simili nei prossimi anni. Perché se la norma impone numeri uguali per tutti, il buon senso sa che il crollo demografico in atto mette a dura prova l’esperienza delle scuole di istruzione superiore della Valle. Il Bachmann è una realtà complessa dal punto di vista organizzativo che raccoglie tutti gli ordini e gradi delle scuole, per arrivare fino al convitto. Ma c’è anche la peculiarità territoriale da preservare: è un istituto di montagna situato a ridosso di un confine plurilingue. In più, questo anno scolastico segna per il Bachmann il via al liceo scientifico sportivo. «Provincia e Regione hanno scelto di assegnare un indirizzo particolare a una scuola di montagna che altrimenti mai avrebbe avuto i numeri per sopravvivere a causa dello spopolamento. Numeri imposti dal Ministero in modo uguale per tutti», ricorda Carlantoni. Parallelo è il progetto dello ski college nato 15 anni fa e conosciuto nel mondo al punto da richiamare studenti da America, Spagna, Serbia, Austria, Russia, Polonia, Slovenia e quest’anno anche dal Giappone.

Arta Terme: apre il nuovo panificio di Amanda Nazzi

In controtendenza rispetto a tante altre realtà dove chiudono negozi ed esercizi pubblici, la cittadina termale carnica sembra vivere un momento di boom. Dopo diverse aperture di nuove vetrine e negozi avvenute negli ultimi mesi, in via Roma 2, nell’edificio prossimo al municipio e davanti alla chiesa, Amanda Nazzi inaugura il suo nuovo negozio di panetteria e pasticceria. Amanda è una figlia d’arte: dal 1998 ha gestito, con la famiglia, specialmente con la sorella Dania, esercizi simili: un panificio poi, dal 2005, trasferito a Paluzza, ancora attivo. La sua è la terza generazione ad avere a che fare con la farina e con il pane: tutto ebbe inizio dal nonno Pacifico Nazzi che per primo aprì un forno per il pane in quel di Zuglio. Oggi a gestire quel forno sono i genitori delle due sorelle, mamma Clara Cella e il papà Manlio. Naturalmente quel forno della famiglia nel vicino Zuglio sarà il principale fornitore del nuovo locale del centro termale. L’idea di questa nuova apertura nasce dalla notizia che il forno di pane locale avrebbe chiuso

Friuli: Zamò e Candolini riscrivono le vie ferrate del Friuli

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di Melania Lunazzi.

Sono piú impegnative di una semplice camminata, perché si usano le braccia, e si svolgono tra pareti di roccia senza essere vere arrampicate. Alcune sono frequentatissime. Sono le vie ferrate, i percorsi artificiali che tracciati con cavi, pioli e scalette lungo cenge, rampe e spigoli, su placche e paretine aeree delle montagne. La prima fu inaugurata dagli austriaci nel 1860 sul Grossglockner. Julius Kugy non le riteneva necessarie e biasimò il Cai di Villaco per aver attrezzato in parte il suo capolavoro sulla parete Nord del Montasio (la Diretta Kugy), ma durante la guerra divennero spesso una necessità. Il vero boom cominciò con l’espandersi del turismo alpino e ancora oggi la realizzazione di nuovi itinerari divide i puristi dagli amanti della montagna addomesticata e del divertimento in sicurezza. Nella nostra regione ce ne sono oltre cinquanta, dalle Dolomiti Friulane alle Alpi Giulie e ora in libreria una nuova guida le raccoglie e descrive con criteri nuovi e piú oggettivi del passato. Si tratta di “Vie Ferrate in Friuli. Settore Occidentale” delle edizioni InMont, primo di due volumi. Gli autori, entrambi friulani, sono l’alpinista appassionato Giampietro Zamò e Guido Candolini, fratello di Massimo, l’editore, entrambi guide alpine. «Ci siamo accorti – dice Candolini – che mancava un libro che censisse le nostre ferrate con un metodo di facile lettura e comprensione. E che mancava un metodo di valutazione preciso e ufficiale. Ogni libro sulle ferrate rispecchiava la visione soggettiva dell’autore. La novità di questo lavoro sono infatti i criteri di valutazione. Li abbiamo completamente ridisegnati». Spesso le ferrate vengono prese sottogamba e percorse con attrezzatura inadeguata – alzi la mano chi non ne ha mai fatta almeno una senza il kit omologato – e «molti, anche gli esperti, pensano di esserne all’altezza e di poterle percorrere in scioltezza, senza sapere che ogni anno accadono numerosi incidenti, spesso mortali, per una errata valutazione». Il volume ha il formato di un tascabile, ma è confezionato con una copertina rigida che è un peccato rovinare nella tasca dello zaino. Ventidue gli itinerari presentati, dal Piancavallo al Passo di Monte Croce Carnico. Ogni ferrata è illustrata con schizzi, fotografie e una relazione molto dettagliata, per la prima volta descritta passo a passo. Ma la vera novità sono i tre criteri di valutazione della difficoltà, che prendono in esame l’intero itinerario e non solo il tratto con gli ausili, assieme ai fattori che possono condizionare l’approccio mentale al percorso. Ecco il primo criterio: «Nella nostra visione la ferrata non è solo il pezzo attrezzato bensí tutto il giro, dall’avvicinamento a piedi, su strade forestali, sentieri normali o impegnativi, con difficoltà o lunghezze diverse». Il secondo riguarda la difficoltà tecnica della scalata ovvero «l’atleticità, quindi quanti appigli e appoggi ci sono, quali attrezzature e scalini, se devi appoggiare i piedi in aderenza su una placca; in certi itinerari, se non hai il giusto movimento, dopo il quarto scalino sei già cotto». E, infine, c’è una difficoltà ambientale che condiziona tutta la gita. Con questa si intende «la complessità del percorso: quanto logica è la salita, se è facile individuarla o se è lontana dai rifugi e dalla strada e la continuità dell’impegno richiesto con particolare attenzione all’esposizione». È indubbio che questi tre gradi di valutazione possano dare la giusta misura di ciò che si va ad affrontare: per questo gli autori non fanno piú differenza tra sentiero attrezzato e ferrata e anche il sentiero Spinotti e il Corbellini, considerati alla portata di tutti, vanno guardati con occhi nuovi. Il volume sarà presentato a Udine il 20 novembre in sala Valduga alla Camera di Commercio di Udine, a cura della Società alpina friulana.

Tomezzo: Carniacque è in difficoltà ha quattro milioni di debiti

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di Michela Zanutto.
Nonostante gli ultimi due bilanci in attivo, Carniacque è in difficoltà. La società che gestisce il ciclo integrato dell’acqua per 36 Comuni dell’area montana più tre consorzi è debitrice per quasi 4 milioni di euro nei confronti di alcuni dei suoi medesimi soci. Il macro problema sono i mutui accesi dalle amministrazioni locali e, con la legge Galli, passati tout court alla spa. Un’emorragia che costa alla società, e in ultima analisi a tutti gli utenti, circa 900 mila euro l’anno. Troppo. La vicenda si trascina dal 2010 senza soluzioni. Ma ora il nuovo cda ha pronto un piano di rientro. Intanto entro ottobre è fissata l’acquisizione delle quote ex Amga. «Confermo che la società ha avviato formalmente uno studio di risanamento per proporre varie soluzioni alternative a una assemblea dei soci da tenersi entro l’anno – spiega il presidente Fabrizio Luches, alla guida della società da giugno –. Soluzioni che guardano all’esclusivo interesse delle comunità locali. Non è linea di indirizzo del cda svendere la struttura a padroni stranieri. Il servizio deve essere gestito in loco perché le problematiche sono diverse rispetto a una struttura di pianura». Una rassicurazione indispensabile che fa tirare più di un sospiro di sollievo in Carnia. Ma il problema resta. Nei giorni scorsi Luches ha comunicato le difficoltà a tutti i soci. La relazione non fa sconti. Perché «la situazione è delicata», scrive il presidente. Cinque i problemi: modifiche normative che hanno portato Carniacque da semplice gestore di reti a realizzatore di nuove infrastrutture, c’è poi l’obbligo a realizzare il Programma di interventi approvato dal Cato, ma soprattutto la capitalizzazione societaria insufficiente a fare fronte agli impegni, oltre alle difficoltà a ottenere finanziamenti dalle banche (non esistono garanzie immobiliari) e operare sulle tariffe. La vera origine del «disequilibrio», come definisce Luches la morosità della spa nei confronti dei Comuni, è la complessità a «finanziare i corposi investimenti». Fino a ora «i soci non hanno incassato buona parte dei crediti loro spettanti e hanno finanziato la società consentendole di fare fronte agli impegni che il proprio ruolo e gli accordi con l’Autorità d’ambito imponevano – è scritto ancora nella lettera inviata ai soci –. Appare superfluo precisare che Carniacque non è al momento in grado di onorare tali legittime richieste». Uno status quo che non porta lontano. Ecco perché il nuovo cda «sta valutando la sostenibilità finanziaria di un piano di rientro per canoni e manutenzioni residui, oltre alle rate di mutuo scadute dal 2010, da saldarsi in 10-12 rate mensili da novembre – spiega Luches –. In questo modo le posizioni andrebbero a chiudersi fra agosto e novembre 2015, mentre l’assolvimento dei ratei gli anni successivi. Pena l’impossibilità a procedere con gli interventi manutentivi sia ordinari sia straordinari per l’assenza di risorse. In ogni caso il piano di rientro impedirebbe l’esecuzione degli interventi di investimento del Programma di interventi». La società non ha problemi ad adempiere alle obbligazioni ordinarie, ovvero investimenti programmati, stipendi, regolazione con l’utenza o allacciamenti. Ma se i Comuni creditori chiedessero la restituzione dei ratei, allora la società rischierebbe il fallimento. Ecco il perché del piano di rientro. Per il Piano d’ambito, l’immediato futuro è fatto solo di interventi urgenti per evitare smottamenti o rischio igienico-sanitario. Intanto Carniacque rimane autonoma. Perché mercoledì saranno acquisite le quote di Amga: 260 mila euro.

Friuli: niente slot machine a meno di 500 metri dalle scuole

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di Anna Buttazzoni.

Niente più slot machine a meno di 500 metri da scuole, chiese, impianti sportivi, strutture residenziali, luoghi di aggregazione giovanile. La giunta prova a prevenire e contrastare i fenomeni di dipendenza dal gioco d’azzardo. E attuare la legge varata dal Consiglio a febbraio. I passi della giunta sono tutti quelli che è possibile compiere senza incorrere in bocciature, nel rispetto quindi delle norme nazionali ed europee, che prevedono il libero esercizio. Cercare limitazioni più forti non si può. La proposta passa ora la Consiglio delle Autonomie per poi essere approvata in via definitiva dall’esecutivo. «Per molte persone, spesso giovani, il gioco d’azzardo può trasformarsi in una vera e propria patologia. Un disturbo inquadrato tra le cosiddette dipendenze comportamentali, con forte attinenza alle tossicodipendenze. La decisione della giunta – spiega l’assessore alla Salute Maria Sandra Telesca – punta a ridurre i rischi derivanti dalla moltiplicazione dell’offerta di apparecchi per il gioco d’azzardo, e contestualmente, a contenere i costi sociali ed economici, oltre che umani e sulla salute, derivanti dalla dipendenza e dalla necessità di cure». Servizi domiciliari: 5 milioni Sempre su proposta di Telesca la giunta ha anche stabilito di chiedere al ministero del Lavoro che le risorse del Fondo nazionale per le politiche sociali assegnate al Fvg per il 2014 – cioè 5 milioni 751 mila euro – possano essere utilizzate per rafforzare e consolidare prestazioni e interventi come i servizi domiciliari, residenziali, semiresidenziali e di assistenza economica, nel rispetto degli obiettivi nazionali. Complessivamente il Fondo sociale regionale ammonta a 70 milioni, di cui oltre 64 di risorse regionali. Un altro milioni per gli artigiani Il vice presidente Fvg Sergio Bolzonello ha invece ottenuto l’ok della giunta a incrementare di un milione la dotazione finanziaria del bando Por/Fesr 2007/13 per il settore artigiano, che ora disporrà di 6 milioni 610,411 euro complessivi. La manovra consente la rideterminazione in aumento delle percentuali di aiuto dei progetti finanziati. Le ulteriori risorse innalzeranno le percentuali di aiuto degli incentivi per la realizzazione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione da parte delle imprese artigiane del Fvg, ottimizzando rapidamente l’utilizzo delle risorse. Nuovi criteri per il turismo Ancora su proposta di Bolzonello la giunta ha anche dato il via libera alle modifiche del regolamento della legge sul turismo (la 2 del 2002), che cambieranno le modalità di concessione degli incentivi previsti per le piccole e medie imprese turistiche – come strutture ricettive alberghiere, all’aria aperta, case e appartamenti per vacanze – e per i pubblici esercizi. Si tratta di concessione di contributi in conto capitale per l’incremento e il miglioramento delle strutture delle imprese turistiche la cui gestione è delegata all’Unione regionale delle Camere di commercio del Fvg. «Le modifiche – spiega Bolzonello – adeguano il regolamento alla nuova normativa europea sulla dichiarazione dell’impresa unica per gli aiuti “de minimis”, allineano le normative alle misure contributive di settore e riducono il vincolo di destinazione sugli immobili oggetto di contributo, da 5 a 3 anni successivi alla data di rendicontazione».

Tolmezzo: la stagione di prosa della Carnia ricomincia da Balasso

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La stagione di prosa della Carnia compie 45 anni e aprirà il 7 novembre con Balasso. Seguiranno gli spettacoli con Lella Costa, Paolo Rossi, il Balletto di Mosca, la carnica Sara Rainis e tanti altri per i 10 appuntamenti previsti(8 in abbonamento e 2 fuori abbonamento, tra cui il concerto del 18 dicembre della Fvg Mitteleuropa Orchestra). La campagna abbonamenti parte lunedì per i vecchi abbonati e dal 29 ottobre per i nuovi. La più longeva tra le stagioni che fanno capo all’Ert compie 45 anni ed è stata presentata ieri dal sindaco, Francesco Brollo, dall’assessore alla Cultura, Marco Craighero, dal direttore dell’Ert, Renato Manzoni, e dal responsabile dell’Accademia Sperimentale dello Spettacolo Carnia, Alessandro Mistichelli. Si partirà il 7 novembre con Natalino Balasso – Stand up Balasso. Il 26 novembre sarà la volta di Lella Costa con Nuda Proprietà, commedia dolceamara sull’amore in tarda età scritta da Lidia Ravera. L’11 dicembre torna da Parigi nel teatro della sua città in Trê Zovini l’attrice carnica Sara Rainis. L’11 gennaio Paolo Rossi salirà sul palco del Candoni con il suo Arlecchino. Il 22 gennaio, dopo il successo dello scorso anno con Lo Schiaccianoci, torna in città il Balletto di Mosca con Il lago dei cigni. Il 4 febbraio la scena sarà tutta per Aggiungi un posto a tavola, il musical per eccellenza della tradizione italiana. Il 19 marzo il giornalista Andrea Scanzi e il cantante e attore Giulio Casale dedicano una serata al grande Fabrizio De Andrè con la lezione-concerto Le cattive strade. Il 1 aprile sarà la volta di Ballata di uomini e cani di Marco Paolini. Il 18 aprile l’Accademia Sperimentale dello Spettacolo della Carnia porterà in scena L’importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde.

Ligosullo: si festeggia la prima centenaria, Marina Morocutti e i suoi sei figli

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di Gino Grillo.

La comunità di Ligosullo ha festeggiato la prima centenaria del paese: a tagliare questo longevo traguardo Marina Morocutti, nata nel settembre 1914 nella frazione di Tausia di Treppo Carnico, prima di tre sorelle; Arcangela, deceduta sotto i bombardamenti a Milano, e Giovanna morta tanti anni fa. Marina si sposò nel 1937 con Battistino Craighero emigrante muratore in Francia. Al rientro in patria la famiglia si trasferì a Ligosullo dove è stata rallegrata da 6 figli: Vinicio del ’38 Nives ’39; Dirce ’40; Lidia ’44 e i gemelli Marcello e Lionello del ’45 (tutti nella foto). Nel 1973 Marina rimase vedova e, visto che i figli erano tutti emigrati fuori paese, visse sola fino a 97 anni, quando decise di entrare nella casa di riposo di Paluzza dove oggi vive. Donna dal temperamento forte, grande lavoratrice agricola, nonostante la sua età continua a mantenere questa sua volontà di comando e determinazione che l’ha sempre contraddistinta in paese. Anche le comunità di Ligosullo e Tausia hanno voluto festeggiarla, assieme a un altro 90enne in formissima, Venanzio Craighero. Le comunità di Ligosullo e di Treppo Carnico hanno organizzato nell’ ex asilo un pranzo predisposto dai volontari e grazie anche alla musica si è potuto festeggiare assieme alle giovani generazioni questa 100enne che si è concessa anche un ballo. «Due comunità – ha detto Giorgio Morocutti, sindaco di Ligosullo – che cercano di stare vicine a questi nonni che con il loro esempio di umiltà fede e amore per la propria terra possono aiutare le nostre generazioni di genitori a mantenere salde le nostre speranze per un futuro migliore per la nostra amata Carnia».

Tolmezzo: il coro Titta Copetti festeggia i 31 anni di storia con un concerto

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di Tanja Ariis

Il coro maschile Tita Copetti sarà protagonista sabato alle 20.45 al teatro del Collegio Don Bosco con Voci d’Autunno, serata dedicata al canto di montagna. Vi parteciperanno il coro “Valle del Pelago” dall’Appennino Modenese, il triestino Nonet “Primorsko” e la Corale “Fogolâr” da Corno di Rosazzo. Le offerte libere all’ingresso saranno devolute alla Comunità Piergiorgio di Caneva di Tolmezzo. Sono passati 31 anni da quando il Tita Copetti è nato nell’omonima sezione tolmezzina dell’Associazione Nazionale Alpini. Da allora ha sempre visto nuovi arrivi tra le sue fila, anche di giovani e giovanissimi, ed è tuttora alla ricerca di persone di qualsiasi età e preparazione musicale che abbiano voglia di fare un’esperienza che è contemporaneamente di allegra vita associativa e di seria espressione artistica, che spazia dal canto popolare alla musica sacra, dagli autori della tradizione alpina ad arrangiamenti brillanti e ricercati di un repertorio più pop (chi fosse interessato a farne parte trova informazioni e contatti sul sito web www.corotitacopetti.it). Il coro, nominato ambasciatore culturale della città di Tolmezzo, si è fatto conoscere in Italia e oltre confine (Austria, Germania, Ungheria, Bosnia) e a sua volta ha avuto l’opportunità di incontrare numerosi cori, con cui tuttora intrattiene proficui rapporti. In Carnia ha accolto il Chor Leoni da Vancouver (Canada) nel 2012, il Portland State University Chamber Choir (Stati Uniti) nel 2013 e il Coro “Argenteus” da Szeged (Ungheria) nel 2014.Tanti i concerti annuali: “Voci di Primavera” in maggio, “Voci d’Autunno” in ottobre e, il 26 dicembre, il Concerto di Natale.