Archivio mensile:Novembre 2014

Ampezzo: entra in Municipio e picchia il sindaco; ora il paese ha paura

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È entrato in sala giunta e ha picchiato il sindaco, mandandolo all’ospedale. È accaduto venerdì mattina al primo cittadino della località della valle del Lumiei Michele Benedetti. Ancora sotto choc per i colpi ricevuti e «ferito nell’intimo» (secondo la testimonianza di un suo stretto conoscente), perché «è stato aggredito in qualità di sindaco e non per motivi personali», Benedetti – che è anche presidente della Federcalcio in Carnia – dopo le cure all’ospedale s’è chiuso in casa non rispondendo per l’intera giornata neppure ai suoi collaboratori più stretti.

Alle 9 in municipio è appena terminata la riunione della giusta comunale, gli assessori sono in procinto di abbandonare lo stabile. In sala giunta, la prima a sinistra entrando nella casa municipale, al piano terra, appena dentro il portone principale, rimangono il sindaco e l’assessore Valentina De Luca a discutere gli ultimi dettagli, quando sul piazzale antistante la casa comunale si presenta un uomo, quarantenne, del posto, ben conosciuto in paese, che approfittando della porta aperta entra nello stabile e si infila nella stanza dove si trova il sindaco.

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Trasaghis: altri vetri distrutti, ad Avasinis è caccia al danneggiatore

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di Piero Cargnelutti.

Finestrini delle auto in frantumi, ad Avasinis si fa largo sempre più l’ombra del danneggiatore seriale. A poche settimane dall’atto vandalico subito sulla sua auto dall’assessore comunale Stefania Pisu, il fatto si ripete. La data è quella di mercoledì 12 novembre, l’ora più o meno la stessa: le 13. La vittima stavolta è Dino Copetti, un cacciatore di Osoppo: «Ero andato ad Avasinis – ha raccontato – e ho parcheggiato vicino al campo da tennis, per proseguire a piedi nel bosco con l’intento di sistemare il foraggiamento per i cinghiali. Nel giro di un quarto d’ora sono tornato alla mia auto e l’ho trovata con entrambi i vetri, quello posteriore e quello anteriore, fracassati. Mi è stato portato via uno zainetto che avevo in macchina. Chi lo sa, forse sarà stato buttato via da qualche parte, visto che dentro aveva solo dell’anti-parassitario. Successivamente, ho fatto denuncia ai carabinieri di Osoppo». Insomma, il fatto si ripete e si aggiunge alle tante testimonianze apparse alcune settimane fa sulla pagina facebook dell’assessore Pisu, dove diverse persone, oltre ad esprimerle solidarietà, ricordavano come loro stesse fossero state vittime di atti di questo tipo durante una visita alla Val del Lago: «Sono tanti anni – ha raccontato ancora Dino Copetti – che accadono queste cose: c’è chi ha pure rischiato di prendersi una multa dalla Forestale per aver parcheggiato sul greto del torrente per poter sorvegliare la propria auto mentre passeggiava nel bosco ed evitare dunque i danneggiamenti». Anche per Copetti, come per Pisu, si è trattato di un’azione molto rapida: rispetto a quest’ultima in particolare, il Comando della compagnia dei carabinieri di Tolmezzo ha fatto sapere che, in base alle indagini portate avanti finora, non si sarebbe trattato di un atto intimidatorio. C’è dunque qualcuno nel Val del lago che si diverte a fracassare i vetri delle auto, compiendo piccoli furti: la visione di una borsa o uno zaino dentro una macchina sembra indurre qualche malintenzionato a compiere quel tipo di atti. La zona del cimitero e dintorni ad Avasinis sembra essere un punto in cui questi fatti si ripetono spesso, ma c’è anche chi ricorda di aver trovato pezzi di vetri rotti anche dalle parti del lago di Cornino, e chi invece alcuni furtarelli con scasso li ha subiti anche mentre passeggiava attorno al lago dei Tre Comuni.

Paularo: telecamere all’ingresso del paese per le auto sospette, non siamo più un’isola felice

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di Gino Grillo.

Videosorveglianza e task force contro i furti. Riunione partecipata ieri pomeriggi nella sala consiliare del municipio della Valle dell’Incarojo dove l’amministrazione comunale ha convocato artigiani, commercianti e forze dell’ordine per cercare di ovviare a altre situazioni spiacevoli, come quelle accadute un paio di volte nel volgere dell’ultimo mese, quando si sono registrati alcuni furti ai danni per lo più dei negozi del paese. L’idea avanzata dal sindaco Ottorino Faleschini è semplice. Premesso che a Paularo, e relative frazioni, si può accedere da tre vie solamente, basta controllare questi accessi per avere la situazione di chi entra e chi esce dalla vallata sotto controllo. Prima via, quella principale: la strada provinciale che sale da Cedarchis di Arta Terme; un’altra è la direttrice del Duron da Ligosullo e una, meno trafficata e chiusa per lo più d’inverno, quella che attraverso Lanza porta a Pontebba. La prossima settimana il consiglio comunale delibererà, nelle variazioni del bilancio, la spesa di 25-30 mila euro, (si stanno infatti attendendo gli ultimi preventivi da ditte specializzate), per installare nelle tre vie d’accesso telecamere di ultima concezione, capaci di leggere le targhe delle autovetture in transito. Occhi sofisticati collegati direttamente ai sistemi di data base della motorizzazione nazionale, che permetteranno in maniera istantanea di conoscere se un’autovettura che entra in paese è assicurata, sospetta o rubata. Sarà creata inoltre, con la collaborazione della popolazione, una “white list” di automobili di residenti e o persone conosciute che per vari motivi visitano con assiduità la località carnica, le cui targhe non allerteranno il sistema di sorveglianza. Qualora un’auto sospetta entri in paese, il sistema di allarme prevede l’attivazione di messaggi, via email o sms i cui destinatari possono essere le forze dell’ordine e volontari. Obiettivo: alzare il livello di attenzione fra la popolazione. «Naturalmente – ha insistito il sindaco – non è necessario che la cittadinanza intervenga attivamente, potrebbe essere pericoloso in quanto i malviventi potrebbero essere armati. La gente dovrà avvertire eventualmente le forze dell’ordine e poi semplicemente accendere le luci di casa o quelle esterne, in maniera di far comprendere a eventuali malintenzionati che il paese è vigile e che è meglio desistere». Faleschini poi garantisce: l’iniziativa non lede la privacy dei proprietari di auto che entrano a Paularo. «I dati non saranno resi pubblici, il sistema segnalerà solamente una potenziale situazione di pericolo». «La polizia locale – prosegue- ha già raccolto informazioni sul tema, basterà che sulle tre entrate al paese sia affissa la scritta che la zona è soggetta a videosorveglianza».

Aldo Rossi live al convegno “Dal silenzio al dire, dal dire al fare: come rispondere alla violenza contro le donne”

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Parteciperò con alcune mie canzoni, alcune riguardanti il tema dell’incontro, al convegno “Dal silenzio al dire, dal dire al fare: come rispondere alla violenza contro le donne”. Con la moderazione di Francesco Brollo, Sindaco di Tolmezzo e giornalista, si susseguiranno gli interventi di: Immacolata Tromba, operatrice del centro antiviolenza di Trieste, sul  tema “da problema privato a questione pubblica”; Stephanie Agostinis, che illustrerà il suo studio in merito alla “violenza sulla donna in Carnia”; Pier Paolo Pillinini, Direttore S.O.C. Medicina d’Urgenza dell’Ospedale di Tolmezzo, che illustrerà il progetto del pronto soccorso “codice rosa: un percorso speciale per chi subisce violenza”; Barbara Comparetti, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Tolmezzo, che parlerà del “ruolo dell’avvocato”; Alberto Terasso, giornalista, che parlerà della  “violenza descritta dai mass media e la responsabilità del giornalista”.
L’immagine-logo dell’evento è molto significativa: una donna, vestita di rosso, che sfugge dal vortice nero della violenza che cerca di intrappolarla, incoraggiata e sostenuta da palloncini rossi che l’aiutano ad incamminarsi verso una nuova dimensione sicura; i palloncini rossi sono tutti coloro che, con vario titolo e qualifica, contribuiscono a trasformare il destino della donna, che appare così non più ineluttabile.  

Carnia: Legambiente interroga, che cosa sta uscendo dalla centrale di Somplago?

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di Legambiente.

Tutto pareva andare bene nelle operazioni di sfangamento del lago di Verzegnis (Bacino dell’Ambiesta) fino a pochi giorni fa, quando dallo scarico della centrale di Somplago (lago di Cavazzo) è venuta fuori una gran quantità di fanghi probabilmente non tutti attribuibili alle piogge di queste settimane. Questo è il commento di Legambiente FVG a fronte dell’immagine di seguito che dimostra chiaramente come ci si trovi di fronte a un fenomeno ampio e preoccupante di scarico di sedimenti in lago.

Chiediamo agli enti preposti di dire chiaramente quanta parte dell’intorbidimento è attribuibile ai trasporti solidi delle piogge e quanto, invece, allo scavo dei sedimenti del bacino dell’Ambiesta poiché il limite di 1,5 grammi per litro, durante le operazioni di sfangamento, deve rimanere insuperato comunque, piogge o non piogge. Inoltre, Legambiente chiede che tale limite, ritenuto congruo dalla Regione per evitare danni al fondale lacustre di profondità in occasione dello sfangamento, venga applicato anche in condizioni ordinarie, durante tutto l’anno, sì da garantire migliori condizioni di vita e riproduzione del complesso ecosistema lacustre naturale.

Alto Friuli: neve e primi disagi, quasi un metro caduto a Sella

di Giancarlo Martina e Gino Grillo.

 Prima neve di questo inverno 2014-2015 e già si segnalano i primi disagi e qualche frana. Alcune decine di centimetri di neve sono cadute nella notte fra lunedì e ieri sui rilievi della Carnia. La coltre bianca ha interessato anche i paesi sino a quote di 800 metri sul livello del mare, ma nelle zone più basse le precipitazioni durante la mattinata di ieri si sono trasformate in pioggia sciogliendo la neve. Sebbene attesa per l’imminente stagione turistica, la neve ha causato qualche disagio a Forni di Sopra. L’autobus di linea della Saf che porta quotidianamente studenti e pendolari oltre il passo della Mauria nella mattinata di ieri ha fatto registrare alcuni ritardi per piante cadute sulla sede stradale della 52 Carnica. Solo l’intervento delle maestranze comunali, munite di motoseghe, ha permesso il ripristino della viabilità. La caduta di alberi e rami hanno determinato pure alcune interruzioni nell’erogazione della corrente elettrica nella mattinata. Solo poche decine di minuti nel centro paesano, più lungo il periodo d’attesa in alcune frazioni, tanto che alcuni turisti hanno deciso di anticipare il rientro in città. Neve anche a Ravascletto e sullo Zoncolan, così come anche nella frazione di Timau di Paluzza. Non si registrano problemi per il transito verso l’Austria attraverso il passo di Monte Croce Carnico, mentre sono proseguiti i lavori per sgomberare il materiale che un rio in località Daua aveva creato un piccolo lago sull’asta del But. Innevato anche il comune di Sauris, dove risultava non agibile la strada provinciale verso il Cadore via Casera Razzo. La neve ha fatto capolino anche a Tolmezzo, dove ha imbiancato le cime dello Strabut. Segnalate piccole frane sulla statale a Forni Avoltri e sulla strada fra Somplago e Alesso di Trasaghis. A Tarvisio la neve è caduta abbondante la scorsa notte, ricoprendo il villaggio del Santuario di Monte Lussari e anche le piste del monte Florianca. Di buon auspicio visto l’avvicinarsi della stagione turistica invernale, comunque, ha interessato solo lievemente il fondovalle con una sbiancata ai campi di sci di Tarvisio e a Camporosso, come a Fusine e anche a Valbruna. Invece, a Cave del Predil la nevicata è stata più consistente. Ieri mattina all’ex centro minerario tutto era ricoperto da una coltre di 10-20 centimetri di spessore. Il record, però, spetta a Conca Prevala nel gruppo del Canin perché lassù, nell’area del rifugio Gilberti il manto nevoso ha raggiunto gli 80 centimetri, mentre a valle, a Sella Nevea ieri mattina c’era una trentina di centimetri, calati poi nell’arco della giornata a una quindicina. A Sella Nevea durante la notte sono dovuti uscire i mezzi di sgombero neve e grazie a loro anche la viabilità è fluita in sicurezza. Anche il valico con la Slovenia del passo del Predil (Statale 54) è stato sempre percorribile. Dunque, neve preziosa sul Lussari e sul Canin. Potrà servire per cominciare ad approntare le piste per un avvio della stagione dello sci che in quota potrebbe partire dal primo fine settimana di dicembre, sempre che arrivi anche il freddo con magari ulteriori nevicate. A Tarvisio si sta lavorando con lena per centrare l’obiettivo di ultimare la slittovia su binario del parco giochi della Piana dell’Angelo, anche per rendere agibile per l’apertura della stagione della pista che scende dalla collina del Combattente, indispensabile per il collegamento a valle con il Lussari. Altra novità a Tarvisio è la costituzione della nuova Scuola italiana sci & snowboard Evolution 3 Lands.

Bordano: Casa delle farfalle svuotata; trasferiti animali e arredi

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di Piero Cargnelutti.

«Avevamo chiesto agli ultimi gestori di lasciare libera la struttura e questo è ciò che ci aspettiamo. Altro, non mi sento di dichiarare». Il sindaco di Bordano Gian Luigi Colomba è lapidario nel commentare lo svuotamento attualmente in corso della Casa delle farfalle: sulla questione non vuole proprio esprimersi e attende l’esito definitivo delle pratiche, comprensivo dei 35 giorni previsti per la presentazione di osservazioni dopo il termine della gara di affidamento, vinta, come da noi recentemente riferito, dalla cooperativa Farfalle nella testa. A chiedergli se i futuri gestori dovranno ricomprare tutti gli animali e tutti i materiali necessari per il corretto funzionamento di un museo di quel tipo, Colomba mantiene il suo riserbo: «Intanto – dice il sindaco – attendiamo di riavere le chiavi della struttura, successivamente verificheremo quello che c’è rimasto dentro». Quella appena trascorsa è la prima stagione durante la quale la Casa delle farfalle di Bordano è rimasta chiusa (le polemiche in merito non sono mancate) e non ha potuto ricevere turisti e visitatori proprio perché erano in corso le procedure avviate durante lo scorso maggio. Pur trovandosi in una zona periferica e lontano dai grandi centri urbani e di vacanza, la Casa delle farfalle, dalla sua apertura avvenuta nel 2003, è riuscita a far registrare anche oltre 40 mila visitatori all’anno. (p.c.)BORDANO La Casa delle farfalle si svuota. Già da alcune settimane gli ospiti sono stati trasferiti con mezzi adeguati nelle strutture che possono accoglierli e ora i componenti della Coop Pavees sono impegnati a portare via anche tutti i materiali di loro proprietà. Nella struttura, il bancone della cassa all’entrata dell’ex museo zoologico è ormai vuoto e così diverse stanze. Ciò che invece resta sono le piante disposte nelle tre serre che un tempo ospitavano anche gli animali, visibili dalle finestre. Pare infatti che tra il Comune e la Coop Pavees sia in corso un contenzioso per stabilire chi sia il reale proprietario di quelle piante che al momento sono ancora all’interno e che avrebbero un valore di oltre 100 mila euro. Nel corso degli ultimi mesi sembra sia stato fatto l’inventario delle cose che si trovano nella Casa delle farfalle e già numerosi materiali, risultati di proprietà della cooperativa, sono stati portati via. Sembra che gli animali, tra cui un coccodrillo e un caimano, siano stati portati via dalla Coop Pavees poco tempo dopo la prima aggiudicazione della struttura avvenuta ad agosto: la cooperativa ha atteso fino all’ultimo momento per conoscere gli esiti della gara. Se infatti si fosse aggiudicata la gestione, avrebbe evitato agli animali lo stress dovuto al trasloco, trattandosi di esemplari delicati e che necessitano particolari cure e attenzioni. Gli animali che un tempo facevano bella mostra di sé all’interno della Casa delle farfalle hanno una certificazione e per gestirli è necessario avere un’apposita licenza. Come si ricorderà, nel bando per la gestione della Casa delle farfalle emesso dal Comune la scorsa primavera è risultata vincitrice la cooperativa “Farfalle nella testa”, mentre Pavees, che ha avuto in mano la struttura da quando è stata inaugurata nel 2003, è risultata seconda per pochissimo. Terminata da poche settimane la gara, ora sono in vigore i tempi per presentare eventuali ricorsi. Se non ve ne saranno, “Farfalle nella testa” potrà dare il via alla sua nuova gestione.

Alto Friuli: CoopCa chiesto il concordato, stop ai depositi

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di Anna Buttazzoni dal MV di oggi.

La Coop Carnica ha presentato ieri domanda di concordato preventivo al Tribunale di Udine. Schiacciata tra la crisi e la richiesta di rimborso da parte di alcuni soci. Richieste cui la CoopCa non è in grado di rispondere, per questioni di liquidità. Il Consiglio d’amministrazione ha quindi scelto la via del concordato in bianco, per congelare la situazione, preservare il patrimonio e ottenere dal giudice un po’ di tempo per presentare una proposta e un piano ai creditori. È una tegola per il sistema delle cooperative in Friuli, ma non solo. Sergio Bolzonello, vice presidente della Regione, segue da vicino la situazione. L’amministrazione ha aperto un tavolo di crisi e attivato una procedura di revisione straordinaria della situazione finanziaria e patrimoniale. CoopCa, che ha nominato come consulenti l’avvocato Andrea Cabrini e il commercialista Maurizio Variola, al 31 dicembre 2013 aveva un fatturato di 106 milioni con 12 negozi in provincia di Udine, sei a Pordenone, uno a Trieste, due a Padova, sette a Treviso, quattro a Venezia e tre a Vicenza. I soci della cooperativa sono 10 mila 399 per la precisione, mentre 650 è il numero di dipendenti distribuiti su 41 punti vendita tra Friuli Venezia Giulia e Veneto. I soci che possiedono un libretto di deposito sono poco meno di 3 mila (2.949) per un ammontare del prestito sociale che supera i 30 milioni. Con la presentazione del ricorso al concordato in bianco la situazione è cristallizzata. Congelata. Bloccata. Chi nell’ultimo periodo ha voluto riavere i propri soldi non è stato accontentato. E quando le richieste sono state troppe il Cda ha scelto la strada del Tribunale, per provare a restare in piedi. L’esigenza dei soci con ogni probabilità ha fondamenta anche emotive. Nasce dal crac di Cooperative operaie, che ha un “buco” di 103 milioni, 600 dipendenti in bilico e 17 mila soci con il cerino in mano. La Procura di Trieste – che sta indagando per bancarotta fraudolenta – ha chiesto il fallimento di Coop operaie e la procedura è stata congelata con la nomina del commissario giudiziale che sta elaborando un piano di salvataggio dei negozi e dei fondi dei soci prestatori. Una situazione molto diversa da CoopCa, ma che ha avuto riverberi anche in Friuli e ha influito sulle richieste di rimborsi. Con il ricorso al concordato in bianco anche alla Coop Carnica arriverà un commissario giudiziale (che sarà nominato dal giudice), ma non per la gestione della società che resta nelle mani del Cda. La situazione congelata del patrimonio e dei depositi dei soci, invece, avrà un termine tra i 60 e i 120 giorni, lo deciderà il giudice. E quello stabilito dal Tribunale sarà tutto il tempo che i vertici di CoopCa avranno per decidere come proseguire, se, ad esempio, come e in che termini ristrutturare il debito. «L’amministrazione regionale sta seguendo con grande attenzione la situazione di difficoltà della CoopCa, su cui è già aperto un tavolo di crisi, ed è pronta ad attivare tutti gli strumenti a sua disposizione per salvaguardare il prestito sociale e l’occupazione. Siamo consapevoli – commenta Bolzonello – della necessità di conservare il valore di una cooperativa che rappresenta un’importante realtà economica, occupazionale e sociale per la Carnia e che offre, nello stesso tempo, un servizio essenziale per i residenti sul territorio».

Friuli: è sempre più conveniente il pieno in Carinzia

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di Marco Di Blas.

Il prezzo del petrolio sui mercati internazionali sale e scende allo stesso modo per tutti. Ma, quando ce lo ritroviamo trasformato in benzina e gasolio nelle stazioni di rifornimento, ci accorgiamo che le oscillazioni in su e in giù non avvengono ovunque allo stesso modo. Certo, sul prezzo di vendita all’utente finale pesa l’accisa, cioè l’imposta sulla fabbricazione che entra nelle casse dello Stato. Ed è a causa di questa imposta che da noi il pieno di benzina o di gasolio costa di più che in Slovenia o in Austria. Ma in una certa misura incide anche la concorrenza tra le società petrolifere e i gestori delle pompe di distribuzione, che favorisce il contenimento dei prezzi. Sono tutte queste ragioni insieme che hanno fatto sì che da qualche giorno i carburanti in Austria – ma soprattutto in Carinzia – siano scesi ai livelli di quattro anni fa. Per un automobilista italiano significa un risparmio dai 10 ai 15 euro ad ogni pieno. Non sufficienti per giustificare un viaggio fino in Austria, ma, se si è già da quelle parti – per esempio, perché si è in gita nel Tarvisiano o in visita ai mercatini di Natale di Villach o Klagenfurt – un pensierino conviene farci. Da Tarvisio ad Arnoldstein sono soltanto una dozzina di chilometri e il distributore si trova proprio lungo la strada principale, senza bisogno di cercarlo. Ieri il prezzo medio del gasolio si aggirava in Carinzia tra 1,25 e 1,30 euro al litro; quello della benzina, tra 1,30 e 1,33 al litro. Ovviamente, vanno esclusi i distributori nelle aree di servizio autostradali, dove le tariffe sono sensibilmente più alte, come del resto in Italia. Al contrario, vi sono distributori con ribassi significativi. I prezzi minimi li offrivano ieri la stazione di servizio Turmöl di Klagenfurt (1,199 euro al litro per il gasolio) e quella del Magistrat di Villach (1,188 euro). Al distributore di Arnoldstein – quello più vicino al confine italiano, che avevamo menzionato sopra – il gasolio era a 1,274 euro al litro, la benzina a 1,319. Per cercare il distributore che offre i prezzi più favorevoli il Ministero dell’economia mette a disposizione degli automobilisti un sito internet ( HYPERLINK “http://www.e-control.at/de/home” http://www.e-control.at/de/home ) dove è possibile individuare le stazioni di servizio in base al loro indirizzo o indicando il nome del Land o uno dei distretti (Bezirke) all’interno del Land. Appare una carta automobilistica, su cui sono spuntati i 10 distributori che nell’area indicata offrono i prezzi più bassi; per i primi 5 sono indicati anche gli stessi prezzi. Perché soltanto i primi 5 e non tutti? Lo ha stabilito così il legislatore, in conformità a una direttiva europea. Rendendo pubblici i 5 prezzi più bassi, gli altri distributori sono indotti ad adeguarvisi, abbassando anch’essi il prezzo di vendita.

Friuli: dal 15 novembre 2014 dotazioni invernali obbligatorie, catene o gomme antineve?

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Dal 15 novembre 2014 e fino al 15 aprile 2015 sarà vigente anche sulle strade regionali del territorio montano l’obbligo per tutti gli autoveicoli di viaggiare con pneumatici invernali o di essere dotati di catene da neve o altri mezzi antisdrucciolevoli omologati e idonei a essere utilizzati prontamente in caso di necessità. In realtà, la maggior parte degli automobilisti che vivono in Friuli Venezia Giulia ha ormai preso l’abitudine di dotare i propri veicoli di pneumatici invernali il cui costo parte da circa 70 euro a salire per ogni singolo pneumatico, evitando così la seccatura di dover montare le classiche catene da neve o gli altri dispositivi più o meno semplici da installare , magari sotto un’intensa nevicata.

Le catene hanno il pregio di non costare troppo (il prezzo va dai 70 ai 150 euro a seconda della marca e delle dimensioni delle gomme da “catenare”) e di garantire una buona motricità in caso di nevicate abbondanti. Di contro ci sono la notevole macchinosità nell’installazione, che molto spesso avviene in condizioni disagevoli (se avete provato a montarle sotto una fitta nevicata, sapete a che cosa ci riferiamo) e il fatto che obblighino a una guida “spezzettata”, perché andrebbero tenute solo il tempo strettamente necessario a coprire il tratto innevato, per evitare che rovinino sia gli pneumatici sia la strada.