Archivio mensile:Marzo 2015

Friuli: feste di zucca e formaggio insieme? L’alleanza non decolla

di Piero Cargnelutti

Festa del formaggio e festa della zucca insieme: un successo, oppure l’una va a nuocere all’altra in termini di affluenza di pubblico e visitatori? Sulla prima al momento è stato annunciato che si farà dal 16 al 18 ottobre, anticipata com’era già stato annunciato qualche mese fa rispetto a novembre per cercare di ovviare al possibile brutto tempo. Sulla festa della zucca, che già da due anni non è stata più organizzata per mancanza di contributi regionali, pare che a Venzone si stia lavorando per riproporla il prossimo autunno: lo assicurano sia dalla Pro Venzone che dall’amministrazione comunale con il sindaco Fabio Di Bernardo, i quali hanno già avviato diversi incontri per riproporre il grande evento gastronomico. L’idea di organizzarle insieme durante lo stesso fine settimana era invece emersa da Gemona, ma a Venzone la proposta non è stata accolta: «Non vi è alcuna volontà – spiega Duilio Fadi, presidente della Pro venzonese – di mancare alla proposta di collaborare con Gemona ma, in base alla nostra esperienza non crediamo che i conti tornerebbero. Voglio dire, ammettiamo che le due manifestazioni facciano 10 mila persone: non è che facendo le due feste insieme diventerebbero 20 mila, forse 12. Rispetto alla riproposizione della festa della zucca, ci stiamo lavorando: la Pro Venzone ha chiuso tutti i suoi debiti e ora stiamo valutando con l’amministrazione e le associazioni e verificando se ci sono i fondi necessari». Da parte sua anche il sindaco di Venzone Fabio Di Bernardo conferma: «È necessario far ripartire la festa della zucca se non altro per l’ingente portata economica che essa può avere sul territorio». A Gemona, come si è detto, si è scelto metà ottobre per Formaggio e dintorni, lasciando dunque la successiva e ultima settimana del mese a Venzone come da tradizione, ma il “no” dei vicini di casa lascia qualche perplessità: «Noi lo vedevamo – spiega Stefano Marmai, consigliere comunale delegato alle manifestazioni – come un modo per operare a 360 gradi condividendo spese per la promozione ma anche tante idee, dall’organizzazione di un treno ad hoc oppure un servizio di bus navetta. Sui numeri credo invece che una proposta del genere avrebbe permesso di raddoppiare le presenze durante quel fine settimana. Certamente, non possiamo obbligare nessuno e rispettiamo la volontà di Venzone: il nostro era anche un modo per lanciare un messaggio e condividere dunque una politica di promozione turistica che potrebbe avere degli effetti positivi sui nostri territori».

Coopca: il Tribunale proroga fino all’8 aprile il termine per depositare il Piano

“Il Tribunale di Udine ha prorogato fino all’8 aprile il termine per depositare il Piano nell’ambito della richiesta di concordato avanzata dalla Cooperativa Carnica di consumo CoopCa”. Ne dà notizia la presidenza della Regione Friuli Venezia Giulia, alla quale il Tribunale ha comunicato la decisione.
“È una scelta di grande responsabilità – ha commentato la presidente della Regione Debora Serracchiani – perché dopo la prima presentazione del Piano di ristrutturazione al Tribunale, si erano create le condizioni per un suo sostanziale miglioramento”.

“Sappiamo – aggiunge Serracchiani – che il consiglio di amministrazione (CdA) di una importante cooperativa di consumo già operante nel nostro territorio, ha dato un mandato esplorativo al proprio presidente al fine di verificare, nei tempi stretti che la situazione richiede, le possibili condizioni per un eventuale intervento, da sottoporre ad un successivo vaglio dello stesso CdA riguardante una parte della rete di negozi del Friuli Venezia Giulia”.

Carnia: “Friûl trek & trout”, una rete di accompagnatori turistici volontari

di Tanja Ariis.

In Carnia si lavora per creare una rete di accompagnatori turistici volontari. Si è già costituita l’associazione no profit “Friûl trek & trout” alla scoperta di un Fvg a diretto contatto con la natura, mentre la cooperativa Cramars si sta attivando per la creazione dell’associazione “Carnia Greeters” che tocca anche altri ambiti. Sono già state poste le basi, spiega Emanuele Feruglio di “Friûl trek & trout”, per una collaborazione tra le due associazioni. Tali realtà, pur essendo di volontariato, potranno far crescere in loco i servizi per il turista e lo spirito di accoglienza. “Friûl trek & trout” è stata ufficialmente creata il 25 febbraio, ha sede a Tolmezzo e opera su tutto il Fvg (ha già una sua pagina Facebook e il sito web è in costruzione). Il programma di iniziative sarà reso noto entro un mese. Nasce dalla passione e dal legame di alcuni giovani volenterosi verso la natura e l’ambiente selvaggio e incontaminato della Carnia e conta già una quindicina di soci, metà dei quali carnici,con un’età che va dai 24 ai 35 anni. L’idea è nata dalla passione di due di loro, spiega Feruglio, ventiquattrenne di Tolmezzo, per la pesca e il trekking. Lo scopo degli organizzatori è divertirsi e far divertire in modo da poter trasformare quello che per loro è ordinario in qualcosa di straordinario per gli “ospiti”. Chi lo desidera può contattare l’associazione anche per collaborare con essa. Creare “Friûl trek & trout” ha richiesto un anno tra burocrazia, aspetti giuridico-legali, reperimento fondi e ricerca dei soci collaboratori. Sul primo aspetto i giovani sono stati supportati dal centro servizi volontariato del Comune, per il supporto economico hanno cercato(non avendo alle spalle contributi pubblici) e trovato piccoli sponsor locali. I soci collaboratori, attenti conoscitori dei loro territori, accompagneranno nei luoghi più interessanti e caratteristici del Friuli persone e gruppi di persone in attività di pesca sportiva(nelle sue diverse tecniche, privilegiando, in un’ottica di ecosostenibilità, il catch & release), trekking sia estivo che invernale, escursioni in luoghi di particolare interesse naturalistico, ambientale, storico. Per usufruire di tali servizi sarà necessario diventare soci di”Friûl Trek & Trout”, versando una piccola quota associativa, destinata alla copertura assicurativa, e un piccolo contributo.

Anterselva: Pittin si regala il podio anche agli assoluti italiani dello sci di fondo

di Giancarlo Martina.

Protagonisti di un gran finale di stagione l’inossidabile Giorgio Di Centa e il più giovane campione, talento italiano della combinata nordica, Alessandro Pittin, che ai campionati italiani assoluti dello sci di fondo di Anterselva hanno vissuto due giorni eccezionali. Con il contributo di Marina Piller hanno confezionato una “manina” di medaglie. Non c’è stato il titolo per loro ma entrambi hanno lasciato il segno. Nelle staffette è stata una splendida battaglia fra i gruppi sportivi militari e alla fine il gran sorriso è stato tutto per le Fiamme Oro che hanno colto la doppietta. Ma in quella maschile si sono messi in bella evidenza sia Giorgio Di Centa, che impegnato nella seconda frazione in classico aveva riportato i carabinieri a 7” dai poliziotti, sia Alessandro Pittin che in ultima frazione, ricevuto il cambio da Clara con 10” dalla testa, dal terzo posto si era portato in soli 2 km sulla coppia di testa, resistendo anche all’attacco di Pellegrino, a cui nel finale al cardiopalma cedeva solo per 1”7 conquistando uno splendido argento. Quindi, titolo italiano della staffetta alle Fiamme Oro vincenti in un’ora 11’58”10, con Dietmar Noeckler, Mattia Pellegrin, Sebastiano Pellegrin e Federico Pellegrino; argento per le Fiamme Gialle, a 1”7, in pista con Giovanni Gullo, Giandomenico Salvadori, Roland Clara e Alessandro Pittin; bronzo ai Carabinieri, terzi a 31”7, con Fabio Clementi, Giorgio Di Centa, Florian Kostner e David Hofer. Nella staffetta femminile le Fiamme Oro si sono imposte sulle Fiamme Gialle e sulla Forestale della sappadina Marina Piller, che ha contributo con un bronzo al bottino degli sciatori di provenienza del comitato Fisi regionale. Commentando i risultati della staffetta, l’allenatore degli azzurri Giuseppe Chenetti, ha sottolineato. «Ottimo Pittin che potrebbe pensare di gareggiare nella Coppa del mondo di fondo». Sabato, i nostri campioni erano stati protagonisti della 15 km tl che ha portato il titolo al 21enne trentino Sebastiano Pellegrin (Fiamme Oro). Di Centa aveva fatto onore alla carriera chiudendo al 2° posto mentre Alessandro Pittin aveva conquistato il bronzo.

Carnia: nel 2015 ancora prati a fuoco, c’è l’ombra del piromane

di Anna Rosso
Ancora prati e boschi a fuoco nella zona compresa tra Tolmezzo e Villa Santina. Anche ieri i prati sopra Fusea sono bruciati per circa quattro ore. E sono già una dozzina, dall’inizio dell’anno, gli interventi effettuati dal Corpo forestale regionale per questo tipo di emergenza che ormai sembra aver ben poco di accidentale: l’ombra di un piromane, infatti, si fa sempre più definita. Ieri l’allarme è scatto intorno alle 11 e subito sono stati mobilitati i volontari del distaccamento dei vigili del fuoco del capoluogo carnico, gli uomini della Stazione forestale tolmezzina e personale della Protezione civile. Successivamente è giunto sul posto – l’area interessata era quella compresa tra i monti Cuar e Duron – anche l’elicottero attrezzato appunto per le operazioni di carico e scarico dell’acqua. «Il fuoco – ha spiegato il portavoce dei vigili del fuoco di Udine, il funzionario Valmore Venturini – ha avvolto circa una decina di ettari di vegetazione bassa, non alberi. Abbiamo lavorato insieme alla protezione civile per diverse ore e alle fine le fiamme sono state spente». Gli uomini della Forestale, coordinati dal loro vicecomandante, il maresciallo superiore Paolo Zanier, ieri si sono trovati alle prese per l’ennesima volta con lo stesso problema in un’area in cui si mescolano terreni e proprietà pubblica e privata. Il loro, infatti, era il settimo intervento del 2015 e anche i colleghi di Villa Santina ne hanno già effettuati cinque, sempre per incendi più o meno vasti. Ecco perché già da settimane gli investigatori stanno effettuando una serie di servizi mirati all’individuazione del responsabile (o dei responsabili). E alcuni elementi giudicati utili sono già stati raccolti. Sempre ieri, proprio durante le operazioni di spegnimento sopra Fusea, alla Stazione forestale di Tolmezzo è arrivata anche un altra richiesta di intervento perché a circa cinque-seicento metri di distanza in linea d’aria c’era un altro rogo che, per fortuna, poi si è spento da solo anche grazie all’umidità dell’aria.

Forni di Sopra: moría di trote nei laghetti, è un mistero

di Gino Grillo.

Rimane un mistero la morìa di trote riscontrata nei laghetti di Forni di Sopra. In questi giorni, infatti, quando sugli specchi d’acqua della zona sportiva è cominciato il disgelo, sono apparsi in superficie, sempre più di sovente, pesci morti. Un fenomeno normale, pareva all’inizio, perché dovuto al freddo dell’inverno che ieri è finito ufficialmente, ma poi, negli ultimi due laghetti, dei quattro presenti nella zona, è apparso chiaro che mancavano le trote – per una sessantina di chilogrammi – immesse prima della stagione invernale. Un danno notevole, quindi, per quanto riguarda la fauna ittica presente in questo angolo del centro dolomitico. I laghetti vengono utilizzati – hanno spiegato alcuni pescatori del paese – per effettuare delle gare con la lenza anche a livello amatoriale, tanto che lo scorso autunno erano state liberate più di tre mila trote di circa 200 grammi cadauna. In uno dei piccoli laghi erano presenti pure alcune carpe e dei lucci, specie ittiche di pregio. «Abbiamo avuto segnalazione di pesci venuti a galla pancia in su – ha detto il sindaco Lino Anziutti commentando l’accaduto -, poi sono scomparsi e ora molti si trovano, morti, in fondo al laghetto». All’appello oltre alle trote mancano le altre specie ittiche presenti in queste acque, come appunto lucci e carpe, per cui si è cercato di correre al riparo. «Abbiamo prelevato – prosegue infatti il sindaco fornese – alcuni pesci morti dal lago e li abbiamo consegnati al Corpo forestale dello Stato perché si analizzino le cause di queste morti. Riteniamo che possano essere determinate dalla carenza di ossigeno durante l’inverno, quando i laghi erano coperti da una lastra di ghiaccio, ma vorremmo la certezza su quanto accaduto». Infatti, i laghetti spesso d’inverno sono coperti dal ghiaccio, ma non si era mai verificato un caso così massiccio di morìa di pesci come quest’anno. Inoltre, nel primo, dove si trovano pure delle oche e anatre, alimentato da una fontana che ha sempre funzionato, i pesci sono tutti sopravvissuti. Rimane quindi la speranza che il laghetto si ripopoli. Durante una ispezione sono stati rilevati diversi avannotti, ma si vuole ricercare le cause della sparizione dei pesci immessi nel lago lo scorso anno affinché eventi del genere non abbiano a ripetersi.

Chiusaforte: week-end con la “Mountain experience”, due notti in igloo sul Canin

di Giancarlo Martina.

 Appuntamento da oggi a domenica con la “Sella Nevea Mountain experience” (ma l’esperienza sarà possibile ripeterla anche il fine settimana successivo). Un modo simpatico di vivere il week-end nello splendido ambiente naturale offerto dalle nevi del gruppo del Canin. L’idea del maestro di sci Livio Sadoch è semplice e accattivante, specie per i giovani e gli sportivi in genere, ma è anche coinvolgente per tutti coloro che amano il contatto con la natura. Perché è ciò che favorisce questa iniziativa innovativa. «Dormendo in igloo – spiega Sadoch, che avrà a fianco una guida alpina -, si possono conoscere persone nuove e nello stesso tempo è data l’opportunità di apprendere la tecnica dello sci e soprattutto del muoversi in sicurezza nell’ambiente alpino invernale». Insomma, un evento eccezionale, lanciato da un maestro di sci e da una guida alpina. «Il nostro desiderio – aggiunge Sadoch – è di radunare tante persone speciali che condividono l’amore per la montagna e una passione sfrenata per il freeride e certamente sarà un evento che emozionerà organizzatori e partecipanti». Nel programma: la costruzione dell’igloo, freeride, scialpinismo, lezione su neve e valanghe, lezione su sicurezza e soccorso in valanga e prove pratiche d’uso di sistemi di sicurezza (Arva, pala e sonda). Info: www.sellanevea.net.

Coopca, consegnato il piano di ristrutturazione, offerte per soli otto negozi e magazzino senza acquirenti

di Domenico Pecile.

È stato consegnato ieri sera, quasi fuori tempo massimo, il piano di ristrutturazione del debito di CoopCa per l’ammissione al concordato preventivo che scongiurerebbe il fallimento. La prima certezza è che è stata confermata la soluzione “spezzatino” che prevede la vendita di singoli negozi o gruppi di negozi in Friuli e in Veneto in base alle offerte. Da quanto è emerso, infatti, il piano contiene due proposte cosiddette “ferme”, cioè richieste irrevocabili di acquisto. La prima concerne tre punti vendita del Veneto, da parte di una società locale, con relativi immobili, magazzini e scorte con una valutazione giudicata in linea con le stime dei periti. La seconda riguarda cinque punti vendita in Friuli con magazzini e scorta, ma senza immobili. Resta, invece, ancora in piedi un’offerta che non è stata formalizzata e quindi non ancora vincolante per l’acquisto di 13 punti vendita da parte di società della Lega delle cooperative (Coop Nordest e Conad) che si potrebbe concretizzare a breve. Complessivamente, però, i supermercati sono 40. Dopo la consegna del piano, il tribunale dovrà decidere se ammettere CoopCa al concordato e quindi nominare un commissario giudiziale. Entro trenta giorni deve essere convocata l’adunanza di tutti i creditori che dovranno poi votare nel caso lo ritenessero opportuno il concordato a maggioranza. Se questo sarà l’esito della vicenda il commissario liquidatore nella fase esecutiva del concordato tenterà di vendere il resto del patrimonio immobiliare CoopCa. «La vendita – è il parere dell’avvocato di CoopCa, Giuseppe Campeis – sarà presumibilmente indirizzata a soggetti che si facciano carico della continuità e dunque anche dei dipendenti». Il concordato preventivo, inoltre, prevederebbe la divisione dei creditori cosiddetti non privilegiati in tre categorie: quelli che hanno effettuato il prtestito sociale ai quali il riconoscimento economico sarebbe maggiore e poi a scalare i fornitori e le banche. «Per adesso – è il commento lapidario di Dino Bomben vicepresidente di Coop consumatori Nordest – preferiamo non anticipare nulla; ne riparleremo casomai tra qualche giorno». Tuttavia, indiscrezioni parlano di una possibile offerta del sistema cooperativistico per i 13 punti vendita che potrebbe raggiungere i 20 milioni di euro. Una cifra importante (il debito complessivo è di 83 milioni di euro, di cui 26,5 concernenti il prestito sociale ora “congelato” e altri 8 di certificati azionari) che andrebbe ad aggiungersi a quelle delle due offerte contenute nel piano (che per adesso sono top secret) e al valore del magazzino di Amaro di CoooCa. E proprio il magazzino rappresenta un importante snodo dell’intera vicenda L’immobile ha avuto un costo di 15 milioni di euro e sullo stesso è stato acceso un mutuo con la Banca popolare di Cividale. Di questa cifra cinque milioni sono già stati pagati. Ne rimangono, dunque, dieci. Va da sè che sull’immobile grava un’ipoteca dello stesso istituto bancario. Di recente, CoopCa aveva effettuato una rivalutazione commerciale dell’immobile definendo il costo in circa 18 milioni di euro. Da tempo su questa sorta di “cattedrale nel deserto” è in corso una complicata trattativa. Tra gli attori più attivi c’è il Cosint, il Consorzio per lo sviluppo industriale di Tolmezzo. In un primo tempo si era ipotizzato che Cosint potesse afittare metà dell’immobile a privati e l’altra metà al subentrante di CoopCa. Ipotesi quest’ultima già probabilmente tramontata visto che nel piano è passata la soluzione “spezzatino”. A questo punto della partita potrebbe esserci anche la Regione che potrebbe essere interessata a questa metà che si renderebbe libera mettendo a disposizione una cifra a un ente pubblico economico che a sua volta potrebbe destinare questa parte di immobile a uno o più privati. Un quadro ancora tutto in evoluzione in attesa di capire, soprattutto, se l’interessamento del sistema cooperativistico andrà in porto. A quel punto tutto sarà decisamente più chiaro e si saprà l’esito di questa sconcertante vicenda.

Gemona: si pensa anche a una fiction per ricordare i 40anni dal terremoto

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di Piero Cargnelutti.

Anche un film per celebrare il quarantennale del terremoto in programma per il 2016. È una delle tante proposte emerse nel corso dell’incontro tenutosi lunedì sera a palazzo Boton tra l’amministrazione comunale e le associazioni per discutere il da farsi nel periodo della ricorrenza, tra il 6 maggio e il 15 settembre 2016. Un film? Sì, una fiction di impegno sociale e nazionale in un periodo di crisi e sfiducia nel futuro, proposta dalla Sine Sole Cinema srl – Produzioni Cinematografiche che sta appunto sviluppando un film denominato “Orkolat”; al momento i proponenti starebbero vagliando la disponibilità della Regione dopo aver preso contatti nei mesi scorsi con l’amministrazione comunale e la Cineteca del Friuli a Gemona. Certamente, lunedì le proposte non sono mancate in un’aula di palazzo Boton gremita di rappresentanti delle associazioni gemonesi, ascoltate dal sindaco Paolo Urbani, dagli assessori Loris Cargnelutti e Marina Londero ma soprattutto da Enzo Cainero, a cui il Comune ha dato il compito di seguire l’organizzazione: «Ho abbozzato delle linee base – ha detto Cainero – per un programma territorialmente molto vasto che dovrà essere condiviso: vedrà Gemona come epicentro ma gli eventi saranno distribuiti in diversi territori. Queste consultazioni serviranno a raccogliere le idee per giungere infine a un programma da sottoporre alla Regione». Insomma, dalle associazioni e realtà culturali gemonesi proposte ne sono giunte diverse: dal recupero di alcuni archivi come quelli di Donato Maieron oppure Tito Canciani lanciato dalla Cineteca (che collaborerà probabilmente alla ricerca di materiale video da proporre nelle scuole) alla realizzazione di un francobollo su Gemona proposto dal circolo Filatelico numismatico gemonese per arrivare alla creazione di una sezione dedicata al terremoto del ’76 nell’applicazione informatica a cui l’associazione dei commercianti Con.Serva sta lavorando per promuovere il territorio. Non solo, l’Ana Gemona ha fatto sapere che il Gruppo Conegliano della Julia ha già espresso la volontà di organizzare a Gemona il suo raduno annuale, oltre a proporre il riconoscimento della cittadinanza onoraria alla Brigata Julia. E poi l’Afds che sta lavorando per l’organizzazione di un congresso provinciale, mentre la Parrocchia ha ricordato il ruolo fondamentale della Caritas, nata proprio a Gemona. Ora le associazioni hanno tempo fino al 31 marzo per consegnare ufficialmente le loro proposte: nel corso dei prossimi mesi, il grande evento internazionale che si vuole organizzare inizierà ad assumere via via contorni sempre più definiti.

Sutrio: ode a Gabane di Federica Nodale

di Federica Nodale.

Volevi diti Gabane

Ca ti ai simpri ammirat

Pa to allegrie

Pa to bontat

Par i tiei voi svuelz

Ca vivin di momenz!

 no tu ti fermes e tu vas a font

Al di la’ di ogni pregiudizi cand e’ pal mont!

Tu rives in ogni riee a scattaa une fotografie!

Tu seis come il bolettin cal fasc la storie di un pais

E tu fasc sintii ogni abitant dongje encje se distant!

In te l omp di une volte cun valors e tradizions,

Cun la nostalgje di un ir in cui si ere plui bogns!

Ma encje la modernitat di ogni di’

Quant ca ti iout davant dal pc!

Un omp cul cjaf tal presjnt

Il cur in tal passat

Ma al pass in cheste societat!

Une societat ca nus iout cori svuelz!

Insegninus a iesi simpri contenz

A fermasi un tic a cjalaa ci che spess al po’ scjampaa!

Par il to timp.. Par ogni to pinsir

Grazie di dut cavalir!!!!