Andrea Valcic: Sappada e Cinto Caomaggiore tenute nel limbo

La notizia che l’amministrazione comunale di Cinto Caomaggiore ha espresso tutto il suo rammarico per i ritardi con cui la Regione Friuli Vg sta svolgendo i suoi compiti istituzionali nei confronti della loro richiesta di far parte della Regione stessa, sembra non aver scaldato tanto il cuore dei palazzi triestini . E questo è più che comprensibile visto che i cintesi si sentono friulani e che di questo dunque sulle rive non gliene "può fregà de meno". Meno chiara la posizione del presidente Tondo e con lui di tutti i consiglieri friulani.<

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      Si rendono conto che la decisione di voler lasciare il Veneto è stata sancita da un referendum popolare vinto, nonostante difficoltà enormi?
      La stessa situazione è vissuta da Sappada. Anche qui le urne hanno parlato chiaro: siamo e vogliamo essere friulani.
      La cosa può forse non piacere, timore di infastidire il forte vicino, ma esiste, o dovrebbe esistere, un senso di giustizia che va oltre i sentimenti personali e i calcoli politici.
      La Regione può fare le sue mosse perchè l’iter della venuta in Friuli dei comuni che ne hanno fatto richiesta, sia accelerato.
      Far finta di niente, o peggio "riconsegnarli", significherebbe perdere ogni credibilità.