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Carnia: CoopCa ripartono anche i rimborsi agli ex soci dopo la sentenza di rigetto dell’autofallimento

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Riprendono i rimborsi agli ex soci CoopCa rimasti invischiati nel crac della storica cooperativa carnica, ormai 4 anni fa. Dopo il rigetto del tribunale di Udine alla richiesta di autofallimento presentata dai liquidatori sociali, Paola Cella (la liquidatrice giudiziale) potrà così riprendere il lavoro e chiudere la settima tranche, la primo a favore dei soci, che aveva a disposizione 2,8 milioni. Il tribunale di Udine, nel sottolineare il fatto che CoopCa avesse già avuto accesso a una procedura di concordato (pertanto ne erano già stati esaminati i libri contabili), pone una nuova questione. La richiesta di autofallimento era stata presentata dai liquidatori (Luigino Battiston e Giovanni Toffoli, assistiti dal legale pordenonese Loris Padalino) in forza del fatto che, a loro parere, il concordato non disponeva dei fondi per i loro emolumenti, 30 mila euro l’anno per tutta la durata della procedura. Ma, innanzitutto, come ha sottolineato Cella in aula, esiste un fondo rischi che potrebbe coprire quelle spese; secondo, per il tribunale la decisione dell’assemblea dei soci di pagare 30 mila euro l’anno non sarebbe legittima poiché arrivata quando il concordato era già stato approvato, quindi c’è la «cessazione del regime di limitazione dei poteri dispositivi della società debitrice».In altre parole, quei soldi erano bloccati e non era compito dei soci deciderne la destinazione. Un bel pasticcio, anche perché, detto che il concordato è salvo, chi pagherà i liquidatori sociali? La buona notizia è che riprendono i pagamenti. La liquidatrice giudiziale, Paola Cella, ha accumulato oltre 2,8 milioni da distribuire ai creditori. Per i privilegiati non ancora saldati sono già andati 79 mila 378 euro e, per tutti i chirografari, è prevista l’assegnazione di 2,8 milioni. L’importo ammonta, quindi, complessivamente a 2 milioni 879 mila 378 euro. In particolare, il progetto di riparto prevedeva il pagamento a favore delle banche di 28 mila euro, pari all’1 per cento dell’importo da assegnarsi complessivamente ai creditori chirografari. Per i prestatori sociali c’era un milione 876 mila euro, pari al 67 per cento del totale. Restavano altri 896 mila euro per altri chirografari iscritti al concordato (il 32 per cento della somma), come previsto nel piano di concordato.Il riparto in questione è stato completamente eseguito nei confronti dei creditori privilegiati, mentre, è stato eseguito solo parzialmente, per un milione e 729 mila 794 euro, nei confronti dei creditori chirografari. Resta, dunque, da ripartire a favore dei creditori chirografari l’importo di un milione e 70 mila 205 euro. Nel 2019 è previsto un altro pagamento che non è stato vanificato dalla richiesta di fallimento. Viaggia su un binario parallelo – e con tutta probabilità avrà il medesimo esito del primo tentativo – la richiesta di autofallimento presentata da Battiston la scorsa settimana anche per l’immobiliare della cooperativa carnica, ImmobilCoopCa. In questo caso non è ancora stata fissata la data per la prima udienza.

Enemonzo: l’attività di ERSA alla 44^ mostra mercato del formaggio e della ricotta di malga

L’ERSA (Agenzia regionale per lo sviluppo rurale) ha curato alcuni eventi alla 44^ mostra mercato del formaggio e della ricotta di malga di Enemonzo (Ud), nell’ambito di due iniziative di collaborazione transfrontaliera del Programma Interreg V-A Italia-Austria 2014-2020: “MADE – Malga and Alm Desired Experience” (per conservare e tutelare il patrimonio culturale e naturale, nonché le conoscenze dell’agricoltura tradizionale nella zona alpina) e “TOP-Value Il valore aggiunto del Prodotto di montagna” (per favorire l’adesione all’indicazione facoltativa “Prodotto di Montagna” da parte dei produttori di questi territori).

Sono stati 3 i focus principali su cui è stata posta attenzione: la produzione, la qualità e l’utilizzo finale delle produzioni casearie d’alpeggio.

L’ERSA ha proposto al pubblico una degustazione dei prodotti di malga regionali, con un approfondimento guidato sulle caratteristiche dei formaggi e delle ricotte di alpeggio. Domenica 16 si è svolto un convegno con le relazioni del prof. Giulio Cozzi dell’Università di Padova (dipartimento di medicina animale, produzioni e salute) sul tema “Riflessioni sulle ricadute positive nelle produzioni di malga dovute alla corretta interazione tra razze alpeggiate, alimentazione e gestione dei pascoli” e di Ennio Pittino (ERSA) che ha illustrato le modalità di valutazione dei prodotti in concorso, secondo apposite schede predisposte dai tecnici dell’Agenzia, ed un sistema informatizzato di raccolta dei dati di ogni giurato. Su proposta dell’ERSA è stata introdotta al concorso una nuova categoria dedicata ai “Formaggi caprini di malga”

Ecco i vincitori del concorso suddivisi per categoria:

Categoria “Formaggio di malga”
Malga Comune Gestore Casaro
1^ Montasio Chiusaforte AAFVG Toffolo Simone
2^ Confin Venzone Colomba Ennio Colomba Daniel
3^ Valuta Socchieve Erman Mirko, Erik e Petris L. Erman Bernardino
Categoria “Ricotta affumicata di malga”
1^ Lavareit Paluzza Soc. Coop. Agricleulis Flora Davide
2^ Casavecchia Forni Avoltri Gressani Aulo Gressani Aulo
3^ Pramosio Paluzza Screm Marino e Pietro Paluber Samuele
Categoria “Formaggio caprino di malga”
1^ Fossa de Bena Polcenigo De Conti Giovanni De Conti Giovanni
2^ Lavareit Paluzza Soc. Coop. Agricleulis Mella Anna
3^ Vinadia Grande Prato Carnico Piazza Mauro Rupil Daniele

Dopo l’inaugurazione della mostra “L’uomo domini sul bestiame … Dalla pastorizia alla zootecnia” allestita da ERSA e dell’esposizione dei prodotti caseari di malga in concorso, la famiglia Rugo di Enemonzo ha consegnato il premio “GIACOMO RUGO” all’azienda agricola L’allegra fattoria di Morocutti Ivan e Silverio Romina di Tolmezzo.
Questo riconoscimento viene assegnato ogni anno a giovani malghesi che si distinguono nell’attività dell’alpeggio.

Per festeggiare i vincitori l’ERSA e la PRO LOCO hanno offerto un aperitivo a base dei prodotti del territorio e dei formaggi e ricotte in mostra.

Nel tardo pomeriggio, l’Agenzia ha organizzato uno show cooking con la collaborazione dello staff del ristorante “Da Nando” di Mortegliano (Ud) per presentare al pubblico una ricetta a base di ingredienti locali e tradizionali, tra i quali i prodotti di malga del FVG.

A Tiziana Marra … a pochi mesi dalla sua scomparsa

di Federica Nodale.

A te che silenziosa guardavi il cielo e il bosco
A te che lo difendevi ad ogni costo
Tramandavi ai tuoi alunni il gran rispetto per la natura …sapendo che non é facile di certo cambiare il mondo….
Ma gettavi un seme perché il tuo animo era profondo.
… volavi con il delta , guidavi la moto tornante dopo tornante, un mezzo veloce per arrivare che ti dava la sensazione di volare.
Seguivi il territorio e come una guerriera lo difendevi a spada tratta e con ogni mezzo …quando di mezzo c’era uno sporco progresso.
Odiavi le guerre e le ingiustizie sociali.
Dicevi: gli uomini sono tutti uguali , non hanno colore se li si guarda con gli occhi del cuore.
Volevi vivere e viverti il tuo nipotino ma é stato tragico il tuo destino.un incidente ha spezzato il volo di un angelo, in un mondo sbagliato.
Di certo non sei vissuta invano.
Seppur silenziosa e lieve come un fiocco di neve.
Io di te non mi scordo amica ormai lontana….
E mantengo la promessa che solo tu sai e che non tradiro’ mai….
Chissa’ se anche da lassù ci darai una mano a cambiare questo mondo malato o se sorridi felice da un cielo stellato.
Ti cerco nel vento e negli occhi di tuo padre….
So che avresti voluto cosi’…
Sei nella brezza della sera suoi tuoi monti tanto amati …sei nel sole che rischiara tramonti colorati.
Sei e a differenza di altri sei stata……anche se a volte ti sentivi sbagliata…
Perdona questo mondo spesso indifferente ma il tuo ricordo sara’ in me sempre presente..

Kicca

Tolmezzo: permessi anche online per la raccolta dei funghi in Carnia e a Sappada

http://montagna.evolutiontravel.it/schede/29940/it-sutrio-a-funghi-in-carnia-in-un-paese-come-albergo-2fa1e.jpg
di Tanja Ariis .
Raccolta funghi in Carnia e a Sappada: il turista ora può ottenere il permesso anche online. È la prima volta che tale servizio viene attivato in Fvg. Lo hanno reso possibile l’Uti della Carnia con la Regione. Gli operatori turistici locali lo chiedevano da anni, rappresentando una richiesta frequente e un’attrattiva importante. È così ora disponibile sul sito web dell’Uti della Carnia la piattaforma che consente il pagamento online del permesso per la raccolta dei funghi a fini turistici, valido solo per la Carnia e Sappada. L’Uti e Insiel hanno concluso pochi giorni fa gli ultimi test sul corretto funzionamento della piattaforma di pagamento online per questo permesso messo a disposizione dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), tramite Regione e Insiel. Pagare è facile e veloce: con un click sul banner dedicato ai pagamenti online presente in homepage sul sito dell’Uti della Carnia viene generato un form che permette al turista di selezionare la data per cui richiedere l’autorizzazione, inserire le proprie generalità (nome, cognome, residenza, codice fiscale)e procedere al saldo della tassa di 5 euro al giorno. Il pagamento per la raccolta funghi a fini turistici può essere effettuato per un massimo di dieci giorni, anche non consecutivi, in un anno.

Ecco il link per il pagamento:
http://www.carnia.utifvg.it/index.php?id=7707

Ecco il link per la normativa:
http://www.carnia.utifvg.it/index.php?id=6865

Fallimento Coopca: nella vicenda finalmente c’è qualcuno che pensa ai soci

di Antonella Tarussio.
 
Il 13 luglio scorso si è verificato qualcosa di veramente importante per la Carnia (e non solo): dopo 4 anni di rabbia silenziosa, di disperazione dignitosa, di danni diffusi su persone e territorio, il gup di Udine ha emesso un’ importante sentenza nella vicenda CoopCa. I soci, prestatori e azionisti, sono stati accettati come parti civili nel procedimento contro gli amministratori, i sindaci e il direttore generale della storica CoopCa. La richiesta dei 95 soci promotori è stata considerata fondata per tutti i tipi di reati contestati. Adesso si vada avanti! I tempi e le procedure della giustizia sono lunghi ma i carnici sanno aspettare e… vigilare.Desidero ringraziare il “Comitato spontaneo di difesa dei soci” nelle persone dei signori Giuseppe Fabbro e Alberto Barazzutti per il continuo lavoro di tutela dei soci durante questi anni difficili.Fin dalle prime tragiche giornate del crac della CoopCa, in cui nessuno capiva veramente cosa stava succedendo e tutti eravamo sotto shock per la perdita economica, per la scottante delusione e per l’ amarezza di essere stati raggirati, si è costituito spontaneamente il comitato per la tutela dei risparmiatori attorno a dei soci impavidi e perseveranti che hanno tenuto le fila nel momento dello sbando, hanno cercato contatti con avvocati ed esperti, hanno organizzato incontri e dibattiti per accompagnare e sostenere i tanti soci travolti dall’ondata della procedura fallimentare e della perdita dei propri risparmi.Ringrazio il comitato per il continuo lavoro di difesa di tutti i soci e per l’ attività di ricerca , aggiornamento e diffusione delle notizie che da anni continuano a svolgere.Vorrei, invece, esprimere il mio rammarico per l’ esclusione dal procedimento giudiziario per omessa vigilanza sulla CoopCa della Regione Fvg, con tutto il rispetto per le istituzioni regionali e con il sommo rispetto per la magistratura. Le norme in materia di vigilanza sugli enti cooperativi (decreto 2 agosto 2002 n. 220 ) esprimono chiaramente che le Regioni a statuto speciale sono direttamente responsabili della vigilanza sul settore cooperativo, con dovere di ispezioni ordinarie e straordinarie per accertare l’ esatta osservanza delle norme dello statuto, l’ esatta impostazione tecnica, il regolare funzionamento contabile e amministrativo, l’ osservanza delle finalità mutualistiche.Mi chiedo se la revisione cooperativa da parte della Regione si stata svolta come da norma… e se sì perché non ha mai evidenziato anomalie di gestione dei risparmi dei cittadini. Questa attività di controllo è una funzione non a carattere politico, ma istituzionale!Inoltre mi è profondamente dispiaciuto constatare che in nessun programma elettorale ci fosse un accenno sulla vicenda CoopCa: forse perché non si è compreso pienamente quanto enorme sia stata l’ondata di impoverimento e sfiducia che ha sommerso il territorio, che non è solo carnico (troppo piccolo per contare ?) dopo il fallimento della CoopCa. Chiedo, con tutto il rispetto per le funzioni e per le procedure, che la Regione dia segnali positivi nella vicenda del crac della CoopCa (dove “Ca” sta per “carnica”) e che si occupi di questa terra bellissima, fragile e delicata, troppo spesso trascurata e ora stremata da macro e micro fenomeni di impoverimento, non solo economico ma anche morale. Ma la Carnia è anche uno scrigno di cultura e di saggezza, di creatività e di energia. E, soprattutto, sa imparare dalla storia. —

Cavazzo: il 14 luglio 2018 campionamento delle microplastiche e convegno (a Tolmezzo) sulle sponde del Lago

Arriva sul lago di Cavazzo la Goletta dei Laghi di Legambiente, la campagna realizzata in collaborazione con il CONOU – Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati – e Novamont, che da tredici anni attraversa l’Italia per monitorare la qualità delle acque, degli ecosistemi e dei territori lacustri.

Giunta alla sua 13esima edizione, la Goletta dei Laghi tocca per la prima volta le sponde di un lago friulano. Partita il 29 di giugno dal lago di Garda, la campagna giunge al suo giro di boa e dopo il lago dei tre comuni lascerà il nord del Paese per spostarsi in Umbria.

Anche sul Cavazzo i tecnici del Cigno Verde saranno impegnati nel monitoraggio delle microplastiche disperse nelle acque del lago, con l’obbiettivo di aggiungere un ulteriore tassello alla mappatura del fenomeno del lake litter, le micro-particelle di plastica disperse nelle acque dei nostri laghi.

La Goletta dei Laghi da tredici anni attraversa il Paese alla ricerca delle principali criticità che affliggono i bacini lacustri italiani, – spiega Simone Nuglio, responsabile della Goletta dei Laghi – non solo relative alla cattiva o mancata depurazione delle acque, ma all’intero sistema territoriale che insiste sui bacini.”

Sul lago di Cavazzo sarà altresì portata avanti la tradizionale attività di indagine alla ricerca di contaminazione microbiologica, così come da anni avviene per i principali laghi italiani toccati dalla Goletta.

I risultati saranno presentati saranno presentati nell’iniziativa in programma per sabato 14 luglio.

Venerdì 13 luglio, ore 20:30, presso il centro sociale di Alesso, primo appuntamento della tappa friulana “Aspettando Goletta dei Laghi” con la presentazione del libro “Radici liquide”, un viaggio inchiesta lungo gli ultimi torrenti alpini, a cura dell’autrice Elisa Cozzarini – A seguire dibattito sul torrente Leale, il suo biotopo, problemi e prospettive.

Il secondo appuntamento della tappa è previsto alle ore 09.00 di sabato 14 luglio, con ritrovo presso la sede della Nautilago (Alesso, via Tolmezzo 28). Da qui i tecnici della Goletta dei Laghi inizieranno le attività di campionamento alla ricerca di microplastiche, grazie all’ausilio della “manta” un particolare strumento in grado di filtrare le acque del lago e intrappolare fibre e mico-particelle.

A seguire, alle 11.30, sempre presso la sede della Nautilago, conferenza stampa di presentazione del monitoraggio microbiologico effettuato sul lago e presentazione della Carta del Lago, documento per il ripristino e lo sviluppo sostenibile del bacino, redatto e sottoscritto dalle diverse associazioni del territorio che da anni seguono le vicende del territorio.

Interverranno: 

Sandro Cargnelutti, pres.te Legambiente FVG
Simone Nuglio, resp. Goletta dei Laghi
Stefania Di Vito, resp. Scientifica Goletta dei Laghi
Franceschino Barazzutti, rappresentante dei comitati Salvalago,
Arpa FVG
Rappresentanti di Enti e Istituzioni locali

Paularo: quanto ci vuole per sistemare la strada da “Val Bertat Bassa” sino al confine austriaco

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di Giorgio Agostinis – Tolmezzo

Pregiatissimo direttore, vorrei significare il mio disappunto e ritengo anche quello di tutti quelli che dall’Italia vogliono recarsi a bere una birra in Austria attraverso la strada provinciale Paularo – Pontebba per poi, in località “Malga Val Bertat Bassa” o “Cippo di Maria Teresa”, deviare a sinistra per raggiungere malga “Val Bertat Alta” e proseguire quindi verso il confine italo-austriaco e raggiungere in questo modo casera “Stranig Alm”. Ebbene da “Val Bertat Bassa” sino al confine austriaco ritengo che un’auto non dovrebbe avventurarsi, perché, forse, a malapena un fuori strada sarebbe in grado di superare le molte buche, gli avvallamenti, i macigni sporgenti e quant’altro si possa immaginare. Situazione che cambia radicalmente una volta giunti al confine, quando il prosieguo della medesima pista forestale, non asfaltata, assume un aspetto ben diverso e cioè tale e quale a una nostra strada statale, ben livellata senza buche, avvallamenti, massi di ogni tipo e dimensione. Ho parlato di “strada statale” perché la provinciale Paularo-Pontebba, sebbene asfaltata, tanto ha da invidiare alla pista forestale austriaca.Con che faccia ci dobbiamo presentare ai nostri “vicini di casa”? Certamente non possiamo criticare loro alcunché di quanto ci offrono a pagamento.Sono anni che si legge (anche sul Messaggero Veneto) che sono stati stanziati parecchi quattrini per risistemare quel tratto di strada: se qualcuno ha potuto accedervi, è da diverso tempo che è stato tracciato il nuovo percorso e i picchetti che lo evidenziano sono pressoché marci. La sistemazione della strada non ha avuto mai inizio sebbene possa garantire un ritorno economico alle realtà turistico-alberghiere (rifugi), che con parecchi sacrifici riescono a sopravvivere. E forse anche a tutta la Carnia.Non si tratta di un’impresa dispendiosa simile a quella necessaria per la cabinovia che avrebbe dovuto collegare Pontebba a Passo Pramollo.Forse basterebbe una centesima parte di quegli stanziamenti e, senza dubbio, stiamo parlando di un’iniziativa più utile e indispensabile.E allora è giusto dire un “su svegliamoci” ai sindaci di Pontebba, Paularo e dintorni nonché al consigliere delegato alla montagna Mazzolini perché si diano da fare e utilizzare quei fondi stanziati da anni nel bilancio di spesa della Regione.

Carnia: Strasaplàsas e Suiapòsas nel libro “Il finimento del Paese” di Ermes Dorigo

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estratto da “Il finimento del Paese”, KV Romanzi, 2006
di Ermes Dorigo

A Memo piaceva soprattutto la sboccataggine dei toscani, anche se, data l’età, si confondeva e attribuiva ai carnici qual­cosa dei maledetti toscani, di cui aveva letto ai suoi tempi: ficamagna, schioppaculo, piscione, le mele per i seni, l’occhio del sedere, il mischero, una via di mezzo tra il mistico e il bischero, erano il lessico di una scoppiettante popolarità che lui, abituato a vivere nei sotterranei e a vedere la vita dal basso, trovava anche in Carnia, dietro gli orpelli clericali con cui l’avevano deturpata. – Pensa, – diceva a Carminio, mentre giocavano a briscola – pensa a come la chiamano qua in dia­letto: la tuina, la micetta. Oppure la sópa, che è la zolla della terra, e si capisce il riferimento al simbolo della vita, ma anche una zuppa di pane bollito nel latte, che è una vera leccornia. Bisogna abituarsi a guardare questa terra con altri occhi, sotto la crosta dolente e malinconica, quella del libero amore a maggio, diventato invece il mese della Madonna, dell’edoni­smo enogastronomico, delle cantate in compagnia, dei vaga­bondaggi di giovani scioperati alla ricerca sfrontata delle micine. Il dialetto conserva la vivezza di questa vita.

Suiapòsas, erano soprannominati questi giovani anche un po’ fannulloni, asciugapozzanghere, ma non rendo bene, che asciugavano le strade dall’acqua piovana andando avantindietro indietravanti; o strasaplàsas, che si strascinavano da una piazza all’altra, girandoloni, per cui erano definiti prosaica­mente dei sboràs, una fuga casuale di sperma. Anche i carnici, quando morivano, se ne andavano con noncuranza all’altro mondo, come se cambiassero solamente casa e residenza, mica in un qualunque anonimo al di là! O come ora, che li hanno talmente plagiati, che anche quando camminano ritti sembra che stiano in ginocchio! Prova a chiedere a una vec­chia come vuole la morte e ti risponderà con spirito crudele, la crudezza spietata del realismo delle vecchie che sembra cinismo: carta e néta. Vai a un funerale: chi pensa o parla del morto? Curano i loro affari, rafforzano le amicizie e le allean­ze, lo salutano come se facesse un trasloco, tanto tra poco ci trasferiremo anche noi, intanto meglio oggi a lui che a me. Quello carnico è popolo rude e litigioso, tirchio di parole, apparentemente tignoso e tardo, ma in fondo bonario. Essere Carnici non è un caso ma una perfidia del destino, abbando­nati da tutti, anche da Dio; qui non c’è nessun Santo, tanto che hanno lanciato una petizione popolare per averne uno tutto loro, proprio indigeno, non d’importazione, che sono tutti dei venduti. Oggi i Carnici non sono seri, ma seriosi, come se tutto il mondo pesasse sulle loro spalle, convinti come sono, per disgrazie ataviche, di essere malnasùs e malcagàs, malnati e malcagati in questa terra proprio vicino agli austriaci. Sono individualisti e anarcoidi, sì, ma è meglio che pecoroni. E anche caparbi e laboriosi, quando e fin quando hanno voglia, mica come nello Stivale, che si aspetta sempre che qualcuno risolva i problemi. Anche in Carnia si compie ancora l’atto di grattarsi la testa, ch’era il modo popolare di affrontare la povertà. Il carnico ti guarda e ti scruta, non per vederti, ma per sapere quanto vali. Qua sull’intelligenza si è reticenti, per­ché è astratta, e qua contano i fatti non le parole, perciò uno stupido rimane tale, anche se parla bene ma opera male. Anche le donne, nonostante i risciacqui mariani, le sculaccia-panche sono ormai sempre meno, bisogna guardarle bene: arrossiscono ancora, non per pudore, ma per voglia; sono calde, ma non vogliono cacariuzze e occhi appiccicosi addos­so; vanno per le spicce senza tante moine di pavone e se non vogliono non vogliono; quelle che non possono, perché la natura non le ha ben modellate, comunque vorrebbero e sospirano, non per misticismo, ma per invidia delle esche che altre hanno in abbondanza; sono materne e premurose, ma anche fregolose, si danno tutte per aver tutto, così, natural­mente, senza ipocrisia, una sorta di saggezza, perché sanno dove va l’uomo, che è cacciatore in una regione di caccia… – Memo – lo interrompe Carminio, – scarti o non scarti?

Osoppo: il 16 giugno terza conferenza sul tema della mobilità ciclabile in collaborazione con l’associazione Fiab

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Sabato 16 giugno nella suggestiva cornice del Forte di Osoppo si terrà la terza conferenza sul tema della mobilità ciclabile organizzata dai locali circoli Legambiente del gemonese in collaborazione con l’associazione Fiab di Udine.

Dopo aver affrontato il tema del completamento della ciclovia Alpe Adria nel corso del primo incontro tenuto nel 2016 ad Ospedaletto di Gemona e dopo aver esaminato l’anno successivo a Venzone il tema delle altre ciclovie previste nel territorio pedemontano, con l’incontro di quest’anno a Osoppo si vogliono studiare le possibili sinergie che potranno realizzarsi con la riapertura, anche in chiave turistica, della linea ferroviaria Gemona – Sacile e del suo intersecarsi in particolare con la ciclovia pedemontana FVG-3. Anche la recente approvazione della legge regionale in tema di mobilità ciclistica costituirà un’ulteriore elemento da esaminare insieme alle ulteriori modifiche intervenute nel quadro normativo nazionale in tema di mobilità dolce.

La conferenza/seminario di quest’ anno vorrebbe quindi, ripartendo da questi elementi, fornire ulteriori spunti di discussione e di confronto, in particolare tra gli amministratori locali e regionali, sui temi delle ciclovie e della mobilità dolce in generale esaminando quanto fatto e quanto è ancora da fare sul nostro territorio. Uno sguardo ampio da Alessandra Bonfanti, responsabile nazionale legambiente per le tematiche della mobilità dolce, oltre a portare un contributo di esperienze concrete aiuterà ad esaminare le due recenti leggi nazionali in tema di recupero delle ferrovie storiche e di sostegno alla mobilità ciclistica. I nuovi assessori regionali alle finanze e patrimonio e alle infrastrutture e territorio Barbara Zilli e Graziano Pizzimenti daranno una chiara indicazione sulle priorità che la nuova maggioranza regionale intende coltivare e promuovere sui temi della mobilità ciclistica e sullo sviluppo della linea ferroviaria Gemona-Sacile.

Ai rappresentanti delle associazioni, Alessandro Ciriani per Legambiente e Fabio Dandri per Fiab, il compito di esporre il punto di vista degli organizzatori attraverso due interventi incentrati non solo sull’analisi critica del presente ma anche sulle proposte concrete in particolare per quanto riguarda le opere necessarie da realizzare sul territorio della pedemontana.

Due esempi di possibile collegamento bicicletta-treno verranno poi portati uno dal professor Paolo Pittino attraverso un video realizzato dall’Istituto Comprensivo di Buja che illustra efficacemente un possibile utilizzo didattico di entrambi i mezzi ed uno verrà proposto dalla nota Azienda Roncadin di Meduno che, in un ideale colloquio con Davide Copetti rappresentante dell’associazione legambiente, formuleranno una ulteriore serie di possibili e concreti interventi realizzabili in occasione della riattivazione della linea ferroviaria onde svilupparne appieno tutte le potenzialità di utilizzo.

Infine una tavola rotonda permetterà un immediato confronto sui temi della mobilità dolce tra gli amministratori regionali e quelli locali rappresentati dal presidente dell’Uti del gemonese Aldo Daici, dal sindaco di Osoppo Paolo De Simon e dal rappresentante dell’amministrazione comunale di gemona assessore Davis Goi, confronto quanto mai necessario ad ogni livello per poter efficacemente coordinare e condividere gli obiettivi di miglioramento generale della viabilità ciclistica e ferroviaria nel territorio dell’Alto Friuli.

Alle associazioni Legambiente e Fiab il compito ovviamente di proporre, stimolare e, anche attraverso lo strumento ipotizzato del dossier annuale, controllare l’operato degli amministratori sul tema.

Un sobrio rinfresco permetterà di chiudere la conferenza assaporando la suggestiva bellezza del forte di Osoppo con immediata vista su tutto il territorio sottostante.