Carnia: il ‘Codice regionale dell’Edilizia’, giornata di studio a cura dell’Associazione intercomunale Conca Tolmezzina

“Regole comuni applicabili da Tarvisio a Lignano, spazi di intervento locale per salvaguardare le specificità, all’interno di un processo di programma di governo del territorio che tenda a valorizzare il patrimonio edilizio esistente”.
L’assessore regionale ai Lavori pubblici Riccardo Riccardi ha sintetizzato così gli indirizzi della Regione che hanno dato vita alla legge 19 del 2009, conosciuta come ‘Codice regionale dell’Edilizia’, ed al Regolamento che porterà alla sua completa operatività nel dicembre prossimo. L’occasione per questa riflessione è stata la giornata di studio organizzata dall’Associazione intercomunale Conca Tolmezzina alla quale hanno partecipato nel Municipio del capoluogo carnico numerosi amministratori pubblici, tecnici comunali e liberi professionisti che operano in Carnia. Presente anche il consigliere regionale Luigi Cacitti membro della IV Commissione consiliare. “Il cittadino e i professionisti che intendono realizzare un’opera nel settore edilizio – ha indicato l’assessore Riccardi – dovranno trovare un percorso semplificato e sostanzialmente omogeneo in tutti gli enti locali del Friuli Venezia Giulia”. “La giornata è dedicata all’approfondimento tecnico della legge, ma – ha rilevato Riccardi – è utile tenere conto del panorama in cui ci muoviamo per quanto riguarda l’uso del territorio e delle sue risorse”. In questo contesto Riccardi ha ricordato i finanziamenti messi a disposizione dei cittadini per il risparmio energetico nelle nuove costruzioni: 33 milioni di euro, che consentiranno di rispondere alle richieste di 6.850 famiglie.

Un tema sul quale si parla anche in questi giorni riguarda il rischio della sismicità: “Valutiamo con attenzione quanto dicono gli esperti – ha ribadito l’assessore – e affronteremo il problema con serietà senza dare adito ad inutili allarmismi”. Edilizia e Piano urbanistico regionale sono temi che si intersecano e l’assessore Riccardi ha rilevato come il PUR redatto due anni dopo il terremoto del 1976 ha svolto bene il suo compito, ma “oggi va adeguato ai mutamenti avvenuti e a quelli in corso nella cultura e nella vita del territorio del Friuli Venezia Giulia”. “E’ finita la stagione dell’espansione – ha detto – ed occorre governare al meglio il patrimonio esistente. Senza voler fare il passo più lungo della gamba, occorre lavorare con equilibrio per un nuovo approccio che valorizzi l’esistente per non assistere all’abbandono progressivo dei centri dei nostri paesi e delle nostre città”.