Carnia: Illegio perde la mostra-evento dell’estate

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di Luciano Santin

La mostra di Illegio di quest’anno doveva intitolarsi “I monti di Dio, dal Sinai della rivelazione al Calvario della crocifissione”. L’annuncio era stato dato nell’ottobre scorso a conclusione dell’evento “Il cammino di Pietro” che aveva raccolto 20 mila visitatori. Nello stesso mese aveva chiuso i battenti anche “Dipingere il mistero. L’arte della fede oggi” che il Comitato di San Floriano aveva promosso nella chiesa di Sant’Antonio Abate a Udine. Eventi realizzati con il coordinamento di don Alessio Geretti.UDINE La mostra artistica di Illegio, da 10 anni tra i grandi appuntamenti dell’estate regionale, quest’anno non si farà, causa complicazioni burocratico amministrative legate ad altre esposizioni organizzate a Roma. Il perché della mancata realizzazione verrà reso noto presto ma, assicura don Angelo Zanello, presidente del Comitato organizzatore, una volta tanto lo stop non dipende dal taglio dei fondi, ma da altre ragioni. «Siamo fermi, non ci sono problemi di carattere finanziario né, tantomeno, colpevoli da individuare», assicura il parroco di Tolmezzo. «I guai sono sostanzialmente di natura burocratica e per questo speriamo di sbloccare la situazione per quanto riguarda il futuro. Stiamo lavorando, e siamo fiduciosi. Appena avremo individuato una soluzione e una prospettiva, le renderemo note». Altri dati non vengono forniti, anche perché don Alessio Geretti, delegato per la Cultura per l’episcopato di Udine, in questi giorni si trova a Gerusalemme. L’assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti conferma che la mancata realizzazione dell’esposizione non è legata a spending rewiew in sede locale. «Sì, la mostra di Illegio quest’estate non si farà, per scelta degli stessi organizzatori. Da quanto mi risulta la sospensione è legata a problemi connessi con altre attività, svolte collateralmente, e per conto del Vaticano, in occasione dell’Anno della Fede. Qualche tempo fa il comitato ci ha comunicato la cosa, rinunciando formalmente al finanziamento (120 mila euro) previsto dalla Finanziaria, poi recuperato in sede di assestamento». L’accenno all’Anno della Fede si riferisce probabilmente alla mostra “Il Cammino di Pietro”, organizzata a Illegio lo scorso anno e proposto anche a Roma, a Castel Sant’Angelo, assieme ad un’altra mostra tenuta a Villa Borghese. I due eventi erano stati oggetto di un’inchiesta di Report intitolata “Il business delle mostre dei privati nei grandi musei pubblici”. Dopo aver spiegato che i visitatori, per vedere la mostra sul Cammino di San Pietro, dovevano pagare un sovrapprezzo di 3,5 euro, la trasmissione ricostruiva il percorso fatto dal Comitato organizzatore tolmezzino. Un “cammino” passato per l’ambasciatore Antonio Zanardi Landi, per Berlusconi e il cardinal Bertone, fino a Gianni Letta. In merito alle risorse, don Alessio in tv aveva all’epoca spiegato che il Comitato si era indebitato, ma che i previsti 280 mila visitatori avrebbero portato alla mostra quasi un milione di euro. In quanto alla mostra di Villa Borghese (ingresso di 2 euro), era risultato trattarsi di una sola opera, un San Tommaso di Andrea Del Verrocchio. Mentre il direttore della Galleria aveva sottolineato come fossero stati promessi dipinti di Rembrandt, El Greco e Velasquez, poi mai arrivati. Sia come sia, quest’anno il tradizionale appuntamento carnico con l’arte ispirata alla religiosità salterà un turno. Gli organizzatori, però, pur non volendo per il momento aggiungere altro, si dicono fiduciosi sulla possibilità di ripartire a breve.

11 pensieri su “Carnia: Illegio perde la mostra-evento dell’estate

  1. mauro

    E’ perlomeno non tempestiva la comunicazione della mancata realizzazione di una mostra già pubblicizzata al termine di quella dell’anno scorso. Ciò ha creato illazioni e commenti probabilmente non coerenti e non veritieri. Ma si sa, che al giorno d’oggi, la comunicazione è estremamente importante per dovere di trasparenza verso chi ha interessi di qualunque tipo. Gli assidui frequentatori della mostra di Illegio, organizzata dal Comitato di S. Floriano, un segno di attenzione nei loro confronti forse se lo meritavano visto che in migliaia pagavano il biglietto e che l’evento era sostenuto da un contributo pubblico. Attendo fiducioso la ripresa di questo importantissimo evento che riempie gli occhi ed il cuore di molte persone.

  2. Ermes

    A Palazzo Frisacco in centro le grandi mostre

    I contributi pubblici devono servire a promuovere una cultura laica, pluralista e pluriespressiva, non a senso unico controriformista, che valorizzi la creatività locale, ma apra al regionale, nazionale e internazionale, le mie linee guida quando ho curato per circa 4 anni le attività espositive.

    ATTIVITA’ ESPOSITIVE A PALAZZO FRISACCO
    Per i bambini, (in collaborazione con la Biblioteca Civica):
    • Sulle ali del libro, prima mostra regionale degli illustratori per l’infanzia (con Livio Sossi)
    • L’arte del bambino di Mario Lodi (con laboratori di creatività artistica nelle scuole materne ed elementari e in biblioteca (cui ha partecipato anche Altan)
    • Pinocchio incontra gli illustratori. 80 artisti per un burattino
    • Stefan Zavrel e alcuni illustratori di Sarmede (con laboratori con le scuole)
    Fotografia…:
    • ‘Prodere nell’America Centrale’ (in collaborazione con gli ufficei dell’ONU a Roma, UNOPS e UNPD) di Romano Martinis
    • ‘ Il fum e l’âga’ di Ulderica Da Pozzo
    • ‘ Sulle strade del Reel’ di Mario Vidor
    • ‘ Il Friuli e il cinema’ (in collaborazione con la Biblioteca Civica)
    • ‘ La seconda guerra mondiale e la Resistenza’
    • Storiamemoria: I giornali della Carnia del secondo dopoguerra
    Pittura, scultura…
    • Poema barocco di Renato Calligaro
    • Viaggio nei colori del cuore di Toni Zanussi (con una prefazione di Mons. Ravasi)
    • ‘ Il Dante’ di Anzil (catalogo utilizzato dagli amministratori come dono di rappresentanza)
    • Egidio Costantini, il Maestro dei maestri, sculture in vetro
    • Nonno, padre e figlio: Duchamp, Andre, Missoni
    • Georges Vriz: La divina commedia
    • ‘Maestri croati dell’arte naive’ (col patrocinio della Presidenza della Repubblica di Croazia e la presenza del console a Trieste per l’inaugurazione
    • Dal figurativo alla Nuova figurazione di Tiziano Dalla Marta
    • Contro totalitarismi e violenze di Remo Brindisi
    • ‘ La pinacoteca del Museo Carnico’ (con la prima esposizione della Walchiria di Vrubel)
    • ‘Artiste di confine’ (Arte femminile tra ‘800 e ‘900 in Carnia, Carinzia e nell’Isontino)
    (ristampa anastatica della biografia di Lucia Micoli Toscano in 301 copie numerate)
    • ‘Lo strappo, il labirinto, il segno’ di Tito Maniacco
    • ‘Carnia New Art’ (artisti giovani della Carnia: Marchi, Campanini, Plazzotta, …)
    • ‘Geometrie dell’anima’ di Marco Marra
    • ‘La stampa d’arte in Friuli dall’A alla Z’ (rassegna dell’incisione)
    • Diari carnici di Nino Memo
    • Omaggio alla creatività carnica: i Pillinini ‘Vuic’ di Tolmezzo …
    Per gli anziani:
    • ‘ Pennello d’argento’ con l’AUSER
    • Università della Terza Età (2 esposizioni)
    (‘Il porto sepolto di Giuseppe Ungaretti’, ristampa anastatica in 750 copie numerate, 1996 con la Biblioteca di Udine)

  3. musicandnews Autore articolo

    aggiornamento del 23/07/2014

    Illegio in lite con lo Stato per una statua
    di Maurizio Cescon wUDINE Una mostra prestigiosa, come quella di Illegio, bloccata per colpa di… una statua. Sembra un paradosso, ma in realtà, all’origine della sospensione dell’edizione 2014 della rassegna c’è un braccio di ferro tra il Comitato di San Floriano, che cura da un decennio le esposizioni carniche, e il ministero dei Beni culturali. Contenzioso che è sfociato in un ricorso al Tar del Lazio e la cui sentenza è attesa a giorni. Ma, dettaglio ancora più curioso, Comitato e Stato non sono in lite a causa della mostra di Illegio, ma di una seconda rassegna, che avrebbe dovuto svolgersi l’anno scorso alla Galleria Borghese a Roma nell’ambito dell’Anno della Fede e nella quale doveva essere esposta un’unica opera, la statua capolavoro del San Giovannino di Ubeda, attribuita a Michelangelo Buonarroti. Sarebbe stato un altro “colpo” di indubbio spessore artistico e culturale, quello che monsignor Angelo Zanello e don Alessio Geretti, del Comitato di San Floriano, progettavano di mettere a segno, dopo gli attestati di stima che avevano ricevuto nientemeno che da Papa Francesco, all’indomani del successo de “Il cammino di Pietro”, esposta pure a Castel Sant’Angelo, nella capitale. Sarebbe stato, appunto. Se non ci avesse messo lo zampino l’ex ministro dei Beni culturali Massimo Bray (governo Letta) e la Soprintendenza di Roma che posero il veto sulla mostra, poi definitivamente soppressa, a pochi giorni dalla prevista apertura, nel settembre 2013. Ma perchè Bray mise i bastoni tra le ruote al Comitato carnico? Gli appassionati d’arte, per ammirare il San Giovannino michelangiolesco, entrati alla Galleria Borghese, avrebbero dovuto pagare un sovrapprezzo di 2 euro, oltre ai 10 del normale biglietto. I 2 euro in più non sarebbero finiti nelle casse pubbliche, bensì in quelle del Comitato, proprio in base a una convenzione che offre tale possibilità a questa Fondazione privata. Monsignor Zanello e don Geretti convinti di aver rispettato tutte le regole, hanno visto nell’atteggiamento del Ministero, una sorta di prevaricazione e hanno presentato ricorso al Tar del Lazio. Ma la sentenza, nonostante l’udienza pubblica del 27 marzo scorso e due Camere di consiglio dei giudici amministrativi (l’ultima il 7 luglio), tarda ad arrivare. E così il Comitato di San Floriano, per sgomberare il campo da qualsiasi pendenza, ha deciso di sospendere (restituendo il contributo della Regione) la mostra di Illegio di quest’anno, intitolata “I monti di Dio”. «Adesso l’obiettivo è quello di riprendere con la consueta esposizione a Illegio nel 2015 – spiega don Alessio Geretti da Gerusalemme dove è impegnato –. E’ triste non poter continuare la nostra attività per la nostra terra, ma se siamo impossibilitati a operare, dobbiamo per forza attendere. L’intervento dello Stato, riguardante la mostra del San Giovannino, non doveva esistere e noi riteniamo che la questione debba essere riparata. Quello che è stato fatto, a nostro avviso, è un atto illegittimo che ci ha causato pure un danno economico, in quanto non è stato possibile allestire la rassegna alla Galleria Borghese. Avremmo voluto evitare di ricorrere alle vie giudiziarie, ma crediamo che sia stata la strada giusta. E in pochi giorni dovrebbe arrivare la sentenza». A dire il vero il Tar avrebbe già dovuto pronunciarsi, dopo l’udienza del 27 marzo scorso, ma nelle due riunioni della Camera di consiglio non è stata evidentemente raggiunta una decisione.

  4. marco

    Nonostante siano trascorsi parecchi annetti, dalla prima “edizione”, io sinceramente non ho mai avuto chiara, la trasparenza circa il percorso sui contributi pubblici… come, dove, quando, spese, costi, chi, e poi… ritorno economico … e quindi (di nuovo) chi, dove, come, quando… Qualche anima buona saprebbe dirmi dove trovare inforazioni esaurienti, o sarà mica piú semplice, spiegare il mistero della “Trinità”?

  5. Ermes

    1.588.000 euro a tanto ammonta il contributo pubblico nel periodo tondiano.Mostre pagate coi nostri soldi, dunque. Il Centro della Città di Tolmezzo non ne ha tratto alcun beneficio: le corriere dalla superstada salivano direttamente a Illegio, si fermavano forse a pranzo (basta controllore le fatture (- conti, i pasti serviti in quel periodo rispetto alla normalità) nel ristorante proprio attaccato verso sud, riprendevano la superstrada e il Centro di Tolmezzo lo intuivano lontano lontano, nessun beneficio per commercianti ed esercenti.

  6. marco

    Bei soldini 1.588.000 euro. Personalmente non mi dispiacerebbe se “REPORT”, ritornasse sull’argomento, ampliando ulteriormente il “raggio d’azione”. Così, giusto per curiosità ed eventuali nuovi sviluppi e trattandosi di soldi pubblici, credo che dovremmo essere tutti un po più “incuriositi”. La puntata che avevano già dedicato tempo addietro, l’ho trovata sorprendentemente interessante io. Veramente encomiabili! A volte, nel loro modo di condurre le inchieste cercando di far le pulci qua e la, si ritrovano anche ad “inciampare” in un vespaio.

  7. musicandnews Autore articolo

    aggiornamento del 27/07/2014

    di Michela Zanutto.

    Mostra negata al Comitato di San Floriano: il Tar del Lazio accoglie integralmente il ricorso degli avvocati di monsignor Zanello e don Geretti contro il Ministero per i Beni e le attività culturali con la sentenza 8226 e dispone un maxi risarcimento a favore dell’associazione culturale. Già sicuri invece 10 mila euro per il danno d’immagine. «Sostanzialmente il Tar dice no all’ipotesi di un rimborso totale (quantificato dal Comitato in 600 mila euro, ndr), ma dice anche che il Mibac e la Soprintendenza insieme hanno avuto torto su tutta la linea e quindi devono fare una proposta risarcitoria – sintetizza don Alessio Geretti, del Comitato difeso dagli avvocati Antonio Lirosi, Marco Martinelli e Chiara Bassolino –. Questa è una mossa intelligente da parte del Tar perché permette alla pubblica amministrazione di metterci in condizione di riparare un danno in parte con un risarcimento e in parte mettendoci in condizione di fare cose buone e sane». Il danno però non è legato alla sola mancata esposizione, alla Galleria Borghese a Roma, del San Giovannino proveniente dalla chiesa San Salvador de Ubenda. Di più. Si è «ramificato», come spiega don Alessio. «A causa di questo danno non abbiamo potuto fare, quest’anno, la mostra Illegio. Aspetto riconosciuto anche dal Tar attraverso il risarcimento simbolico del danno di immagine: il Tar non condanna quasi mai una pubblica amministrazione a tale risarcimento. Segno che hanno ritenuto che la nostra posizione meritasse di essere riabilitata: ci è stato fatto un grave torto che non meritavamo. Adesso attendiamo una ragionevole proposta». Tutto, secondo don Alessio, comincia con la messa in onda della trasmissione televisiva di Rai 3, Report. «L’interruzione del rapporto con noi, normato da un apposito protocollo, è stato indotto da qualcuno dell’ambiente romano che per motivi che non sta a noi chiarire è stato probabilmente infastidito dalla presenza della mostra del comitato laggiù. E quindi ha cercato di fare credere attraverso Report che le nostre mostre fossero senza senso e senza valore, non conformi ad accordi corretti e magari fatte pure a scopo di lucro – dice don Alessio –. Invece, ad avere un vantaggio economico è stata la Soprintendenza di Roma e tutto era concordato passo dopo passo e sempre approvato. Insomma, chi ha ispirato quel servizio voleva tentare di screditarci. Hanno messo in moto un meccanismo di diffidenza e sospetto che ha spinto qualcuno nel Ministero a fermarci. Peccato che né i sospetti né le accuse avessero fondamento». Una ricostruzione, quella di Report che don Alessio giudica «fantasiosa e poco giornalistica perché non hanno nemmeno fatto una verifica delle fonti e dei numeri: il Comitato non è un ente commerciale, ma lavora per uno scopo spirituale e scientifico. Eravamo a Roma perché chiamati da alte istituzioni, non certo per drenare denaro. Anche perché la mostra non sarebbe arrivata nemmeno a pareggio per principio: dovevamo dare una parte degli incassi alla Soprintendenza e pagare il personale dello Stato». Intanto però a Illegio la mostra 2014 è sospesa. «È stato un periodo di grande sofferenza – chiosa don Alessio – anche perché vedevamo la paralisi conseguente l’annullamento dell’esposizione: non potevamo più fare nulla di quello che avevamo in animo e questo ha conseguenze anche sulla nostra montagna che ha bisogno di attività. D’altro canto eravamo sereni perché sapevamo d’essere puliti e corretti».

  8. Ermes

    Aspettiamo il ricorso al Consiglio di Stato!!!!! 10.000 euro, per danno-immagine sembrano proprio una presa in giro del TAR!, che comunque ha detto chiaramente che i 600.000 (a tanto ammontano i loro debiti?) se li sognano.

  9. marco

    600.000 euro di debiti?
    Che qualcuno sia entrato senza pagare il biglietto?

  10. Ermes

    Dato che ci siamo perchè i due non restituiscono alla comunità tolmezzina la chiesa di Santa Caterina, prima che la bruttassero con un obbrobrioso affresco sul soffitto, che per guardarlo bisogna o salire sull’altare o fare le acrobazie con la testa per capire qualcosa di quella schifezza, che provoca un danno enorme: ‘uccide e mette in secondo piano la stupenda grande Pala dell’Amalteo, che l’austero bianco invece esaltava. Ma si sa, sono sempre stati dei prepotenti che fanno quel che vogliono e come gli pare, con l’appoggio dei poteri forti di Tolmezzo.

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