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Carnia: il lento declino della montagna, cresce solo il comune di Amaro

di Maura Delle Case.

Non si cura del campanile Giorgio Morocutti, sindaco di Ligosullo, piccolissimo paese che all’inizio del 2014 contava appena 126 abitanti. Quel che gli importa è continuare a garantire il minimo dei servizi necessari alle 35 famiglie che ancora abitano il paese, affinché possano restare e non cedano al richiamo delle sirene, ossia i centri della pianura. La ricetta è drastica, ma a suo giudizio inevitabile e passa attraverso la fusione «di cui – accusa Morocutti – i comuni di fondovalle non vogliono sentir parlare». Eppure, secondo il sindaco “illuminato”, questo sarebbe l’unico modo per evitare uno spopolamento senza freno, l’unico per convincere la gente a restare. «Così – continua il primo cittadino – potremmo infatti attivare servizi di prossimità per comuni e frazioni, come il trasporto di anziani e famiglie con una sola vettura (o nemmeno quella) a fondo valle. Sarebbe un modo per dare un segnale perché qui paghiamo le tasse come tutti, ma alla gente non torna indietro nulla». Morocutti lo dice con tono affranto, raccontando di un paese in debito d’ossigeno, che lo scorso anno ha dovuto suo malgrado rinunciare anche all’unico bar del paese. «Ha chiuso per le troppe tasse, ora abbiamo solo una taverna che apre nel fine settimana», afferma. Tutt’altra la situazione di Tarvisio, che pure, in assoluto, è il paese che dal ‘91 ha perso di più: quasi 1.500 persone. Colpa delle frontiere “cadute”, che hanno spazzato via un’intera economia fatta di dogana, guardia di finanza, case di spedizioni, servizi collegati. Si aggiungano poi la chiusura della miniera di Cave del Predil e ancora il decremento degli occupati in Weissenfels, passati dai 600 dell’epoca d’oro agli attuali 80 e poco più. E oggi? «A penalizzarci ancora è la sfida, costantemente in perdita, con Austria e Slovenia – afferma il sindaco Renato Carlantoni – . C’è una differenza enorme sia in ordine alla pressione fiscale che alla burocrazia. In Austria per avere una concessione edilizia basta una settimana, da noi ci vogliono mesi. Un litro di benzina costa meno di un euro, da noi un euro e 40 centesimi. Il tutto ad appena 5 chilometri di distanza (7 dalla Slovenia). La gente se n’è accorta e oltre al fenomeno migratorio delle imprese, oggi noi viviamo un esodo costante anche da parte dei privati». Sono ben 83, dal 2010, i cittadini che si sono trasferiti oltre confine «pur venendo quotidianamente a lavorare da noi». Amaro invece cresce. Merito della vicina zona industriale. É forse l’unico caso in regione dove i lavoratori superano gli abitanti. Sono mille “contro” 837. Il paese deve la sua ricchezza senz’altro alla presenza di lavoro, ma contano anche «il casello autostradale – spiega il sindaco Laura Zanella – , il servizio pubblico extraurbano (passa una corriera per Udine ogni ora) nonché la vicinanza a Gemona e Tolmezzo». I due centri si raggiungono in appena 5 minuti da Amaro dove comprare o affittare casa costa però assai meno.

Una risposta a “Carnia: il lento declino della montagna, cresce solo il comune di Amaro”

  1. Il declino e anche dato dal fatto che anche chi gestisce i Comuni della Carnia pensa solo alle sue tasche, e non al bene della Carnia e suoi abitanti, quando in un Comune come Rigolato, negli ultimi anni si sono spesi centinaia di migliaia di euro per delle stupende opere inutilizzate perchè non ancora agibili o in ogni caso “regolari”, e nessuno ha protestato, non ci si puo aspettare altro che il declino lento ma inesorabile… Pravato Paolo

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