Carnia: malghe assegnate ad allevatori che non montificano mucche, scatta la protesta

di Gino Grillo

Proteste da parte della Cooperativa malghesi della Carnia per l’assegnazione delle malghe regionali ad allevatori che non montificano mucche. «Dopo aver appreso i risultati dei bandi di concessione di alcune malghe di proprietà della Regione ci siamo chiesti – hanno detto il presidente Alberto Pischiutti e il direttore Claudio Peresson – cosa pensassero quanti deputati all’elaborazione dei regolamenti, vedevano aggiudicate le malghe che per secoli hanno ospitato bovini e capre da latte a greggi di pecore e cavalli». Il riferimento è alle malghe Plotta e Collina Grande in Comune di Paluzza e Ramaz e Lodin in Comune di Paularo. Malghe oggetto di ingenti investimenti pubblici per ristrutturazioni e ricostruzione di stalle, impianti di mungitura e caseifici per renderle funzionali alla trasformazione del latte in formaggio. «Lavori che non solo durano da molti anni senza essere stati ancora completati per probabile scarso interesse e anche negligenza visto che i finanziamenti per il completamento dei lavori della malga Collina Grande e Casera Ramaz sono stati tolti e usati per altri scopi. Se si voleva mantenere per queste malghe la destinazione tradizionale e la loro vocazione ad alpeggiare vacche da latte e trasformare latte in prodotti tipici non era semplice escludere direttamente altre specie diverse dalle vacche quali pecore e cavalli dal bando?». I malghesi ritengono che se i Comuni, proprietari di gran parte delle malghe, adottassero lo stesso comportamento della Regione metterebbero in crisi tutti i malghesi con le relative conseguenze per l’ambiente, l’immagine della Carnia e l’attrazione turistica che ne consegue.

2 pensieri su “Carnia: malghe assegnate ad allevatori che non montificano mucche, scatta la protesta

  1. Lidia T. David

    Proteste da parte della Cooperativa malghesi della Carnia per l’assegnazione delle malghe regionali ad allevatori che non montificano mucche. «Dopo aver appreso i risultati dei bandi di concessione di alcune malghe di proprietà della Regione ci siamo chiesti – hanno detto il presidente Alberto Pischiutti e il direttore Claudio Peresson – cosa pensassero quanti deputati all’elaborazione dei regolamenti, vedevano aggiudicate le malghe che per secoli hanno ospitato bovini e capre da latte a greggi di pecore e cavalli». Il riferimento è alle malghe Plotta e Collina Grande in Comune di Paluzza e Ramaz e Lodin in Comune di Paularo. Malghe oggetto di ingenti investimenti pubblici per ristrutturazioni e ricostruzione di stalle, impianti di mungitura e caseifici per renderle funzionali alla trasformazione del latte in formaggio. «Lavori che non solo durano da molti anni senza essere stati ancora completati per probabile scarso interesse e anche negligenza visto che i finanziamenti per il completamento dei lavori della malga Collina Grande e Casera Ramaz sono stati tolti e usati per altri scopi. Se si voleva mantenere per queste malghe la destinazione tradizionale e la loro vocazione ad alpeggiare vacche da latte e trasformare latte in prodotti tipici non era semplice escludere direttamente altre specie diverse dalle vacche quali pecore e cavalli dal bando?». I malghesi ritengono che se i Comuni, proprietari di gran parte delle malghe, adottassero lo stesso comportamento della Regione metterebbero in crisi tutti i malghesi con le relative conseguenze per l’ambiente, l’immagine della Carnia e l’attrazione turistica che ne consegue.

  2. michele

    questo e quello che succede quando non ce piu interesse per i nostri allevatori spero la regione prenda anche se pur tardi provvedimenti

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