Cavazzo: trova chilogrammi di tritolo della seconda guerra mondiale e li porta al sindaco

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foto Gazzettino

di Gino Grillo

Sette chilogrammi di tritolo della seconda guerra mondiale sono stati trovati nei boschi fra Cavazzo Carnico e Verzegnis. Il ritrovamento, casuale, è stato effettuato dal consigliere comunale, responsabile della Protezione civile per il comune di Cavazzo Carnico, Sandro Brunetti. Questi, alzatosi di prima mattina, si è diretto lungo un antico e semi sconosciuto sentiero che porta verso il limitrofo comune di Verzegnis, tratturi una volta molto percorsi, ma con l’abbandono della scarna agricoltura di montagna, sempre meno frequentati e per questo forse più suggestivi. Giunto il località Daudac, Brunetti ha scorto, non distante dal piano di calpestio, qualcosa di insolito. Dopo un breve accertamento, scavando ulteriormente quanto le recenti piogge non avevano ancora portato alla luce, ha ritrovato ben 7 chilogrammi di tritolo. «Non sapendo di che cosa si trattasse – ha raccontato Brunetti – l’ho portato a casa. Poi sono andato in municipio e ho avvisato il sindaco Dario Iuri e i carabinieri del comando di Tolmezzo. Quando sono arrivati gli artificieri, hanno sciolto ogni dubbio: tritolo». «Brunetti è un valido collaboratore e preparato conoscitore della zona, che ispeziona per amore del camminare in montagna, ma anche per presidiare il territorio» ha commentato il sindaco. Giunti sul posto i carabinieri di Tolmezzo hanno allertato i colleghi artificieri del Comando provinciale che hanno distrutto, bruciando in un campo non distante il paese, il tritolo ritrovato. «Si trattava di un reperto della guerra 1940-45 – ha commentato il capitano dei carabinieri Mauro Bonometti – forse venuto in superficie a causa delle recenti piogge, in un territorio poco frequentato dall’uomo». Reperti avariati, ma ancora potenzialmente pericolosi. «Non è un caso insolito trovare armi, munizioni ed esplosivo nelle nostre montagne – ha proseguito il comandante dell’arma tolmezzina – più facile trovare munizioni e armi per lo più personali, ma non è la prima volta che si scopre dell’esplosivo». «In fin dei conti – ha concluso Bonometti – questi monti sono stato il teatro di ben due guerre mondiali».