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Ce par di bal…ons

E’ finita come di solito finisce tutto in Italia; si comincia con una forte indignazione, seguita da un fiero proclama emanato all’unisono da classe politica e società civile: chi ha sbagliato paghi, dobbiamo ridare credibilità al sistema, eccetera. Poi quelli che blaterano di rispetto della legalità si accorgono che per ristabilirla davvero dovrebbero anch’essi pagare un prezzo e allora tutto cambia e si ammorbidisce: si aprono i banchetti, le trattative, le minacce più o meno velate. Gli imprenditori coinvolti prospettano ritorsioni economiche, i politici auspicano il rispetto delle regole ma senza far male a nessuno, ai loro amici soprattutto. E si arriva a un bel compromesso dove si cambia qualcosina per non cambiare nulla; in pratica all’inizio un grande entusiasmo che poi si attenua, per stemperarsi poi in una malcelata insofferenza che nasconde un timore: non è che questi giudici vogliono fare piazza pulita per davvero? E’ sempre così quando ci sono in ballo interessi economici e quindi anche politici. I tifosi della propria città sono un bene da tutelare, da vezzeggiare. E quindi i sindaci hanno preso le loro parti e non quelle della giustizia. Purtroppo, è normale, ma questa normalità non ci fa del bene, anzi secondo me per la nostra competitività è un disastro, perchè si tende a risolvere tutto così nel nostro paese; difatti la classe politica ed imprenditoriale è sempre la stessa e non cambia mai e quindi anche chi ha idee e voglia di fare, di cambiare o di innovare, si scontra con un sistema chiuso in se stesso e impenetrabile. In Italia non sapremo mai prenderci delle responsabilità, non diventeremo mai adulti. E questo sembra andar bene a tutti……………. mavaffanc…..