Cividale: matrimoni in città è boom di richieste x le cerimonie nuziali nei luoghi d’arte

 

Scommessa vinta, quella della giunta Balloch: le cerimonie nuziali nei luoghi d’arte – chance offerta dalla città ducale da alcuni mesi e pressoché unica, su scala regionale – piacciono, attirano. Al di là delle attese. Da quando Cividale ha lanciato il modello di un “sì” immerso nella storia (quella, plurisecolare, dell’ex monastero di Santa Maria in Valle), sugli uffici municipali fioccano richieste per la celebrazione di matrimoni. «Trenta riti, da aprile», comunica il primo cittadino. «E molte altre nozze – rende noto – sono in programma entro la fine dell’anno». Naturalmente non solo di cividalesi si tratta, anzi. Le domande arrivano da tutto il Friuli Venezia Giulia, e oltre: «Nella cornice di Santa Maria in Valle – racconta il sindaco – si sono sposate anche sei coppie straniere.

Un boom. Siamo stati contattati pure da diversi wedding planners, che ci chiedono informazioni sugli spazi a disposizione e sugli arredi. Insomma: stiamo raccogliendo i frutti sperati. E visto che i risultati ci sono abbiamo deciso di potenziare ulteriormente il sistema». Il che significa, in primis, nuove dotazioni sul fronte allestimenti: «Studieremo, per la prossima stagione – annuncia Balloch –, le soluzioni da adottare per ingentilire ancor più gli spazi per il rituale, ovvero il chiostro del convento e la sala del refettorio». Non solo. Per distinguersi nel panorama generale, infatti, il Comune di Cividale ha anche modificato (o meglio, incrementato) gli omaggi offerti tradizionalmente agli sposi dall’amministrazione. Alla penna con cui marito e moglie firmano l’atto di matrimonio «si sono aggiunti – spiega il sindaco – altri due oggetti fortemente simbolici: il Tricolore e la costituzione italiana». L’ispirazione, com’è facile intuire, è arrivata dalla circostanza del 150° anniversario dell’Unità nazionale, ma l’iniziativa non vuole rappresentare uno spot e proseguirà, conseguentemente, nel tempo. Sempre più attrattiva, dunque, la cittadina ducale, cui l’ingresso nella World Heritage List ha regalato una visibilità su larga scala: e proprio in relazione al piano Unesco sono in corso alcune importanti progettualità internazionali, che affiancano Cividale e la rete longobarda di cui è capofila ad una serie di centri d’oltre confine, nella penisola balcanica. L’esecutivo ha aderito, fra l’altro, al progetto europeo “Transnational benchmarking for historical and cultural tourism of the cross-border area”, che è capeggiato dal Comune di Pozzuolo e che coinvolge pure le municipalità croate di Viskovo e Kastava. Si confida, adesso, nel finanziamento del programma: l’importo potrà spaziare da un minimo di 500 mila euro a un massimo di 5 milioni. Ma tornando agli sposalizi: l’exploit è certo dovuto alle suggestive location aggiuntive, ma non solo. Determinante è anche un secondo fattore. La cittadina ducale, infatti, è l’unico centro in Friuli Venezia Giulia in cui le nozze civili possono essere celebrate pure nelle giornate di sabato e domenica, sia al mattino che nel pomeriggio. Lucia Aviani