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Cividale: tutti contro l’ipotesi del «Pronto soccorso ridotto» 02/04/11


di Lucia Aviani

Concediamo alla Regione un mese di tempo per fornirci, tramite un documento ufficiale, una risposta chiara e definitiva su quello che sarà il futuro dell'ospedale di Cividale: se entro quel termine, che ci sembra assolutamente ragionevole, non otterremo un riscontro promuoveremo una grande manifestazione di protesta, bloccando le strade della città». L'Associazione regionale sanità si mobilita contro il piano di ridimensionamento del pronto soccorso cividalese annunciato proprio a Cividale dall'assessore regionale Kosic, per il quale è previsto un taglio di operatività dalle attuali 24 a 12 ore (con chiusura domenicale)  Opzione assolutamente inaccettabile, tuona il sodalizio, «in quanto preludio alla chiusura dell'intero nosocomio». «Adesso basta – sbotta il portavoce dell'organismo, Pietro Qualizza -, abbiamo sopportato anche troppo. Se la Regione punta a una politica defatigante, confidando che prima o poi la gente si rassegni, sbaglia di grosso. Non pensiamo nemmeno ad una petizione popolare: passeremo direttamente all'azione, non esitando ad andare sopra le righe perché di fronte a tutto ci sembra lecito. Aspettiamo un segnale ben preciso: non ci accontenteremo di qualche dichiarazione sui giornali, vogliamo nero su bianco in un testo, appunto, ufficiale, che chiarisca una volta per tutte cosa si intende fare del nostro ospedale. Un dato è certo: non molleremo, in questa battaglia. Il pronto soccorso deve rimanere. É un periodo di crisi e questo è noto a tutti: si è tagliato un po' qua e un po' là con un'unica eccezione, il settore della politica. Ciò non è ammissibile. Mancano i soldi? Bene, si risparmi, ma sui rami secchi, non sulla sanità o sull'istruzione. É intollerabile che la Regione pensi di derubarci di quel poco che ci è rimasto». I consiglieri regionali del territorio, esorta l'Associazione, facciano la loro parte: «A Roberto Novelli – dice Qualizza – suggerisco di imporsi nei confronti della sua maggioranza, visto che nel "menù elettorale" da lui proposto ai cittadini rientrava anche la difesa dell'ospedale: se il suo appello non venisse accolto sarebbe meglio che uscisse dal Pdl ed entrasse nel gruppo misto, per manifestare il proprio dissenso verso la politica sanitaria della giunta Tondo e confermare l'impegno a tutela dell'area che rappresenta». Novelli aveva già preso posizione nel vertice fra l'assessore alla sanità Kosic e i sindaci dei 17 Comuni dell'Ambito del Cividalese.