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Comeglians: il giro scopre il Crostis, celebre tra i motociclisti tedeschi, regno di marmotte e aquile

di ANTONIO SIMEOLI

È l’asso nella manica del turismo in Carnia. Comeglians e Ravascletto lo caleranno il 21 maggio prossimo quando il Giro d’Italia lo scalerà per la prima volta prima del “tradizionale” arrivo in quota sullo Zoncolan. Si tratta del monte Crostis, regno di marmotte e aquile, un vero e proprio paradiso terrestre.

La cima è a 2.250 metri, ma non serve raggiungere la vetta per poter sentirsi davvero a un passo dal cielo  Poco sotto quota duemila infatti si diparte la Panoramica delle vette, la strada più alta del Friuli, sei chilometri di saliscendi in quota proprio in questi giorni oggetto di lavori in vista del passaggio della carovana rosa. Sei chilometri immersi nella natura con punti di osservazione che consentono al turista di spaziare sulle Dolomiti, sul massiccio (e ghiacciaio) del Grossglockner, sulle valli della Carnia. Quando il cielo è terso dal Crostis si può vedere anche il mare e sembra quasi di toccare lo Zoncolan, l’altra montagna simbolo.<br />
Grazie alla grancassa del Giro d’Italia, alle tre scalate di successo allo Zoncolan e ai turisti che si sono interessati alle montagne della zona, il monte Crostis e la Panoramica delle vette in questi ultimi anni è diventata già meta di centinaia di visitatori.
«E pensare che – spiega il sindaco di Comeglians, Flavio De Antoni – è che questa montagna, se si eccettuano gli abitanti del luogo, è più conosciuta all’estero che in Friuli». Un esempio? Alla Panoramica delle vette si affacciano due malghe, una delle quali trasformata in rifugio. Si chiamano Chiadinas e Crostis. «Tutti i posti letto della prima – continua il primo cittadino – sono stati prenotati per l’intero mese di agosto da un gruppo di motociclisti tedeschi, che hanno valicato le Alpi soltanto per fare escursioni sulle nostre montagne». Ecco perchè il Crostis è destinato a diventare la gallina dalle uova d’oro per il turismo carnico. «L’arrivo del Giro e dei turisti dall’estero – spiega il vicesindaco di Ravascletto, Sandro De Infanti – ha fatto capire alla nostra gente di avere due assi nella manica da calare: il Crostis e lo Zoncolan». Solo una cosa la gente di questo angolo di Carnia, in testa gli amministratori locali, chiedono a gran voce: i turisti arrivino pure anche dall’estero in gran numero, ma non compromettano di una virgola quell’angolo di Paradiso. Le due amministrazioni comunali già stanno pensando di consentire il transito sulla Panoramica delle vette a senso unico nei mesi estivi. Salita da Comeglians-Tualis e discesa verso Ravascletto.
Lassù poi niente nuovi insediamenti umani, niente agriturismi, niente seconde case. Solo quell’angolo di Paradiso ben raccontato nella guida naturalistica mandata alle stampe 11 anni fa dal Comune di Comeglians e realizzata da Paolo Madrassi. Il professore racconta della vista che da lassù spazia su montagne simbolo come Peralba, Coglians (che par di toccare), Antelao, Pelmo, Civetta o il mare; della pianta galleggiante Sparganium Angustifolium, che si può ammirare nel laghetto Tarandon; del fischio delle marmotte che si sente ovunque, del volteggiare della aquile, delle impronte di orso spesso visibili.
Finora il Corstis è stato terra di conquista per motociclisti (tedeschi) ed escursionisti d’estate e d’inverno (con le cjaspe, ideali per “galleggiare” su metri di neve). Ora è il nuovo asso nella manica del turismo in Carnia. Purche, avverte la gente, rimanga un Paradiso terrestre.