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Coopca: il procuratore Tito chiede la nomina del commissario giudiziale

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La Procura di Udine ha presentato istanza al tribunale del capoluogo friulano per la nomina di un commissario giudiziale per Coop Carnica, la società di Amaro finita sotto inchiesta per le ipotesi di falso in bilancio e conflitto d’interessi. La richiesta è stata presentata dal procuratore facente funzioni, Raffaele Tito, a norma dell’articolo 161 della legge fallimentare. «Le condotte precedenti degli amministratori di CoopCa – ha spiegato Tito – non lasciavano ben sperare per il futuro».

La decisione in merito alla nomina potrebbe essere presa nel corso dell’udienza di giovedì, quando il collegio giudicante si pronuncerà sulla richiesta di proroga di 60 giorni dei termini per il deposito della documentazione e del piano di concordato preventivo che l’avvocato di CoopCa aveva avanzato nei giorni scorsi al tribunale.

aggiornamento del 20/01/2015

(m.ce. dal MV di oggi)

Non c’è la controprova, ma la sensazione è che i vertici di CoopCa siano stati presi in contropiede dalla richiesta del procuratore della Repubblica di Udine facente funzioni Raffaele Tito di nominare, da parte del tribunale, un commissario giudiziale a norma dell’articolo 161 della legge fallimentare. Il presidente della cooperativa finita nell’occhio del ciclone da un paio di mesi a questa parte, Ermano Collinassi, si riserva di commentare quando avrà più chiari i contorni della decisione di Tito. «Ho appena appreso la notizia – ha spiegato ieri pomeriggio – e vorrei approfondire la questione con tutti gli elementi del caso. Quando li avrò potrei fare delle dichiarazioni. In questi casi la fretta non è mai una buona consigliera, quindi per ora preferisco non commentare». Anche in ambienti della Regione ci si limita a una laconica presa d’atto. Si vuole intanto capire se la richiesta del procuratore sarà accolta, mentre poi ci potrebbero essere ulteriori sviluppi della situazione. Non bisognerà comunque aspettare molto. La decisione in merito alla nomina del commissario potrebbe essere presa nel corso dell’udienza di giovedì, quando il collegio giudicante si pronuncerà sulla richiesta di proroga di 60 giorni dei termini per il deposito della documentazione e del piano di concordato preventivo che l’avvocato di CoopCa aveva avanzato nei giorni scorsi al tribunale. Se dovesse essere effettivamente concessa la proroga, si getterebbero le basi del percorso di salvataggio, evitando così un fallimento che sarebbe deleterio per tutta l’economia carnica. Come è noto ci sarebbero delle manifestazioni di interesse per rilevare CoopCa, anche da parte di grandi gruppi multinazionali. Ma tutto dipende da come si pronuncerà il tribunale. Sulla necessità di avere più tempo si era espresso, qualche settimana fa, anche uno dei “saggi” della Regione. «La proroga – aveva detto Gianfranco Verziagi, uno degli esperti che la Regione ha inviato ad Amaro per scavare nei conti della società – è indispensabile perché in queste settimane, oltre ad analizzare i conti, abbiamo dovuto fare in modo che la gestione potesse continuare e non è stato facile». Senza dimenticare che, nell’inchiesta aperta dalla procura di Udine con le ipotesi di reato di falso e conflitto d’interessi, vi sarebbero già degli indagati nel cda.