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Coopca: si “sfila” la maxi-cordata, niente salvataggio l’azienda sarà venduta a pezzi

di Lodovica Bulian.

Addio cordata per l’acquisto in blocco di Coop Carnica, si va verso l’operazione “spezzatino”, meno profittevole da un punto di vista economico e, soprattutto, non in grado di garantire quella che fin dall’inizio era un’impresa quasi impossibile, cioè consentire il rimborso integrale del prestito ai soci (26,5 milioni di euro) e tantomeno le quote sociali acquistate sempre dai soci (8 milioni di euro). Si addensano nubi pesanti sul futuro dell’azienda di Tolmezzo che martedì dovrà presentare al tribunale di Udine il piano di ristrutturazione del debito per l’ammissione al concordato preventivo e scongiurare così il fallimento. La cordata appartenente al mondo della cooperazione che aveva manifestato l’interesse a traghettare fuori dalle secche CoopCa, di cui farebbe parte anche Conad (Consorzio nazionale dettaglianti), si sarebbe “sfilata”, di fatto aprendo la strada, per l’appunto, alla soluzione “spezzatino”. In sostanza, stando a indiscrezioni, il piano che sarà depositato nelle prossime ore prevede la vendita di singoli o gruppi di negozi in Friuli e in Veneto in base alle offerte che sono pervenute da operatori privati. Nessun acquisto in blocco della quarantina di supermercati che danno lavoro, insieme alla sede centrale e al magazzino, a 600 persone. Il presidente del consiglio di amministrazione, Ermano Collinassi, non intende rilasciare dichiarazioni. La fase è delicatissima, e quanto ai rumors sulla cordata “sfumata” il presidente, raggiunto telefonicamente, si limita a dire: «Non voglio parlare prima della decisione dei giudici». I motivi della marcia indietro dei possibili soccorritori si collegherebbero alla difficile situazione finanziaria in cui versa CoopCa, un vicolo cieco fatto di 83 milioni di debiti, verso cui la società sarebbe stata spinta da investimenti che non hanno prodotto i risultati sperati. Una gestione sulla quale ha acceso i riflettori la Procura di Udine che ha aperto un fascicolo d’indagine. Le ipotesi di reato sono falso in bilancio, false comunicazioni sociali e abusiva attività di raccolta del risparmio. Dodici gli indagati, tra componenti dell’ultimo consiglio di amministrazione e revisori dei conti. L’altro problema è rappresentato dalla crisi che ha investito, pochi mesi prima, Coop Operaie di Trieste, per il cui salvataggio si sono impegnate direttamente Conad e Coop Nordest, che a questo punto non sono in grado di aprire altri “fronti”. Negli ultimi mesi si erano fatti altri nomi, come quello di Despar, che, dopo alcune verifiche, ha preferito non impegnarsi tenuto conto della sovrapposizione in Friuli e in Veneto di molti negozi CoopCa con supermercati a insegna Despar. La preoccupazione è crescente pure tra i risparmiatori. «Se le cose dovessero mettersi male, non si dica che non lo avevamo detto» afferma Donatella Iob, referento del comitato soci risparmiatori. Un avvertimento implicito al Cda, lo stesso che «non ha avuto il buon senso di farsi da parte», come aveva chiesto la Procura avanzando istanza, poi bocciata, di nomina di un commissario giudiziale. Dopo la presentazione del piano, il tribunale fisserà un’udienza per la cessione dei beni e il voto dei creditori, in agenda nell’arco di un paio di mesi. Un tempo nel quale sarà possibile presentare integrazioni al piano per migliorarlo. Un’operazione nella quale potrebbe inserirsi anche la politica cercando di aprire un tavolo per trovare nuovi acquirenti per le parti che resteranno invendute di Coop Carnica. Il piano contiene anche la richiesta di nominare un commissario liquidatore per poter cedere alle migliori condizioni i negozi a cui oggi sono interessati diversi operatori privati.