Friuli: il fumo fa più male alle donne, i risultati di una ricerca

 
di Maurizio Cescon

Fumare fa più male alle donne. Tanto più male, al punto che una “bionda” consumata da una signora equivale al danno che cinque sigarette fanno a un uomo. E’ il sorprendente risultato, illustrato a Parigi al congresso della Società europea di cardiologia (Esc), frutto di una ricerca condotta per anni anche su un gruppo di 6 mila volontari, maschi e femmine, residenti in Friuli Venezia Giulia, oltrechè nel Lazio, in Brianza e a Napoli, così da avere un quadro nazionale il più possibile omogeneo e veritiero. E’ stato il dottor Diego Vanuzzo, responsabile del Centro prevenzione vascolare dell’Ass 4 “Medio Friuli” nonchè esperto di prevenzione nell’ambito della Società europea di cardiologia, a illustrare i dati scientifici della ricerca, condotta dal Dipartimento di Scienze farmacologiche dell’Università di Milano con la collaborazione dell’Istituto superiore di sanità. «Per una dozzina di anni – spiega il dottor Vanuzzo – abbiamo seguito in modo molto rigoroso e scrupoloso circa 6 mila soggetti, che fanno parte di quella che noi chiamiamo “coorte”. Si tratta di volontari, tutti sani, il 35% di uomini fumatori e il 20% di donne fumatrici. Dalle informazioni mediche che abbiamo ottenuto da questi individui, abbiamo potuto trarre le conclusioni che proprio fumare fa danni molto più consistenti al sesso femminile, mentre i fattori di rischio per il cuore legati a obesità, diabete, pressione arteriosa sono molto simili per i due sessi». Dunque possiamo dire che il fumo “odia” letteralmente le donne, amplificando con un rapporto di cinque a uno, i danni prodotti sul cuore femminile rispetto a quello degli uomini. L’organismo femminile è particolarmente vulnerabile agli effetti del tabacco, indipendentemente da altri fattori come l’età, la pressione arteriosa, l’obesità, la classe sociale. «Sappiamo – ha spiegato la professoressa Elena Tremoli dell’Università di Milano – che le donne sono naturalmente protette contro le malattie cardiovascolari, in particolare prima della menopausa. E questo porta ad avere meno attenzione nei confronti dei fattori di rischio per la salute femminile». Le patologie cardiovascolari provocano ogni anno circa 4,3 milioni di morti in Europa, 242 mila in Italia e sono sempre più “rosa”. Lo studio presentato grazie anche alla collaborazione friulana, dimostra come il peso dei fattori di rischio non sia uguale nei due sessi. Un altro dato interessante è che, mentre per i maschi il livello di istruzione è inversamente proporzionale alla salute delle arterie, più hanno studiato meno sono ostruite, per le femmine ciò non vale. La malattia cardiovascolare è appannaggio degli uomini fino ai 55/60 anni, poi per un periodo i due sessi si equivalgono e infine, intorno ai 75 anni, le proporzioni si invertono. Per questo gli esperti insistono sull’importanza della prevenzione e della sensibilizzazione. Ma la partita della prevenzione per la salute della donna attraverso la lotta al fumo per il momento sembra essere stata persa. Per la prima volta, nel nostro Paese (e anche il Friuli non fa eccezione), si è raggiunta quasi la parità tra uomini e donne con il vizio. E le signore sono anche più restie a smettere, rivela il Rapporto annuale sul fumo in Italia, realizzato dall’Osservatorio fumo alcol e droghe dell’Istituto superiore di sanità.

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