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Friuli: la svolta nell’enologia regionale

 

di CLAUDIO FABBRO

Nei giorni scorsi ho avuto il piacere di ritrovarmi con il Preside Paolo Battigello, vari docenti e gli allievi del 5º e 6º anno di Enologia dell’ Istituto Tecnico Agrario Statale Paolino d’Aquileia” di Cividale per una giornata di studio tesa ad approfondire insieme a loro , l’evoluzione degli usi nonché la complessa disciplina che ricade nella cosiddetta “ Guida al bere consapevole e che, per celerità, abbiamo ribattezzato” “Dalla vigna al volante ”. L’occasione è stata propizia per definire il calendario dei lavori del prossimo 12 maggio, in cui l’Istituto celebrerà il trentennale dell’ istituzione del Corso di Enologia, evento che ha cambiato la situazione tecnica e socio-economica della vitivinicoltura regionale. Fino ad al 1982, infatti, ben poche aziende agricole potevano privarsi di forze giovani e migranti in quel di Conegliano o San Michele all’Adige . Quindi la regia delle grandi realtà vitivinicole regionali, dei Consorzi Doc, delle Cooperative e Cantine sociali era, almeno fino al 1985 , affidata ad enotecnici d’altre regioni . Poi la svolta. Ma vediamo di ripercorrere insieme le vicende del benemerito Istituto agrario cividalese. Nel 1920 nasce l’Istituto Friulano Pro Orfani di Guerra, con annessa Colonia agricola e Scuola pratica triennale di agricoltura. Nel 1930 viene attivato il Corso biennale superiore della Scuola Tecnica Agraria, che conferisce il titolo di Agente Rurale. Nel 1948 tutto il complesso di Rubignacco con le strutture scolastiche ed agrarie, passa all’ Ente Friulano di Assistenza. Nel 1955 la Scuola Tecnica Agraria diventa Istituto Tecnico Agrario, come sezione staccata di quello di Conegliano Veneto. Nel 1960 sono diplomati i primi periti agrari frequentanti il corso di Cividale e l’Istituto diventa autonomo e nel 1968 viene intitolato a “ Paolino d’Aquileia”. Nel ’78 raggiunge il numero massimo d’iscritti : 807.Nel 1981 viene istituita la sezione staccata di Gradisca e nello stesso anno prende il via il Corso di Viticoltura ed Enologia. Fu così che nell’anno scolastico 1983/84 uscirono dalla Scuola i primi 19 enotecnici che trovarono pronto impiego. Molti di loro si affiancarono al padre e fu così che l’enologia regionale conobbe un’accelerazione impensabile.