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Friuli: l’allarme dei sindaci, «Il Governo ci costringe ad aumentare le tasse» è questo il federalismo fiscale?


di Cristian Rigo

I Comuni che vogliono aumentare le tasse sono liberi di farlo. La Regione ha infatti inviato a tutti i sindaci una lettera per informarli che il blocco dell’addizionale Irpef non vale più. I municipi che non ce la fanno a chiudere i bilanci o che per farlo sono costretti a tagliare servizi ritenuti indispensabili possono quindi aumentare dello 0,2 per mille l’addizionale comunale all’imposta sul reddito delle persone fisiche. Unica condizione: approvare le modifiche entro il 30 giugno, altrimenti per il 2011 l’addizionale resta così com’è. Per i Comuni più in difficoltà con i conti quindi è scattata una vera e propria corsa contro il tempo. Perché l’aumento delle tasse comporta anche una variazione di bilancio. A fare arrabbiare i sindaci però non è soltanto la tempistica con cui è arrivata la norma salva-bilanci. Il tema vero, di natura politica, è un altro: in buona sostanza – ricorda l’Anci – il Governo prima elimina l’Ici sulla prima casa, poi riduce i trasferimenti mettendo in ginocchio gli enti locali e alla fine dice ai sindaci che se vogliono le tasse possono aumentarle loro.  «Di fatto è proprio così – tuona il vicesindaco e assessore al Bilancio del Comune di Udine, Vincenzo Martines -. Altro che federalismo fiscale, questa è una beffa fiscale a carico dei Comuni. Si fanno tanti bei discorsi, ma alla fine l’unico strumento che abbiamo a disposizione per garantire i servizi è quello di aumentare le tasse». Uno strumento che Udine non intende utilizzare. «A parte il fatto che una cosa così importante non può essere decisa in 15 giorni – sottolinea Martines – e quindi ricevere una comunicazione del genere il 13 giugno con la scadenza fissata al 30 suona quasi come una presa in giro o quanto meno come un gesto di scarsa attenzione per i Comuni. Detto ciò a Udine abbiamo deciso di non aumentare l’addizionale (che resterà quindi allo 0,2 per mille, ndr) perché sappiamo che le famiglie sono in difficoltà a causa della crisi». Anche a Campoformido non ci saranno aumenti (è uno dei pochi Comuni senza addizionale), ma per il futuro il sindaco Andrea Zuliani sarà costretto a scelte difficili: «I cittadini devono sapere la verità: Berlusconi si è fatto propaganda togliendo l’Ici e sta costringendo i sindaci ad aumentare le tasse per salvare i bilanci dei Comuni. Nel confronto 2010-2011 le entrate correnti per il nostro Comune sono scese da 4,7 milioni a 4,3 con un taglio vicino al 10%: i sacrifici quindi saranno indispensabili». Il taglio più drastico però risale all’anno scorso. «I trasferimenti regionali agli enti locali – riferisce il segretario regionale dell’Anci, Nevio Puntil – sono passati da 510 a 410 milioni con un calo del 17%. È chiaro che molti Comuni sono andati in difficoltà anche perché non tutti avevano rivisto l’addizionale Irpef dopo il taglio dell’Ici. Adesso per fortuna il blocco è stato eliminato, ma anche a causa del patto di stabilità i bilanci di molti Comuni sono alla gogna e la colpa non può ricadere sui sindaci». Da qui la protesta dei primi cittadini costretti a fare i conti con i tagli del Governo e pure con il crollo delle entrate. «Negli ultimi due anni – sottolinea Martines – le entrate per la Bucalossi (la norma che regola le concessioni edilizie, ndr) si sono ridotte di quasi due milioni di euro». Far quadrare i conti quindi sarà sempre più difficile.