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Friuli: Tondo esce dall’inchiesta, “ma per mio padre era una ferita”

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di Anna Buttazzoni.

L’ex governatore Renzo Tondo esce dall’inchiesta sulle “spese pazze” della Regione. Restano aperti, invece, i casi di 16 ex consiglieri regionali, di tre in carica e di altre tre persone, in concorso con gli esponenti politici della scorsa legislatura (come riportato in tabella). Le ipotesi di reato formulate dalla Procura di Trieste, dal pm Federico Frezza, sono di peculato, truffa, favoreggiamento e per i 22 protagonisti dell’indagine è stata formulata la richiesta di rinvio a giudizio. Tondo e il pensiero al papà «Sono stato in cimitero da mio padre, a fargli sapere che ha un figlio onesto». Benvenuto Tondo è morto a fine febbraio in India, dove si era trasferito. L’ex governatore, oggi consigliere regionale e capogruppo del Misto, ha un solo rammarico, non avere potuto dire a Benvenuto, durante il loro ultimo incontro, che lui con le ruberie non aveva nulla a che fare. «Sono felice dell’archiviazione, anche se la soddisfazione si mescola alla rabbia. Perché – continua Tondo – avrei voluto dire a mio papà che sono un figlio onesto e dirglielo prima che morisse». Però Benvenuto lo sapeva già. «Sì, ma era un uomo integerrimo e l’inchiesta per lui era un ferita, tanto che mi chiedeva notizie. L’accusa nei miei confronti lo aveva avvilito più della mia sconfitta elettorale. Adesso è un caso chiuso, mi sono tolto un peso che sentivo ingiusto anche perché – conclude Tondo riferendosi alle contestazioni mosse nei suoi confronti – ad Assisi andai come presidente della Regione, non in gita». Soddisfatti anche i suoi legali, Luca Ponti e Luciano Cardella. L’archiviazione è arrivata anche per gli ex consiglieri Roberto Marin e Stefano Alunni Barbarossa, come riferito nell’articolo in basso. Il “concorso” di tre persone La richiesta di rinvio a giudizio tocca anche Everest Bertoli, attuale capogruppo di Fi in Consiglio comunale a Trieste; Matteo Caldieraro impegnato in un’agenzia di viaggi, e Paolo Iuri, elicotterista. L’accusa nei loro confronti è di concorso in peculato. Bertoli è coinvolto nell’inchiesta attraverso Piero Camber e a lui viene contestato l’utilizzo di denaro dell’allora gruppo regionale del Pdl, ma senza alcuna finalità istituzionale e senza collegamenti con il gruppo regionale del Pdl. La cifra complessiva ammonta a circa 3 mila 600 euro e riguarda due episodi, aver pagato il viaggio aereo e il pernottamento il 16 dicembre 2010 a Bruxelles di 17 persone e un rinfresco al “Caffè Rossetti” di Trieste nel febbraio 2011. Per Caldieraro, invece, l’accusa è di favoreggiamento perché, secondo la ricostruzione del pm, ha mentito e così aiutato Edouard Ballaman nell’ottenere dalla Regione rimborsi “gonfiati”. Soldi che l’ex componente del gruppo Misto ha ricevuto per viaggi da Hong Kong e Dubai, da Kuala Lumpur a Colombo nello Sri Lanka fino a Mumbai, trasferte nelle quali si è fatto accompagnare dalla moglie, ricevendo poi indennizzi dal gruppo consiliare sia per la signora sia per biglietti aerei più cari rispetto a quelli effettivamente utilizzati. Iuri, infine, è entrato nell’inchiesta in concorso con la sua compagna, Mara Piccin, attuale capogruppo in Consiglio regionale del Carroccio. La leghista, secondo l’accusa, ha pagato soggiorni trascorsi con lui e poi ottenuto i rimborsi dalla Regione. Non solo. Nel mirino c’è anche una consulenza affidata a Iuri per elaborare una proposta di legge per garantire la maggiore sicurezza della navigazione aerea, una consulenza pagata 5 mila euro e, per il pm, senza alcuna consistenza. È possibile che dalla comunicazione della chiusura delle indagini alla richiesta di rinvio a giudizio Frezza abbia ridotto il numero delle ipotesi di reato. Le spese degli altri 19 Le somme vanno da poco più di 500 euro fino a quasi 200 mila. Come nei casi precedenti, però, è possibile che dopo le memorie presentate dagli avvocati il sostituto procuratore abbia riconosciuto come legittime alcune spese, stralciandole dall’inchiesta, oppure mantenuto l’identico numero di ipotesi di reato. Certo è che i fatti riscontrati dalla Guardia di Finanza e giudicati illeciti dalla Procura nell’ultimo anno e mezzo sono i più diversi. Il caso più costoso è quello della Lega che nelle contestazioni del pm antecedenti alla chiusura indagini, ha accumulato scontrini e fatture per quasi 200 mila euro. Le spese? Tante. Dai viaggi a Vienna dell’ex capogruppo Danilo Narduzzi ai gioielli e vestiti per bambini di Ugo De Mattia. Dalle trasferte di Piccin con Iuri a Salò, sul Lago di Como, a Abano Terme al parrucchiere rimborsato a Federico Razzini, fino agli articoli da caccia comprati da Enore Picco. Non solo. A ciascuno ogni tanto venivano consegnate somme in contanti senza alcun riscontro. Gli ex pidiellini hanno speso soprattutto in pranzi e cene, ma anche in trasferte e pernottamenti, per una somma che supera i 112 mila euro. L’ex capogruppo Daniele Galasso (oggi componente della Paritetica) ha pagato un paio di cene, ma risponde anche dei rimborsi ottenuti dagli altri ex. Come i viaggi a Stoccolma di Gaetano Valenti e a Parigi di Antonio Pedicini, anche con la moglie; i pranzi a Cortina di Piero Camber e i soldi dati da Piero Tononi (attuale responsabile della segreteria del coordinamento regionale di Fi) all’associazione triestina Dream; i tagliandi dell’auto di Maurizio Bucci e le trasferte a Roma, anche con la moglie, di Massimo Blasoni, vice coordinatore vicario di Fi in regione. All’attuale consigliere di Fi, Elio De Anna, invece, sono riferiti quattro pernottamenti pagati a una signora che l’ex assessore alla Cultura sostiene essere una traduttrice. A Roberto Asquini, ex caporuppo del Misto, vengono contestati viaggi per 15 mila 100 euro, soprattutto in America. Anche l’ex capogruppo del Pd Gianfranco Moretton risponde per i colleghi e di spese considerate illegittime per oltre 30 mila euro. Spulciando gli acquisti democratici si spazia dal seggiolino per l’auto di Alessandro Tesini alle trasferte di Sandro Della Mea. All’attuale consigliere regionale del Pd Daniele Gerolin vengono contestati i pranzi dal 13 al 20 agosto 2010 sempre nella stessa trattoria di Bibione. L’iter Sarà il Gup a fissare la data delle udienze preliminari e poi a disporre i processi oppure a rigettare le richieste del pm, archiviando i casi.