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Friuli: tutti i salassi del 2011 e alcuni consigli


di RITA BERTOSSI

 
Capodanno: tempo di bilanci e di speranze! Per noi consumatori il 2010 è stato un anno ancor più difficile dei due precedenti. Le famiglie italiane sono state letteralmente “spennate” da aumenti, rincari, ritocchini che hanno comportato un aumento notevolissimo della spesa media delle famiglie. Dalle previsioni dell’osservatorio nazionale della Federconsumatori e dell’Adusbef il 2011 non si prospetta roseo per le tasche dei cittadini: le famiglie italiane potrebbero subire già da gennaio rincari per 1.016 euro annui dovuti ad aumenti tariffari dei vari servizi (treni e trasporto pubblico locale +25-30%, servizi bancari, tariffe elettricità +4-5%, gas +7-8%, acqua +5-6%, rifiuti +7-8% tariffe autostradali +2%, ma in regione e Veneto +13,5% per finanziare la terza corsia e infine assicurazione auto, carburanti e derivati del petrolio). Un vero salasso per le tasche della maggior parte dei cittadini consumatori. Riguardo ai saldi, poi, Adusbef e Federconsumatori ipotizzano che la spesa per acquisti in saldo «sfiorerà i 3 miliardi di euro». La platea degli acquirenti, sempre secondo le citate associazioni, sarà «solo di 10 milioni e 800 mila famiglie… pari al 45%», con una leggera riduzione rispetto al 2010 del 2-3% degli acquisti in saldo. Ciò nonostante molti consumatori abbiano fatto tesoro del consiglio di regalare e regalarsi “buoni per un regalo” da ricevere dopo le feste, particolarmente per quanto riguarda il settore abbigliamento, calzature e accessori. Il diminuito potere d’acquisto, la prudenza (paura?) a causa della difficile situazione economica generale inducono a limitare molto il budget familiare dedicato ai regali o agli acquisti. Verificheremo da domani se ci sarà il consueto assalto con code fuori dei negozi più prestigiosi per quello che era un appuntamento tradizionalmente irresistibile. In verità, quest’anno, forse per la pesante situazione economica, si può dire che, tra “presaldi”, sconti, svendite per cessazione attività e/o trasferimenti, le vendite a prezzi scontati già da qualche tempo offrono possibilità di acquisti a prezzi vantaggiosi. Positivo, inoltre, il fatto che da qualche anno si registrino una buona qualità della merce in saldo e, in generale, correttezza da parte dei commercianti nell’attenersi alle norme. Venendo ai consigli da seguire da parte di chi intende acquistare durante i saldi, il primo è sempre quello di programmare anticipatamente ciò che s’intende acquistare e concedersi una quantità di tempo sufficiente per la ricerca: infatti la fretta e il tempo limitato a disposizione, sempre nemici degli acquisti consapevoli e soddisfacenti, a maggior ragione lo sono nel caso specifico del periodo dei saldi. Sarebbe bene quindi prendere visione di quanto esposto nelle vetrine e del prezzo praticato normalmente, per orientarsi al meglio ed eventualmente immortalare con il cellulare il prezzo di partenza dei prodotti che c’interessano. Noi consumatori abbiamo imparato a effettuare gli acquisti di stagione nel periodo dei saldi, concludendo spesso buoni affari; è opportuno,tuttavia, ricordare alcuni semplici accorgimenti. Da ricordare che i cartellini dei prezzi devono riportare il prezzo normale di vendita, quello scontato e la percentuale di sconto. Attenzione agli sconti troppo alti, salvo in casi particolari (pezzi unici, taglie poco richieste eccetera). Consiglio di acquistare in negozi di cui si sia clienti o la cui buona fama commerciale sia indiscussa: sarà più facile, in caso di problemi, risolverli positivamente. La merce in saldo dev’essere distinta da quella venduta a prezzo normale; l’esaurimento delle scorte di talune merci durante il periodo di vendita dev’essere portato a conoscenza del pubblico con avviso ben visibile dall’esterno del locale; le carte di credito devono essere accettate anche durante i saldi da quei negozi che le accettano normalmente; attenzione ai “capi-civetta” che a volte sono esposti in vetrina a prezzi particolarmente allettanti e che, a richiesta, il negoziante afferma essere appena stati venduti. In questo caso possiamo contestare e chiedere che l’articolo esposto ci sia venduto. È bene sapere che i cartelli, presenti in molti esercizi commerciali, che recitano: «La merce in saldo non si cambia» hanno valore soltanto in riferimento a colore, taglia eccetera, ricordando che abbiamo diritto di provare i capi per verificare la corrispondenza della taglia o della misura e il gradimento del prodotto. In caso di difetti vale la garanzia di legge (Codice del consumo) ed è opportuno ricordare anche che, in caso di contestazioni, il diritto al rimborso si prescrive in genere entro due anni (più due mesi) dall’acquisto. Indispensabile, dunque, conservare sempre gli scontrini, comprovanti la data e la cifra pagata, fotocopiandoli in caso di stampa su carta chimica che potrebbe cancellarsi nel tempo. Da ultimo, abituiamoci a leggere le etichette sia dei capi di abbigliamento sia delle calzature: potremo così valutare meglio il rapporto qualità/prezzo, ma anche il costo della manutenzione del capo (il costo della pulitintolavanderia se una maglia dev’essere lavata soltanto a secco o quello della risuolatura per un paio di scarpe di materiale non naturale, per esempio).