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Pordenone: smantellata rete di addestramento di giovani di etnia turca per il PKK


dal sito
www.gazzettino.it

Una presunta associazione con finalità di terrorismo internazionale è stata smantellata dalla Digos di Venezia che in queste ore sta eseguendo 11 ordinanze di custodia cautelare in carcere. I provvedimenti – eseguiti dagli agenti della Questura di Venezia con il supporto dei colleghi delle Digos di Pisa, Roma, Milano e il coordinamento operativo dell’Ucigos-Dcpp – riguardano 10 turchi e un italiano. Ci sono anche 16 indagati.

In queste ore sono in corso perquisizioni nei confronti degli indagati – tra cui ci sono quattro italiani – in varie province del Nord e Centro Italia. In particolare, le operazioni di controllo sono in corso nelle province di Treviso, Venezia, Udine, Pordenone, Pisa, Modena e Milano. <br />

L’indagine – svolta parallelamente in Italia e in Francia con il contributo delle strutture antiterrorismo di Germania, Belgio ed Olanda – ha consentito di accertare l’operatività in Italia di una struttura finalizzata al reclutamento, indottrinamento e addestramento di giovani di etnia turca da inviare a combattere tra le file del Pkk, il partito dei lavoratori curdi che l’Unione europea ha incluso nelle liste terroristiche. Sarebbero stati individuati campi di addestramento in Italia e in Francia.

L’operazione di stamane – resa nota dal prefetto Stefano Berrettoni, Direttore centrale della polizia di prevenzione Ucigos – è la sintesi di un’indagine cominciata nel 2009. Un cittadino turco, tratto in arresto, era stato fermato a Venezia nel marzo dello scorso anno. In quell’occasione, oltre a fotografie che lo ritraevano mente imbracciava un fucile mitragliatore, era stato trovato in possesso di alcune lettere con le quali una ragazza turca poco più che maggiorenne, scomparsa qualche mese fa dalla provincia di Viterbo, manifestava ai propri genitori l’intenzione di voler andare a combattere per la causa del Kurdistan.

Secondo le indagini l’organizzazione operava attraverso il reclutamento di giovanissimi curdi, tra cui molte donne, che venivano avviati poi a corsi di addestramento in campi allestiti in Italia – quattro quelli individuati – e in altre parti d’Europa, specie in Francia. L’organizzazione aveva campi di formazione e indottrinamento, chiamati in gergo "matrimoni" – in turco "Tugun" -.Uno, secondo gli investigatori, era attivo in provincia di Pordenone fino allo scorso anno; un altro era attivo, fino a questa mattina sulle colline del Pisano.

Al momento in Italia non sono state trovate armi, ma nella documentazione sequestrata dalla Digos veneziana, diretta da Diego Parente, ci sono atti che comproverebbero addestramento anche con l’uso di armi in campi allestiti fuori dall’Italia.

L’italiano coinvolto è un uomo operante nel Trevigiano, Andrea Orlando, 41 anni, conosciuto come molto vicino agli ambienti dell’estrema sinistra, che avrebbe avuto parte nel reclutamento di una ragazza curda. Il provvedimento a suo carico è stato notificato in carcere in quanto l’uomo già detenuto per altro motivo: nel 2006 Orlando venne arrestato ad Avignone (Francia): nell’auto su cui viaggiava vennero trovati un fucile mitragliatore, un revolver e munizioni. In un appartamento a sua disposizione a Marsiglia sarebbe stata trovata documentazione ritenuta «estremamente interessante».

Quattro delle 11 ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state eseguite nel Pisano. Gli arresti sono avvenuti in un agriturismo della Valdera nei pressi di Ponsacco (Pisa) che, secondo la polizia, era diventato un campo attivo per il reclutamento e l’indottrinamento.

Al vaglio degli investigatori, secondo quanto si è appreso, c’è la posizione di un altro centinaio di persone, tutte curde, per valutare eventuali coinvolgimento nell’organizzazione o la loro posizione rispetto ai permessi di soggiorno. In un campo scoperto dagli agenti della polizia di Stato sarebbero state trovate una settantina di persone.