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Amaro: il 22/12/2014 l’Assemblea ordinaria e straordinaria per la liquidazione di Agemont S.p.A

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L’Assemblea ordinaria e straordinaria di Agemont S.p.A., della quale la Regione è socio unico, è stata convocata per il prossimo 22 dicembre. Lo ha comunicato l’assessore regionale alle Finanze del Friuli Venezia Giulia Francesco Peroni. Peroni ha ricordato come l’ordine del giorno dell’Assemblea fosse già stato oggetto di una precedente comunicazione alla Giunta regionale e che nel disegno di legge Finanziaria regionale 2015 è inserita una norma che autorizza ogni operazione finalizzata allo scioglimento e alla liquidazione della Società.

In particolare, dopo un’attenta analisi della situazione di bilancio e delle attestazioni dell’organo di controllo, è stata ravvisata la sussistenza delle condizioni di perdita strutturale della Società, con conseguente necessità della messa in liquidazione della stessa.

Nello stesso senso, un recente accertamento peritale ha confermato come la società non sia più in grado di perseguire il suo oggetto sociale.

Pertanto, l’assessore Peroni ha proposto alla Giunta regionale di dare mandato al proprio rappresentante nell’Assemblea di Agemont di approvare il Bilancio al 30 giugno 2014 e di esprimersi a favore della procedura di liquidazione, accertato nel frattempo l’esito di approvazione della manovra finanziaria da parte del Consiglio regionale.

Amaro: nella legge Finanziaria regionale prevista la liquidazione di Agemont

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La Regione Friuli Venezia Giulia ha deciso di mettere in liquidazione la società partecipata Agemont, l’agenzia per lo Sviluppo Economico della Montagna. “Alla luce della situazione di perdita strutturale e della sostanziale impossibilità di conseguire l’oggetto sociale, l’Amministrazione regionale è autorizzata ad attuare ogni operazione finalizzata allo scioglimento e alla liquidazione della Società Agenzia per lo Sviluppo economico della Montagna Agemont S.p.A.”.

È questo il testo dell’emendamento modificativo dell’articolo 12 del disegno di legge sulla Finanziaria regionale 2015, attualmente all’esame del Consiglio regionale, proposto dalla stessa Giunta e illustrato oggi dall’assessore regionale alle Finanze del Friuli Venezia Giulia Francesco Peroni, nella seduta della I Commissione consiliare che ha proseguito l’esame della manovra di Bilancio.

Nel secondo comma dell’emendamento si specifica che “la Giunta regionale è autorizzata, in vista della partecipazione all’Assemblea straordinaria per la messa in liquidazione della Società, ad impartire con propria deliberazione gli opportuni indirizzi operativi”.

Nata nel 1989, Agemont ha mutato nel corso del tempo il suo assetto societario e organizzativo: originariamente era controllata direttamente dalla Regione, poi è stata trasferita alla finanziaria regionale Friulia, infine è di nuovo subentrata la Regione come socio unico. Un primo tentativo di riorganizzazione c’è stato nel 2011, con lo scorporo dei diversi rami d’azienda (Agemont Immobiliare, Agemont Centro di Innovazione Tecnologica) e l’obiettivo di cedere di nuovo la partecipazione a Friulia.

A rendere impraticabile questa strada sono intervenuti sia ostacoli di natura operativa (lo Statuto di Friulia), sia i risultati di una perizia affidata a un professionista per stimare il valore dell’intera partecipazione azionaria di Agemont. La perizia ha messo in luce le perdite strutturali e costanti nel corso di tutta vicenda societaria dell’Agenzia, l’attuale situazione estremamente negativa con la mancanza di prospettive e una liquidazione strisciante di fatto in corso.

Lo stesso perito ha indicato come ipotesi quella della liquidazione di Agemont, con la cessione degli asset che possono essere di interesse di Friulia. La finanziaria regionale ha già manifestato la disponibilità a rilevare dalla procedura di liquidazione tre partecipazioni: IMQ Clima, Marmax e Plast-Optica.

“Intendiamo accompagnare il percorso della liquidazione di Agemont ponendo fine anzitutto a una sterile spirale di perdite – spiega l’assessore alle Finanze Francesco Peroni – concentrando invece ogni sforzo sulla salvaguardia degli asset attivi della Società, e con essi del personale addetto. Il nostro intervento va a tutela del territorio della montagna e della comunità regionale tutta, che trae vantaggio da attività sane e virtuose. Il percorso che si compie oggi con la Finanziaria 2015 prende atto di un destino che per Agemont fu scritto sin da quando, anni or sono, si scelse di privarla dei principali rami d’azienda, destinandoli ad altra collocazione societaria”.

Amaro: progetto Easy-Home, la domotica usa la luce per aiutare gli anziani

di Piero Cargnelutti.

Come avvicinare la tecnologia alle necessità pratiche della vita di ogni giorno, soprattutto quando si parla di utenti anziani? È una domanda a cui cerca di dare una risposta il progetto Easy-Home, presentato ieri nella sala multimediale di Agemont alla presenza del presidente dell’Agenzia Roberto Venturini, del direttore del polo tecnologico di Pordenone Franco Scolari, e Antonio Abramo dell’Univesità di Udine. Finanziato dalla Regione attraverso il bando europeo Por Fesr con il coinvolgimento di una decina di aziende e centri di ricerca regionali, Easyhome punta l’attenzione sullo sviluppo di sistemi domotici User-Friendly con il ricorso all’utilizzo di dispositivi di illuminazione efficienti ed intelligenti. In pratica, la luce come strumento facilmente utilizzabile da chi è più anziano, anche in caso di disabilità, per migliorare le sue condizioni di vita attraverso la domotica. Un esempio concreto è la lampada multifunzionale, «in grado – hanno detto Sara Padovani e Ivan Riolino di Plast-Optica Spa – di produrre una luce “funzionale” per le normali esigenze di vista, una luce “informativa” che ricorda per esempio scadenze come medicinali da assumere oppure elettrodomestici da spegnere e accendere, e perfino una luce “emozionale” in grado di venire incontro alle necessità dei bio-ritmi di vita. Il tutto utilizzando Led e onde convogliate che sfruttano le reti di casa, meno invasive». Il sistema comprende un computer, e un proiettore in grado di proiettare l’interfaccia su qualsiasi parete o mobile di casa: grazie ad un piccolo telecomando laser, l’utente può selezionare il menù proiettato. Tra le possibilità offerte dalla luce, anche l’utilizzo delle onde Uv-C fino a 264 nanometri che permettono addirittura la sanificazione di acqua, tessuti e superfici nell’elettrodomestico per garantire all’utente di vivere in un ambiente sano, ove le onde ultraviolette sono correttamente utilizzate per impedire la riproduzione dei batteri.

Amaro: «Con il bosco si può uscire dalla crisi», vera alternativa economica e occupazionale per la Carnia

di Gino Grillo.

Il bosco è una vera alternativa economica e occupazionale per il rilancio della Carnia. Ecco il messaggio arrivato all’attenta platea d’oltre un centinaio di persone (composta da operatori economici, amministratori e aziende del settore legno) che ha partecipato ieri all’incontro nelle sale dell’Agemont organizzato dalla Regione con l’intento dichiarato di fornire una serie di informazioni, dall’aspetto economico e ambientale sino ad arrivare a quello formativo e sociale, per verificare la possibilità di ampliare la filiera bosco-legno nella nostra montagna. È qui infatti che si trova la gran parte, il 60% del patrimonio regionale, di questa ricchezza, rappresentata da un legname che nulla ha da invidiare ai boschi ritenuti più ricchi e appetibili delle vicine Slovenia e Austria. Una ricchezza detenuta per il 40% da imprenditoria pubblica, dislocata per il 70% in montagna. I relatori, Rinaldo Comino e Maria Cristina D’Orlando funzionari regionali del settore, Federico Gollino di Confindustria di Tolmezzo, Manuela Mecchia, dirigente scolastico Isis Fermo Solari di Tolmezzo, Emilio Gottardo di Legambiente Fvg e Samuele Giacometti, di SaDiLegno hanno convenuto che in questo momento di crisi il bosco è una vera alternativa economica e occupazionale per il rilancio della Carnia. Non sono mancate, anche da parte del pubblico intervenuto, critiche alle amministrazioni pubbliche, regione e comuni proprietari di boschi, che non hanno saputo appieno sfruttare questa risorsa, creando lavoro e quindi occupazione, preferendo rivolgersi ai più facili ristorni pubblici per sanare a volte i loro bilanci invece che approfondire i dettami dei piani rurali sulle gestione dei boschi. Sentita la necessità di mettersi in rete, da chi taglia il bosco a chi lo lavora, lo commercializza e alla fine lo utilizza. Il bosco, un affare sul quale se non ci si butta l’imprenditoria locale montana, viene utilizzato da imprenditori stranieri, come accade da qualche tempo in Carnia dove si è verificata l’introduzione sul mercato di operatori austriaci. L’andamento dei prezzi delle varie qualità del legname ricavato dai nostri boschi permetterebbe delle economie che potrebbero, è stato detto, far aumentare l’occupazione dalle attuali 400 persone sino a raddoppiare nel breve periodo e a raggiungere quota 2.500 addetti in pochi anni. Alla Regione si chiede maggiori infrastrutture, leggi strade forestali, minore burocrazia e l’utilizzo del corpo forestale in azioni non repressive ma preventive, atte pure a sconfiggere il lavoro nero

Agemont: con la “perizia di stima” al via la riorganizzazione dell’ente

Sarà completata entro il 30 settembre di quest’anno la riorganizzazione di Agemont SpA, l’Agenzia per lo sviluppo della montagna. Lo prevede la delibera approvata dalla Giunta regionale del FVG, su proposta dell’assessore alle Finanze e al Patrimonio Sandra Savino e del vicepresidente e assessore alle Politiche per la Montagna Luca Ciriani.
Con la delibera è stato approvato il programma stabilito dal Consiglio di amministrazione di Agemont sulla base delle indicazioni della stessa Regione che, con la legge 17 del 2011, ha stabilito un percorso di riorganizzazione, soprattutto per evitare la sovrapposizione di competenze tra Enti e società partecipate che si occupano di sviluppo economico del territorio montano. L’operazione avverrà attraverso la scissione di rami d’azienda, già oggetto di una perizia di stima da parte di un esperto indipendente nominato dal Tribunale di Tolmezzo.
Si prevede in sostanza di separare il patrimonio immobiliare della società, che sarà conferito al Consorzio per lo sviluppo industriale di Tolmezzo, dal Centro di innovazione tecnologica. Al termine della riorganizzazione, il pacchetto azionario di Agemont sarà trasferito dalla Regione alla finanziaria regionale Friulia.