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L’anima carnica di Pietro Cescutti

Da “Lettere al Direttore del MV” del 22/01/2020

con questa lettera vorrei ricordare mio padre Pietro Cescutti nel venticinquesimo anniversario della sua morte.Si era fatto qualche anno di Grecia e Albania, arruolato nel terzo granatieri di Sardegna, meritandosi la croce di guerra al valore militare. Era riuscito a tornare a casa un po’ prima che finisse la guerra a causa di problemi a un orecchio, in seguito allo scoppio di una bomba, per questo cercò di ottenere una pensione per invalidità, che però non ebbe mai.Rientrò nel suo paese natale, in Carnia, e venne subito nominato podestà, al posto di quello che aveva tagliato la corda, visto come si stava mettendo la situazione per il regime di allora.Non era fascista, anzi, apparteneva alla brigata Osoppo, ci sono i documenti che lo testimoniano, e, grazie a quella “copertura”, riuscì a salvare molte persone. Per questo trattò con i cosacchi di Verzegnis, con il comando dei tedeschi stabilitisi nell’albergo Rossi e, più tardi, con gli inglesi, sempre lì alloggiati. A causa della denuncia di un fascista – che io ho avuto modo di conoscere – venne imprigionato a Tolmezzo, rischiando di essere deportato. Se la cavò perchè riuscì a fuggire dalle carceri prima di essere trasferito. In seguito fu eletto primo sindaco della Repubblica, incarico che onorò per due volte.Ha insegnato con passione, competenza e dedizione per molti anni nelle scuole elementari, dove era rinomato per la sua paterna severità e per la sua spiccata capacità artistica. È stato anche il primo corrispondente del Messaggero Veneto per la Carnia. Molto ha fatto per il suo paese, sia sul piano culturale che su quello sociale. Nipote diretto di Giovanni Gortani, si deve anche a lui se i trecento e passa libri, scritti dal nonno, sono stati raccolti e trasferiti nell’archivio di stato. Ha lasciato una infinità di quadri, dopo aver esposto in diverse mostre personali. E tanto si potrebbe dire ancora…Personalmente lo ricordo come uomo mite, schivo, di grande cultura e grande sensibilità. Voglio ricordarlo anche insieme a sua moglie, donna Alessandra, donna a sua volta eccezionale, con la quale ebbe una storia incredibile, e dalla quale ricevette gli stimoli e lo sprone necessario per fare tutto ciò che ha fatto.Dimenticato ormai da molti, soprattutto da chi non dovrebbe… sempre presente invece nella mia vita.Era mio padre e, come tale, con infinita tenerezza lo ricordo, insieme a quegli occhi azzurri, che mi guardarono, per l’ultima volta, venticinque anni fa!

Giuseppe Cescutti.