Archivio tag: amministrative 2009

Friuli: la crisi delle piccole e medie imprese del Nordest vista da Buzzatti


di Mario Buzzatti

La mappa della crisi dell’impresa del Nordest parla chiaro: al 30 di aprile 2011 i casi di crisi aziendale aperti in Regione Veneto sono stati 415 con il coinvolgimento di oltre 7.700 lavoratori. Non va meglio in Friuli Venezia Giulia dove a fine gennaio 2011 i casi di crisi aperta ammontano a 255 con il coinvolgimento di 416 unità aziendali. Il numero è rilevante, oltre che preoccupante, soprattutto se messo in relazione alle aspettative sul futuro per nulla confortate da segnali incoraggianti. Va, inoltre, fatto osservare che le statistiche considerano soltanto i casi che sono transitati per una delle procedure concorsuali, ovvero quelli per i quali è stata dichiarata la crisi aziendale attraverso la domanda di cassa integrazione. In realtà dunque i punti di crisi sono molti di più e riguardano tutte quelle realtà aziendali, per lo più piccole imprese, non ancora inserite nella statistica, ma che arrancano in una situazione di crisi latente, con l’imprenditore che lotta accanitamente contro l’emarginazione della sua impresa. Continua a leggere

Paularo: tutti i candidati per le elezioni comunali del 15-16 maggio 2011

di Gino Grillo
Il fronte unitario che si contrappose a Sergio Tiepolo 5 anni or sono si sfalda nel secondo comune della Carnia, Paularo: 4 i candidati sindaci e sei le liste per le prossime elezioni comunali (nel continua a leggere tutte le liste e tutti i candidati). Rinuncia al proprio candidato, Daniele Di Gleria, il Pdl che supporta con una propria lista l'Udc Ottorino Faleschini, sceso in campo per la troppa frammentazione elettorale, determinato a «rendere alla cittadinanza i propri servigi in cambio della stima sin qui ottenuta». La Lega Nord, che vuole rinnovare e ringiovanire la classe politica locale, presenta una lista a sostegno di Gino Veritti, già tecnico comunale.  Continua a leggere

Comeglians: tutti i candidati per le elezioni comunali del 15-16 maggio 2011

Si ricandida il Sindaco uscente Flavio de Antoni nella lista "Per Comeglians"  che avrà come competitore Pietro di Piazza capolista di "Noi Comeglians"; in tutto sono 12 per lista i candidati ad un posto nel consiglio comunale di Comeglians. Dopo il continua a leggere le liste complete Continua a leggere

Nord-est: mancano le frequenze, switch-off digitale a rischio, emittenti televisive nel caos

Avevo espresso le mie preoccupazioni in quest’altro post mesi fa per le problematiche tecniche legate alla (non) ricezione del segnale digitale terrestre in montagna. Ma viste le tematiche che stanno emergendo ora, sembrerebbe essere messo in discussione addirittura lo switch-off nel nord-est previsto tra ottobre e novembre: questo perché le emittenti locali si stanno ribellando ad una non prevista penuria di frequenze di cui a Roma, nessuno si era reso conto nello stilare il piano per il nostro territorio.
 
Il notevole vantaggio di tempo a disposizione per poter effettuare i preparativi e tutte le operazioni necessarie per un ottimale passaggio al digitale terrestre nel nord Italia è stato praticamente bruciato perché nostre le emittenti locali rischiano di vedersi assegnate frequenze di qualità scadente e non coordinate a livello internazionale, a meno che il Ministero non provveda quanto prima a trovare gli accordi bilaterali con gli stati confinanti al fine di rendere compatibile il gran numero di frequenze non compatibili. Ci si accorge ora che in Veneto, Friuli ed Emilia le frequenze disponibili si dimezzano a 27 dalle 55 previste, perchè le altre 27 sono andate a Croazia e Slovenia, secondo accordi internazionali ratificati nella Convenzione di Ginevra del 2006. Stando al Piano nazionale di assegnazione delle frequenze (Pnaf) pubblicato dall’Agcom, le 27 italiane sono tutte appannaggio delle emittenti nazionali e, alcune, dei colossi telefonici. Nella relazione tecnica l’Agenzia scrive di aver garantito “la pianificazione di almeno 13 “multiplex” a copertura regionale nella Pianura Padana per Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Friuli, le più critiche in termini di orografia e coordinamento internazionale, delle quali però non c’è traccia nello schema allegato. Quindi l’archiviazione dell’analogico rischi di coincidere con l’addio alle 27 televisioni locali, di fatto appena escluse dall’operazione dall’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni)
 
La situazione più critica è per le emittenti Venete, che surclassano quelle del FVG per qualità, quantità ed investimenti effettuati in questi anni. Galante, Panto e Filippo Jannacopulos (editore di Rete Veneta), hanno stretto un accordo per presentare ricorso al Tar del Lazio, l’unico competente in materia, al quale chiederanno di bloccare il piano in tutto il Paese, e poi per fare pressioni sul ministero delle Comunicazioni. In pratica invitano “a rispettare la riserva di legge di un terzo delle frequenze pianificabili attualmente nelle aree tecniche 6 e 7 e a coordinarne ulteriori con Slovenia e Croazia, sempre mantenendo tale riserva”. “Vanno cambiate tutte le frequenze, dice Jannacopulos, la nostra è una battaglia per tutelare l’emittenza di qualità e centinaia di posti di lavoro. Senza contare che la legge ci obbliga a proseguire negli investimenti per passare al digitale terrestre, con un costo minimo di 3 milioni di euro. Non possiamo fermarci, nel Veneto ci saranno 80 impianti e le ditte fornitrici non possono certo essere avvertite il giorno prima: gli ordini li abbiamo spediti mesi fa. Ma stiamo investendo al buio”
 
Nel cosiddetto Pnaf, il Piano nazionale delle frequenze, l’Agcom ha previsto la realizzazione delle reti K-Sfn, quelle multiple, composte da almeno due frequenze, che sostituiranno le attuali Sfn, calibrate su una sola frequenza: un passaggio questo che costringerà le tv a dotarsi di nuovi impianti e a coprire il territorio di trasmissione con un maggior numero di frequenze, perché le K-Sfn sono meno potenti. L'Agcom ha scelto questa strada per risolvere i problemi di interferenza dei segnali, soprattutto nelle aree di confine dell'Italia, dove ci sarebbe la sovrapposizione con quelle dei Paesi confinanti o vicini. Solo che il cambio di tecnologia ridurrà le frequenze disponibili, mettendo in difficoltà tutte le emittenti, ma soprattutto quelle locali, quelle che hanno mezzi economici nettamente inferiori rispetto ai network nazionali.
 
“Qualora i nuovi criteri di pianificazione venissero effettivamente approvati”, scrive la Federazione Radio Televisioni, “verrebbero drasticamente ridotti gli spazi frequenziali delle tv locali e ciò comporterebbe la chiusura di moltissime imprese operanti da oltre trentacinque anni, con grave danno per il pluralismo del settore televisivo, per l'informazione sul territorio e per l'occupazione lavorativa del comparto”.
 
La protesta sugli scenari ipotizzati dall’Agcom è scattata in Sardegna, anche perché l'Isola è entrata per prima nell'era del digitale terrestre, con lo switch-off, lo spegnimento del segnale analogico, scattato nel settembre del 2008. Nei giorni scorsi è intervenuto il presidente della Regione Ugo Cappellacci, che ha incontrato il presidente dell'Autorità di garanzia Corrado Calabrò. Nel mirino la forte penalizzazione per le tv regionali in arrivo con i nuovi canali automatici. Poi hanno preso posizione i governatori della Liguria (Burlando), della Lombardia (Formigoni), del Lazio (Polverini), dell'Abruzzo (Chiodi). E ora ha alzato la voce anche il presidente della Puglia Nichi Vendola che ha parlato apertamente di “golpe” dell'Agcom: “Si vogliono riservare i primi tasti del telecomando alle tv nazionali, quando tutti sanno che i tasti dal 7 al 9 delle famiglie sono spesso appannaggio delle tv locali”.
 
Per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia a sollevare obiezioni, sono stati alcuni membri del consiglio regionale del che esternano i non pochi problemi legati al passaggio dall’analogico al digitale. “Già il solo avvio del digitale terrestre, scrivono in una nota, sta creando non pochi problemi, ma se a questo si aggiunge che il Piano nazionale di assegnazione delle frequenze ha escluso una decina di emittenti locali del Friuli Venezia Giulia e ben ventisette del vicino Veneto che per sopravvivere dovranno attingere alle frequenze di Croazia e Slovenia, la cosa ci sembra alquanto grave e insensata da parte delle Autorità governative”
 
La voce delle emittenti friulane si fa sentire con le dichiarazioni di alcuni direttori di testata che prendono atto della situazione.
 
“Per quanto Telefriuli”, spiega Alberto Terasso, “saremo pronti per il passaggio. Tuttavia, ci sono alcune difficoltà generali che dovranno essere affrontate. Mi riferisco, per esempio, all’impatto che la moltiplicazione di canali avrà sull’utenza, in particolare sulla configurazione del telecomando. Chi non finirà nei primi 20 posti della lista, rischia di annegare nel mare dell’offerta. Anche le emittenti potranno incontrare qualche problema. Fino a oggi, le frequenze per il digitale terrestre non sono ancora state assegnate in via definitiva. Se ciò accadrà all’ultimo momento utile, le televisioni rischieranno di restare oscurate per il tempo necessario ad adeguare gli impianti di ricezione”.
 
Questioni sollevate anche dal direttore di Free, Lorenzo Petiziol. “Il digitale è già stato da noi collaudato e sul piano operativo cambierà poco per chi fa televisione. Tuttavia, la moltiplicazione dei canali porterà qualche disagio ai telespettatori e infatti stiamo aspettando la regolamentazione per il ‘posto’ nel telecomando. Se alle tv locali non saranno assegnati spazi abbastanza in alto nella lista, queste rischieranno di scomparire nella folla.
 
Spiega Davide Micalich, titolare della Dea Communication: “ci sono ancora problemi di copertura, soprattutto relative alla Carnia, dove restano ancora molte zone d’ombra. Per quanto riguarda la questione della moltiplicazione dei canali, ci sarà la difficoltà di fidelizzare lo spettatore. Chi sceglierà la strada dei canali tematici sarà avvantaggiato, perché sarà in grado di catturare lo spettatore al di là dello zapping”.
 
Questione che non sembra affliggere “Gigi di Meo” di Telepordenone: “i problemi del telecomando? Chi vuole vedermi mi cerca. E anche gli anziani si ‘metteranno in regola’. Comunque, sono disposto ad andare casa per casa per sintonizzare i decoder. La nostra regione è piccola e per catturare il telespettatore si dovrà fare qualcosa di diverso, andando più in là della notizia, verso la riflessione. Questa è una grande opportunità per le tv locali”.
 
I problemi si fanno ancora più grandi se l’emittente è una delle più piccole d’Italia come come TeleAltoBut di Paluzza. “Per il momento” afferma Giovanni Battista Muser “stiamo trasmettendo sul digitale nella zona di Paluzza, ma il segnale non viene preso in buona parte del territorio montano. Sono momenti difficili, ma noi non molleremo”.
 
 
Insomma una situazione molto ingarbugliata e che per di più arriva in un momento economico tra i più difficili, anche perché la maggiore offerta di spazi che si verrà a creare farà probabilmente precipitare il valore delle inserzioni pubblicitarie sui singoli canali. Quindi l’impressione è che parecchie emittenti verranno fagocitate da emittenti più grandi dissolvendo così un patrimonio inestimabile di informazione e cultura locale, oltre che a numerosi posti di lavoro

 

Bibione: tentativi di dialogo per scongiurare contrapposizioni con Lignano

di Rosario Padovano

Evitare una lotta fratricida tra due realtà concorrenti, ma vicine e sinergiche. Giorgio Vizzon, sindaco di San Michele al Tagliamento Bibione, dipendente del Comune di Lignano dove è agente di polizia municipale (è stato per un anno comandante del corpo) scongiura vivamente gli albergatori della sua città, Bibione, dall’attuare qualsivoglia forma di protesta (o blocco) della statale 354, come annunciato lunedì scorso.
Anzi, Vizzon si propone come mediatore per far dialogare le tre realtà vicine, San Michele-Bibione, Latisana e Lignano, coinvolgendo magari le due Regioni (Veneto e Friuli Venezia Giulia) e le due Province (Udine e Venezia). Scopo di quella che nei sogni di Vizzon vuole essere una grande sinergia, è creare i presupposti di un’unione del Litorale, per battere la concorrenza di Caorle e Jesolo, le spiagge venete che non hanno un accesso privilegiato all’autostrada come ce l’ha invece Lignano. Tutto però parte dalla questione del casello di Ronchis, che di fatto ha creato una situazione di tensione tra Bibione da una parte, Latisana e Lignano dall’altra. «Il casello autostradale di San Michele è una priorità fondamentale per la località balneare di Bibione – ha riferito in una nota Giorgio Vizzon – e non potrebbe essere diversamente per la prima spiaggia del Veneto. L'amministrazione comunale di San Michele è assolutamente convinta di questo. Ritiene primaria la risoluzione di questo annoso problema. Mi faccio quindi interprete del disagio denunciato dagli operatori turistici e dalla popolazione di Bibione, che chiedono di far chiarezza sul casello autostradale. Però dobbiamo collaborare di più e meglio rispetto a prima».
«Rilevo nel contempo – aggiunge il sindaco di Bibione – una forte determinazione da parte degli stessi operatori di Bibione a porre in essere azioni significative volte a ottenere il raggiungimento del loro legittimo obiettivo. Ma queste ultime azioni devono essere, a mio avviso, possibilmente evitate. Non si può fare la guerra a Lignano. Non è opportuno riversare su altri territori le carenze riservate alla nostra spiaggia bibionese. Bisogna invece concertare un obiettivo comune: con i colleghi di Latisana e Lignano si deve realizzare un'azione sinergica che determini la risoluzione dl problema. Pertanto chiederò ufficialmente un incontro con i sindaci Micaela Sette di Latisana e Silvano Delzotto di Lignano Sabbiadoro per aprire un tavolo di trattative in cui siedano tutti gli enti interessati: Autovie Venete, le Regioni e le associazioni di categoria coinvolte». Vizzon ha espresso questi pareri al termine di una giunta comunale straordinaria, da lui stesso convocata nella serata di venerdì a Bibione.

 

Bibione: tentativi di dialogo per scongiurare contrapposizioni con Lignano

di Rosario Padovano

Evitare una lotta fratricida tra due realtà concorrenti, ma vicine e sinergiche. Giorgio Vizzon, sindaco di San Michele al Tagliamento Bibione, dipendente del Comune di Lignano dove è agente di polizia municipale (è stato per un anno comandante del corpo) scongiura vivamente gli albergatori della sua città, Bibione, dall’attuare qualsivoglia forma di protesta (o blocco) della statale 354, come annunciato lunedì scorso. Continua a leggere

Amministrative 2009: a Ligosullo vince Giorgino on the mike

E’ con grande piacere che scrivo questo post: un ex collega del mondo della radiofonia diventa Sindaco a Ligosullo; è Giorgio Morocutti; nel continua a leggere la composizione del consiglio che comprende anche Adriano Zanier

FORMAZIONE POLITICA CANDIDATI ELETTI PREFERENZE
FOGOLAR

BULLIANI ARMANDO

CORTESE DEBORA

CRAIGHERO FABRIZIO

CRAIGHERO BATTISTINO

9

5

3

3

LISTA CIVICA TORRE

CRAIGHERO SANDRO

MOROCUTTI ALESSANDRO

CRAIGHERO MAURIZIO

MOROCUTTI CRISTIAN

MORO SANDRA

FACCI CESARE

CECONI CARLO

11

10

8

7

7

6

5

 

Amministrative 2009: a Tavagnacco si conferma Pezzetta; ecco la composizione del consiglio

A Tavagnacco l’uscente sindaco Pezzetta si riconferma; nel continua a leggere la composizione del consiglio che comprende anche Claudio Bardini

FORMAZIONE POLITICA CANDIDATI ELETTI PREFERENZE
CASINI UNIONE DI CENTRO

FABRIS FEDERICO

63

PDL – BERLUSCONI PER BARDINI

DEGANO FRANCO

ORLANDI PIERLUIGI

BON DANILO

NAZZI ANTONINO

158

133

118

49

LEGA NORD BOSSI

RAGGI MARIO

PAJER MARCO

54

33

IDEE PER TAVAGNACCO

FREZZA TIZIANO

51

INTESA PER TAVAGNACCO

LIRUTTI MORENO

SANGOI RICCARDO

TONETTO MARCO

MOREALE ROBERTO

ABRAMO PAOLO

292

102

88

80

69

PROGETTO TAVAGNACCO LISTA CIVICA

COMUZZO CHIARA

DI PIAZZA EUGENIO

MAIARELLI GIANLUCA

DURIAVIG MARCO

MARINI ALFIO

226

176

123

83

67

VALORI IN COMUNE PER TAVAGNACCO

DI BIAGGIO ALIGI

63

Amministrative 2009: a Pasian di Prato vince Cosatto; la composizione del Consiglio

A Pasian di Prato vince Fausto Cosatti; nel continua a leggere la composizione del consiglio che comprende anche TONETTI, RINALDI e URSIG  

FORMAZIONE POLITICA CANDIDATI ELETTI PREFERENZE
PARTITO DEMOCRATICO

DEL TORRE GIUSEPPE

GANGI FABRIZIO

84

56

AUTONOMIA E COMUNITA’

ANTONUTTI ERNA

53

UNIONE DI CENTRO – CON LA GENTE

RIVA LUCIO

59

VOLONTARIATO E SOLIDARIETA’ PASIAN D.P.

TONEATTO VALERIO

57

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

POZZO ANDREA

PALA DANIELE

LONGHINO ALESSANDRO

LEITA LUCIO

BILATO SANDRO

164

115

66

49

45

LEGA NORD – BOSSI

TOSOLINI LORENZO

ROSSI TARCISIO

DEL FORNO IVAN

127

82

28

 

Amministrative 2009: a Gemona vince Urbani; la composizione del Consiglio

A Gemona vince Urbani; nel continua a leggere la composizione del Consiglio che comprende anche Patat e Londero

 

FORMAZIONE POLITICA CANDIDATI ELETTI PREFERENZE
PER GEMONA

COLLINI FABIO

SALVATORELLI VINCENZO

COPETTI PAOLO

ZEARO ESTER

COPETTI VALTER

117

116

73

57

45

GEMONA NEL CUORE

REVELANT ROBERTO

CARGNELUTTI LORIS

PATAT LUIGINO

RAGALZI GIULIO

LONDERO ADALGISA

166

75

58

53

51

[email protected]

MARMAI STEFANO

PALESE ANDREA

81

61

CON TE GEMONA

VENTURINI SANDRO

DOROTEA GIACOMINO

204

98

PDL

TISO GIUSEPPE

BENVENUTI MATTEO

213

122

GEMONA AVANTI

COPETTI LUCIO

119

LEGA NORD

ZILLI BARBARA

121