Archivio tag: artigiani

Carnia: Artigianato, nuova bottega-scuola per l’impresa di Licia Cimenti

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Con un decreto del vicepresidente della Regione e assessore alle Attività produttive, Sergio Bolzonello, due nuove imprese artigiane del Friuli Venezia Giulia hanno ottenuto il riconoscimento di “bottega-scuola” per la formazione di nuovi artigiani. Si tratta delle imprese “Cimenti Licia” di Tolmezzo e “Legatoria Eva Seminara” di Udine che operano, rispettivamente, nei settori del restauro mobili e della rilegatura artistica di libri.

«L’obiettivo – ha detto Bolzonello – è la salvaguardia di attività tradizionali a rischio di estinzione e la promozione di specializzazioni richieste dal mercato del lavoro, ma difficilmente reperibili».

Sino ad oggi sono sei le ditte artigiane del Friuli Venezia Giulia che hanno chiesto l’accreditamento come botteghe-scuola e che, attraverso attività di insegnamento e diffusione di tecniche produttive, intendono concorrere al rilancio dell’artigianato in settori di eccellenza, che vanno dalla gioielleria, al restauro, alla lavorazione di stoffe, carta, pellame e legno, alla fotografia, all’abbigliamento.

Friuli: disoccupazione giovanile, nell’artigianato è schizzata al 30,4%

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A che punto è la notte?”. Già dal titolo si può intuire qual è il filo conduttore dell’ottavo rapporto annuale di Confartigianato sullo stato del comparto nel 2012, illustrato durante una conferenza stampa nella sede dell’associazione in via Del Pozzo. Se diamo un’occhiata ai freddi numeri degli indicatori economici, si capisce che la notte, cioè la crisi, purtroppo, non è ancora finita. E a quasi cinque anni dall’inizio, con il crac di Lehmann Brothers negli Stati Uniti, non si intravvede la luce in fondo al tunnel.

Un po’ di cifre? Eccole, nel dettagliato dossier curato da Nicola Serio, dell’ufficio studi di Confartigianato. In provincia c’è oggi un numero di apprendisti (cioè il futuro per i tanti mestieri artigiani) pari a 1.444 persone, inferiore ai 1.769 che si registrarono nel 1955, quasi sessant’anni fa, prima del boom. Dunque siamo tornati ai livelli del Dopoguerra e il numero è in calo costante: gli oltre 3 mila “garzoni” di bottega del 2000 sono un lontano ricordo, per non parlare dei record degli anni Sessanta, con un Friuli che sfornava (e preparava) ogni anno 6, 7 mila falegnami, idraulici, imbianchini e quant’altro.

Altra nota dolente la disoccupazione giovanile, che è schizzata al 30,4%

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Alto Friuli: artigianato l’emorragia, continua perse in un anno altre 44 aziende

di Tanja Ariis.

Soffre l’artigianato nell’Alto Friuli: ha perso in un anno 44 imprese, di cui 36 in Carnia. Così sono scese a 2.124 le imprese artigiane in questa area. Il presidente di Confartigianato del mandamento dell’Alto Friuli, Sergio Zanirato, commenta: «la crisi si fa sentire, ma ci sono margini di recupero che potrebbero derivare ad esempio dal turismo in grado di promuovere interventi sul patrimonio edilizio esistente. In generale ci vogliono sinergia, un nuovo rapporto tra scuole e aziende e meno burocrazia». I settori più in sofferenza risultano l’edilizia che ha perso 9 aziende in un anno, di cui 4 da marzo a settembre (a conferma del trend negativo di inizio anno) scendendo a 215 aziende, e i trasporti che hanno perso 7 aziende, fermandosi a 102 imprese attive a fine settembre. «Vanno bene – osserva Zanirato – invece i servizi alle imprese» che sono saliti dalle 172 aziende del 2011 alle 176 nel 2012. Perde una sola impresa l’ambito dei servizi alla persona, che «tiene – spiega Zanirato – sia nei tradizionali, perché con la crisi c’è anche la riscoperta del sarto e del ciabattino, che in quelli nuovi» e le realtà attive sono 282. I settori artigiani con più imprese rimangono impiantisti e piccola edilizia con 685 aziende attive (15 in meno però rispetto al 2011) e attività manifatturiere con 511 (13 in meno del 2011). Per quanto riguarda la distribuzione sul territorio Val Canale-Canal del Ferro conta 278 imprese artigiane, perdendo rispetto a un anno fa solo un’azienda, Gemona ne ha oggi 7 in meno del 2011, ed è quindi la Carnia, quella col maggior numero di imprese artigiane, 1028, ma anche quella a pagare di più la crisi con 36 chiusure nell’ultimo anno. «Sull’edilizia – osserva Zanirato – purtroppo i dati dicono che nel 2012 la decrescita non solo è ripresa, ma prosegue, pesando su tutto l’indotto del settore casa, dagli idraulici ai falegnami all’arredo e così via. Sull’edilizia rischia di pesare anche l’Imu, per fortuna le amministrazioni comunali hanno cercato di tenere le tariffe più basse possibili. Speriamo che il turismo possa ingenerare un’inversione di tendenza che porti, come in parte è avvenuto con l’Albergo diffuso, a ristrutturare i borghi: con tutto il patrimonio edilizio che c’è nei paesi di montagna simili iniziative o altri incentivi possono rimettere in moto il settore. Il recupero edilizio dell’esistente potrebbe essere un’opportunità. Il settore trasporti – aggiunge Zanirato – sta soffrendo molto la concorrenza che proviene dai Paesi dell’Est. Tiene il discorso dell’agroalimentare. Per me è importante puntare sulla formazione professionale e sull’innovazione in questo ambito come anche nel settore agricolo caseario: l’innesto di nuove generazioni potrebbe riaccendere questa prospettiva nel settore primario a km 0. I settori turistico e agricolo possono trainare gli altri, tra cui l’edilizia. Ma dobbiamo ritrovarci tutti assieme: è troppo tempo che imprese, artigiani, associazioni, istituzioni e scuola vanno ognuno per proprio conto. Bisogna legare di più scuola e imprese anche con percorsi formativi in azienda».

Udine: Carlo Faleschini lascia Confartigianato dopo 12 anni di presidenza

di Federica Barella

Lascia la presidenza dell’associazione di categoria più importante in provincia di Udine in un momento difficilissimo, in cui la crisi, come sottolinea lui stesso, rischia di diventare «da una crisi di tasca anche una crisi di testa». E con la preoccupazione di cosa ne sarà delle piccole aziende friulane dopo la crisi. Carlo Faleschini a gennaio lascerà la guida di Confartigianato Udine, dopo 12 anni di presidenza. Anni durante i quali il numero di iscritti, a quota circa 8.000, è rimasto sostanzialmente invariato, con una leggerissima ripresa (pari a un +0,5%) negli ultimi due anni. Presidente Faleschini, l’arcivescovo di Udine ha detto che la crisi è colpa soprattutto di una certa generazione e che i giovani ne stanno pagando le conseguenze. Le sembra una considerazione condivisibile? «Sono d’accordo con monsignor Mazzocato. Per i giovani facciamo poco. Hanno bisogno di esempi. Di buoni esempi. Invece noi sappiamo riempirli o di divieti e critiche, oppure di contagiarli solo con atteggiamenti sbagliati. Basta guardare la politica, soprattutto quella nazionale. Invece di unirsi e separare le posizioni politiche, a lungo hanno litigato su tutto. Il modello doveva essere invece quello che è stato fatto in Friuli all’epoca del sisma. Siamo infatti in una situazione di totale emergenza». Ma alcune decisioni della manovra Monti sembrano essere prese soprattutto “contro” le piccole imprese, o no? «Sul governo Monti mi permetto di fare un’analisi a prescindere dalla manovra. L’elezione di questo esecutivo è stata la sconfitta della politica. Sconfitta nata dall’attuale legge elettorale. Chi siede attualmente in Parlamento è innanzitutto nominato dai vari “capipopolo” e non dalla gente. Alla fine è ovvio che lo sfascio politico, ma anche morale e sociale non può che aumentare». Sì, ma le decisioni della Finanziaria? Di fronte a quella sui pagamenti “tracciabili” oltre i mille euro, molti hanno gioito dicendo che così anche per gli artigiani sarà più difficile il “nero”… «Questa degli artigiani sempre e comunque evasori è una delle affermazioni che mi fa più male. Anche perché non è veritiera. E noi come categoria stiamo lavorando da tempo per sfatare questo mito. Ci siamo battuti perchè il Governo rendesse detraibili molti interventi sulla casa. I nostri associati poi sanno quali sono le nostre regole. E quelle etiche sono le più importanti. Come anche quelle di legge, ovviamente». Sempre in tema di pagamenti, continua a essere difficile riuscire ad ottenerli anche in caso di lavori importanti? «E’ una delle tante emergenze. Non è che manchi il lavoro, manca l’incasso. A volte un’impresa riesce a ottenere il dovuto anche solo dopo 6 mesi. Sei mesi in cui il datore di lavoro comunque deve mandare avanti l’attività, pagare i dipendenti e le materie prime. E anche le tasse». Come si può uscire da questa spirale? Con maggiori strumenti di credito? «Certo, il nostro sportello credito lavora tantissimo. Ma noi cerchiamo sostenere i nostri associati anche in altro modo. In associazione tra i vari servizi che abbiano attivato c’è quello dedicato all’energia per contenere le bollette energetiche, attraverso contratti ad hoc». Lei però ha dichiarato di aver paura che questa crisi si trasformi. Che significa? «Ho paura che da crisi di tasca, per qualcuno diventi crisi di testa. Penso a esempio all’imprenditore artigiano che si è ucciso in Veneto. Ma ho paura anche che dopo tutti gli sforzi di questi anni, alla fine, terminata la crisi (perchè questa crisi un giorno finirà) le nostre piccole imprese non siano in grado di agganciare la ripresa. Questo è il mio pensiero più grande». A chi appellarsi? La politica nazionale a quanto pare aiuta poco il vostro settore. E Trieste? «E’ vero. Roma non considera molto il nostro settore. E a torto, visti l’importanza e il “peso” dell’artigianato. Per fortuna la Regione Fvg ha sempre capito e supportato le nostre esigenze. A parte l’errore di aver chiuso anni fa l’Esa. I nostri artigiani sanno fare, ma qualche volta la commercializzazione è più complicata. Ultimamente però la Cciaa ci sta dando un aiuto in questo». Una delle vostre iniziative che ultimamente hanno fatto più notizia è il corso per genitori. Che c’entra la Confartigianato con un corso per genitori? «La famiglia è il nucleo dell’artigianato. Ci eravamo accorti che la crisi del reperimento degli apprendisti coincideva con una certa crisi della famiglia. Da qui l’idea. Parallelamente abbiamo sviluppato anche gli interventi nelle scuole e un corso universitario, grazie anche all’aiuto della Fondazione Crup». Siete quindi meno sindacato e più realtà di servizi? «No, la forte vocazione sindacale resta sempre. Ma forse siamo più vicino agli associati. Ora abbiamo ben 27 uffici in tutto il territorio provinciale, con 160 addetti al servizio di imprese e artigiani». In 67 anni di vita della vostra associazione, lei è stato il terzo presidente, dopo Diego di Natale e Beppino Della Mora. Chi verrà dopo di lei? «Non so chi chi sarà eletto. Ma spero di sapere come. Vorrei una scelta per acclamazione. Non è tempo di divisioni. Serve una persona capace, che abbia una buona squadra e sappia raccogliere un consenso pressochè totale».

San Daniele: Paolo Marcuzzi il “Mago” dei soldati in miniatura, spedisce le sue creature in tutto il mondo


di Maura Delle Case

La crisi che 15 anni fa gli è costata il posto di lavoro all’interno di una delle celebri aziende locali di alta bigiotteria non ha scoraggiato un giovane sandanielese, che ha saputo reinventarsi artigiano di figurini della seconda guerra mondiale. Si chiama Paolo Marcuzzi, ha 43 anni e con la moglie Alexandra gestisce ormai da un decennio l’azienda “Model Victoria”, un business da 40 mila euro l’anno che lo porta a vendere i suoi soldatini, non più realizzati col piombo ma con la resina poliuretanica, a Hong Kong, Usa, Canada e Australia. L’abilità manuale acquisita nel mondo della bigiotteria abbinata con approfonditi studi storico-filologici hanno permesso all’artigiano di farsi un nome nel panorama dei produttori di figurini. Questo mondo che sa d’incantato abbiamo potuto toccarlo con mano, giorni fa Continua a leggere

Friuli: Confartigianato, parte la corsa per il dopo-Faleschini e se toccasse a una donna?


di Federica Barella

La fine del 2011 segnerà anche la fine dell’era di Carlo Faleschini per il mondo sindacale dell’artigianato friulano. Dopo tre mandati consecutivi quadriennali, infatti, lo storico presidente di Confartigianato provincia di Udine dovrà passare il testimone. E le assemblee elettive che sceglieranno il nuovo direttivo provinciale, dal quale scaturirà poi il nome del successore, prenderanno il via fra poco più di un mese. Carlo Faleschini non abbandonerà comunque il mondo dell’artigianato e della rappresentanza sindacale entrando di diritto nei prossimi organismi. Stando ai bene informati, per il dopo-Faleschini i giochi sono ancora aperti anche se di candidati alla presidenza della Confartigianato provinciale certo non mancano. A iniziare da due esponenti di spicco dell’associazione come il vicepresidente vicario Franco Buttazzoni Continua a leggere

Friuli: aziende friulane in crisi, in 8 mesi nel 2011 già 67 fallimenti e 11 concordati,

di Luana de Francisco

La moria delle aziende continua: inesorabile, come la crisi economica mondiale che la alimenta, sta falcidiando il tessuto imprenditoriale friulano, che pure vanta un’incoraggiante iniezione di nuovi ingressi nel registro imprese della Camera di commercio. La conferma si legge e si osserva negli uffici e nelle aule del tribunale di Udine: l’ultimo dato, aggiornato al 1° settembre, dava le sentenze di fallimento a quota 67. Cioè, 6 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e a quello precedente. A riprova che il trend, in netta crescita dal 2008, si è ormai consolidato. Bilancio a tinte fosche. Inutile tentare di addolcire la pillola, di fronte ai numeri e alla generale sensazione di malessere manifestata tanto dagli imprenditori, quanto dai loro dipendenti. Anche ipotizzando un calo delle istanze di fallimento – peraltro fisiologico – nella seconda metà dell’anno, il 2011 si avvia a chiudere in linea con le stagioni peggiori. Continua a leggere

Friuli: dopo l’azzeramento del Sistri, gli artigiani chiedono i danni


di Riccardo de Toma

La raccomandata è già pronta, con destinatario il ministero dell'Ambiente. Chi volesse riceverne un fac-simile, lo può chiedere contattando la sede di Confartigianato Udine. La richiesta? La restituzione dei contributi versati da Natale 2009 a dicembre 2011 – 240 euro per i produttori di rifiuti, 720 per i trasportatori – e delle spese accessorie, cioè di tutti i costi «ingiustamente e impropriamente sostenuti dalle imprese». Costi che per Confartigianato vanno dai 1.500 ai 10.000 euro ad impresa. Secondo una stima che l'associazione definisce prudenziale, ai 300 euro minimi di costi fissi rappresentati da spese e diritti va infatti aggiunto il lavoro aggiuntivo portato dalle tante incombenze legate all'introduzione del nuovo sistema, che l'associazione imprenditoriale stima in almeno 50 ore Continua a leggere

Friuli: i carrozzieri insorgono contro il sistema del risarcimento diretto

“Le storture del sistema del risarcimento diretto, dimostrate dalle numerose denunce presentate dall’Isvap all’Autorità garante della concorrenza e del mercato e dal crescente numero di multe alle compagnie di assicurazione per accertata scorrettezza nei procedimenti liquidativi e della maggior frequenza dei casi di contenzioso vanno corrette». Lo denuncia Ruggero Scagnetti, capo categoria provinciale dei carrozzieri di Confartigianato Udine che chiede ai parlamentari Fvg di attivarsi per «riformare il sistema del risarcimento diretto previsto dal Codice delle assicurazioni private». «Così non va» aggiunge Scagnetti, che spiega che questo sistema scontenta Continua a leggere

Friuli: «Finalmente le regole», le estetiste applaudono al decreto interministeriale


dal Gazzettino di oggi

«Dopo 21 anni di attesa, il Governo ha dato il via libera alla pubblicazione del Decreto interministeriale che regolamenta gli apparecchi elettromeccanici utilizzati nell’attività di estetista». Lo annuncia Monica Moro, capo categoria provinciale delle estetiste di Confartigianato Udine (sono 204 in provincia di Udine con 450 addetti) che spiega che «finalmente gli operatori, gli utenti, ma anche i produttori di macchinari sapranno con esattezza quali apparecchiature sono utilizzabili nei centri estetici Continua a leggere