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Carnia: a Givigliana e Tors si rinnova il Comitato per l’amministrazione dei Beni civici frazionali

Le piccole Comunità di Givigliana e Tors, domenica 25 ottobre, eleggeranno il nuovo Comitato per l’amministrazione dei Beni civici frazionali.
I 5 componenti dell’organo di gestione della proprietà collettiva potranno essere scelti fra 6 candidati, dei quali ben 3 son donne: Fulvio Del Ponte, Giampiero Della Martina, Adriano Faleschini, Denise Gortana, Ernesta Gortana e Rina Gussetti. Il seggio sarà allestito dalle ore 9 alle 15, presso il Municipio di Rigolato. Da quando amministrano in autonomia il proprio patrimonio agro-silvo-pastorale, le Comunità di Givigliana e Tors hanno raggiunto significativi traguardi, al punto da meritare, nell’estate scorsa, la “Bandiera verde” assegnata dalla Campagna nazionale “Carovana delle Alpi 2015” di “Legambiente”.


L’associazione ambientalista ha così motivato il prestigioso premio: «In un panorama contrassegnato dalla chiusura o dallo slittamento verso valle di servizi essenziali per la permanenza dei cittadini nel territorio alpino (…), non si può non salutare con ammirazione e speranza quanto accade a Givigliana, un piccolo borgo letteralmente aggrappato alla montagna, in Comune di Rigolato. L’Amministrazione dei Beni civici di Givigliana e Tors ha recentemente acquisito l’edificio già sede della Latteria sociale, dimostrando come si possano fare “grandi cose” anche in un villaggio con 10 abitanti, a 1.120 metri di altitudine (…). L’Amministrazione dei Beni civici è stata ricostituita nel 2007. Grazie al nuovo Comitato, tra l’altro, sono stati riportati a gestione i 153 ettari di bosco di produzione e, proprio grazie alle utilizzazioni forestali eseguite in collaborazione con l’Amministrazione frazionale di Pesariis, è stato possibile realizzare negli anni investimenti a favore della Comunità e del patrimonio civico per oltre 220 mila euro più Iva, con l’acquisto di un minidumper, un transporter con rimorchio e una teleferica mobile. Si apre ora una fase nuova: si potrà procedere alla manutenzione straordinaria dell’edificio, alla sua riqualificazione e alla ulteriore valorizzazione a favore dei residenti e degli oltre 40 discendenti che nei fine settimana, durante le feste e per tutta l’estate continuano a frequentarla, ridandole la vita di un tempo, ma anche per i turisti».
In Val di Gorto, la stagione elettorale degli Assetti fondiari collettivi proseguirà domenica 22 novembre, con la votazione del nuovo Comitato per l’amministrazione dei beni civici frazionali di Pesariis, in Comune di Prato Carnico.
«Entro tale data – dichiara il portavoce del Coordinamento regionale della proprietà collettiva, Luca Nazzi –, ci auguriamo che sia finalmente sbloccata anche la situazione di stallo in cui è costretta, da troppi mesi, la Comunità di Collina. L’Amministrazione comunale di Forni Avoltri, infatti, fino ad oggi non ha ancora provveduto ad organizzare le elezioni, richieste da oltre 50 Frazionisti nell’aprile scorso, in conformità con l’apposito regolamento regionale».
I Beni collettivi della Comunità alle pendici del Cogliàns, come nel caso di Givigliana e Pesariis, sono ufficialmente riconosciuti da un Bando del Commissario agli usi civici, risalente agli anni Trenta del secolo scorso. «Per ciò – continua Nazzi – auspichiamo che proprio il Commissario e la stessa Amministrazione regionale si facciano parte attiva affinché, senza ulteriori indugi, sia applicata anche a Collina la legge statale 278/1957, la quale stabilisce che “all’amministrazione separata dei beni di proprietà collettiva della generalità dei cittadini abitanti nel territorio frazionale provvede un Comitato di 5 membri eletti, nel proprio seno, dalla generalità dei cittadini residenti nella frazione ed iscritti nelle liste elettorali”».

Rigolato: la marcia in più di Givigliana, l’Amministrazione dei Beni civici ha acquisito la Latteria sociale

__Givigliana

Con atto notarile stipulato il 18 giugno, l’Amministrazione dei Beni civici di Givigliana-Tors (in Comune di Rigolato, in Carnia) ha accettato la donazione ed acquisito l’edificio già sede della Latteria sociale, dimostrando come si possano fare grandi cose anche in un villaggio con 10 abitanti, a mille 120 metri di quota. Proprio come a Pesariis nel 1989, si è infatti concluso il percorso che aveva portato prima a ricostituire gli organi della società, poi alla donazione a titolo gratuito dell’immobile e infine alla liquidazione della Latteria sociale.
L’edificio è da anni utilizzato dall’associazione della Comunità che ne aveva fatto il proprio punto di aggregazione, ricavandone nel tempo gli spazi a ciò necessari (bar-soggiorno al piano terra, sala riunioni e servizi al primo piano). E fin dal suo insediamento l’Amministrazione civica di Givigliana-Tors aveva sostenuto i costi elettrici dell’immobile, del campanile decorato (unico e spettacolare) e, più recentemente, anche quelli della Latteria sociale.
L’Amministrazione dei Beni civici è stata ricostituita nel 2007 soprattutto per merito dell’infaticabile impegno di Fedele Gortana, recentemente mancato, ma anche grazie al comportamento esemplare del Comune di Rigolato e al supporto dell’esperto segretario Delio Strazzaboschi, impegnato anche al servizio delle Amministrazioni frazionali di Pesariis e di Priola e Noiariis, nonché membro del direttivo del Coordinamento regionale della Proprietà collettiva.
Grazie al nuovo Comitato, tra l’altro, sono stati riportati a gestione i 153 ettari di bosco di produzione e, proprio grazie alle utilizzazioni forestali eseguite in collaborazione con l’Amministrazione frazionale di Pesariis, è stato possibile realizzare negli anni investimenti a favore della Comunità e del patrimonio civico per oltre 220 mila euro più Iva (Minidumper e Transporter con rimorchio; Teleferica mobile).
Si apre ora una fase nuova, come dice il presidente Fulvio Del Ponte: «Si potrà procedere alla manutenzione straordinaria dell’edificio, alla sua riqualificazione e valorizzazione ulteriore a favore dei residenti e degli oltre 40 discendenti (sempre presenti nei fine settimana, durante le feste e per tutta l’estate), ma anche per i turisti (Givigliana, infatti, è punto base di molte belle escursioni sulle Alpi Carniche)».
Il Comitato di Amministrazione sarebbe orientato a realizzare nell’ex Latteria un bar-ristorante di charme al piano terra, ad installare nella sala riunioni un piccolo impianto multimediale con tv satellitare e a dotare l’edificio, ora nuova Sede frazionale, di una postazione informatica con collegamento gratuito a internet per residenti ed ospiti.
La soddisfazione è davvero grande, poiché l’Amministrazione civica provvederà all’esecuzione di lavori, impianti e arredi (stima iniziale di 80 mila euro), con le sole proprie disponibilità finanziarie. Conclude Fulvio Del Ponte: «Non abbiamo dubbi, sarà un successo!».

Gemona: raccolte 141 firme per bloccarne l’alienazione dal beni civici

di Giusy Gubiani.

Le terre civiche appartengono alla comunità gemonese. Non sono in vendita. Un gruppo di cittadini, ben 141 le firme, ha diffidato il sindaco Paolo Urbani e la sua amministrazione a procedere con la vendita dei terreni così detti di “uso civico”, ossia di “proprietà collettiva”. Di fatto, l’espressione formale del dissenso dovrebbe impedire l’avvio di un eventuale procedimento di vendita al privato. Nel documento, inviato per conoscenza al Commissario regionale agli usi civici, alla Regione e al Coordinamento regionale della Proprietà collettiva, la contestualizzazione della vicenda. Risale al 2010 la delibera con cui il consiglio comunale aveva approvato il piano delle alienazioni e valorizzazione delle proprietà comunali, comprendente una lista di immobili e di terreni. Tra questi ultimi, una parte sono appunto soggetti a “uso civico”, il che significa appartenenti a tutti i residenti gemonesi e non al Comune. Si tratta per lo più di pascoli, boschi e incolti nelle zone di Ledis, Cumieli, Rivoli Bianchi, Monte Ercole e Sant’Agnese. Di qui, la scelta della diffida che, di fatto, contrasta la volontà dell’amministrazione di sbarazzarsi dei terreni soggetti a uso civico, «senza aver precedentemente informato in modo capillare la popolazione e senza averne ottenuto un formale e generale consenso». In realtà, tali vendite necessitano dell’autorizzazione della Regione e del Commissario regionale, ora difficilmente ottenibile a seguito della formale espressione di dissenso dei cittadini e senza la quale i beni sono inalienabili. Nello specifico, l’amministrazione è invitata anche a riflettere sull’opportunità di tutelare e valorizzare la preziosa eredità storica dei terreni collettivi, «quali elementi fondanti l’identità storica della comunità locale; quali strumenti significativi per assicurare la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale comunale; quali strutture eco-paesistiche del paesaggio agrosilvopastorale regionale; quale fonte di risorse rinnovabili da valorizzare e utilizzare a beneficio della collettività». A dimostrazione di ciò, la diffida ha incontrato anche l’appoggio del Coordinamento regionale. Quest’ultimo si è reso disponibile a offrire all’amministrazione gemonese la propria consulenza per realizzare un «percorso di riscoperta e di valorizzazione della proprietà collettiva, il cui esito più alto non potrà che essere la costituzione di un Comitato per l’amministrazione dei Beni civici». Infatti, conclude la missiva, bisogna superare la “logica del prelievo” e condividere una “gestione patrimoniale” dei terreni comunitari, secondo il principio per cui “la loro proprietà appartiene alle generazioni future”.

Friuli: 50 anni di autonomia, ma i beni civici aspettano ancora di essere riconosciuti

 

I Cittadini del Friuli e della Venezia Giulia, Autorità pubbliche e Politici di ogni schieramento, Consiglieri regionali e Sindaci, il 31 gennaio, festeggeranno il 50° anniversario dello Statuto di autonomia della nostra Regione, approvato con Legge costituzionale nel 1963. Noi custodi delle secolari autonomie civiche, tuttavia, a questa festa non potremo partecipare. Da 10 Legislature, infatti, in Consiglio regionale, prevalgono insensibilità e disinteresse per il Popolo dei Beni civici e l’articolo 4 dello Statuto di autonomia – che attribuisce alla Regione «potestà legislativa» in materia di «usi civici» – rimane tuttora inapplicato, per miopia politica e amministrativa.

 

Le Comunità della nostra Regione, dal Carso triestino e goriziano alla Laguna friulana, dalla Pianura friulana di qua e di là del Tagliamento alla Zona Collinare, dalla Montagna Pordenonese alla Carnia, fino alla Val Canale, attendono ancora, a distanza di 50 anni, il riconoscimento del loro ruolo, delle loro Proprietà collettive e della loro capacità di gestirle autonomamente.

Nella nostra Regione, i Beni civici aspettano ancora di essere riconosciuti come inestimabile «bene comune» di pubblico e generale interesse e i Comitati che li amministrano attendono ancora un pieno riconoscimento della loro soggettività e della loro operatività.

Fino ad oggi, infatti, il Legislatore regionale e gli Amministratori locali hanno impedito che i benefìci derivanti dal consistente Patrimonio collettivo ricadano sull’interà società regionale e statale, oltre che sulle popolazioni titolari.

In 44 Comuni delle Province di Gorizia, Pordenone e Udine, le Amministrazioni comunali continuano formalmente a gestire i Beni collettivi «in nome e per conto» delle Frazioni, anche se le Comunità potrebbero far da sé. Ma, in realtà, nella maggioranza dei casi, i Patrimoni collettivi risultano abbandonati al loro destino o utilizzati per funzioni incompatibili con la loro natura civica e con la loro valenza sociale e ambientale.

In altri 85 Comuni della Regione, gli accertamenti dei Beni civici sono ancora in corso, nonostante quanto previsto oltre 80 anni fa dalla legge statale 1766/1927 e nonostante l’alto costo degli uffici regionali che hanno questo incarico, sicché le Comunità non possono comunque amministrare direttamente le rispettive Proprietà collettive, sviluppandone appieno le funzioni e le potenzialità sociali, economiche e ambientali.

In alcuni Comuni della Provincia di Trieste, si continua a contrapporre l’anacronistico regime degli «Usi civici» ai diritti originari delle Comunioni familiari, siano esse “Jus” o “Srenje”.

Per queste ragioni, il Popolo dei Beni civici, il 31 gennaio, non festeggerà per uno Statuto disatteso e tradito e, in occasione delle prossime consultazioni elettorali, saprà giudicare chi rispetta e chi no i principi di «Sussidiarietà», «Autonomia e decentramento» e valorizzazione delle «Formazioni sociali» sanciti solennemente dalla Costituzione della Repubblica italiana.

LA VICìNIA

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protezion e avignî des propietâts coletivis in Friûl e te provincie di Triest zašcita in razvoj skupnih posestev u Furlaniji in na Krasu protezione e futuro delle proprietà collettive in Friuli e nella provincia di Trieste

Rigolato: in funzione la nuova teleferica mobile delle Amministrazioni dei Beni civici di Givigliana e di Pesariis

Terminato il primo intervento con la nuovissima teleferica mobile I Beni civici scommettono sulla gestione diretta dei boschi Pesariis, Givigliana e Collina capofila del Progetto nelle Valli Degano e Pesarina. È stato terminato il primo intervento completamente effettuato con la nuovissima teleferica mobile delle Amministrazioni dei Beni civici di Givigliana (Rigolato) e di Pesariis (Prato Carnico). Nei giorni scorsi, i 4 boscaioli della squadra di Pesariis hanno esboscato per via area il Lotto 1.2 del Piano di Gestione forestale della Comunione familiare di Collina di Forni Avoltri. L’intervento ha consentito di tagliare e trasportare 284 piante di abete rosso e 94 di abete bianco, per complessivi 460 metri cubi netti di legname, grazie ai quali si prevede un ricavo di 30 mila euro. La gru a cavo dell’Amministrazione dei Beni civici di Givigliana, acquistata grazie ad un finanziamento concesso dalla legge regionale 26/2005 sull’innovazione della filiera foresta-legno, è stata consegnata ufficialmente il4 aprile dal presidente della Regione Renzo Tondo, a Rigolato.

Nelle settimane successive, è stato organizzato un corso per l’utilizzo dell’attrezzatura, diretto dal dottore forestale Verio Solari, cui hanno partecipato maestranze di tutta la vallata.

Le Proprietà collettive di Pesariis, Givigliana e Collina sono capofila del Progetto di gestione associata dei patrimoni civici delle Valli Degano e Pesarina, promosso dal Coordinamento regionale della Proprietà collettiva.

Tramite la gru a cavo mobile a tre tamburi e radiocomandata, tutte le Amministrazioni civiche coinvolte finora nel Progetto e quelle che presto si aggiungeranno godranno importanti benefici non solo dal punto di vista della riduzione dei costi, ma anche e soprattutto per la possibilità di operare in boschi non serviti da adeguata viabilità e per questo inutilizzati da decenni.

In un panorama di generale abbandono del bosco e di trascuratezza delle attività forestali, le Amministrazioni dei Beni civici di Pesariis e Givigliana e la Comunione familiare di Collina stanno scommettendo sulla gestione diretta del proprio patrimonio boschivo, perseguendo 3 obiettivi strategici: il rilancio delle utilizzazioni forestali, con particolare cura agli aspetti ambientali (sistemazione delle formazioni boscate sotto-utilizzate e delle aree rurali adiacenti nonché recupero di schianti isolati); lo sviluppo dell’occupazione locale, aumentando considerevolmente il livello di preparazione degli addetti; il recupero dell’uso civico locale (attraverso la fornitura diretta ed agevolata di legna da ardere ai residenti).

Le Proprietà collettive delle valli Degano e Pesarina, a completamento degli investimenti comuni di filiera, intendono procedere ora ad un ulteriore indispensabile

investimento: l’acquisto di una cippatrice mobile a tamburo, azionata da motore autonomo e completa di caricatore idraulico e rimorchio dedicato. Sarà così attivato il circuito virtuoso del cippato, utilizzando le biomasse delle utilizzazioni forestali, ora abbandonate in bosco, e quelle derivanti da interventi di manutenzione ambientale.

LA VICìNIA

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